ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 12 febbraio 2017

Il Piave mormorò: passa lo iota.. anzi due o tre!?

Gesù risponde ai Dubia; causa finita

vangelo
Nelle letture odierne il vangelo parla molto chiaro. Dal libro del Siracide: “… a nessuno ha dato il permesso di peccare”;
Dal Vangelo: “Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire,ma a dare pieno compimento18In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. 19Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli…”
Cattura

[DUBIA] L’attesa risposta ai 4 cardinali è arrivata. E adesso?


La notizia è una “bomba” nel senso che è la più formale risposta data ai dubia. E no, non è quella che i normalisti speravano. Grassettature nostre, fonti citate in calce [RS]
Papa Francesco e i divorziati: la risposta ai cattolici intransigenti

In un libricino le motivazioni sul perchè la Chiesa non può voltarsi dall’altra parte davanti a chi “non è in sintonia con la dottrina cattolica”


di Orazio La Rocca
“Divorziati risposati, coppie di fatto, conviventi non sono certamente modelli di unioni in sintonia con la Dottrina cattolica, ma la Chiesa non può voltarsi dall’altra parte. Per cui i sacramenti della Riconciliazione e della Comunione vanno dati anche alle cosiddette famiglie ferite e a quanti, pur vivendo in situazioni non in linea con i tradizionali canoni matrimoniali, esprimono la sincera volontà di avvicinarsi ai sacramenti dopo un adeguato periodo di discernimento”.
È ferma, pacata e precisa la risposta che Papa Francesco dà a quanti, specialmente nella Chiesa e persino nel Collegio cardinalizio, continuano ad esprimere dubbi sulla Istruzione sinodale Amoris Laetitia nella quale, per la prima volta, si prevede la possibilità di ammettere ai sacramenti chi contrae un secondo matrimonio, coppie di fatto e quelle persone che convivono in difformità alle indicazioni ecclesiali in materia di unioni nuziali.
Una risposta, comunque, indiretta, ma frutto di un approfondito studio canonico ed ecclesiologico fatto, su richiesta dello stesso Pontefice, da uno dei più stretti ed ascoltati collaboratori, il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi (il “ministero” della Giustizia della Santa Sede).
Il testo – un libricino di appena 30 pagine dal titolo Il Capitolo ottavo della esortazione apostolica post sinodale Amoris Laetitia” – è stato stampato dalla Libreria Editrice Vaticana e da mercoledì 8 febbraio è arrivato nelle librerie religiose che gravitano intorno al Vaticano.
I DUBBI DEI QUATTRO CARDINALI
Una iniziativa, spiegano in Vaticano, che punta a “chiarire” tutti i “dubbi” sollevati dalle componenti più tradizionaliste legate alla difesa ad oltranza della Dottrina ecclesiale in materia di vita matrimoniale e di accesso ai sacramenti. Si ricorderà tra le voci più critiche alle aperture sinodali sulle famiglie ferite la clamorosa lettera aperta nella quale quattro cardinali – Burke, Caffarra, Meisner e Brandmuller – hanno chiesto a papa Francesco di “spiegare meglio” il contenuto della parte dell’Istruzione post sinodale nella quale è previsto l’ammissione ai sacramenti di divorziati risposati e coppie di fatto.
All’apparenza, quasi una “normale” richiesta di delucidazioni canoniche, in realtà un gesto di palese pur garbata disobbedienza da parte di quattro esponenti del Collegio cardinalizio, l’organismo che per sua natura è chiamato ad affiancare il Papa regnante nel governo della Chiesa.
È normale che se un cardinale sente il bisogno di avere delucidazioni su determinate tematiche lo può fare tranquillamente – assicurano Oltretevere – nel corso delle udienze personali col Pontefice. Altra cosa è pubblicare una lettera aperta e far arrivare all’opinione pubblica dubbi e malcontenti. Gesto di palese scortesia verso il Papa quasi del tutto simile a chi si serve delle interviste. Come, ad esempio, ha fatto nei giorni scorsi il cardinale tedesco Gerhard Ludwig Muller, prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, che a un giornale ha apertamente criticato l’ammissione ai sacramenti di conviventi e divorziati risposati perchè, ha ammonito, la Dottrina “non si tocca”.
E le aperture verso le cosiddette famiglie ferite decise a stragrande maggioranza dai padri Sinodali nel corso delle due assise dedicate negli ultimi due anni alla pastorale della famiglia, secondo Muller potrebbero “intaccare” l’integrità dottrinale della Chiesa su matrimonio e famiglia. Pericoli a più riprese scongiurati sia dall’assemblea sinodale che si è espressa a favore delle aperture, che dall’Esortazione post sinodale, ed ora dallo studio canonico fatto per conto del papa dal ministro della Giustizia vaticana.
NESSUN PERICOLO PER LA DOTTRINA
Ed ecco come nel testo redatto dal cardinale Coccopalmerio si entra nel merito della difesa della Dottrina matrimoniale della Chiesa: “Il matrimonio cristiano, riflesso dell’unione tra Cristo e la sua Chiesa, si realizza pienamente nell’unione tra un uomo ed una donna, che si donano reciprocamente in un amore esclusivo e nella libera fedeltà, si appartengono fino alla morte e si aprono alla trasmissione della vita, consacrati dal sacramento che conferisce loro la grazia per costituirsi come Chiesa domestica e fermento di vita nuova nella società”.
“Altre forme di unione contraddicono radicalmente questo ideale, mentre alcune lo realizzano almeno in modo parziale e analogo”. Ma – si ricorda nel testo – “i Padri Sinodali hanno affermato che la Chiesa non manca di valorizzare gli elementi costruttivi in quelle situazioni che non corrispondono ancora o non più al suo insegnamento sul matrimonio”.
Che fare, dunque, delle unioni non regolari, particolarmente dei matrimoni civili e delle unioni solo di fatto? “I Padri sinodali – è la risposta del ministro della Giustizia della Santa Sede – hanno anche considerato la situazione solo civile o, fatte salve le differenze, persino di una semplice convivenza in cui quando l’unione raggiunge una notevole stabilità attraverso un vincolo pubblico, è connotata da affetto profondo, da responsabilità nei confronti della prole, da capacità di superare le prove, può essere vista come una occasione da accompagnare nello sviluppo verso il sacramento del matrimonio alla luce del Vangelo”.
Sì, dunque, alla ammissione ai sacramenti di chi, pur vivendo in situazioni irregolari, chiede con sincerità l’ammissione nella pienezza della vita ecclesiale, un gesto di apertura e di profonda misericordia – si legge nella nota ministeriale – da parte di una Chiesa Madre che non lascia indietro nessuno dei suoi figli, consapevole che la perfezione assoluta è un dono prezioso ma che non può arrivare a tutti

