ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 14 aprile 2017

Orate fratres.

ARMI CHIMICHE CHE NON CI SONO

 Assad come Saddam: le armi chimiche che non ci sono. Assad non ha armi chimiche nel suo arsenale, esattamente come non le aveva Saddam. Erano ostacoli sulla strada del “Grande Medio Oriente” disegnato dalla strategia mondialista 
di Michele Rallo  




Il titolo potrebbe sembrare provocatorio: le armi chimiche ci sono, eccome! A Idlib hanno fatto una strage orrenda, al di là di ogni dubbio.
Eppure il titolo dice la verità. Perché Assad non ha armi chimiche nel suo arsenale, esattamente come non le aveva Saddam. L’uno e l’altro erano semplicemente degli ostacoli sulla strada del “Grande Medio Oriente” disegnato dalla strategia mondialista dei poteri forti, fortissimi che comandano a Washington come a Tel Aviv, come in certe monarchie petrolifere del Golfo.

Ma torniamo alle armi chimiche, che i paesi industrializzati hanno regolarmente utilizzato fino alla guerra cino-giapponese (1937-45), continuando poi a produrle ed a stoccarle sin quasi  alla fine del secolo scorso. Dal 1997 sono state messe al bando da una Convenzione Internazionale sulle Armi Chimiche, ma alcuni paesi (compresi gli USA) non si sono sbarazzati di tutte le rimanenze, ancorché senza più farvi ricorso.
L’ultimo paese a fare uso di aggressivi chimici è stato negli anni ’80 (quindi prima del bando) l’Iraq di Saddam Hussein, al tempo sostenuto dagli Stati Uniti nella sua guerra contro l’Iran komeinista e contro la dissidenza kurda filoiraniana. Da allora, le armi chimiche sono state utilizzate soltanto da gruppi terroristici, e con non poche difficoltà: l’unico episodio notevole è stato quello dell’attacco con gas sarin alla metropolitana di Tokio nel 1995 (12 morti e 5.000 intossicati).
Fin qui la “scheda tecnica”. Venendo invece all’attualità politica, v’è da dire che – quando la Siria nel 2011 fu invasa da potenze straniere che si celavano dietro i “ribelli” – furono in molti a sperare che Assad potesse far ricorso alle armi chimiche, in modo da avere il pretesto per un “aiutino” un po’ più esplicito ai tagliagole (come in Libia). Ma, poiché il Presidente siriano si guardava bene dal farlo, ecco che – provvidenzialmente – un episodio del genere ebbe comunque a verificarsi nel 2013. Se nonché emerse chiaramente che ad usare le armi chimiche non era stato Assad, bensì “l’esercito degli insorti”, probabilmente allo scopo di offrire una scusa ad Obama per ripetere le gesta di Libia. Lo disse anche la magistrata elvetica Carla Del Ponte, ex procuratore del Tribunale Penale Internazionale per i crimini di guerra in Jugoslavia e, all’epoca, componente autorevole della commissione ONU che indagava sui crimini di guerra in Siria: «Stando alle testimonianze che abbiamo raccolto – dichiarò la Del Ponte – i ribelli hanno usato armi chimiche.» E ancora: «Per quanto abbiamo potuto stabilire, al momento sono solo gli oppositori al regime ad aver usato il gas sarin.» Il Premio (ig)Nobel per la Pace fu quindi costretto a richiamare i bombardieri ed a fare buon viso a cattivo gioco.
A quel punto, onde evitare che qualcuno potesse ripetere il trucchetto, Assad si sbarazzò di tutte le armi chimiche che erano ancora conservate negli arsenali siriani. Americani e russi si accordarono perché gli ordigni venissero consegnati ad un custode certo non amico di Assad, la NATO, che nel giugno 1994 li imbarcò su una nave danese appositamente attrezzata, e li diede alle fiamme in pieno Mediterraneo (suscitando anche le proteste degli ambientalisti). Peraltro – ricorda in questi giorni Giulietto Chiesa – l’avvenuta consegna fu certificata anche dall’allora portavoce del Pentagono, John Kirby.
Dunque, dal giugno 1994 la Siria non possiede armi chimiche.
Ma, allora, chi – il 4 aprile scorso – ha fatto esplodere l’ordigno chimico a Idlib? La risposta logica non può essere che una: gli stessi che fecero il servizio tre anni fa, e cioè i “ribelli”, con il medesimo obiettivo: giustificare un intervento americano. Allora si sussurrò che a fornire armi chimiche ai tagliagole fossero stati i servizi segreti turchi. Ma si disse anche che quelle armi provenissero dai servizi americani: eravamo in piena stagione mondialista, con la Clinton al Dipartimento di Stato; e gli USA – si ricordi – non avevano (e non hanno) dismesso il proprio arsenale chimico. Tutte voci di corridoio – naturalmente – senza elementi che potessero essere oggettivamente riscontrati.
In questa occasione, ragionevolmente, i fornitori potrebbero essere stati gli stessi di tre anni fa. Ma – con ogni probabilità – non lo si saprà mai con certezza.
La cosa incredibile è che oggi, dopo la figuraccia del 2013, il Presidente americano abbia fatto partire una rappresaglia. E con tanta fretta, prima che una qualunque inchiesta dell’ONU potesse dimostrare che, anche questa volta, si era trattato della solita bufala ad uso dei creduloni.
Ma, a ben guardare, c’è anche un’altra differenza fra i due casi: allora c’era un Presidente che era in piena sintonia con l’ambiente bellicista delle “primavere arabe” e delle “rivoluzioni colorate”; oggi c’è un Presidente che in campagna elettorale s’era impegnato ad abbandonare quel mondo ed a cooperare con la Russia per distruggere l’ISIS e debellare il terrorismo.
Teoricamente, quindi, Trump avrebbe dovuto essere certamente più prudente di quanto non lo fosse stato Obama tre anni or sono. E, invece, è stato esattamente il contrario: missili sulla Siria, con obiettivo reale la Russia.
Il neo-presidente americano, evidentemente, è passato dall’altro lato della barricata. Là dove sono i “filantropi” che sognano la terza guerra mondiale. Perché e percome lo vedremo la prossima settimana.

