ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 22 febbraio 2017

Nuovo proselitismo

             Il proselitismo di Jorge Mario Bergoglio



La Chiesa non cresce per proselitismo ma per attrazione”. 
Dogma di Bergoglio, frase di Benedetto XVI.


Una volta giunti alla fine dell’età confessionale [1], veramente non ha senso fare dei proseliti, semplicemente perché non abbiamo più una fede da confessare.
Creduto questo assunto, il cattolicesimo è stato ridotto ad un incontro personale con Nostro Signore Gesù Cristo [2].
Dopo il concilio Vaticano II, questa è diventata l’unica fede da confessare, e allora ci viene da pensare: il Papa è il Vicario di Cristo (“il dolce Cristo in terra” secondo Santa Caterina da Siena), quindi l’incontro con lui dovrebbe essere un incontro con Cristo. Però, in questi ultimi 5 decenni abbiamo trovato nei Papi un Cristo abbastanza diverso da quello che si trovava, ad esempio, in Pio XII [3].
Questo Cristo è tanto diverso che i cattolici e gli attuali pontefici non sembrano avere lo stesso Cristo.

La Chiesa che cresce con Jorge Mario Bergoglio non è la cattolica, ma quella dei cristiani anonimi di Karl Rahner. Bergoglio attrae a questa Chiesa - e sono le pecore di cui ha cura -, atei (Scalfari sembra essere una sorta di cardinale), abortisti, laicisti, musulmani, poveri materialmente parlando, omosessuali, adulteri, ecc. Questi a lui sembrano più cristiani (anonimi?) dei migliori cattolici, perché con questi ultimi è sempre severo e più volte li gratifica con degli insulti.
Questo comportamento mi fa pensare che, con i suoi rimproveri e i suoi insulti volgari, egli voglia costringere questi cattolici a diventare proseliti di quello che lui intende per cattolicesimo.
Questi cattolici e noi con essi crediamo nel Dio cattolico, lui no. Forse questo non gli sta bene e vuole cambiare il nostro Credo con le sue riforme, e ritengo che si possa dire che le sue riforme non sono altro che una forma di proselitismo.

Ma vediamo un po’ di insulti:
Vecchie comari, fomentatori della coprofagia, specialisti del Logos, sgranarosari, funzionari, assorbiti da se stessi, eeo pelagiani, prometeici, restaurazionisti, cristiani ideologici, pelagiani, signori piagnisteo, trionfalisti, cristiani inflessibili, moderni gnostici, cristiani liquidi, cristiani superficiali, schiavi della superficialità, mummie da museo, principi rinascimentali, vescovi da aeroporto, ecc [4].

Insomma, non abbiamo niente di buono, siamo il male assoluto. E dal momento che quelli che sono fuori dalla Chiesa sono “amati” da lui e hanno tutta la sua “tenerezza”, per lui i cattolici buoni e ideali sarebbero quelli che stanno fuori della Chiesa: gli uomini moderni (che secondo Rahner sono i “cristiani anonimi” e forse Bergoglio ha scelto di essere il capo di una Chiesa anonima).

Il Cristo che vediamo nei Vangeli non ha mai parlato così agli Apostoli, ma solo ai farisei.
E visto che l’incontro col Papa, il Vicario di Cristo, lo ripeto, è anche un incontro con Cristo, quale attrazione c’è in un Papa che tratta le sue pecore come fa Bergoglio? Nessuna!

Questo deve disturbarlo tantissimo, ma dovrebbe portarlo a chiedersi: perché sono un’attrazione per atei, abortisti, musulmani, omosessuali, persone di sinistra, ecc., e non lo sono per i cattolici?
Ma la risposta a questa sua ipotetica domanda sono gli insulti che leggiamo nei suoi testi di Santa Marta. Sembra proprio che voglia fare di noi delle persone uguali a quelle che lui ama, voglia fare di noi dei proseliti di qualcosa che ancora non sappiamo. E la cosa sembra davvero assurda, perché il suo comportamento si rivela essere la testimonianza che tiene nel cuore le persone che trovano Dio fuori della Chiesa e non quelle che sono già dentro la Chiesa.

Non v’è dubbio allora che dal momento che Bergoglio non crede nel Dio cattolico e non si fida e non gli piacciono quelli che credono che Gesù è il Dio cattolico, egli  non può essere un’attrazione per noi, ed è certo per questo che con noi pratica il “suo” proselitismo!

