ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 18 febbraio 2017

Welcome to Tonga?


MÜLLER TERMINA IL SUO MANDATO A LUGLIO. SARÀ CONFERMATO? FORSE PER IL PONTEFICE SAREBBE MEGLIO.


Il Prefetto della Congregazione della Fede, il cardinale tedesco Gerhard Ludwig Müller, è intervenuto in maniera chiara nei giorni scorsi sulla confusione creata dalle diverse interpretazioni dell’Amoris Laetitia. Nella sua intervista, riportata da La Nuova Bussola Quotidiana afferma che la dottrina cattolica è valida per tutta la Chiesa, e non ci possono essere interpretazioni diverse a seconda delle conferenze episcopali. Malta, la Germania e l’Argentina, a cui il Papa ha inviato una lettera di approvazione. Il cardinale non lo dice, ma chi vuole può capire, che forse il responsabile dell’unità e della fede, che non è lui, Müller, ma il Pontefice potrebbe e dovrebbe impedire che situazioni del genere si creino, e forse chiarire, rispondendo, per esempio, ai Dubia.
L’intervista di Müller al Rheinische Post fa seguito a quella del 1 febbraio su Il Timone . Il cardinale ha appena terminato la stesura di un’opera imponente – tremila pagine – sul papato, che verrà pubblicata anche in Italia, e in cui tratterà da un punto di vista storico e dogmatico del ruolo di Pietro.
Il 2 luglio prossimo, inoltre, giungerà a compimento il suo quinquennio come Prefetto della Congregazione della Fede. Come è ovvio sono in molti a chiedersi se vista la sua “giovane” età (è del 1947, compirà settanta anni a dicembre) il Pontefice lo confermerà, o se coglierà l’occasione per cercare di liberarsi di lui, sostituendolo con qualche teologo più accomodante.
Non è una domanda dalla risposta facile. Il Pontefice non ha mai nascosto la sua ostilità a questo studioso così preparato e capace. La Congregazione per la Dottrina della Fede è stata ignorata – e lo è ancora – in non pochi snodi importanti del regno; le sue osservazioni, puntuali, sui vari documenti emersi dalla cerchia pontificia sono state tranquillamente disattese; è in carenza di personale, alcuni suoi elementi migliori sono stati o stanno per essere licenziati senza ragione apparente, se non per indebolire la struttura e il Prefetto. Che ha vissuto con sofferenza la fedeltà alla figura e al ruolo del Papa.
Inoltre si sa fin dai tempi di Buenos Aires che l’allora arcivescovo e ora Pontefice non ha fra le sue numerose qualità quella della non vendicatività; non è certo Benedetto XVI, che prolungò nell’incarico il suo avversario di sempre, Walter Kasper. Insomma, la tentazione di far cadere anche questa testa deve essere forte.
Però, io forse mi azzarderei a scommettere – non grandi cifre, però – sulla conferma, o per lo meno su una permanenza donec aliter provideatur. Un uomo leale come Müller, finché è Prefetto, ha mani e bocca legate. Nel momento in cui invece fosse libero, magari anche in una situazione di oggettivo disagio (dove si manda un ex Prefetto della Fede?) potrebbe predicare, fare conferenze, scrivere, essere intervistato. E con quale autorità e franchezza! Proprio in un momento in cui già L’Amoris Laetitia crea crisi profonde, e altre novità occhieggiano all’orizzonte. Il Pontefice dice di sé che è ingenuo ma anche un poco furbo. Se a un ragionamento del genere è giunto chi vi scrive, figuriamoci se non l’ha fatto lui, chissà quanto tempo prima! Sarà interessante vedere se prevarrà l’istinto umorale o la ragione.
Marco Tosatti






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