Michele Rallo

In redazione il 14 Aprile 2017


ASSAD COME SADDAM: LE ARMI CHIMICHE CHE NON CI SONO

Le opinioni eretiche

di

Michele Rallo

Fonti intelligence USA: l'attacco chimico in Siria partito da base saudita-israeliana

Il giornalista pluripremiato Robert Parry sostiene che l'incidente sia stato verosimilmente un'operazione sotto falsa bandiera. [Paul Joseph Watson]
 di Paul Joseph Watson.
Il giornalista pluripremiato che indagò sul caso Iran-Contra, Robert Parry, sostiene che l'attacco con armi chimiche in Siria sia stato lanciato da una base congiunta saudita-israeliana per le operazioni speciali situata in Giordania, secondo quanto gli hanno riferito le sue fonti di intelligence.
Gli analisti dei servizi segreti USA hanno stabilito che un drone è stato responsabile dell'attacco e «alla fine sono giunti a ritenere che il volo sia stato lanciato in Giordania da una base per operazioni speciali saudita-israeliana a sostegno dei ribelli siriani», secondo la fonte.
«La ragione sospettata per l'uso del gas velenoso era quella di creare un incidente che avrebbe rovesciato l'annuncio dell'amministrazione Trump di fine marzo sul fatto che non stesse più cercando la rimozione del presidente Bashar al-Assad», scrive Parry.
Come evidenziammo già nel 2013, dopo un altro attacco con armi chimiche presso la Ghouta che venne attribuito ad Assad, i ribelli ammisero spontaneamente al corrispondente della Associated Press Dale Gavlak che erano stati riforniti delle armi dall'Arabia Saudita, ma avevano «maneggiato le armi in modo improprio e fatto partire le esplosioni».
Il retroterra professionale di Parry conferisce credibilità alle informazioni. A suo tempo aveva dato copertura informativa allo scandalo Iran-Contra per l'Associated Press e per il settimanale Newsweek e successivamente fu insignito del premio George Polk per il suo lavoro sulle questioni di intelligence.
La tesi secondo cui l'incidente ha costituito un'operazione "false flag" intesa a creare una giustificazione per degli attacchi aerei è stata ventilata anche dall'ex parlamentare Ron Paul così come da numerose altre voci di spicco, compreso lo stesso  Vladimir Putin, che ha continuato a mettere in guardia sul fatto che i ribelli potrebbero ora mettere in scena un incidente simile a Damasco per pungolare gli Stati Uniti al rovesciamento di Assad.
A chiunque si attribuisca la responsabilità dell'attacco, ciò non toglie nulla all'orrore di questo evento e al fatto che persone innocenti e bambini siano morti.
Nel riscontrare quanto sia pesante nelle asserzioni ma priva di prove vere e proprie, Parry ha respinto la relazione di quattro pagine pubblicata dal Consiglio di Sicurezza Nazionale e diffusa dal Presidente Trump, che accusa il governo siriano per l'attacco chimico.