Per superare l’impasse che rende di fatto inapplicabile la Familiaris consortio laddove chiede ai divorziati risposati di astenersi dall’intimità di coppia, il cardinale Francesco Coccopalmerio cita il Concilio Vaticano II nel suo commento al Capitolo VIII dell’Amoris laetitia, un prezioso volumetto edito dalla Libreria Editrice Vaticana che sarà presentato martedì prossimo alle ore 11 alla Radio Vaticana. E con ciò risponde ai “dubia” dei 4 cardinali riottosi. La Gaudium et spes, infatti, afferma: “…dove è interrotta (testo latino “abrumpitur”) la intimità della vita coniugale”, quindi è interrotto il compimento degli atti coniugali, “non è raro che la fedeltà sia messa in pericolo e possa venir compromesso il bene dei figli… l’educazione… il coraggio di accettarne altri”.
Dunque, spiega il presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi, “qualora l’impegno di vivere come fratello e sorella si riveli possibile senza difficoltà per il rapporto di coppia, i due conviventi lo accettino volentieri; qualora invece tale impegno determini difficoltà, i due conviventi sembrano di per sé non obbligati, perché verificano il caso del soggetto del quale parla il n. 301 con questa chiara espressione: ‘si può trovare in condizioni concrete che non gli permettano di agire diversamente e di prendere altre decisioni senza una nuova colpa’”. Nella sua esortazione apostolica, Papa Francesco fa anche lui cenno a questo passaggio del Concilio: “La Chiesa possiede una solida riflessione circa i condizionamenti e le circostanze attenuanti”.
Nel suo commento al capitolo ottavo di Amoris laetitia, il cardinale Coccopalmerio ricorda così che “un giudizio negativo su una situazione oggettiva non implica un giudizio sull’imputabilità o sulla colpevolezza della persona coinvolta”. “Nel contesto di queste convinzioni, considero molto appropriato – conclude – quello che hanno voluto sostenere molti Padri sinodali: ‘In determinate circostanze le persone trovano grandi difficoltà ad agire in modo diverso. […] Il discernimento pastorale, pur tenendo conto della coscienza rettamente formata delle persone, deve farsi carico di queste situazioni. Anche le conseguenze degli atti compiuti non sono necessariamente le stesse in tutti i casi’”.
“Colpiscono la profondità, la trasparenza e la mitezza con le quali il cardinale Francesco Coccopalmerio – commenta il vaticanista Raffaele Luise sul sito del “Cenacolo di amici di Papa Francesco” – legge ed analizza dall’interno il capitolo ottavo dell’esortazione apostolica Amoris laetitia, quello che sin dal titolo, «Accompagnare, discernere e integrare la fragilità» ‒ e dedicato alle situazioni “cosiddette” irregolari di tante relazioni matrimoniali e di coppia ‒ ha sollevato opposizioni e dure critiche sia all’interno della Chiesa sia fuori, che vanno crescendo e diffondendosi anche sui mass media.
Proprio per l’acutezza dell’ermeneutica e per la trasparenza dell’analisi filologica utilizzate dal cardinale Coccopalmerio – capace di far dialogare in profondità i passaggi più rilevanti dell’esortazione con i testi di riferimento del Vaticano II e della Familiaris consortio di Giovanni Paolo II da una parte, e con la grande tradizione dall’altra, in primis con i fondamenti delineati da Tommaso d’Aquino – ne consigliamo l’attenta lettura ai tanti che ne hanno frainteso il senso e il significato.
Chiunque abbia una visione disinteressata e pura di cuore, potrà comprendere, leggendo queste pagine del cardinale Coccopalmerio, come la magistrale esortazione di papa Francesco costituisca una chiara, coraggiosa e geniale riaffermazione della purezza della dottrina cattolica in tema di matrimonio e di famiglia (dottrina com’è noto delineatasi nel corso del secondo millennio cristiano), considerata come parola vivente che tramanda il fuoco della tradizione, e in quanto tale capace di confrontarsi e di illuminare le sfide del tempo presente, illuminando aspetti nuovi dell’infinita ricchezza contenuta nel Vangelo”.
“Naturalmente, nella Chiesa è necessaria una unità di dottrina e di prassi ‒ scrive papa Francesco nell’esortazione (n. 3), e ribadisce con forza il Cardinale ‒ ma ciò non impedisce che esistano diversi modi di interpretare alcuni aspetti della dottrina o alcune conseguenze che da essa derivano”.
“Perla e chiave di lettura dall’esortazione rimane ‒ osserva il cardinale Coccopalmerio ‒ la considerazione secondo la quale la norma generale non può rendere ragione di tutte le circostanze particolari di vita di una persona, ma che ‒ prosegue citando san Tommaso ‒ più si scende nel particolare, tanto più aumenta l’indeterminazione» (Amoris laetitia, 304). La stessa Commissione Teologica Internazionale aveva affermato che «La legge naturale non può essere presentata come un insieme costituito di regole che si impongono a priori al soggetto morale, ma è una fonte di ispirazione oggettiva per il suo processo, eminentemente personale, di presa di decisione» (Amoris laetitia, 305).
In termini più laici potremmo dire che la legge non mette mai al riparo dai rischi della realtà, e che per questo bisogna dilatare l’orizzonte dalla giustizia, dal giudizio, alla misericordia, in cui consiste la pienezza della stessa giustizia”. “È questo – conclude Raffaele Luise –  quello che emerge, con trasparenza, dalla riflessione del Presidente del Pontificio Consiglio per i testi legislativi. Come si fa, allora, a parlare di confusione dottrinale da parte di Papa Francesco? Certo, il cammino pastorale, teologico e spirituale, intrapreso da Bergoglio è un cammino d’altura, che esige da parte di tutti, e in primis dai Pastori, una radicale conversione pastorale, che è anche conversione spirituale e culturale. E questo non è sempre facile”. [ma le “cose difficili” non esimevano i poveri peccatori dallo “sbattersi” troppo? o forse vale solo per chi fornica? ndr] 

