ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 12 febbraio 2017

Patatrac bollente?

Un inviato del papa a Medjugorje

«Non indagherà sulle apparizioni»

Il portavoce vaticano Greg Burke precisa: «Il rappresentante di Francesco si occuperà degli aspetti pastorali» e in particolare dei rapporti tra le gerarchie della chiesa locale


Francesco vuol vederci chiaro su Medjugorje, borgo della Bosnia Erzegovina che da 35 anni è teatro di apparizioni mariane e pellegrinaggi: ha nominato un «inviato speciale» che indagherà sui pellegrinaggi e sull’accoglienza che in quella parrocchia-santuario ricevono i pellegrini.
L’inviato è Henryk Hoser, arcivescovo di Warszawa-Praga (cioè di una parte della città di Varsavia), e ha il compito di «acquisire più approfondite conoscenze della situazione pastorale di quella realtà e, soprattutto, delle esigenze dei fedeli che vi giungono in pellegrinaggio e, in base a esse, suggerire eventuali iniziative pastorali per il futuro».
«Missione pastorale»
Il comunicato aggiunge due precisazioni: la missione dell’arcivescovo «avrà un carattere esclusivamente pastorale» e si prevede che termini «entro l’estate prossima». Insomma: un incarico a breve, tant’è che l’inviato «continuerà a esercitare l’ufficio di arcivescovo-vescovo di Warszawa-Praga». Precisazioni rese necessarie dall’allarme che avevano suscitato alcune anticipazioni di stampa, che parlavano di un inviato papale per un supplemento di inchiesta sulle apparizioni, che sono iniziate nel 1981 e durano ancora oggi. L’inchiesta sul fenomeno Medjugorie era stata affidata da papa Benedetto a una commissione presieduta dal cardinale Ruini che ha consegnato a Francesco il suo rapporto - a tutt’oggi segreto - nel 2014.

«Non è un’indagine»
Che vi fosse un supplemento d’indagine era notizia da mandare in agitazione i frequentatori del santuario, tanto che al comunicato ufficiale il portavoce vaticano Greg Burke ha aggiunto una dichiarazione volante per assicurare che la nomina di un inviato «è un segno di attenzione del Santo Padre verso i pellegrini: lo scopo non è inquisitorio, l’inviato non entrerà nella questione delle apparizioni mariane, che sono di competenza della Congregazione per la Dottrina della Fede, e sarà in contatto con il vescovo diocesano, i frati minori francescani - ai quali è affidata la parrocchia di Medjugorje - e i fedeli del luogo». Rassicurazione finale: «È una missione per i pellegrini, non è contro nessuno».
Medjugorie è materia bollente. Da sempre c’è un conflitto aperto tra i francescani che gestiscono la parrocchia e il vescovo di Mostar da cui la parrocchia dipende. Il vescovo attuale, Ratko Peric, come già il precedente Pavao Zanic, ha un giudizio negativo sulle apparizioni ed è contrario ai pellegrinaggi. L’inviato del Papa dovrà cercare una soluzione: ovvero, indagare sulle soluzioni possibili. Pare che la commissione Ruini avesse abbozzato la proposta di trasformare la parrocchia di Medjugorje in un santuario alle dirette dipendenze della Santa Sede.

Le apparizioni
Può essere che Francesco voglia dare indicazioni pratiche su come accompagnare la «pietà popolare» che a Medjugorje fiorisce spontaneamente, e prima di farlo voglia un monitoraggio sul terreno. È meno probabile, invece, che a breve possa arrivare il giudizio definitivo sulle apparizioni: perché sono ancora in corso, perché non c’è nessun precedente di apparizioni con tanti veggenti (sei), avvenute in tanti luoghi (vedono la Madonna ovunque si trovino), lungo tanti anni. Bergoglio più volte ha parlato quasi con sarcasmo di Medjugorje: «Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle quattro del pomeriggio?», chiese il 9 giugno 2015 durante un’omelia a Santa Marta. Tuttavia Francesco è attento alla pietà popolare e certo non vuole scoraggiare i cattolici che trovano aiuto nei pellegrinaggi a Medjugorje.
11 febbraio 2017 (modifica il 12 febbraio 2017 | 07:12)

di
 Luigi Accattoli

"Investigare è giusto, ma rischioso O sconfessa i vescovi o i fedeli"

Il direttore della «Nuova bussola»: «Innegabile che sia luogo di fede»


