ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 11 febbraio 2017

Gospastoral

Il commissariamento di Medjugorje

Che di commissariamento si tratti non c’è dubbio. Papa Francesco, come ha anticipato il  Quotidiano nazionale,  ha nominato un “inviato speciale”, per indagare sulle apparizioni mariane che da oltre trent’anni attirano milioni di pellegrini nel  Santuario di Medjugorje nell’ex Jugoslavia. Il compito dell’inviato, il vescovo polacco monsignor Henryk Hoser, dovrebbe essere, quello di «studiare quanto avviene nella cittadina bosniaca e riferire soltanto al Pontefice, che ha bocciato più volte durante le sue udienze l’immagine di una Madonna «superstar».
Non è chiaro però se ad essere commissariato sia l’evento di Medjugorie o la Commissione di studio della Congregazione per la Dottrina della Fede che sulle apparizioni ha indagato. La Commissione, presieduta dal cardinale Camillo Ruini, dopo quattro anni di lavoro, il 17 gennaio 2014 ha consegnato le sue conclusioni al Santo Padre. Il risultato, secondo le nostre fonti, è che “non constat de supernaturalitate” (non risulta la natura soprannaturale del fenomeno). Non si capisce se al Papa questo risultato non vada bene perché troppo morbido (avrebbe preferito “constat de non supernaturalitate”, risulta che non ha carattere soprannaturale) o perché, viceversa, gli appaia troppo duro. A questo proposito, il portavoce vaticano Greg Burke ha affermato che il «commissario» non entrerà nel merito delle apparizioni mariane, che sono una questione dottrinale di competenza della Congregazione della Dottrina della Fede, che le sta ancora studiando, ma dovrà occuparsi solo degli aspetti pastorali della vita del Santuario.
La decisione di mandare un commissario dunque non sarebbe un colpo al santuario, ma sarebbe una scelta «più pro che contro». Se però la CDF ancora studia, le apparizioni vuol dire che i risultati della Commissione, composta da cinque cardinali e da numerosi teologi e studiosi, sono giudicati insoddisfacenti. Ma se non si riesce o non si vuole pronunciarsi sulla veridicità delle apparizioni, non si comprende su quali basi il commissario possa dirigere la vita pastorale del Santuario bosniaco. Alla fine la decisione appare come un nuovo gesto di autorità del Papa, per far capire, a colpi di commissariamento, a chi spetta l’ultima parola, anche se questa parola non sarà pronunciata. (R.d.M. su Il Tempo del 12 febbraio 2017)

Medjugorje, papa Francesco manda un «inviato speciale»


Una scelta che sembra motivata dalla necessità di un supplemento di indagine per le apparizioni mariane. Ma il portavoce vaticano Greg Burke precisa: «L'inviato si occuperà degli aspetti pastorali


Un inviato speciale di Papa Francesco al Santuario di Medjugorje. La decisione, anticipata dal Quotidiano nazionale, sarebbe stata presa per indagare sulle apparizioni mariane che da oltre trent'anni attirano nella piccola località dell'ex Jugoslavia milioni di pellegrini. Il compito dell'inviato, il vescovo polacco monsignor Henryk Hoser, dovrebbe essere, secondo quanto riferisce Qn, quello di «studiare quanto avviene nella cittadina bosniaca e riferire soltanto al Pontefice, che ha bocciato più volte durante le sue udienze l'immagine di una Madonna «superstar».


«DECISIONE PIÙ PRO CHE CONTRO»



Il portavoce vaticano Greg Burke invece ridimensiona il ruolo del «commissario» papale, spiegano che «non entra nel merito delle apparizioni mariane, che sono una questione dottrinale di competenza della Congregazione della Dottrina della Fede, che le sta ancora studiando. L'inviato, invece, dovrà occuparsi della vita liturgia e sacramentale del Santuario, cioè degli aspetti pastorali». La decisione di mandare un commissario dunque non sarebbe un colpo al santuario, ma sarebbe una scelta «più pro che contro». «La sua missione - sottolinea il bollettino vaticano che annuncia la nomina - ha lo scopo di acquisire più approfondite conoscenze della situazione pastorale di quella realtà e, soprattutto, delle esigenze dei fedeli che vi giungono in pellegrinaggio e, in base ad esse, suggerire eventuali iniziative pastorali per il futuro. Avrà, pertanto, un carattere esclusivamente pastorale».