Fonti: panorama.it, farodiroma.it 

O il bavaglio o il bastone?

Obliquamente…   


11 febbraio 2017, Festa della Madonna di Lourdes


San Gregorio Magno: “La Chiesa preferisce morire che tacere

Sarà la Nuova Misericordia, ma sta di fatto che nelle “periferie”, anche devastate dal terremoto, ci arrivano, dalla Curia Romana (che sarebbe in grande riforma), prospettive di parziali sanzioni. Tali procedure, tali eventuali punizioni si aggiungono alle minacce di cui abbiamo già parlato; e - si noti - ripetutamente hanno fatto subito seguito a domande “scomode” poste in questa sede.

Vedremo gli sviluppi, rimettendoci alle disposizioni e ai segnali della Provvidenza. Notiamo soltanto, oltre alle suddette reiterate concomitanze, che per un verso ne saremmo addolorati. E dire di questi aspetti “non ci importa, non chiediamo, rifiutiamo di principio”, ci sembrerebbe inclinare (se fosse detto sinceramente) allo spirito scismatico e non essere secondo lo spirito cattolico. Naturalmente, il pragmatismo non coglierà molto queste distinzioni; ma il pragmatismo (anche quando si mescola all’ideologismo) afferisce non al pensiero cattolico, ma al pensiero liberale. D’altra parte non possiamo in coscienza accettare la logica della rinuncia a parlare, anche di verità scomode, per paura di bastonate oblique. Non sarebbe questo un silenzio di coscienza, di mutate circostanze, ma - anche adducendo tutti i pretesti che si vuole - un conformarsi opportunista: i cui nefasti effetti, diretti e collaterali, sono ampiamente illustrati dalla storia, e anche in questa rivista.

