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sabato 25 febbraio 2017

L’affliggente profanazione della misericordia

http://www.toscanaoggi.it/Vita-Chiesa/Giubileo-mons.-Fisichella-apertura-Porta-Santa-cerimonia-molto-semplice
La misericordia profanata



Dalla Lettera dei Domenicani del Santo Rosario – Pentecoste 2017


Oggi è di moda, soprattutto negli ambienti ecclesiastici, invocare la misericordia. Nel suo nome bisognerebbe tollerare ogni comportamento, ignorare gli insulti più lampanti contro l’onore di Dio, lasciare gli uomini nella loro vita di peccato, tacere i diritti della Verità e della Sua Chiesa.

La misericordia è profanata.

Ora, la vera misericordia è tutto l’opposto di questo relativismo.

Secondo l’etimologia, la misericordia è un cuore che si occupa di una miseria per portale sollievo, per farla sparire, per quanto possibile. E’ la carità che si occupa dei mali del suo tempo.
Per saperne di più, basta aprire il Vangelo di San Luca. A tre riprese, esso presenta le tappe della misericordia: essa vede il male, è presa da compassione, passa ai fatti (1).


Vede il male

La misericordia è prima di tutto un’opera dell’intelligenza. Per essere misericordiosi in verità, il cristiano deve posare sugli uomini e sul mondo uno sguardo di fede; osservare il male del suo tempo alla luce di Dio.
Non vedere la miseria significa impedirsi la misericordia.

Di per sé, la misericordia evangelica si pone agli antipodi del liberalismo. Essa è essenzialmente antiliberale. Il liberalismo pretende di cancellare le differenze, di vedere nel peccato e nell’errore delle debolezze, un minor bene, una tappa che condurrebbe da sé alla virtù (2). Per richiamarsi ad un argomento di attualità: il misericordioso vede la vita matrimoniale al di fuori del matrimonio, come un’offesa a Dio, come la morte delle anime, un’ingiuria al sacramento del matrimonio, la diffusione di un vizio, una rivoluzione sociale. E se ne duole.

E’ presa da compassione

Non basta vedere. Per essere cristiani, l’analisi dei mali del nostro tempo deve avere un’eco, talvolta anche violenta e dolorosa, nel più profondo dell’anima. La misericordia è una com-passione, nel senso forte del termine: una partecipazione interiore alla sofferenza dell’altro.

Ma l’emozione della misericordia non è quella della filantropia. Essa non è una reazione sentimentale e superficiale a qualche sofferenza umana, per quanto essa sia forte. Le lacrime della misericordia cristiana nascono dalla carità, esse sono teologali, in ragione di Dio.

La misericordia si presenta quindi interamente relativa alla verità. Compatire il peccato dell’altro, non vuol dire certo incoraggiarlo nella sua colpa e fare di questo un «cammino di comunione». Compatire il peccato significa tenersi al cospetto della Maestà di Dio, contemplare la Santità offesa dalla colpa, indovinare la pena terrena ed eterna che attende il peccatore indurito.

Passa ai fatti

L’autentica compassione prende le cose in mano. Essa agisce, consola, allevia, fa tutto ciò che può fare per far cessare il male.

Ora, il male che sta alla radice di tutti gli altri è il volgere le spalle alla Verità di Dio, è l’ignoranza dei pagani, l’apostasia dei battezzati, la fede timida dei cristiani.

Velare la divinità e la regalità di Nostro Signore significa lasciare il mondo in balia del saccheggio del demonio, come il viaggiatore di Gerico.

L’opera di misericordia per eccellenza sarà dunque la misericordia della Verità, la testimonianza della fede, la predicazione della divinità di Nostro Signore Gesù Cristo.
L’ecumenismo e il liberalismo che tacciono e mantengono gli uomini nelle loro illusioni sono, non solo degli errori, ma anche le peggiori delle crudeltà.

Così, la verità è talmente legata alla misericordia che la si ritrova in tutte le tappe.
La fede fa cogliere in profondità il male delle anime e delle nazioni.
La fede contempla la maestà e la santità di Dio e si dispiega nella compassione per i peccatori.
Infine, solo la predicazione ferma e integrale della fede permetterà agli uomini di uscire dal gran male nel quale sono immersi per la loro ignoranza involontaria o colpevole.

L’affliggente profanazione della misericordia che dilaga ai nostri giorni nella Chiesa è permessa dalla Provvidenza per un bene maggiore: che i fedeli si lascino prendere dallo Spirito di Verità e d’Amore, lo Spirito di santità che fa i veri misericordiosi.

NOTE

1 – Si veda: Luca 7, 11-14 (Resurrezione del figlio della vedova di Naïm); Luca 10, 30 e ss (Parabola del buon samaritano); Luca 15, 11 e ss (Parabola del figliuol prodigo).
2 – Tale è lo spirito generale dell’esortazione apostolica Amoris laetitia di Papa Francesco.


http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV1874_La_misericordia_profanata.html 

1 commento:

  1. Da trascrivere a lettere d'oro.

    Da imparare a memoria per filo e per segno.

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