Il libro bianco afferma che «non possiamo rilasciare pubblicamente tutte le notizie di intelligence disponibili su questo attacco a causa della necessità di proteggere fonti e metodi», anche se, come sottolinea Parry, «in situazioni altrettanto tese in passato, i presidenti USA hanno rilasciato dati sensibili di intelligence per dare man forte alle asserzioni del governo USA, tra cui la divulgazione dei voli di spionaggio U-2 da parte di John F. Kennedy nel corso della crisi missilistica cubana del 1962 e la rivelazione di Ronald Reagan sulle intercettazioni elettroniche dopo l'abbattimento sovietico del volo 007 della Korean Airlines nel 1983.»

Parry ha sfidato l'amministrazione Trump a rendere le sue prove disponibili pubblicamente, ma ha anche chiesto lumi sul motivo per cui sia il direttore della CIA Mike Pompeo sia il direttore della National Intelligence Dan Coats non apparivano in una foto rilasciata dalla Casa Bianca, che mostra il presidente e una dozzina dei suoi consiglieri monitorare l'attacco missilistico del 6 aprile da una stanza nella sua tenuta di Mar-a-Lago in Florida.
«Data la casistica sporadica in cui dal presidente Trump si ottengono i fatti correttamente, lui e la sua amministrazione dovrebbero fare uno sforzo in più per presentare prove inconfutabili a sostegno delle sue valutazioni, non solo insistendo sul fatto che il mondo deve "fidarsi di noi"», conclude Parry.
Redazione
giovedì 13 aprile 2017 15:33
Traduzione per Megachip a cura di Pino Cabras.


L’aviazione USA ha lanciato una super bomba in Afghanistan: dpo 17 anni di guerra il Comando USA sostiene che “questa volta il nostro intervento sarà risolutivo”.
Il presidente Trump ha rilasciato intanto  le sue ultime dichiarazioni sulla Siria e sulla Russia:
” Io credo che ci saranno molte pressioni sulla Russia per fare in modo che si arrivi alla pace perchè francamente, se la Russia non fosse intervenuta e non avesse sostenuto  questo “animale” (Assad) non avremmo avuto questo problema ora.  Francamente sta sostenendo una persona che è veramente diabolica e penso che sia davvero una pessima cosa per la Russia per l’umanità e per il mondo…..”
Le dichiarazioni di Trump si commentano da sole: “…..se la Russia non fosse intervenuta in Siria…” avremmo adesso un califfato islamico a Damasco, con la bandiera nera dell’ISIS sul palazzo presidenziale, la sharia come legge obbligatoria per tutti  e lo sterminio di massa di tutte le confessioni con conformi al salafismo radicale (incluso quelle cristiane).
Questo sarebbe avvenuto facilmente grazie al fatto che gli USA sono alleati di ferro con l’Arabia Saudita (paese ispiratore del wahabismo e salafismo) e  si sono dimostrati sostenitori e sponsor dei gruppi terroristi jihadisti e mercenari che hanno portato morte e distruzione nel paese.
Grazie alla resistenza del popolo siriano, del suo Esercito nazionale ed all’intervento della Russia, questo non è avvenuto. Trump conferma la sua ignoranza e malafede dopo aver cambiato radicalmente posizione di 180 gradi ed essersi sottomesso alle direttive dell’elite di potere che di fatto comanda a Washington.
La Redazione

