ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 19 febbraio 2017

Nella nuova Piazza del "cineforum"

LO SCISMA NELLO SCISMA

    L'abominio dello scisma nello scisma. La Chiesa anglicana è stata la prima a non fare alcuna resistenza nei confronti del matrimonio tra due fedeli dello stesso sesso creando una spaccatura. La situazione nella Chiesa Cattolica 
di Cinzia Palmacci  






La Chiesa anglicana è stata la prima a non fare alcuna resistenza nei confronti del matrimonio tra due fedeli dello stesso sesso, per la gioia della lobby LGBT. Nel Regno Unito infatti il matrimonio gay è giuridicamente valido dal 2013 e la chiesa anglicana mondiale si è spaccata tra chi è favorevole e chi contrario. L'arcivescovo Justin Welby non ha potuto impedire il pericolo di scisma dopo che alcune congregazioni evangeliche conservatrici hanno minacciato di lasciare la Chiesa d'Inghilterra nel caso fossero state benedette le unioni civili tra persone dello stesso sessoLa questione comunque è tutt'altro che conclusa. In alcune zone a dispetto delle indicazioni dei vescovi locali, religiosi anglicani progettano di sposare i loro partner, mentre in altre zone alcuni sacerdoti stanno benedicendo i matrimoni omosessuali. Insomma la Chiesa anglicana resta profondamente divisa sulla questione e l'Arcivescovo Welby sta cercando i tutti i modi di impedire la divisione.
Nel 2011 la Chiesa anglicana (che consente anche alle donne di essere ordinate vescovo) aveva eliminato la proibizione esplicita ai sacerdoti omosessuali e uniti da una unione civile di diventare vescovi. L’unica condizione, per quelli che si sarebbero candidati a diventare vescovi, era mantenere il celibato. Poi nel 2013 Inghilterra e Galles hanno legalizzato i matrimoni gay, ma la prassi del celibato per il clero omosessuale è rimasta di fatto invariata. Il dibattito nella Chiesa d’Inghilterra era iniziato nel 2003, quando un sacerdote gay, Jeffrey John, era stato nominato vescovo di Reading: dopo le proteste dei conservatori, John si era dimesso. Nel 2010 era stato candidato di nuovo per diventare vescovo di Southwark ma la proposta era stata di nuovo respinta, sempre a causa del suo orientamento sessuale. Le linee guida della Chiesa di Inghilterra prevedono quindi un doppio standars molto criticato: cioè che i sacerdoti eterosessuali possano sposarsi mentre quelli gay debbano restare celibi. Dentro la Chiesa ci sono molte pressioni perché la situazione cambi e, scrive il Guardian, sono in aumento i preti che hanno  giaà dichiarato di essersi sposati con i loro compagni e che chiedono l’eliminazione totale del doppio standard. La Chiesa Episcopale statunitense, tra molte contestazioni interne, ha già nominato due vescovi gay. Alla domanda se altri vescovi potrebbero seguire il suo esempio nel dichiarare apertamente la loro omosessualità, Chamberlain ha detto: «Sono in grado davvero di parlare solo per me. Se potrò essere un incoraggiamento per gli altri, sarebbe una cosa buona». Ha precisato dicendo che spera si parli di lui per le sue azioni più che per la sua identità sessuale, e si è rifiutato di criticare la regola che impone il celibato ai gay. Per quanto riguarda il sacerdozio femminile nella Chiesa anglicana, la proposta per l’ordinazione delle donne vescovo aveva ricevuto un primo voto favorevole nel novembre del 2013 durante una riunione del sinodo. La proposta era stata formalmente presentata dal vescovo James Langstaff di Rochester, il quale aveva però detto che il grande merito del risultato della votazione doveva andare al nuovo arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, che si era mostrato un convinto sostenitore della riforma, molto di più del predecessore Rowan Williams. Attualmente nella Chiesa d’Inghilterra ci sono 7.798 sacerdoti, di questi 1.781 sono donne. La possibilità di avere donne vescovo è già prassi in alcune delle comunità anglicane sparse per il mondo (Australia, Canada, India, Sudafrica e Stati Uniti) dove le donne vescovo sono 29. Questa è la "chiesa" con la quale Bergoglio, il 13 marzo prossimo, si appresta a celebrare con una solenne comunione in sacris nella Basilica di S. Pietro. Inutile dire che questo progetto sacrilego, che reca un’offesa inaudita alla divina Maestà ed un incalcolabile danno alla salvezza delle anime, laddove venisse realizzato compirebbe la profezia di Daniele relativa all’abominazione della desolazione nel luogo santo (Dan 12, 11; Mt 24, 15; Mc 13, 14), ed aprirebbe la strada a tutta una serie di conseguenze dall'esito incerto e pericoloso.

