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domenica 12 marzo 2017

In questo nostro tempo di disordine

: ‘Quello che abbiamo pubblicato non è l’intero Segreto’.

Fatima. Un’altra conferma dell’asserzione di padre Dollinger sul card. Ratzinger e il Terzo Segreto

Nel maggio del 2016, ‘OnePeterFive’ ricevette una pubblica smentita dalla Sala Stampa vaticana per quanto riguarda una storia che avevamo pubblicato, a proposito della parte apparentemente ancora mancante del Terzo Segreto di Fatima. Il 15 maggio 2016, il dr. Ingo Dollinger, un santo sacerdote, amico di lunga data dell’allora cardinal Joseph Ratzinger, ci aveva confermato che questi –  poco dopo la pubblicazione del testo del Terzo Segreto di Fatima, avvenuta il 26 giugno del 2000 – gli aveva confessato che una parte di quel Segreto non era ancora stata pubblicata.
Tuttavia, nel comunicato stampa del Vaticano del 21 maggio 2016, lo stesso Papa Benedetto XVI è stato citato per aver detto “di non aver mai parlato col prof. Dollinger circa Fatima” e, in secondo luogo, che “la pubblicazione del Terzo Segreto di Fatima è completa.” Subito dopo questa negazione e questa affermazione aggiuntiva, il dr. Dollinger ha insistito ancora una volta nel confermare la sua testimonianza. Sulla scia di questo sviluppo un po’ inquietante, abbiamo ulteriormente indagato sulla vita virtuosa e sulla testimonianza del dr. Dollinger – che è stato anche uno stretto collaboratore di Padre Pio –, e abbiamo inoltre pubblicato una breve storia della sua vita, al fine di dare più credito, ed anche un certezza morale, alla sua storia.
È con molta gratitudine, quindi, che siamo in grado di riferire oggi che Giuseppe Nardi, redattore del sito cattolico tedesco Katholisches.info, ha trovato unafonte personale aggiuntiva, che ora conferma la nostra precedente versione dei fatti, vale a dire che il cardinal Ratzinger aveva detto al dr. Dollinger che c’è ancora una parte mancante del Terzo Segreto di Fátima, non ancora pubblicata ufficialmente.
Giuseppe Nardi è stato in grado di incontrare in Austria, e poi di intervistare, un caro amico del medesimo dr. Dollinger da molti anni: Gottfried Kiniger. Kiniger è un cappellaio e vive nel piccolo, grazioso borgo di Sillian, nel Tirolo orientale austriaco. Ora è anche lui sulla ottantina, ed è stato nella sua vita molto attivo politicamente, essendo stato favorevole alla causa monarchica e al Movimento Pan-europeo (Paneuropa Bewegung) di Otto d’Asburgo, dimostrandosi inoltre sempre un pubblico difensore della Chiesa Cattolica. Come egli ha detto a Giuseppe Nardi, ha regolarmente frequentato il dr. Dollinger, almeno due volte l’anno, dopo il loro primo incontro avvenuto nel 1990 a Salisburgo, in Austria. Solo in questi ultimi anni, a causa della loro età avanzata, questi due amici non hanno più potuto incontrarsi di persona. Nel tempo in cui padre Dollinger ha vissuto a Wigratzbad, in Germania, fin dal suo ritiro nel 2004, i due amici si sono spesso dati appuntamento in questo paese, dove attualmente ha la propria sede anche il seminario della Fraternità di San Pietro.
Come Nardi riferisce ora, gli capitò di incontrare Gottfried Kiniger per la prima volta il 21 dicembre 2016, quando per caso e del tutto informalmente menzionò la storia di Dollinger, così come essa era stata pubblicamente discussa, in modo più dettagliato, dopo il 21 maggio 2016. Kiniger, che non utilizza Internet, non aveva ancora sentito parlare di questa storia. Nardi continua, dicendo:
“Dopo aver sentito parlare della negazione [21 maggio 2016] proveniente da Roma, Kiniger divenne molto turbato. Non poteva credere che Benedetto XVI potesse essere colui che aveva fatto una simile affermazione, perché ciò che Hickson [cioè l’autore della ricostruzione di ‘OnePeterFive’, nonché del presente articolo] aveva riferito è quello che Dollinger gli aveva detto già nel 2000. Per questo motivo, ha avuto luogo un secondo colloquio, durante il quale la versione di Kiniger è stata registrata.
