ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 28 febbraio 2017

La tela (del ragno?)

Conferme sulla trattativa segreta tra il Papa e i Lefebvriani


Il Catholic Herald riprende l'anticipazione del Foglio sul negoziato per l'acquisto del complesso di Santa Maria Immacolata all'Esquilino, che diventerà il Centro Studi della Fraternità San Pio X

Papa Francesco (LaPresse)
Roma. Il Catholic Herald riprende l'anticipazione data la scorsa settimana dal Foglio circa le trattative in corso tra la Santa Sede e la Fraternità di San Pio X per l'acquisto del complesso di Santa Maria Immacolata all'Esquilino, destinato a diventare  - quando sarà istituita la Prelatura personale e la ricomposizione della frattura sarà sanata – il Centro studi della comunità lefebvriana a Roma.
Si conferma il ruolo di gran tessitore di mons. Guido Pozzo, segretario della Pontificia commissione Ecclesia Dei, che da tempo è impegnato nell'avvicinare le parti dopo la rottura traumatica del 2012, quando mons. Fellay non accettò a sorpresa il protocollo d'intesa proposto da Benedetto XVI.

Il seguito portale Vatican Insider confermava che "a piccoli passi" si sta andando verso l'accordo, pur rilevando come le procedure per l'acquisto del complesso di Santa Maria Immacolata all'Esquilino necessitino di procedure lente e non di facile attuazione. Scrive Andrea Tornielli che "la proprietà dell’istituto è infatti separata da quella della chiesa dell’Immacolata: quest’ultima, dove viene regolarmente celebrata la messa, è una rettoria del Vicariato e ha annesso soltanto un appartamento per l’alloggio del rettore. Da tempo i lefebvriani si stanno interessando per l’acquisto di una sede a Roma. L’ordine che lo possiede dovrà ottenere il nulla osta per la vendita dalla Congregazione per i religiosi. E nel caso l’acquisizione avvenisse, per quanto riguarda l’eventuale uso della chiesa ci si dovrà rivolgere alla diocesi di Roma, che ne è proprietaria". 

Ostacoli che, confermano fonti al Foglio che seguono direttamente il dossier, non paiono di certo insormontabili. Specie se tra coloro che più spingono per l'accordo c'è il Papa in persona. Da tempo alle procedure per l'acquisto di Santa Maria all'Esquilino sta lavorando don Alain Nély, assistente generale della Fraternità. Presente, insieme a Fellay e a mons. Alfonso de Galarreta, a Santa Marta dal 17 al 20 gennaio.

A ogni modo, più che Pozzo, è proprio il ruolo del Papa a essere decisivo nella vicenda. È Francesco che da sempre è ben disposto nei confronti della Fraternità San Pio X, cosa confermata più volte anche dallo stesso Fellay. Quest'ultimo dovrà a ogni modo ottenere prima il via libera dalla variegata realtà che guida, divisa tra i più morbidi tedeschi e i meno disponibili francesi, arroccati su posizioni più rigide. Non appena il Superiore sarà in grado di firmare gli accordi, partiranno le procedure per l'istituzione della Prelatura personale. A Econe sono fiduciosi che, se non proprio dietro l'angolo, sia questione di non troppi mesi.