ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 17 aprile 2017

Exultant!..quousque?

Gesuiti all’attacco della Chiesa. Una nuova nomina di Bergoglio apre la polemica



Il 12 aprile 2017 il Santo Padre ha nominato, tra gli altri, James Martin sj, consultore del Segretariato per le Comunicazioni, l’organismo che sovraintende alla gestione di tutti i mezzi di comunicazione vaticana (televisione, radio, stampa, internet, ecc.). Una nomina di questa importanza non farà altro che far esultare gli attivisti LGBT di tutto il mondo, in particolare di quelli delle lobbies mass-mediatiche, che già sono molto potenti.

Ma chi è padre James Martin? Si tratta di uno dei più famosi gesuiti degli Stati Uniti,
giornalista molto noto della rivista “America”, il più importante magazine dei gesuiti negli States. Egli è un punto di riferimento delle comunità dei cattolici LGBT. Pensate che quando Trump ha abrogato la legge di Obama che istituiva il “bagno transgender”, legge che imponeva alle scuole di consentire ai maschi che si sentissero femmine di frequentare i bagni, le docce, gli spogliatoi delle ragazze, e viceversa, il gesuita James Martin si è talmente risentito che ha scritto un tweet a 100.000 followers scrivendo le seguenti parole: “Gli studenti trans patiscono già tante offese. Non fa male a nessuno che si consenta ai ragazzi di utilizzare il bagno delle ragazze e viceversa. È un affronto alla loro dignità di esseri umani”.
Nel novembre scorso padre James Martin ha accettato un premio dalla associazione New Ways Ministry (co-fondata da suor Jeannine Gramick, una suora pro-aborto, pro-matrimonio omosessuale). Essa è una associazione già condannata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede e dalla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti. Nella sua lunga dissertazione per il ricevimento del premio, padre James Martin, tra l’altro, ha detto che: “la Chiesa dovrebbe riconoscere che la comunità LGBT esiste (…) e che essa porta doni unici alla Chiesa. (…) Le implicazioni pastorali sono le seguenti: celebrare messe con la comunità LGBT. (…) Che le persone LGBT sono figlie predilette del Signore. (…) Infine, dire che una delle parti più profonde di una persona – la parte che dà e riceve amore – è ‘disordinata’ è in sé stesso inutilmente crudele”.


Sopra, Martin contro la beatificazione di Giovanni Paolo II nel 2011. Di lui Rodari scriveva: “...Martin non è una voce qualunque. Le sue idee l’hanno portato a essere spesso in feroce contrasto con Roma. Basti ricordare l’endorsement per i sacerdoti omosessuali quando, un anno fa, il segretario di stato vaticano Tarcisio Bertone durante un viaggio in Cile legò il problema della pedofilia nel clero a quello dell’omosessualità...”

Tale discorso tenuto alla New Ways Ministry ricalca il contenuto-base del suo ultimo libro che è stato appena pubblicato dal titolo: “Costruire un ponte: come la Chiesa Cattolica e la comunità LGBT possono entrare in relazione di rispetto, compassione e sensitività”. Nel suo libro, a quanto riportano le fonti giornalistiche, padre James Martin certamente non richiede un cambiamento di dottrina, né si fa paladino del matrimonio omosessuale, ma se poi dice che parlare di “atti intrinsecamente cattivi”, come fa il Catechismo della Chiesa Cattolica, è inutilmente crudele, vuol dire che non aiuta le persone parlando loro della verità del loro orientamento omosessuale, ma le “categorizza” sulla base dell’orientamento sessuale stesso. Sembra quasi che per il gesuita non esista la persona che è figlia di Dio, pur con un certo orientamento sessuale, ma che esista il “gay” che è figlio di Dio. In questo modo, si fa fuori la verità della persona (“maschio e femmina Dio li creò”) e, dopo aver incasellato quest’ultima, la si butta tutta sul rispetto e la compassione, cioè sul sentimento.
Per questo, non credo abbia molto senso parlare di “comunità LGBT” e di “pastorale per persone LGBT”, come non avrebbe senso parlare di “comunità degli obesi” e “pastorale per le persone obese”. Si parla invece di figli di Dio e popolo di Dio.
Il neo cardinale Kevin Farrell, designato da papa Francesco a guidare il nuovo “dicastero vaticano dei laici, della famiglia e della vita” ha vergato la quarta di copertina del libro, scrivendo: “Un libro benvenuto e di cui si ha bisogno, che aiuterà vescovi, preti, addetti della pastorale e tutte le personalità della Chiesa a gestire in maniera più compassionevole la comunità LGBT”.


