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giovedì 2 marzo 2017

Gospicidio?

Il vescovo chiude il caso Medjugorje: “Qui non è mai apparsa la Madonna”


Il pastore di Mostar: "Quella figura ambigua non è Maria"

La chiesa parrocchiale di Međugorje (foto via Wikipedia)
Roma. Alla vigilia dell’arrivo a Medjugorje dell’inviato speciale del Papa incaricato di “acquisire più approfondite conoscenze sulla situazione pastorale di quella realtà”, il vescovo di Mostar – nella cui giurisdizione rientra anche la località bosniaca meta di pellegrinaggi – dice che nulla di soprannaturale lì è accaduto. Mons. Ratko Peric ribadisce quanto la sua diocesi ha sempre sostenuto in più di trent’anni, e cioè che “non si tratta di vere apparizioni della Beata Vergine Maria”. Stavolta, però, Peric va oltre e di fatto boccia le conclusioni della speciale commissione vaticana istituita da Benedetto XVI e guidata dal cardinale Camillo Ruini.
Conclusioni ancora secretate, nonostante il Papa in persona avesse annunciato quasi due anni fa decisioni imminenti in merito. Da quel che si sa, però, l’orientamento proposto dalla commissione nel 2014 – “hanno fatto un bel lavoro”, disse Francesco conversando con i giornalisti a bordo dell’aereo che lo riportava a Roma dal viaggio lampo a Sarajevo, nel giugno del 2015 – è di riconoscere la soprannaturalità delle prime apparizioni, senza pronunciarsi sulle successive, peraltro ancora in corso. Il vescovo di Mostar respinge tale impostazione: “Sebbene talvolta si sia detto che le apparizioni dei primi giorni potrebbero essere ritenute autentiche e che poi sarebbe sopraggiunta una sovrastruttura per altri motivi, in prevalenza non religiosi, questa curia ha promosso la verità anche riguardo a questi primi giorni”. E, “dopo aver trascritto dai registratori le audiocassette contenenti i colloqui avvenuti, nella prima settimana, nell’ufficio parrocchiale di Medjugorje, tra il personale pastorale e i ragazzi e le ragazze che avevano affermato di aver visto la Madonna, con piena convinzione e responsabilità esponiamo i motivi per cui appare evidente la non autenticità dei presunti fenomeni”.

Quindi, l’affondo dai toni poco diplomatici: “Se la vera Madonna, Madre di Gesù, non è apparsa – come infatti non è – allora a tutto sono da applicare le seguenti formule: ‘sedicenti’ veggenti, ‘presunti’ messaggi, ‘preteso’ segno visibile e ‘cosiddetti’ segreti”. La posizione della curia di Mostar non è nuova: le frizioni (eufemismo) con i frati francescani che curano la parrocchia durano da decenni e in tutto questo tempo nulla è cambiato. Anche per questo s’era pensato di fare di Medjugorje un santuario alle dirette dipendenze della Santa Sede. Mons. Peric rivolge ora l’attenzione proprio alle prime apparizioni, sulla cui veridicità (appunto) in Vaticano si è più possibilisti. Innanzitutto, “la figura femminile che sarebbe apparsa a Medjugorje si comporta in modo del tutto diverso dalla vera Madonna, Madre di Dio, nelle apparizioni riconosciute finora come autentiche dalla chiesa: di solito non parla per prima; ride in maniera strana; a certe domande scompare e poi di nuovo ritorna; obbedisce ai ‘veggenti’ e al parroco che la fanno scendere dal colle in chiesa sebbene controvoglia. Non sa con sicurezza per quanto tempo apparirà; permette ad alcuni presenti di calpestare il suo velo steso per terra, di toccare la sua veste e il suo corpo. Questa – scrive il vescovo di Mostar – non è la Madonna evangelica”.

  
E poi quei dubbi sullo “strano tremito” percepito dal veggente Ivan Dragicevic, le varie descrizioni sulla donna che appare: “Alcune ‘veggenti’ hanno visto un bambino avvolto nei panni, Ivan invece nega espressamente di aver visto il bambino, mentre poteva facilmente vedere da lontano gli ‘occhi’ e le ‘ciglia’ della figura femminile”. Alla voce “anniversario fasullo”, poi, mons. Peric elenca le contraddizioni sulla data di inizio delle “presunte apparizioni”: per alcuni è il 24 giugno del 1981, per altri il 25. Ma è sulla ciclicità delle apparizioni che il vescovo esprime i dubbi maggiori: la “figura” prima dice “quanto a lungo voi volete, quanto a lungo voi desiderate”, poi “cambia idea e ‘appare’ ogni giorno a tre ‘visionari’ del gruppo”. Da qui, la chiosa finale: “Tenendo conto di tutto quel che è stato esaminato, si può pacificamente affermare” che “la Madonna non è apparsa a Medjugorje”.