Questa seconda conversazione registrata è avvenuta circa tre settimane più tardi, il 17 gennaio 2017. Kiniger ha ora dato la sua approvazione di tutto il cuore per la pubblicazione della sua personale testimonianza sul caso Dollinger. Di seguito, presenteremo proprio il rapporto di Nardi e la registrazione tecnica delle parole di Kiniger:
“Non ricordo la data esatta,” dice Kiniger, “ma si era ancora nel corso dell’anno 2000, sono sicuro di questo. Ricordo ancora la conferenza stampa [sulla pubblicazione del Terzo Segreto di Fátima] a Roma, come è stata poi mostrata in televisione. In autunno, come d’abitudine, ho visitato ancora una volta Dollinger, col quale siamo amici da molti anni. In quella occasione, mi ha detto di aver incontrato il cardinal Ratzinger – allora Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede –, poco dopo la conferenza stampa [giugno 2000]. Egli ha anche concelebrata con lui, cosa che Dollinger di solito non fa, ma Ratzinger lo aveva invitato a farlo. Dopo la celebrazione [del Santo Sacrificio della Messa], Dollinger ha parlato con il Cardinale e ha sollevato il tema di Fátima e del Terzo Segreto. Ratzinger gli ha detto: ‘Quello che abbiamo pubblicato non è l’intero Segreto’. [‘Was wir veröffentlicht haben, ist nicht das ganze Geheimnis’]. Nella sacrestia erano presenti anche altri sacerdoti – tra cui alcuni alti prelati –, ai quali il Cardinale si rivolgeva in modo intermittente. Ma ben presto ritornò da Dollinger e gli disse: ‘Siamo stati incaricati di fare così.’ [‘Es ist uns so aufgetragen worden.’] Dollinger mi ha ripetuto questa stessa frase una seconda volta: ‘Siamo stati incaricati di fare così.’ Egli [Dollinger] ha interpretato queste parole, in questo modo: e cioè che Giovanni Paolo II ha voluto e ordinato questa linea di condotta. In questa riunione, quando Dollinger mi ha detto tutte queste cose, c’erano anche altre persone, tra le quali il mio amico.
Negli anni seguenti, Dollinger ha parlato di questo episodio diverse altre volte, nel corso delle nostre riunioni. Nella maggior parte del tempo, erano presenti anche molte altre persone. Non era un segreto, non c’era nulla che lui volesse tenere segreto. Questo è ciò che il Cardinale gli ha detto, questo è quello che ha riportato ad altri. A volte, ci sono stati anche dei sacerdoti e dei seminaristi, seduti con noi a tavola, provenienti dal seminario della Fraternità di San Pietro a Wigratzbad. Non conosco i loro nomi. In ogni caso, numerose persone hanno sentito questa storia nel corso degli anni. Io personalmente ne posso dare testimonianza sin dall’autunno del 2000, quando Dollinger me ne parlò per la prima volta. Non c’è per me alcun dubbio che il professor Dollinger, del quale ho piena fiducia, abbia riportato la vicenda in modo veritiero. Quale sarebbe stata la ragione perché lui si inventasse una tale conversazione e un tale contenuto – e a così breve tempo dalla conferenza stampa, al momento – e poi anche che lo dicesse liberamente e apertamente a tutti quelli che lo volevano ascoltare? Che Benedetto XVI neghi tutto ciò improvvisamente, dopo 16 anni, è difficile per me da credere. Ciò mi sembra davvero poco credibile. Non conosco la ragione per la quale Roma fa tutto ciò. Non riesco a spiegarmelo. Sembra come se qualcuno voglia mettere il coperchio su Fátima per chiudere il caso. Ma questo non funziona. Tuttavia, io non so perché Roma ha agito con queste modalità.”
Possano questo ulteriore testimone e la sua attestazione dare ulteriore, leale sostegno all’onesto rapporto del dr. Ingo Dollinger. Possano ora questi due amici passare alla storia per aver contribuito a far emergere la verità piena su Fátima, e in particolare riguardo al Terzo Segreto. Che infine Roma autorizzi anche la pubblicazione dell’intero Terzo Segreto di Fátima, di cui si ha un impellente bisogno, a beneficio dei fedeli e di tutti gli altri, in questo nostro tempo di disordine e di fiducia intimamente spezzata.
(Traduzione dall’Inglese: Pino Miscione)

tratto da:http://telegra.ph/F%C3%A1tima-Unaltra-conferma-dellasserzione-di-padre-Dollinger-sul-card-Ratzinger-e-il-Terzo-Segreto-03-12