Nel 2013 Marin si autocandida scherzosamente a papa

Padre James Martin, come si vede, utilizza sempre la sigla abbreviata LGBT, ma in realtà sarebbe più giusto parlare di LGBTQPIE+ (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali, Queer, Pansessuali, Intersessuali, eterosessuali, ecc. ecc.) cioè delle oltre 60 modalità di espressione fluida dell’orientamento sessuale che gli appartenenti a questo gruppo dicono di avere, e che trovano fondamento nella ideologia del gender, ideologia che destruttura l’identità della persona. Dunque abbiamo un gesuita che anziché enunciare chiaramente la gravità della ideologia del gender, parla solamente di una misericordia compassionevole tesa, in fin dei conti, a normalizzare la cultura omosessualista-genderiana nella Chiesa.


La rubrica di Martin sul New York Times

Che curioso! In questi ultimi mesi i gesuiti sono balzati prepotentemente agli onori della cronaca. Oltre a padre James Martin, di cui abbiamo appena detto, ha fatto un autentico exploit il neo superiore generale dei gesuiti, padre Arturo Sosa Abascal, che ha affermato che non sappiamo effettivamente cosa abbia detto Gesù a proposito della sacralità del matrimonio e del divorzio, semplicemente perché ai tempi di Gesù non era stato ancora inventato il registratore. Alcuni giorni fa, un altro gesuita, padre Thomas Reese, firma di punta del National Catholic Reporter, ha detto che, poiché i tempi sono cambiati, non siamo affatto sicuri che oggi Gesù direbbe le stesse parole che disse alle persone del suo tempo, facendo così intendere che se Gesù fosse oggi tra di noi, avrebbe ammesso il divorzio. Dulcis in fundo, il gesuita direttore della Civiltà Cattolica, padre Antonio Spadaro, in un tweet, ha scritto che “la teologia non è la matematica. 2 + 2 in teologia può fare 5. Perché essa ha a che fare con Dio e la vita reale della persona…”, arguendo così che non bisogna essere rigidi, dogmatici e scolastici, come se si fosse nell’ambito della matematica, ma creativi senza limiti. Il gesuita però dimentica cosa dice il Catechismo della Chiesa Cattolica al. 159: “Fede e scienza. Anche se la fede è sopra la ragione, non vi potrà mai essere vera divergenza tra fede e ragione: poiché lo stesso Dio che rivela i misteri e comunica la fede, ha anche deposto nello spirito umano il lume della ragione, questo Dio non potrebbe negare se stesso, né IL VERO CONTRADDIRE IL VERO”. [maiuscolo mio]
Certo che questi gesuiti hanno fatto un bel quartetto!
Padre Thomas Reese ha fatto l’ipotesi di cosa direbbe Gesù a proposito del divorzio se si trovasse fra di noi oggi, ma non ci ha detto cosa affermerebbe il fondatore della compagnia di Gesù, sant’Ignazio di Loyola, se si trovasse oggi in mezzo a loro!
articolo tratto dalla pagina facebook di Sabino Paciolla

Ps: Oltre che critico di Giovanni Paolo II, Martin ha sempre criticato anche Bendetto XVI, tranne in una occasione, le sue dimissioni:
“Gesuiti per Ratzinger. E’ a sorpresa James Martin, gesuita firma di pregio della rivista America, a sostenere la “storica” decisione di Benedetto XVI di dimettersi. Solitamente molto critico col Vaticano e con Ratzinger per la censura comminata a diversi teologi e teologhe troppo dissidenti sulla dottrina, Martin sul New York Times elogia Benedetto XVI dicendo che le dimissioni “sono il fiore di una primavera inaspettata”. Un fiore che “dal Vaticano II” aspettava ancora di sbocciare” (Il Foglio, 13/2/2013)