Siamo membri della Chiesa di cui lui è il Papa, ma evidentemente si tratta di due chiese e la sua chiesa, quella che gli sta cuore e di cui ha cura, è una chiesa anonima, una ONG. Ed è per questo che vuole riformare interamente la Chiesa cattolica per renderla accessibile ai “cristiani anonimi”.

Ora, ciò che esprime Bergoglio con i suoi rimproveri e insulti rivolti a noi cattolici, ciò che ha fatto con i Frati Francescani dell’Immacolata, con l’Ordine di Malta, con le manipolazioni nel Sinodo per fare valere la sua volontà di dare la Comunione ai divorziati risposati, e ciò che ha il desiderio di fare con le riforme della liturgia, per giungere alla intercomunione con i protestanti e gli altri riformati, tutto questo per me è chiaramente “proselitismo”; se così non fosse dovremmo tornare davvero a scuola; è innegabile infatti che il suo agire ha lo scopo di convincerci della bontà di ciò che per lui sarebbe il cattolicesimo, come lui lo intende soggettivamente (e forse anche ereticamente).

Per dirla con altre parole, il tentativo di farci diventare protestanti con l’uso dell’autorità è chiaramente proselitismo violento, autoritario e sovvertitore. Come non pensare che l’attrazione che egli esercita nei confronti degli “altri”, di quelli che stanno fuori dalla Chiesa, sia veramente un’attrazione malsana, bestiale, invertita, aggravata per di più da questa specie di proselitismo sovversivo che pratica con le pecore che invece dovrebbe pascere secondo i comandi di Nostro Signore?

NOTE

1 -  Viaggio Apostolico in Germania, 22-25 Settembre 2011, Incontro con il Consiglio della “Chiesa Evangelica in Germania”, Discorso dal Santo Padre Benedetto XVI:
È stato l’errore dell’età confessionale aver visto per lo più soltanto ciò che separa, e non aver percepito in modo esistenziale ciò che abbiamo in comune nelle grandi direttive della Sacra Scrittura e nelle professioni di fede del cristianesimo antico. È questo per me il grande progresso ecumenico degli ultimi decenni: che ci siamo resi conto di questa comunione e, nel pregare e cantare insieme, nell’impegno comune per l’ethos cristiano di fronte al mondo, nella comune testimonianza del Dio di Gesù Cristo in questo mondo, riconosciamo tale comunione come il nostro comune fondamento imperituro”. 
https://w2.vatican.va/content/benedict-xvi/it/speeches/2011/september/documents/hf_
ben-xvi_spe_20110923_evangelical-church-erfurt.html
Qui Benedetto XVI parla dell’errore che sarebbe cominciato con i Padri della Chiesa: rimanere uniti a Dio e alla Tradizione apostolica della Sua vera Chiesa. Senza parole!

2 - Né tutti gli incontri con Gesù sono veri. Tutti gli eretici non hanno trovato veramente Gesù, l’esempio più grande sono i Galati, carissimi a S. Paolo, ai quali fu presentato un’altro Gesù.  L’esempio più è evidente è il falso Gesù incontrato dal Santo Frate Ruffino, amico e compagno di San Francesco, come se può leggere nei Fioretti: CAPITOLO XXIX.
Come il demonio in forma di Crocifisso apparve più volte a frate Ruffino,
dicendogli che perdea il bene che facea, perocchè egli non era delli eletti
di vita eterna. Di che san Francesco per rivelazione di Dio il seppe, e fece
riconoscere a frate Ruffino il suo errore, ch’egli avea creduto.