La decisione di Papa Francesco di nominare un inviato speciale al Santuario di Medjugorje «è positiva» perché significa che il Papa sta prendendo in mano il dossier.
«Anche se bisogna attendere per capire cosa farà l'inviato. Certamente questo passo porterà allo sblocco della decisione sulle apparizioni». La Madonna rockstar? «Sono andato tante volte a Medjugorje e non c'è nessun fenomeno di Madonna rockstar». È il commento di Riccardo Cascioli, direttore della Nuova Bussola Quotidiana, testata cattolica online, sulla decisione di Bergoglio di nominare un inviato speciale al santuario mariano, dove alcuni veggenti sostengono di comunicare con la Madonna.
Come valuta questa decisione del Pontefice?
«È positiva se è nello spirito di comprendere cosa succede, a livello pastorale, a Medjugorje. E poi è importante che il Papa abbia preso in mano il dossier, anche se già da diversi anni era stato preso in carico. Tuttavia, la missione in sé va ancora compresa. Dipenderà da ciò che farà l'inviato; da quello si capirà meglio in che direzione si andrà. Tendenzialmente si rafforza l'idea di togliere Medjugorje dall'amministrazione della diocesi di Mostar. Probabilmente questa decisione di nominare un inviato porterà anche allo sblocco della situazione. Si tratta di una missione pastorale e non di una pronuncia sulle apparizioni. Bisogna preoccuparsi della cura dei pellegrini».
C'è da attendersi un giudizio sul Papa anche sulla veridicità delle apparizioni?
«Normalmente il giudizio sulla veridicità delle apparizioni spetta al vescovo. E i vescovi di Mostar che si sono susseguiti sono sempre stati fortemente contrari. Dall'altra parte, però, non si possono ignorare milioni di pellegrini che si recano al santuario, le tante guarigioni e conversioni. È un fenomeno impossibile da ignorare».
Che decisione si aspetta da Francesco?
«Difficile da dire. Se la Santa Sede confermasse le apparizioni, la sua decisione andrebbe contro quella del vescovo e aprirebbe un problema grosso. Dall'altra parte, se rifiutasse le apparizioni, ci sarebbe una sollevazione popolare. La situazione è bloccata da questo binomio».
Lei crede in quanto raccontano i veggenti?
«Sono stato al santuario diverse volte. Non mi pronuncio sulle apparizioni. Ma non si può negare che Medjugorje sia un luogo di grande preghiera e di aiuto alla conversione».
Il Papa ha però più volte detto che la Madonna non è una postina, bocciandone l'immagine di «rockstar».
«Non so a cosa si riferisca il Papa quando dice che la Madonna non deve essere una superstar, né a chi si riferisca. Certamente, noi sappiamo che Maria è al centro della vita cristiana e per noi credenti non è un appendice. A Medjugorje ho trovato un grande clima di preghiera, una grande compostezza. Nessun fenomeno da rockstar».
Che decisione si attende dal Papa?
«Impossibile capire cosa abbia in mente. Forse c'è la preoccupazione dell'impatto che può avere sui vescovi e sui fedeli».
E i veggenti?
«Anche in passato non si sono espressi sulle mosse della Santa Sede quindi non mi aspetto reazioni particolari».

Papa Francesco e il mistero della Madonna di Medjugorje, si avvicina il giorno della verità


Il Papa ha nominato un inviato speciale della Santa Sede che studierà l’aspetto pastorale per porre fine a una vicenda che da 36 anni ha spaccato i fedeli tra favorevoli e contrari.

Papa Francesco preferisce la Madonna Cattolica a quella di Medjugorje, ma intende comunque risolvere la storia infinita delle presunte apparizioni che i 6 veggenti sostengono di avere a intervalli variabili dal 1981. Si tratta di decine di migliaia di messaggi e anche di 10 segreti affidati ad alcuni dei veggenti mentre altri ne conoscono solo 9. Ma si tratterebbe di messaggi che di segreto non hanno niente poiché sono ripetizioni di insegnamenti generici spirituali che già vengono predicati dalla Chiesa in ogni domenica.
Ora Francesco vuole porre fine a questa vicenda che divide i cattolici tra favorevoli e contrari, tra fanatici e ostili, tra razionali e impulsivi. E lo fa a modo suo, andando in profondità e affrontando di petto la questione tenendosi ben saldo al Vangelo e al Magistero. E’ ormai chiaro che la Madonna creduta e pregata da Francesco non è la Madonna dei veggenti di Medjugorje. Le sue allusioni in materia sono state chiare. Ne ha parlato una prima volta nel novembre 2013, pochi mesi dopo la sua elezione, chiarendo che Maria non è un’impiegata che invia messaggi tutti i giorni. E’ tornato sull’argomento nel marzo del 2015 rilevando che alcuni veggenti considerano la Madonna  un capo ufficio della Posta per inviare messaggi tutti i giorni. Era intervenuto dopo che si era diffusa la notizia di nuove apparizioni della Madonna in Calabria. Ma l’intervento più organico finora resta quanto ha detto a 140 superiori generali dei religiosi incontrati il 25 novembre dello scorso anno in Vaticano.