 La situazione nella Chiesa Cattolica Romana

Durante il suo pontificato, Ratzinger non le mandava a dire ribattendo a chi riteneva la condizione omosessuale «indifferente o addirittura buona»: «Occorre invece precisare che la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista moralePer questo motivo l'inclinazione stessa dev'essere considerata come oggettivamente disordinata. Pertanto coloro che si trovano in questa condizione dovrebbero essere oggetto di una particolare sollecitudine pastorale perché non siano portati a credere che l'attuazione di tale tendenza nelle relazioni omosessuali sia un'opzione moralmente accettabile». Questo è ancora non solo l’insegnamento della Chiesa ma anche l’atteggiamento che maggiormente corrisponde alla realtà, come dimostrano le iniziative pastorali che in questi anni hanno seguito con successo questo indirizzo e che oggi vengono fatte fuori. Nel nome dell’accoglienza. Ormai è chiaro a molti, anche ai non cattolici. Il cardinal Bardisserri conferma che per sua volontà la sodomia sarà accettata dalla Chiesa e la comunione a i divorziati avvierà presto ad un matrimonio facilmente dissolubile. Anche Rorate Caeli titola sul fatto che per la prima volta nella storia un “Papa” guida indisturbato la Chiesa contro il Vangelo. Che fare? Accettare? Subire? Manifestare contro? Fare Processioni? Ma se già l’evoluzione ad una chiesa protestante o addirittura panteista fosse, come calcola Bergoglio, già arrivata ad oltre il 50% del consenso del clero ed il ritorno a Santa Romana Chiesa fosse davvero impossibile? Il vero dramma lo stanno già vivendo i sacerdoti, ma anche i laici sono chiamati a prendere una posizione decisa, pena il castigo divino se accetteranno passivamente l'abominio imposto.  I sacerdoti sono quelli che hanno dato la loro vita per portare i Sacramenti di Cristo, consapevoli che questa è l’unica via di salvezza per l’uomo. Quando il capo, per volontà o per interesse o capriccio, decide di sopprimere l’organismo che gli è stato affidato o trasformarlo in qualcos’altro, deve svolgere due atti fondamentali. Che se non compiuti rischiano di compromettere l’esito finale dell’atto violento. Deve fissare segretamente una data in cui la cosa sarà ufficialmente resa pubblica e deve “preparare” i congiurati alcuni giorni prima. Così, come a S. Moritz prima della battaglia, l’imperatore chiederà a ciascuno il giuramento ad un'altra chiesa. Ciascun vescovo della partita chiamerà ad uno ad uno i sacerdoti della sua diocesi nel suo studio, gli parlerà di futuro, di carriera di vitto, di alloggio, di congrua, ai più anziani parlerà di assistenza e casa del clero. Parlerà del nuovo soffio dello spirito che il concilio aveva avviato e che poi si era affievolito e che ora spira ancora grazie alla rinuncia di Benedetto e all’arrivo di Francesco. A questo punto il sacerdote non potrà non annuire giurando convinta appartenenza ed obbedienza alla "nuova chiesa" di Francesco. Sarà il momento in cui vi sarà certezza che Santa Romana Chiesa, non sarà più in Piazza S.Pietro. Lì nella nuova Piazza del "cineforum" si ritroverà la Nuova Chiesa Ecumenica Mondiale di Jorge Mario Bergoglio. Possa questo messaggio giungere al maggior numero possibile di sacerdoti, affinchè quando per ciascuno di loro arriverà quel giorno, essi possano salire le scale del sinedrio a testa alta avendo già deciso. Del resto non si vede come due chiese, quella anglicana e cattolica sull'orlo di uno scisma, possano creare un'unione ecumenica.