Intendiamo pertanto continuare a sostenerci a vicenda, a dedicarci alla preghiera (attività particolarmente importante in questi tempi di grande tribolazione), ma anche a fare degli studi e a proseguire quella critica costruttiva che nel 2006 ci venne detto essere, da un Cardinale e - povera continuità - a nome del Sommo Pontefice, un prezioso servizio alla Chiesa.

“Parla Signore il Tuo servitore ti ascolta”


La Redazione di Disputationes Theologicae

Associazione Chierici “San Gregorio Magno


Tra libelli infedeli e pastori ancora cattolici. Le prime voci sulla tragedia in corso nella Chiesa

Nelle ultime ore si stanno succedendo notizie gravi attorno a un'interpretazione autentica dell'Amoris Laetitia finalmente formulata dal Papa, sulla già avvenuta "correzione fraterna" del Papa da parte dei Cardinali fedeli all'ortodossia cattolica, sulle dimissioni del Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede e persino sul comportamento conseguente del Cardinale Burke. A tutti ciò si aggiungono le voci sulla possibilità che Francesco ammetta i protestanti all'intercomunione. Riportiamo qui di seguito la nota equilibrata di Chiesa e Postconcilio.

Gran sommovimento nell'orbe cattolico nel quale i venti della rivoluzione bergogliana soffiano sempre più impetuosi.
Due notizie al volo, ancora in attesa di conferma. Il vaticanista Nick Donnelly su twitter, rilanciato dal blog Vox Cantoris (qui), riporta voci dalle "sacre" mura secondo cui il cardinale Müller si sarebbe dimesso e sarebbe già avvenuta, per il momento in privato, la "correzione fraterna", in ragione della mancata risposta del papa ai Dubia (qui). Quest'ultima notizia coinciderebbe con quanto a suo tempo dichiarato dal cardinale Burke ed è in linea con lo stile ecclesiale dei quattro cardinali, rispettoso chiaro ed essenziale, ma estraneo ai clamori mediatici. Inoltre, da un twit di Edward Pentin, altro noto vaticanista: la posizione del Papa attuale è favorevole ad ammettere l'intercomunione con i protestanti, in alcuni casi (ma di fatto alcuni casi già vanificano i principi): "Cardinal Kasper: allowing intercommunion with Protestants in some cases is "the position of the current Pope".
Di questa preoccupante deriva, come pure dei rischi di una ulteriore manomissione della Liturgia abbiamo parlato qui e qui. Per chi volesse approfondire la tematica all'origine dei Dubia: archivio articoli sull'Amoris laetitia.

Preoccupante anche, vedi nel commento odierno di RadioSpada (qui), la recentissima pubblicazione di un libello del Cardinal Coccopalmerio su Il capitolo ottavo dell'Esortazione Apostolica Amoris Laetitia (Libreria Editrice Vaticana) che costituirebbe già una risposta indiretta di Francesco ai Dubia dei quattro Cardinali nel senso della possibilità dell'accesso alla Santa Comunione al di fuori delle condizioni di Familiaris Consortio nr. 84 (sul punto invece, una per tutte, la posizione cattolica di Monsignor Vitus Huonder (qui)).

Inutile sottolineare che, se questo quadro si dovesse confermare, i problemi ai quali oggi bastano alcune risposte, si riproporrebbero in un nuovo contesto, assai più grave del precedente. Tali variazioni, benché disposte al di fuori delle forme dell'infallibilità, riguarderebbero comunque la Fede e si risolverebbero ultimamente in un'aperta esortazione alla profanazione del Corpo eucaristico e del Corpo Mistico di Nostro Signore Gesù Cristo.
http://vigiliaealexandrinae.blogspot.it/2017/02/tra-libelli-infedeli-e-pastori-ancora.html

2 commenti:

  1. Radio Spada."È normale che se un cardinale sente il bisogno di avere delucidazioni su determinate tematiche lo può fare tranquillamente – assicurano Oltretevere – nel corso delle udienze personali col Pontefice.Altra cosa è pubblicare una lettera aperta e far arrivare all'opinione pubblica dubbi e malcontenti..." E menomale c'è chi ci mette in guardia dalle scoppole varie propinate dal Capo in persona.. altrimenti sai che quanti 'dubia' senza risposta nella nostra povera testa. Addavenì...!

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  2. Bè veramente ...praticamente tutti i giorni bisognebbe andare a chiedere Bergoglio di quale vangelo parla perchè è palesemente contrario a tutto quello che Gesù ha insegnato!E i cardinali sono suoi pari....ma se è di scandalo per tutti ormai!

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