I DUBBI DEL PAPA SULLA MADONNA «SUPERSTAR»



Monsignor Hoser, precisa la Segreteria di Stato, «continuerà ad esercitare l'ufficio di arcivescovo-vescovo» della piccola diocesi confinante con l'arcidiocesi di Varsavia, quella di Warszawa-Praga. Ed «è previsto che completi il suo mandato entro l'estate prossima». Benedetto XVI aveva istituito una Commissione di studio sulle apparizioni di Medjugorje presso la CDF, guidata dall'ex presidente della Cei, Camillo Ruini, ma benché questa abbia terminato i suoi lavori, non sono state pubblicate le conclusioni alle quali è giunta. Ed oggi le parole di Greg Burke lasciano ritenere che non ci sarà una pronuncia sulla veridicità delle apparizioni mariane. Del resto i risultati spirituali del Santuario, in termini di conversioni e confessioni dei pellegrini accreditano l'ipotesi che il Papa dia finalmente il via libera ai pellegrinaggi nella piccola località della Bosnia Erzegovina, senza esprimersi sulle apparizioni verso le quali da parte sua emerge un forte scetticismo. Papa Francesco non ha mai detto in effetti se crede o no nelle apparizioni ma più volte ha espresso perplessità circa il fatto che esse continuano quasi quotidianamente da oltre 35 anni. Nel colloquio con i 140 Superiori Generali di Ordini e Congregazioni religiose maschili, svoltosi il 25 novembre 2016 nell?Aula Paolo VI, ha accennato, ad esempio, alla Madonna come «capo di un ufficio postale», bollando questa immagine come «non cattolica».

Valentina Santarpia
http://www.corriere.it/esteri/17_febbraio_11/medjugorje-papa-francesco-manda-inviato-speciale-a296397e-f04f-11e6-811e-b69571ccd9d9_print.html

Medjugorje nel mirino del Papa. Uno 007 per provare le apparizioni


Si allontana la decisione sui veggenti. Richieste ulteriori indagini 

Città del Vaticano, 11 febbraio 2017 - PAPA Francesco riapre l’indagine sui fenomeni di Medjugorje. L’inattesa decisione, che Qn è in grado di anticipare, prevede nelle prossime ore la nomina di un inviato speciale del Papa, un vescovo di sua stretta fiducia, che dovrà «studiare quanto avviene nella cittadina bosniaca e riferire soltanto al Pontefice». L’intento di Francesco, si aggiunge, è quello di «voler approfondire le indagini svolte finora». Indagini che erano state affidate nel marzo 2010 da Benedetto XVIa una speciale commissione internazionale di inchiesta e di studio, istituita presso la Congregazione per la dottrina della Fede e presieduta dal cardinale Camillo Ruini. 
Nonostante il complesso lavoro svolto in quattro anni dalla commissione composta da una ventina di membri tra cardinali, vescovi, periti ed esperti, le cui conclusioni sono state consegnate all’ex Sant’Uffizio nel febbraio 2014, la mole di documenti e accertamenti stilati non ha convinto Francesco a sciogliere la riserva. 
 
APPARE così in qualche modo clamorosa la scelta di papa Bergoglio di ordinare un supplemento di indagine per chiarire la vera natura delle presunte apparizioni mariane che da oltre trent’anni attirano nella piccola località dell’ex Jugoslavia milioni di pellegrini. Tanto più che papa Francesco, pur non citandola espressamente, non ha mai nascosto il suo scetticismo vero i fenomeni di Medjugorje. 
L’ultima occasione è stata proprio l’udienza del 25 novembre scorso all’Unione dei Superiori generali degli istituti religiosi maschili, trascritta da padre Antonio Spadaro, sul nuovo numero di Civiltà Cattolica, in cui il Papa ha ribadito che «la Madonna vera» non è «la Madonna capo di un ufficio postale che ogni giorno manda una lettera diversa dicendo: ‘Figli miei, fate questo’ e poi il giorno dopo ‘Fate quest’altro’. «Questa moda della Madonna superstar – ha rincarato Francesco –, come una protagonista che mette se stessa al centro, non è cattolica». Parole che suonano quasi come una pietra tombale sulla pretesa soprannaturalità delle apparizioni testimoniate a cadenza regolare di giorni e di orari dai sei veggenti di Medjugorje. Il Papa però non vuole lasciare nulla di intentato e prima di un qualsiasi pronunciamento ufficiale ritiene ora necessari ulteriori approfondimenti. 
 