L'ABOMINIO DELLO SCISMA NELLO SCISMA

di Cinzia Palmacci

“Spifferi parte V: quello che non vi hanno detto sull’ecumenismo di Bergoglio. E non solo…” di Fra Cristoforo
In queste righe vorrei spiegarvi il significato dell’ecumenismo di Bergoglio. Cioè il fatto che veniamo ogni giorno massacrati dalle “novità” del cardinale argentino, che ci vengono propinate da ogni dove.
Ormai se nella Chiesa è rimasto qualcosa di cattolico, di sicuro non proviene da Santa Marta, ma da quei cristiani che ogni giorno lottano per non lasciarsi trascinare in questo marasma confusionario e diabolico.
La mia fonte di “Santa Marta” era da diverso tempo che mi confidava di vedere spesso Bergoglio in incontri riservati assieme all’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, ed insieme ad altri “primati” anglicani; 
altre volte invece con Heiner Bludau, decano dei luterani, e Paolo Ricca, responsabile dei valdesi in Italia. 
Tenete presente che in quella “commissione riservata” che sta lavorando sul cambiamento della Messa, partecipano puntualmente anche delegati anglicani e luterani.
Come ho anticipato l’intento è quello di scrivere un “rito comune” per donare a tutte le confessioni cristiane una MESSA UNIFICATA.
Ecco allora la spiegazione del futuro diaconato alle donne, della comunione ai divorziati risposati, delle celebrazioni pubbliche con luterani e anglicani (anche nella Basilica di San Pietro il 13 Marzo:
http://www.lastampa.it/2017/02/07/vaticaninsider/ita/news/nella-basilica-di-san-pietro-per-la-prima-volta-i-vespri-anglicani-zaHvZUQXpFfr2NVBEJZLIP/pagina.html), eccetera.
La mia fonte interna mi confida (ma è segreto di pulcinella tra i fedeli frequentatori di Santa Marta) che L’INTENTO DI BERGOGLIO, con l’aiuto degli altri leader, E’ QUELLO DI UNIFICARE LE VARIE CONFESSIONI CRISTIANE CON UN UNICO RITO, MANTENENDO, PURE, OGNUNO LA PROPRIA CULTURA, I PROPRI “CARISMI” (così li chiamano), E LA PROPRIA IDENTITA’. E non è tutto.
Tenetevi forte. BERGOGLIO, per questa sua grande opera, SARA’ RICONOSCIUTO COME IL “PRESIDENTE” DI TUTTE LE DENOMINAZIONI CRISTIANE.
Dove andrà a finire la Santa Eucaristia solo Dio lo sa. E vedrete che dovremo celebrare la Messa, quella vera, il SANTO SACRIFICIO DI CRISTO, in segreto.
Ora mi spiego come mai il cardinale argentino ha fatto una corte spietata alla Fraternità Sacerdotale di San Pio X. E loro ci stanno cascando alla grande. Spero che si sveglino presto.
A Bergoglio piace il riconoscimento degli uomini. Non gli importa nulla della Verità di Cristo, che sta vendendo neppure per 30 denari…anzi lo sta tradendo gratis.
Solitamente non do tanta importanza alle rivelazioni private. Preferisco fondare la mia fede sulla Scrittura, la Tradizione dei Padri della Chiesa e l’insegnamento del Catechismo della Chiesa Cattolica.
Io sono uno che dorme col DENZINGER nel comodino. Ma questa volta forse mi devo ricredere.
Leggete questa profezia della Beata Caterina Emmerick, in questo articolo di Socci, riportate una dopo l’altra
(http://www.antoniosocci.com/la-profezia-della-beata-anna-caterina-emmerich-sul-tempo-dei-due-papi-e-delle-due-chiese-parla-di-oggi/).
Mi vengono i brividi.

Fra Cristoforo