Gli oppositori in Vaticano di Francesco ora attaccano la Madonna di Medjugorje per colpire il Papa


La credibilità delle apparizioni potrebbe diventare un nuovo terreno di scontro per gli oppositori del Pontefice


Le apparizioni della Madonna a Medjugorje non sono autentiche perché la Madonna non vi è mai apparsa. Questa valutazione tagliente e imbarazzante per tutto il business che si è sviluppato intorno alle presunte apparizioni dal 1982 fino ad oggi non è di una persona qualsiasi ma del vescovo di Mostar, la diocesi dove si trova anche il piccolo villaggio di Medjiugorje.
L’intervento del vescovo Ratko Peric, ferrato canonista, ha suscitato una certa sorpresa anche in Vaticano. Non perché non si conoscessero le sue posizioni, ma proprio perché queste sono state ribadite sul sito della diocesi proprio in concomitanza con la nomina e quindi alla vigilia dell’arrivo dell’inviato speciale della Santa Sede nominato dal Papa per verificare, con pieni poteri, l’andamento pastorale e l’organizzazione dell’accoglienza logistica e religiosa dei pellegrini che giungono ininterrottamente sul luogo delle presunte apparizioni. E la meraviglia di queste esternazioni, peraltro finora condivise negli anni passati dalla Congregazione per la Dottrina della Fede guidata prima da Ratzinger e ora dal cardinale Gerard Muller, sta nel fatto che qualcuno lascia intravedere che la credibilità delle apparizioni potrebbe diventare un nuovo terreno di scontro per gli oppositori di Papa Francesco.
Non a caso anche la decisione del Papa di inviare l’arcivescovo Hoser di Varsavia come inviato speciale per una verifica pastorale delle presunte apparizioni, può essere compresa come un passo ulteriore di prudenza prima di rivelare ufficialmente il suo pensiero che tutti ormai attendono come parola di equilibrio capace di ricucire la spaccatura provocata dalla vicenda tra i cattolici di tutto il mondo.
Le dichiarazioni solenni del vescovo diocesano, che con tutta probabilità sono state certamente considerate anche nel rapporto dell’ultima commissione presieduta dal cardinale Ruini sulle presunte apparizioni, ricalcano quasi interamente quelle del vescovo Pavao Zanic, che guidava la diocesi di Mostar agli inizi delle presunte apparizioni.  Fu lui ha nominare la prima commissione diocesana per una valutazione dell’attendibilità delle apparizioni. Ma pochi ricordano che inizialmente Zanic non bocciò completamente le apparizioni. La sua critica decisa venne qualche tempo dopo.
La commissione diocesana allargata a 15 specialisti di varie discipline concluse i lavori tre anni dopo la sua nomina. Fu seguita nel 1987 da una Commissione costituita dalla conferenza episcopale jugoslava [allora esisteva ancora la Jugoslavia]. A differenza di quella diocesana le conclusioni d quella Commissione nazionale concluse con una posizioni attendista: a tutt’oggi non consta la sopranaturalità delle apparizioni. Ma non escludeva in tal modo che successivamente il parere potesse mutare. Per allora la decisione fu che le apparizioni non sono vere e pertanto occorre cessare dai pellegrinaggi. Anche la Congregazione per la dottrina della fede già nel 1985 chiese ai vescovi italiani di dissuadere dall’organizzare pellegrinaggi. Ma tutte queste voci autorevoli rimasero inascoltate. 
L’attuale vescovo di Mostar  Peric è stato fin dal 1992 vescovo coadiutore  di Mostar e dall’anno successivo  fu vescovo ordinario succedendo a Zanic. Conosce quindi bene l’evolversi della situazione. Sul sito della diocesi Peric scrive tra l’altro di aver rilevato come il suo predecessore “la non autenticità delle apparizioni, che finora hanno raggiunto la cifra di 47.000. Questa Curia ha cercato sempre di informarne la Santa Sede, in particolare i Sommi pontefici san Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco”.  A suo parere “la figura femminile che sarebbe apparsa a Medjugorje si comporta in modo del tutto diverso dalla vera Madonna; a certe domande scompare e poi di nuovo ritorna; obbedisce ai veggenti e al parroco che la fanno scendere dal colle in chiesa sebbene controvoglia. Non con sicurezza per quanto tempo apparirà; permette ad alcuni presenti di calpestare il suo velo steso per terra, di toccare la sua veste e il suo corpo. Questa non è la Madonna evangelica”.
Il vescovo di Mostar vuole forse precostituire un parere autorevole per influenzare l’inviato del Papa che forse potrebbe accendere disco verde rifacendosi ai primissimi giorni delle apparizioni, salvandone il valore spirituale e magari criticando molto di quanto è accaduto dopo? Certo l’attesa dell’intervento di Francesco diventa davvero interessante e dietro le quinte si sta giocando una partita non facile.