Anche Hitler utilizzò le armi chimiche però non tanto come gli USA


di David Romero
Noi non abbiamo mai usato armi chimiche neppure nella seconda Guerra Mondiale. Perfino qualcuno molto disprezzabile come Hitler non si è abbassato all’uso di armi chimiche”, così aveva dichiarato Sean Spicer come portavoce della Casa Bianca.
Non è strano che ci sia stata una immediata indignazione internazionale – ed il peso della Storia-che abbiano obbligato Spicer a rettificare le sue affermazioni. Tuttavia il problema non si limita a che la sua dichiarazione sia insensibile ed inappropriata come lui stesso ha ammesso, si tratta piuttosto del fatto che ha proferito  menzogne storiche certamente importanti e soprattutto che provengono da una istituzione la cui legittimità per stabilire giudizi morali sull’uso di armi chimiche, risulta  piuttosto dubbia.
Gli Stati Uniti d’America non hanno alcuna legittimità per dare lezioni di etica o di morale nell’uso di armi proibite come dimostra la loro Storia.

Si dovrebbe iniziare con una precisione concettuale: le armi chimiche sono quelle che utilizzano le proprietà tossiche di alcune sostanze per uccidere, ferire o mettere fuori combattimento un nemico. Si differenziano dalle armi convenzionali o armi nucleari, perché i loro effetti distruttivi non sono in primo luogo a causa di una forza esplosiva, ma per causa degli effetti tossici o inquinanti. Ci sono diversi criteri di riferimento, e l’uso a volte offensivo di organismi viventi (come il Bacillus anthracis, agente responsabile per l’antrace come arma biologica, piuttosto che come arma chimica, ma in base alla Convenzione sulle Armi chimiche del 1993, si considera chimica a qualsiasi arma tossica, indipendentemente dalla sua origine, se non per essere utilizzata per scopi consentiti.




Portavoce Casa Bianca

L’Olocausto Vietnamita : Il Napalm e l’Agente Arancio
Non v’è alcun dubbio che Hitler usò agenti tossici e per sterminare la popolazione ebraica, e quindi le dichiarazioni Spicer  non hanno senso, per quanto successivamente corrette, e  si corre il rischio di essere profondamente ipocriti: “Gli Stati Uniti hanno usato agenti chimici durante la seconda guerra mondiale su piccola scala, in modo  massiccio  nella guerra del Vietnam” sostiene Adriana Collado, esperta di storia degli Stati Uniti, in un breve articolo in merito, che rileva inoltre che l’esercito nordamericano usò “il napalm usato per la prima volta nella seconda guerra mondiale, sia in Europa che nel Pacifico così come nella guerra di Corea. Ma dove è stato utilizzato molto di più è stato in Il 60 % delle vittime vietnamite ha subito ustioni di primo grado.”
Per quanto riguarda l’uso del cosiddetta ‘Agente arancio’, Collado ricorda che “gli Stati Uniti gettarono l”Agente arancio’ nei boschi e nei campi del Vietnam, Laos e Cambogia, per rimuovere la vegetazione ed esporre così il nemico. Hanno anche distrutto i campi che erano mezzi di sussistenza per militari e civili. 43 milioni di litri sono stati gettati, che copre il 24 per cento del sud con veleno”. L’Agente Arancio contiene diossina, un componente estremamente aggressivo e altamente tossico, che può causare varie malattie e disturbi genetici.
L’utilizzo di armi proibite  in Iraq
Dopo il conflitto tra Iran e Iraq (1980/1988) troviamo di nuovo l’Esercito USA coinvolto in un massacro attuato con agenti chimici letali. Il 16 marzo del 1988 l’Iraq realizzò un attacco con gas nervino contro la città di Halabja, controllata allora da truppe iraniane e guerriglieri curdi alleati con Teheran. L’Iraq contava allora con l’appoggio USA e questi ufficializzarono la versione che le morti si erano prodotte accidentalmente quando gli iraniani maneggiavano questi agenti chimici. secondo i documenti del Dipartimento di Stato USA.