Frate Ruffino, uno de’ più nobili uomini della città di Assisi e compagno di san Francesco, uomo di grande santitade, fu uno tempo fortissimamente combattuto e tentato nella anima, della predestinazione; di che egli stava tutto maninconoso e tristo; imperocchè il demonio gli metteva pure in cuore che egli era dannato, e non era delli predestinati a vita eterna; e che si perdeva ciò che egli faceva nell’Ordine. E durante questa tentazione più e più dì, egli per vergogna non rivelandolo a San Francesco, nientedimeno non lasciava di fare l’orazioni e le astinenze usate: di che il nimico gli cominciò ad aggiugnere tristizia sopra tristizia, oltre alla battaglia dentro, combattendolo di fuori anche con false apparizioni. Onde una volta gli apparve in forma di Crocifisso e dissegli: O frate Ruffino, perchè ti affliggi in penitenza e in orazione, conciossiachè tu non sia delli predestinati a vita eterna? e credimi che io so cui io ho eletto e predestinato, e non credere al figliuolo di Pietro Bernardoni, se ti dicesse il contrario, e anche non lo domandare di cotesta materia, perocchè nè egli nè altri il sa, se non io, che sono figliuolo di Dio: e però credimi per certo che tu se’ del numero delli dannati: e ’l figliuolo di Pietro Bernardoni tuo padre, e anche il padre suo sono dannati, e chiunque il seguita è ingannato. E dette queste parole, frate Ruffino cominciò a essere sì ottenebrato dal principe delle tenebre che già perdeva ogni fede e amore ch’egli avea avuto a San Francesco, e non si curava di dirgliene nulla. Ma quello, che al padre Santo non disse frate Ruffino, lo rivelò lo Spirito Santo: onde veggendo in ispirito San Francesco tanto pericolo del detto frate, mandò frate Masseo per lui; al quale frate Ruffino rispuose rimbrottando: Che ho io a fare con frate Francesco? E allora frate Masseo tutto ripieno di sapienza divina, conoscendo la fallanza del demonio, disse: frate Ruffino, non sai tu che frate Francesco è come un angelo di Dio, il quale ha luminate tante anime nel mondo, e dal quale noi abbiamo avuto la grazia di Dio? onde io voglio che ad ogni partito tu venga con meco a lui; imperocchè ti veggio chiaramente essere ingannato dal demonio. E detto questo, e frate Ruffino si mosse e andò a san Francesco, e veggendolo dalla lunga san Francesco venire, cominciò a gridare: frate Ruffino cattivello, a cui hai tu creduto? E giugnendo a lui frate Ruffino, egli gli disse per ordine tutta la tentazione, ch’egli avea avuta dal demonio dentro e di fuori; e mostrandogli chiaramente che colui che gli era apparito era il demonio e non Cristo, e che per nessuno modo egli dovea acconsentire alle suggestioni; ma quando il demonio ti dicesse più: Tu se’ dannato, sì gli rispondi: Apri la bocca, e questo ti sia il segnale ch’egli è il demonio e non Cristo; e dato che tu gli arai tale risposta, immantinente fuggirà. Anche a questo cotale dovevi tu ancora conoscere, ch’egli era il demonio, imperocchè l’indurò il cuore ad ogni bene, la qual cosa è proprio suo ufficio, ma Cristo benedetto mai non indura il cuore dell’uomo fedele, anzi l’ammorbida, secondo che dice per la bocca del profeta: io vi torrò il cuore di pietra, e darovvi il cuore di carne. Allora frate Ruffino veggendo che san Francesco gli diceva per ordine tutto il modo della sua tentazione, compunto per le sue parole, cominciò a lagrimare fortissimamente e adorare san Francesco e umilmente riconoscere la colpa sua in avergli celato la sua tentazione. E così rimase tutto consolato e confortato per gli ammonimenti del Padre Santo, e tutto mutato in meglio. Poi finalmente gli disse san Francesco: Va’, figliuolo, e confessati e non lasciare lo studio della orazione usata: e sappi per certo che questa tentazione ti sarà grande utilitade e consolazione, e in brieve il proverai. Ritornasi frate Ruffino alla cella sua nella selva; e standosi con molte lagrime in orazioni, eccoti venire il nemico in persona di Cristo, secondo l’apparenza di fuori, e dicegli: O frate Ruffino, non l’ho io detto che tu non gli creda al figliuolo di Pietro Bernardoni, e che tu non ti affatichi in lagrime e in orazioni, perocchè tu se’ dannato? a che ti giova affliggerti mentre che tu se’ vivo, e poi quando tu morrai sarai dannato? E subitamente frate Ruffino rispuose al demonio: Apri la bocca; di che il demonio isdegnato, immantinente si partì con tanta tempesta e commozione di pietre di monte Subassio, che era quivi allato, che per grande spazio bastò il rovino delle pietre che caddero giuso; ed era sì grande il percuotere che faceano insieme nel rotolare che sfavillavano fuoco orribile per la valle: e al romore terribile ch’elle faceano, san Francesco e li compagni con grande ammirazione uscirono fuori del luogo a vedere che novità fosse quella; e ancora vi si vede quella mina grandissima di pietre. Allora frate Ruffino manifestamente s’avvide, che colui era istato il demonio, il quale l’avea ingannato. E tornato a san Francesco, anche da capo si gitta in terra, e riconosce la colpa sua; san Francesco il riconforta con dolci parole, e mandando tutto consolato alla cella, nella quale standos’egli in orazione divotissimamente, Cristo benedetto gli apparve, e tutta l’anima sua gli riscaldò del divino amore, e disse: Bene facesti, figliuolo, che credesti a frate Francesco, perocchè colui che ti avea contristato era il demonio: ma io sono Cristo tuo Maestro; e per rendertene ben certo, io ti do questo segnale: Mentre che tu viverai, non sentirai mai tristizia veruna nè malinconia. E detto questo, si partì Cristo, lasciandolo con tanta allegrezza e dolcezza di spirito e elevazione di mente che il dì e la notte era assorto e ratto in Dio. E d’allora innanzi fu sì confermato in grazia e in sicurtade della sua salute, che tutto diventò mutato in altro uomo; e sarebbesi stato il dì e la notte in orazione a contemplare le cose divine, se altri l’avesse lasciato stare. Onde dicea san Francesco di lui: che frate Ruffino era in questa vita canonizzato da Cristo: e che, fuori che dinanzi da lui, egli non dubiterebbe di dire santo Ruffino, benchè fosse ancora vivo in terra.