Rispondendo a una domanda sul perché i temi scelti per le tre prossime Giornate mondiali della gioventù fossero temi mariani,Papa Francesco ha risposto di non averli scelti lui ma di averli accettati su proposta venuta dall’America Latina, un continente molto mariano e di averli accolti in mancanza di altre proposte. “A me è sembrata una cosa molto buona. Non ho avuto altre proposte  e io sono contento così. Ma la Madonna vera! – ha subito aggiunto – non la Madonna capo di un ufficio postale che ogni giorno manda una lettera diversa, dicendo: “Figi miei, fate questo e poi il giorno dopo fate quest’altro”. Non questa. La Madonna vera è quella che genera Gesù nel nostro cuore, che è Madre. Questa moda della Madonna superstar, come una protagonista che mette se stessa al centro, non è cattolica”.

Parole piuttosto chiare che vanno in direzione di non riconoscere la natura sopranaturale delle apparizioni di Medjugorje. Come probabilmente ha già appurato la commissione a suo tempo nominata da Ratzinger e presieduta dal cardinale Ruini. Resta un però: che fare per tanta gente che a migliaia ogni anno si reca, in pellegrinaggi organizzati a Medjugorje per pregare, confessarsi, convertirsi, fin dai primi tempi delle presunte apparizioni? Rimane la preoccupazione pastorale e si tratta di rendere l’accoglienza e il servizio ai fedeli la più semplice, lineare, e meno miracolistica possibile, si tratta di liberare tutta la storia da possibili speculazioni che sempre in casi del genere si alimentano al fanatismo religioso.
Non si sa quando Francesco renderà pubbliche le conclusioni della speciale Commissione, ma si sa che la Santa Sede intende farsi carico di un indirizzo pastorale che serva la fede e non gli approfittatori che lucrano sui sentimenti religiosi. A questo fine, a sorpresa, il Papa ha inviato un arcivescovo che non vive chiuso in un ufficio, ma guida una grande diocesi, il quale dovrà verificare tutto l’aspetto pastorale di Medjugorje e avrà tempo sino alla fine dell’estate prossima. Solo dopo Francesco dirà l’ultima parola su una vicenda spinosa che dura da 36 anni. Lo lascia intendere un comunicato della Sala Stampa Vaticana che proprio ieri ha diffuso la notizia della nomina dell’inviato. Vi si manifesta la serietà e il rispetto con cui si affronta la questione. E’ proprio il caso di conoscerlo alla lettera il comunicato a cui bisognerà riferirsi in futuro per cogliere l’intenzione di Francesco.
“In data 11 febbraio 2017 -si legge - il Santo Padre ha incaricato Sua Eccellenza Monsignor Henryk Hoser, S.A.C., Arcivescovo-Vescovo di Warszawa-Praga (Polonia), di recarsi a Medjugorje quale Inviato Speciale della Santa Sede. La missione ha lo scopo di acquisire più approfondite conoscenze della situazione pastorale di quella realtà e, soprattutto, delle esigenze dei fedeli che vi giungono in pellegrinaggio e, in base ad esse, suggerire eventuali iniziative pastorali per il futuro. Avrà, pertanto, un carattere esclusivamente pastorale. È previsto che Sua Eccellenza Monsignor Hoser, il quale continuerà ad esercitare l’ufficio di Arcivescovo-Vescovo di Warszawa-Praga, completi il suo mandato entro l’estate prossima”. Il giorno della verità per Medjugorje si avvicina.

1 commento:

  1. Sì, l'intenzione è pastorale.
    E per capire bene come i pellegrini vengono accolti occorrerà bene rendersi conto del giro d'affari che ci sta dietro.

    L'inviato papale pertanto, c'è da giurarci, dovra' indagare sul business medjugoriano e riferire a papa Bergoglio, sempre molto attento ai risvolti di pecus.

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