Falluja (Iraq) devastata da bombardamenti al fosforo bianco

Pochi anni dopo la guerra con l’Iran, il rapporto tra gli Stati Uniti e l’Iraq peggiorò notevolmente, ma l’uso di armi chimiche come l’azione militare degli Stati Uniti era ancora in vigore. Tra le rivelazioni fatte da Wikileaks e diversi rapporti medici indicano che gli Stati Uniti utilizzarono agenti chimici come il fosforo bianco o uranio impoverito nei loro attacchi contro Fallujah nel 2004. Inoltre, c’è stata una drammatica crescita di malattie genetiche nei bambini in quella regione.
Infatti, il tasso di malformazioni attribuito a questi bombardamenti è il 15% della popolazione della città, che supera in proporzione al tasso di difetti genetici causati dalle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki.
Esperimenti e altre aberrazioni degli USA
Gli attacchi tossici degli Stati Uniti non si limitano al campo militare. Esperimenti medici, studi scientifici e test militari consistenti nella manipolazione di sostanze tossiche sono costanti nella storia del paese.
Tra il 1946 e il 1948, Stati Uniti d’America hanno condotto un esperimento in cui migliaia di persone provenienti da Guatemala sono state infettati intenzionalmente con sifilide e gonorrea a loro insaputa. Questi test sono stati approvati dal governo del Guatemala e non sono stati pubblicamente noti fino al 2003. Hillary Clinton ha dovuto scusarsi ufficialmente.
Nel 1931 un altro fatto incredibile è avvenuto: un medico di nome Cornelius Rhoads ha ricevuto dalla Rockefeler per condurre una serie di esperimenti a Portorico. Parte di questa macabra ricerca consisteva nell’infettare centinaia di cittadini con le cellule tumorali. Tredici di loro morirono.
Contro il proprio popolo
Gli statunitensi stesi sono stati vittime, in diverse occasioni, dell’uso di elementi chimici e tossici da parte del loro governo.
Va ricordato a questo proposito un esperimento macabra effettuata nel 1932: il “Tuskegee Experiment”. Anche se non si trattò di attacco chimico, ma di un’omissione scandalosa e di manipolazione delle informazioni completamente indegna, probabilmente anche Sean Spicer stesso avrebbe riconosciuto che questa pratica era “insensibile e inappropriata”. I medici finanziati dal governo degli Stati Uniti realizzarono esperimenti a Tuskegee, Alabama, mirati a studiare la naturale progressione della sifilide senza l’aiuto di un trattamento. Nel corso di 40 anni, 399 pazienti sifilitici, la maggior parte poveri, neri e analfabeti, credeva di essere assistito gratis mentre in realtà non ha ricevuto nessun trattamento e non sapeva nemmeno di avere la sifilide.
Allo stesso tempo, i medici stavano monitorando il loro stato di salute per vedere se c’erano casi di auto-guarigione della malattia. Alla fine dello studio, solo 74 persone dei pazienti erano ancora vive, mentre 28 pazienti morirono direttamente a causa della sifilide, altri 100 sono morti per complicazioni legate alla malattia, 40 mogli dei pazienti sono state infettate e 19 bambini sono nati con sifilide congenita.
In considerazione di quanto sopra esposto qui, è almeno molto strano ascoltare il portavoce della Casa Bianca riferirsi all’uso di armi chimiche come talmente aberrante che neanche “qualcuno tanto spregevole quanto Hitler” farebbe. È come se Spicer si rivolgesse a un pubblico che ignora completamente la storia contemporanea, ovvero un insulto all’intelligenza. La verità è che Hitler resta spregevole per l’uso di armi chimiche, sistematico e brutale. Tuttavia, l’uso di armi chimiche da parte degli Stati Uniti non è da meno.
Traduzione: Alejandro Sanchez
http://www.controinformazione.info/anche-hitler-utilizzo-le-armi-chimiche-pero-non-tanto-come-gli-usa/