3 - Pio XII nella Summi Pontificatus:
Come vicario di Colui, il quale in un'ora decisiva, dinanzi al rappresentante della più alta autorità terrena di allora, pronunziò la grande parola: «Io sono nato e venuto al mondo per render testimonianza alla verità; chiunque sta per la verità ascolta la mia voce» (Gv 18,37), Noi di nulla Ci sentiamo più debitori al Nostro ufficio, e anche al nostro tempo, come di «rendere testimonianza alla verità». Questo dovere, adempiuto con apostolica fermezza, comprende necessariamente l’esposizione e la confutazione di errori e di colpe umane, che è indispensabile conoscere, perché sia possibile la cura e la guarigione: «Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8,32). Nell’adempimento di questo Nostro dovere, non Ci lasceremo influenzare da terrene considerazioni, né Ce ne tratterremo per diffidenze e contrasti, per rifiuti e incomprensioni, né per timore di misconoscimenti e di false interpretazioni. Ma lo faremo sempre animati da quella paterna carità che, mentre soffre dei mali che travagliano i figli, indica loro il rimedio, sforzandoCi cioè di imitare il divino modello dei pastori, il buon pastore Gesù, che è luce insieme e amore: «Seguendo il vero con amore» (Ef 4,15)”. 
http://w2.vatican.va/content/pius-xii/it/encyclicals/documents/hf_p-xii_enc_20101939_summi-pontificatus.html
Il Cristo di Pio XII era diverso. Ad esempio, nel suo pontificato è nata la teologia che ha trionfato nel Concilio Vaticano II, la Nouvelle Théologie, ma Pio XII si accorse subito del pericolo e scrisse la Humani Generis e punì i sostenitori di questa teologia con la perdita delle cattedre nelle Università. Il Papa, come i suoi predecessori vide il pericolo all’interno della Chiesa e la protesse. I suoi sucessori, invece, Paolo VI, Giovanni Paolo II (questi due hanno creato cardinali dei teologi della Nouvelle Théologie condannati da Pio XI: alla faccia della continuità!) e Benedetto XVI hanno offerto la falsa terapia dell’ermeneutica della riforma nella continuità, senza mai nominare i praticanti di quella che hanno chiamato ermeneutica della rottura, e peggio ancora hanno creato cardinali e consacrato vescovi che appartenevano a tale ermeneutica della rottura. Tra i nominati vi sono personaggi come Kasper e quello che oggi è Papa Francesco.
Ci si rende conto della profondità del cambiamento? Dell’assurdità? Per di più, adesso Francesco fa ciò che nessuno dei Papi conciliari ha fatto: rimuove i vescovi conservatori e promuove i progressisti (creandoli cardinali).
Davvero pensa che noi cattolici siamo degli imbecilli!

4 - Indice degli insulti papali ai buoni cattolici:
http://opportuneimportune.blogspot.com.br/2015/12/indice-degli-insulti-papali-ai-buoni.html?q=insulti

di Gederson Falcometa
http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV1864_Falcometa_Proselitismo_di_Bergoglio.html

Durante la messa
Nel video vediamo qualcosa che accade molto spesso nelle diocesi sudamericane, fa scalpore il fatto che oggi Bergoglio sieda sulla Cattedra di San Pietro, ma soprattutto fa capire come la pensi sulla liturgia. Buona visione. [RS]


http://www.radiospada.org/2017/02/bergoglio-da-cardinale-ha-fatto-ballare-il-tango-sullaltare-durante-la-messa/