SI RITIENE che il suo inviato nella cittadina bosniaca ascolti i veggenti, assista alle riunioni e alle presunte apparizioni della Vergine, si metta in relazione con la chiesa locale, valuti personalmente e per conto del Papa l’entità dei pellegrinaggi e anche, fatto considerato molto importante per la Chiesa, il gran numero di conversioni. Il dossier Ruini, da tre anni all’esame della congregazione, sembrava dovesse preludere a una decisione imminente del Pontefice pur considerando che la Chiesa non ha mai espresso pronunciamenti ufficiali riguardo alle apparizioni fintanto che i fenomeni sono in corso.
Tornando dal viaggio a Sarajevo del giugno 2015, il Papa era però apparso possibilista e aveva annunciato imminenti riunioni della Congregazione in vista di un suo pronunciamento. Nell’attesa, aveva ancora detto Francesco, ci si limitava solo a dare indicazioni ai vescovi che poi consistevano di fatto nell’invitare le diocesi a non promuovere incontri con i veggenti. Ora Francesco vuole vederci più chiaro. Il giudizio su Medjugorje può attendere.

di NINA FABRIZIO
http://www.quotidiano.net/cronaca/medjugorje-papa-francesco-1.2885815

Paolo Brosio difende Medjugorje: "Quel luogo sarà riconosciuto santuario a tutti gli effetti"


La decisione di Papa Francesco di nominare un inviato speciale della Santa Sede per Medjugorje non spaventa Paolo Brosio, tra i maggiori devoti della Madonna. Medjugorje verrà riconosciuta "santuario a tutti gli effetti" e l'inviato polacco mandato dal Papa "non potrà che dare indicazioni positive al Papa" in tal senso, dichiara Brosio all'Adnkronos. "La cosa che colpisce - aggiunge - è la scelta del Papa di mandare un inviato l'11 febbraio, esattamente il giorno in cui si ricorda la Madonna di Lourdes alla quale era devotissimo papa Wojtyla, che avrebbe voluto andare a Medjugorje a confessare".
Brosio pensa che "non si entrerà nel merito delle apparizioni mariane ma che Medjugorje, alla quale manca una guida pastorale da quarant'anni, verrà riconosciuta santuario. Come Loreto e Pompei, una delegazione pontificia sotto il controllo del Vaticano. Il Papa sa benissimo che a Medjugorje c'è una mancanza totale di un pastore che possa seguire l'attività dei francescani e dei veggenti e dei pellegrini. C'è un enorme vuoto pastorale e l'inviato di Francesco ridarà alla cittadina bosniaca un pastore dopo quarant'anni".
A modo di vedere di Brosio, la nuova iniziativa del Papa rappresenta "il primo passo per staccare Medjugorje da Mostar dove si trova un vescovo che fa da guida pastorale solo ai centomila residenti e non ai due milioni di pellegrini arrivati per visitare i luoghi delle apparizioni". Brosio insiste sul "grande vuoto pastorale che da troppo tempo c'è nella cittadina bosniaca. Un vescovo - sottolinea - dovrebbe essere guida spirituale di tutti, non solo dei residenti. Quel che non accade a Medjugorje". Da qui la chiave di lettura positiva di Paolo Brosio a proposito dell'improvvisa decisione del Pontefice: "L'inviato polacco potrà soltanto dare indicazioni positive a Bergoglio. E non dimentichiamo che il cardinale Ruini finì in maniera positiva i lavori della commissione d'inchiesta da lui guidata dicendo che i primi mesi delle apparizioni sono verosimili".

Brosio evidenzia inoltre un'altra circostanza: "Il 25 luglio del 1981, l'allora vescovo di Mostar Pavao Zanic durante la festa del patrono san Giacomo, in occasione delle cresime dei ragazzi di Medjugorie disse: 'i bambini non possono mentire, i bambini hanno detto la verità' e paragonò poi questo fenomeno delle apparizioni, per la bontà della trasparenza di una testimonianza innocente, a Lourdes e a Fatima, salvo poi rimangiarsi tutto dopo che il 17 agosto 1981 la U.d.b.a , polizia segreta di Tito, circondò la chiesa, arrestò sette frati francescani e condannò a tre anni di reclusione nel carcere duro di Foca il parroco Jozo Zovko, picchiandolo a sangue. Padre Jozo sopportò il carcere duro, le torture e non rinnegò mai la fede cristiana nè di avere visto lui stesso la Madonna in chiesa. Ancora oggi Jozo è in punizione e non può tornare a casa sua. Oggi si trova in un convento di frati a Zagabria".