Attacco con il gas in Siria: E se la realtà superasse la finzione?

Di Nuke The Whales , il 15 Comment
Torniamo all’attacco del gas in Siria a Idlib, la tragedia con diverse vittime, prima che i femminicidi e i salvataggi di gattini in pericolo distraggano la fragile attenzione degli occidentali.
Qui ne ho già parlato (1), di come sia asfissiante e molto sospetta l’attività dei “cialtroni bianchi”, come chiamo i i caschi bianchi in zona.
Oggi si fa gli investigatori, ragazzi, e seguendo la logica e la “Novacula occami” (2) proviamo a fare chiarezza sull’accaduto. Non cosa è successo con assoluta certezza, ma cosa è probabilmente accaduto, usando logica e ragionamento. Purtroppo nelle attività umane questa è la norma, non una eccezione, persino i tribunali sono dei luoghi dove i magistrati devono decidere cosa è “probabilmente successo” non la verità assoluta. Verità che esiste solo nella mente degli imbecilli, dei fanatici e dei fanatici imbecilli.

I fatti

Il giorno 4 aprile 2017, alle ore 8:00 locali una nube di gas si è sprigionata nella città di Idlib. Nulla si sa della natura di tale nube tossica, alcuni dicono che questa si sia sprigionata su un luogo bombardato dall’aviazione siriana: la città , ricordiamolo, è uno avamposto privo in quel momento di interesse strategico e occupato dalle  “opposizioni siriane“, ovvero gli integralisti islamici. Qualcuno crede ancora che esistano oppositori che non siano fanatici salafiti, ma come ho già detto se non sono fanatici sono imbecilli.
Immediatamente si diffondono le voci di un attacco chimico, con una velocità davvero inusitata.
Le dichiarazioni dei media occidentali, alimentate ricordiamolo solamente da “sentito dire” dei media controllati dall’opposizione siriana – ovvero dai fanatici tagliatori di teste – subito iniziano a cianciare di un attacco con “gas nervini“. Nel mio post precedente (1) avrete notato come i dubbi “su come si siano svolti realmente i fatti” siano altissimi. Condizione delle vittime e numero veramente ridicolo di morti, in una zona densamente popolata. Per non parlare della assoluta incoscienza dei soccorritori, che sarebbero periti a loro volta se avessero osato toccare vittime colpite da gas nervino senza tuta integrale di protezione e maschere antigas.
Ma allora cosa ha causato le vittime? Cosa, o chi le ha uccise? Un qualche gas tossico sperimentale, i marziani?
Il “rasoio di Occam” ci insegna che non dobbiamo inventarci soluzioni complicate quando la risposta è semplice. Immagginiamo un uomo solitario, un analista di un tipo tutto speciale, solo in una stanzetta, non importa se a Tel Aviv, Ankara o Washington. Il suo compito, che sembra impossibile, è quello di causare una strage con armi di distruzione di massa ma senza averle e potendo contare solo su cashi bianchi e fanatici semi-deficienti. E i siriani – che non hanno nessuna intenzione di attaccare con armi chimiche – devono risultare essere i responsabili “senza ombra di dubbio“. Nel 2013 a Goutha, un sobborgo alla periferia di Damasco, venne effettuato un attacco dagli integralisti, creato ad arte per accusare gli esponenti del governo di Assad. Le complicità del governo usa e di quello turco, pur se non coperte dai media e dalle “puttanazze” sono venute alla luce. E lo dice l’Onu e altri, non i russi, ma quella è un’altra storia.
