ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 6 marzo 2017

Clamans in deserto

Voce di Fatima, voce di Dio 



PAX

Voce di Fatima, voce di Dio
N° 1 –  4 febbraio 2017

Vox túrturis audita est in terra nostra
(Cant. II, 12)

Cominciamo il primo numero di questa modesta pubblicazione realizzata in onore del Cuore Immacolato di Maria, da cui speriamo la salvezza del nostro paese, delle nostre anime e del mondo intero.

Quello che la Madonna realizzò in Portogallo nel XX secolo, preservandolo per mezzo secolo dal comunismo, dalla massoneria e dal modernismo, lo realizzerà anche nella nostra Patria e nel mondo intero, se ci consacriamo  al suo Cuore Immacolato e se obbediamo alle sue richieste di non offendere più Dio Nostro Signore, già tanto offeso, e se facciamo riparazione per le offese di cui sono oggetto Lui e la Sua Santissima Madre.

Che ognuno di noi risponda con amore alle richieste della Madonna di Fatima, coscienti che il Rosario e la devozione al Cuore Immacolato di Maria sono le ultime risorse date al mondo per la sua salvezza.

Il Portogallo, nel 1917, si trovava nel più profondo caos politico ed economico e, per di più, i seminari erano quasi vuoti, molti vescovi erano esiliati, la massoneria teneva il paese sotto il suo dominio.

Il governo aveva infranto l’unione tra lo Stato portoghese e la Chiesa nel 1911. San Pio X aveva reagito con forza, dichiarando nulla e senza valore questa iniqua decisione governativa.

Alcuni anni prima, nel 1908, il Re Carlo e suo figlio erano stati assassinati e la responsabilità del governo ricadde su Manuele, di 18 anni, il quale non poté impedire la proclamazione della repubblica nel 1910, dovendo fuggire dal paese.

Chi poteva salvare il Portogallo? La Madonna! Apparendo a tre pastorelli a Cova di Iria, Ella cambiò il corso del Portogallo, e farà lo stesso con il mondo, se la ascoltiamo.

Pochi anni dopo, un governo cattolico restituì al Portogallo la sua anima e la Madonna protesse la nazione portoghese sia dal comunismo sia dalla II Guerra Mondiale, come affermò Pio XII nel 1946.

Siamo dunque crociati di Fatima, in questo centenario delle sue apparizioni a Cova di Iria. Studiamo, propaghiamo e viviamo il suo messaggio che si riassume nell’amare Dio Nostro Signore e nell’impedire con tutti i mezzi i peccati con i quali gli uomini feriscono il Suo Divino Cuore e quello della Sua Santissima Madre, per la cui intercessione noi speriamo la salvezza della nostra Patria, delle nostre anime, del mondo intero e della Chiesa, occupata dai suoi più crudeli nemici che, senza dubbio, saranno vinti da colei che la Santa Liturgia dice essere la vincitrice di tutte le eresie.
+ Tomás de Aquino OSB
U.I.O.G.D.
[Ut in omnibus glorificetur Deus]




PAX


Voce di Fatima, voce di Dio

N° 2 - 11 febbraio 2017
Vox túrturis audita est in terra nostra
(Cant. II, 12)

Il Terzo Segreto e il Concilio

Quelli che studiano seriamente Fatima sanno che la cosiddetta “rivelazione” del Terzo Segreto è una falsità.

Tra i diversi argomenti in appoggio a ciò che dico, ve n’è uno al quale mi piace riferirmi e del quale, disgraziatamente, si parla poco: il motivo per cui i Papi, da Giovanni XXIII fino a Francesco, si sono rifiutati di rivelarlo.

Esaminiamo con tutta semplicità quale sarebbe il contenuto di detto segreto che si è voluto così ostinatamente passare sotto silenzio.

Qual è la “pupilla degli occhi” di questi Papi? Vuoi vedere che in tutta evidenza è il concilio Vaticano II? Sì, caro lettore, è questo che intendo dire: sono personalmente convinto che nel Terzo Segreto è contenuta la “parola magica” “concilio”.
E sicuramente questa parola è lì presente in termini non elogiativi, ma per indicare il concilio come la causa del “disorientamento diabolico (1)” nel quale viviamo; questo concilio, senza dubbio, è considerato dai Papi citati come la “primavera della Chiesa” (e guai a chi lo mette in discussione! Fosse anche la Madre di Dio!!!).

Il lettore sappia anche che questo mio personale convincimento non è gratuito, né senza fondamento. Adduco a sostegno le testimonianze di due persone di gran peso: il Cardinale Oddi e Suo Lucia.