Antonio Righi
 17 aprile 2017



http://www.libertaepersona.org/wordpress/2017/04/gesuiti-allattacco-della-chiesa-una-nuova-nomina-di-bergoglio-apre-la-polemica/


Il riassunto del lunedì. Verso Fatima


di Francesco Filipazzi

Passato il giorno di Pasqua, in questo Lunedì dell'Angelo dell'anno 2017, non possiamo fare altro che ringraziare il Signore per il tempo che ci dona. Mentre il mondo sembra ribollire, nonostante tutto i cristiani di tutto il mondo sono ancora in piedi e riuniti davanti alla tomba vuota. Il prossimo appuntamento, importantissimo e carico di significati, sarà il 13 maggio, quando ricorderemo i 100 anni delle apparizioni di Fatima, che hanno avuto grande significato nella storia della Chiesa e tutt'ora ne hanno. Le vicende terrene però sono impellenti e ci tocca parlarne.

Egitto. Dopo gli attentati della domenica delle Palme, duole informare che per motivi di sicurezza i copti in Egitto non hanno potuto festeggiare la Pasqua. Sono state autorizzate solo le messe. Mentre in Europa il cristianesimo viene disertato, c'è chi muore per Gesù.

Trump, Siria e Corea. Dopo l'attacco farsa degli USA contro la Siria, l'attenzione del mondo si è rivolta verso la Corea del Nord. Il nuovo corso trumpiano ha infatti stabilito che il nemico pubblico numero uno è Kim Jong Un, il quale sta conducendo dei test nucleari. Sarà una strategia per tenere buoni gli onnipotenti apparati guerrafondai dello stato profondo americano, o fa sul serio? Temiamo di sapere la risposta.

Turchia. In Turchia si sono svolte le consultazioni referendarie per decidere se il presidente, dunque Erdogan, possa accentrare tutti i poteri principali nelle proprie mani. Lo spoglio ufficiale dà una vittoria del sì al 51%, quindi abbastanza risicata. La solita comunità internazionale ha dichiarato che le elezioni non si sono svolte nel modo corretto e ci sarebbero stati brogli, ma Erdogan ha risposto con un pernacchione. Ora la Nato ospita quella che secondo i canoni ordinari è una dittatura, o quasi. Difficilmente, stante la situazione siriana, qualcuno andrà a rovesciare il neo sultano.

Miracolo eucaristico in Argentina? Il Vescovo di Santa Fe sta indagando su un possibile miracolo eucaristico avvenuto durante un'adorazione. Di solito, quando accadono questi fatti, si tratta di segnali diretti da parte di Nostro Signore. Ricordiamo che già in occasione dell'introduzione della Comunione in mano, in Argentina si verificarono molti casi di particole sanguinanti. In generale, quando nel mondo si attenta alla Santa Eucarestia, il Corpo di Cristo sanguina.
Sulla Comunione in mano in Argentina, ricordiamo il libro di Mons. Laise.

Gesuiti. Concludiamo con un sorriso. Mentre Sua Santità anche a Pasqua ha invocato l'accoglienza degli immigrati, a quanto pare i gesuiti, ordine di provenienza di Bergoglio, non sembrano molto dell'avviso. Il padre gesuita Ennio Brovedani, direttore della Fondazione Stensen di Firenze ha intimato a dei somali senza troppi giri di parole, di liberare un immobile indebitamente occupato da tre mesi. E' una vergogna infatti che il proprietario debba spendere dei soldi per un immobile occupato. A proposito, il proprietario è in questo caso proprio l'Ordine dei Gesuiti! Dunque, lorsignori non hanno intenzione di seguire i dettami, in materia di immigrazione, del loro confratello nonché Santo Padre?    
http://www.campariedemaistre.com/2017/04/il-riassunto-del-lunedi-verso-fatima.html

1 commento:

  1. Il problema è di facile risoluzione: SONO ERETICI MODERNISTI, E NON GESUITI VERI.

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