Qui entrano in gioco gli “agenti sul campo”. Come qualsiasi persona intelligente dovrebbe sapere, aerei spia, satelliti e droni sono abbastanza inutili quando si devono intercettare azioni furtive. Le orbite dei satelliti sono prevedibili ed immutabili, e fatto salvo una variazione di orbita (rara perché farebbe consumare prezioso carburante) con una semplice tabella chi vuole muoversi di nascosto sa quando può farlo o meno. Aerei spia e droni sono intercettabili, e i governi dispongono delle tecnologie per avvisare i loro fanatici islamisti. Quindi chi è colluso con sauditi, turchi o americani sa che può contare su di un ottimo supporto di Intelligence. Rimangono i metodi classici, uomini anonimi che vanno in giro con occhi ed orecchie aperte. O spie tra gli esponenti della parte avversa.
Sia come sia, in qualche modo i servizi russi o siriani sono venuti a sapere di un deposito di armi o altro nella città di Idlib. Ovviamente si tratta di un deposito di armi e munizioni, che non ha senso gassare va distrutto ma con pesanti bombe guidate. Parte il raid e probabilmente ignoti hanno posto vicino alle armi delle “sostanze chimiche”. Niente di trascendente, visto poi quello che è successo, magari semplice ipoclorito di sodio. Disinfettanti da piscina, insomma.
Una sola  MAB da 250 chili fa un cratere di minimo dieci metri di diametro, e proietta in aria incredibili quantità di gas e detriti. Si forma un nuvola bianca, acre, e le persone intorno cominciano a tossire…
Arrivano i soccorritori, misteriosamente presenti in gran numero in zona, perfettamente attrezzati, che magari stanno urlando: “Gas, gas! Presto venite da noi che abbiamo l’antidoto! Prima i bambini!“. E qui scatta in pieno il piano dell’ipotetico analista, immaginato mentre era tutto solo nel suo ufficio. I dati se si voleva ben vedere, erano già presenti e facili da trovare in rete.
In Israele, durante la guerra del golfo, la popolazione venne dotata di prodotti contro gli effetti del gas nervino: centinaia di bambini nel solo 1992 finirono in ospedale per essersi iniettati (in un dito con la siringa automatica) l’antidoto, malgrado la dose fosse di uno o due milligrammi (3). La dose da due milligrammi fece finire negli ospedali israeliani anche un certo numero di adulti (4).
Ma come convengono i medici negli studi – condotti ovviamente in modo imparziale dal governo israeliano – l’uso di queste autosiringhe è “relativamente sicuro“. Il responsabile è un simpatico prodotto chimico: l’Atropina, che se assunto insieme ad altri prodotti aventi effetto simile è fortemente tossico, a dosi neanche troppo elevate (5).
Riporto testualmente: “Tossicità acuta: l’atropina è causa di avvelenamentiI bambini della prima infanzia sono particolarmente suscettibili all’effetto tossico dell’atropina. Dosi superiori ai 2 mg possono dare intossicazione (nei bambini è sufficiente l’ingestione di 1-2 bacche della pianta da cui è estratta l’atropina, la Belladonna); dosi di 10 mg o inferiori possono essere letali. In caso di intossicazione conclamata, la sindrome può durare più di 48 ore. In caso di sovradosaggio si manifestano: midriasi, blocco delle secrezioni (lacrimale, bronchiale, nasale, sudoripara, salivare), tachicardia, respirazione rapida, iperpiressia, agitazione, confusione, eccitamento, atassia, incoordinazione, reazioni paranoidi e psicotiche, talora convulsioni, allucinazioni, delirio. Se l’intossicazione è grave si può verificare una depressione del sistema nervoso centrale, accompagnata da ipertensione, insufficienza circolatoria, depressione e collasso respiratorio che possono portare al coma.
L’atropina serve anche per trattare avvelenamenti da gas nervini, vengono utilizzate siringhe come queste, basta appoggiarle ad un braccio od una gamba e la sostanza vine sparata nell’organismo tramite un meccanismo a molla che aziona la siringa. La dose pediatrica è piccolissima e quella per gli adulti è di due milligrammi: il concetto militare di adulto è un maschio giovane in piena salute, e bene allenato. Un campione che non è certo rappresentanto della popolazione media.