Il Cardinale Oddi, disse: «Per me, esso dice, praticamente, che nel 1960 il Papa convocherà un Concilio che provocherà indirettamente, contro tutte le attese, delle grandi difficoltà per la Chiesa.» (2).
Alle parole “per me”, con tutta sicurezza potremmo aggiungere: “per ciò che ho sentito da quelli che hanno letto il Segreto”.

Suor Lucia, rispondendo alle domande che le fecero, se il Segreto avesse a che vedere col concilio e le sue conseguenze, rispose: «Non posso dirlo, non posso parlare», «Ho letto alcuni documenti del concilio, ma non tutti», «Ho letto di certi problemi, ma non ho letto tutto» (3).
Risposte evasive di chi non vuole rispondere alla domanda. Perché lo avrebbe fatto? Se la risposta poteva essere “no”, sarebbe stato molto semplice darla. Ma se la risposta doveva essere “sì”, Suor Lucia si sarebbe trovata di fronte a due problemi: 1 - Non poteva disobbedire a quelli che avevano autorità su di lei, i quali con tutta certezza erano acerrimi difensori del Vaticano II e le avevano proibito di parlare; 2 -  Non poteva mentire. Da qui le risposte tipicamente evasive.

Come sarebbe bello se tutti i cattolici si convincessero della realtà della tesi che io difendo! In segno di rispetto e di obbedienza alle parole della Madonna respingerebbero il Vaticano II e le riforme post-conciliari e tornerebbero a ciò che la Chiesa ha sempre insegnato prima del concilio e aderibbero alla Tradizione bimillenaria.

Voglia Dio che sia così con il contributo di questo modesto articolo.

+ Tomás de Aquino OSB
U.I.O.G.D.
[Ut in omnibus glorificetur Deus]

NOTE
1 – Parole di Suor Lucia, citate in Frère François de Marie des Anges, Fatima: joie intime, événement mondial, Éditions de la Contre-Réforme catholique, 1991,  p. 409. [Il libro è un compendio dell’opera in tre volumi di Frère Michel de la Sainte-Trinité, Toute la vérité sur Fatima, pubblicato nel 1980.]
2 – Intervista al cardinale Silvio Oddi, in 30 Giorni, novembre 1990. [L'intera frase è questa: «A mio avviso, il terzo segreto di Fatima non parla della conversione della Russia. Se così fosse stato Giovanni XXIII l’avrebbe gridato ai quattro angoli del mondo. Secondo la mia opinione il segreto di Fatima contiene una profezia triste che riguarda la Chiesa, è per questo che il Papa Giovanni non l’ha pubblicata; e Paolo VI e Giovanni Paolo II hanno fatto lo stesso. Per me, esso dice, praticamente, che nel 1960 il Papa convocherà un Concilio che provocherà indirettamente, contro tutte le attese, delle grandi difficoltà per la Chiesa.»
3 – Cfr. Controverses, aprile 1995.



di Mons. Tomás de Aquino [vescovo della “Resistenza”]


Pubblicato sul sito sudamercano Non Possumus




Voce di Fatima, voce di Dio 



di Mons. Tomás de Aquino [vescovo della “Resistenza”]



Pubblicato sul sito sudamercano Non Possumus





PAX


Voce di Fatima, voce di Dio

N° 3 –  18 febbraio 2017

Vox túrturis audita est in terra nostra
(Cant. II, 12)

Nell’ottobre del 1943, Dom José Correira da Silva, Vescovo di Leiría, probabilmente incoraggiato dal canonico Galamba, diede ordine formale a Lucia di scrivere la terza parte del segreto rivelato dalla Madonna il 17 luglio del 1917.
Curiosamente, Lucia prova un’angoscia mortale nel mettere per iscritto questa terza parte del segreto. Più volte avrebbe voluto obbedire e si era messa a scrivere senza poterlo fare. Ricevuto quest’ordine nell’ottobre del 1943, non riuscì a compierlo prima del 24 dicembre dello stesso anno. “Questo fenomeno (cioè questa difficoltà) non è naturale”, le scrisse un prelato.

Anche prima dell’apparizione del 17 luglio 1917, Lucia aveva sentito un’angoscia mortale, l’angoscia del dubbio. Dio aveva permesso che il demonio introducesse il dubbio nel cuore di Lucia: dubbio sulle apparizioni della Madonna. Lei aveva rinunciato ad andare a Cova di Iría. All’ultimo momento il dubbio scomparve e lei si unì ai cugini Francesco e Giacinta.

Ora, nel 1943, sembrava presentarsi qualcosa di simile. Dio aveva permesso al demonio di provare a sopprimere la terza parte del segreto? Questo ci indica l’importanza del suo contenuto, come prima della Passione, Dio aveva permesso l’angoscia dell’Orto degli Ulivi.
Finalmente, nei primi di gennaio del 1944, Lucia consegnò per iscritto questa importante comunicazione.
«Ho scritto ciò che mi ha chiesto» scrisse al Vescovo di Leiría «Dio ha voluto provarmi un po’, era la sua volontà; [il testo] è sigillato in una lettera e questa è messa dentro i quaderni» (Lettera del 9 gennaio 1944).

E’ questo segreto che fino ad oggi non è stato rivelato. Fu consegnato al Vaticano e Pio XII avrebbe potuto leggerlo, ma non lo fece. Giovanni Paolo II lo lesse, ma non lo divulgò. Anche se a partire dal 1960 sarebbe stato più facilmente capito.
Riguarda il Vaticano II? E’ probabile. Il Cielo ha parlato, il Cielo aspetta e intanto i mali aumentano, perché non sono state soddisfatte le richieste del Cuore Immacolato. La Russia non è stata consacrata al Cuore Immacolato nel modo richiesto dalla Madonna e il terzo segreto continua a restare occulto, vale a dire che nessuno intende la “vox túrturis” che si fa sentire sulla terra.

Almeno noi, preghiamo e sacrifichiamoci. I Cuori di Gesù e Maria sono attenti alle nostre preghiere, e si aspettano che noi prestiamo attenzione alle loro richieste e le eseguiamo.

+ Tomás de Aquino OSB
U.I.O.G.D.
[Ut in omnibus glorificetur Deus]



PAX


Voce di Fatima, voce di Dio

N° 4 - 25 febbraio 2017
Vox túrturis audita est in terra nostra
(Cant. II, 12)

Tenuto conto che il testo della terza parte del Segreto non è stato correttamente o completamente o per niente rivelato dal Vaticano, abbiamo seri motivi per pensare che esso tratti dell’attuale apostasia.

E’ da molto tempo che vediamo il mondo cattolico tradito dalla sua Gerarchia. Un articolo di Gustavo Corção, pubblicato nel “Diário de Notícias” del 20 ottobre 1967, denunciava già questo tradimento. Diamo la parola all’illustre scrittore: «Ho sotto gli occhi un programma che annuncia: “COMMEMORAZIONE DELLA RIFORMA LUTERANA alla fine di questo mese” E chi vuole commemorare i 450 anni del luteranesimo? I cattolici. Consigliati da chi? Dalla Gerarchia ecclesiastica di questa città di Rio de Janeiro. Sì, signori: i cattolici vogliono COMMEMORARE la data che è stata un disastro per la Chiesa e per la civiltà. In nome di che? Dicono in nome dell’ecumenismo (…) Ed ecco che la coscienza cattolica viene una volta di più afflitta, una volta di più stordita dalle ridicole novità che sorgono dappertutto come se non esistesse l’autorità della Chiesa. Autorità? Ma che dico, come se non esistesse la Chiesa.»

E si festeggiarono a Rio i 450 anni della Riforma, nonostante le proteste di un piccolo gruppo di fedeli che, con Gustavo Corção, cercavano, riuscendoci, di rimanere cattolici, e cercavano, non riuscendoci, di aprire gli occhi alla Gerarchia e di impedire un insulto lanciato in faccia alla nostra Santa Madre Chiesa.

Oggi si festeggiano i 500 anni, non solo a Rio, ma a Roma. Non ho i particolari, gli atti e i detti di Papa Francesco a riguardo, ma ho nella memoria che nel corso di questi 50 anni i nemici della Chiesa si sono messi ad esaltare le eresie e ad umiliare Mons. Lefebvre e Mons. de Castro Mayer; senza parlare di San Pio X e di tutti i Pontefici, i quali non sono altro che gli inviati di Colui che dice: «Chi disprezza voi, disprezza Me».

E le autorità della Chiesa? E la Chiesa? Dove sono? Sono occupate a fare in parte i nemici crudeli e in parte i ciechi che non sanno quello che fanno.

Vigiliamo e preghiamo, perché questa è l’ora delle tenebre. La Chiesa è in agonia come il suo Divino Sposo. Vigiliamo con Lui in quest’ora.
+ Tomás de Aquino OSB
U.I.O.G.D.
[Ut in omnibus glorificetur Deus]