Persino un deficiente saprebbe utilizzare quelle siringhe. E qui arriviamo ai caschi bianchi. La siringa del tipo Duo, oltre a sparati nell’organismo 2,1 milligrammi di atropina , fa anche assumere seicento milligrammi di Pralidossima (6).
La ricerca scientifica è andata avanti e la “ricetta” è stata modificata con l’aggiunta di questa sostanza, che aiuta a combattere gli effetti del gas Sarin e simili, ma è abbastanza tossica ovviamente. La situazione potrebbe drammaticamente peggiorare se la persona trattata è stato avvelenata da insetticidi carbammati (7). Questo tipo di pesticidi è a volte estremamente tossico, ed è liberamente vendibile in Siria. Chissà, magari qualche barile di questi è finito nel deposito. Tutto può accadere, grazie alle pensate dell’immaginario analista di Tel Aviv o di Whashington.
La dose massima consigliata per un bambino, di pralidossima è di 20-50 milligrammi per chilo di peso corporeo, ma fatta assumere in modo “lento” non iniettata tutta in una volta nel corpo con una siringa automatica. Bambini dai sei ai trenta chili sono a rischio solo con quella prima iniezione. Se poi aggiungiamo l’atropina e magari una leggera intossicazione da carbammati, che viene drammaticamente amplificata dalla pradolissima… beh, è chiaro cosa può succedere!
E ora arrivano le immagini forti, preparatevi.
Ingrandimenti dei video forniti dagli stessi “caschi bianchi” ci mostrano poveri bambini morti o che soffocano, con midriasi, ovvero pupille enormi , in pose rilassate e senza neanche un lacrima. Il contrario delle condizioni di una persona colpita da gas nervino, contorto in pose spastiche e immerso in un lago di piscio, lacrime, muco e merda. E le pupille ridotte a spilli.
Solo nelle vittime adulte possiamo osservare un minimo di secrezioni, ma è logico in proporzione al peso corporeo la dose di “antidoto” è stata minore.
Torniamo alle prime ipotetiche ricostruzioni del fattaccio. Fanatici semi imbecilli e senza nessuna protezione si devono essere aggirati subito tra i colpiti, “siringandoli” senza pietà. E a chi stava davvero male subito una dose doppia o tripla. Si può ipotizzare che un avvelenamento da carbammati abbia intensificato subito gli effetti tossici delle due dosi di antidoti. Tutte le persone trattate devono essersi sentine male, chi più e chi meno, e molti devono essere morti. Ma i sopravvissuti a questo punto penseranno addirittura di essere stati “salvati” e potranno testimoniare contro  il “malvagio regime di Assad“, che li ha “gassati”.
Un piano perfetto. Testimoni?
Solo i colpiti, perché chi ha materialmente “siringato” gli intossicati deve aver ormai raccolto  le prove e si deve esser ritirato nel deserto, magari sarà già sepolto dentro una profonda buca.
Rimangono video, interviste e le strambe teorie di un oscuro blogger, che però spiegano bene molti lati oscuri della vicenda.

By Nuke di Liberticida

(1) http://liberticida.altervista.org/gas-siria-facciamo-chiarezza-visto-le-puttanazze-non-lo-fanno/
(2) https://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam
(3) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1629992
(4) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16749549
(5) http://www.pharmamedix.com/principiovoce.php?pa=Atropina&vo=Tossicit%C3%A0
(6) http://www.guidausofarmaci.it/pralidossima/491
(7) https://it.wikipedia.org/wiki/Carbammati

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