ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 2 maggio 2017

Dies irae

FATIMA e i giorni dell’ira 

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Ogni giorno di più vanno scemando le nostre certezze sia per le frequenti catastrofi naturali sia per l’operato umano. Si ha la sensazione che dietro gli sconvolgimenti climatici, tellurici ed economici vi sia una forza devastante che sfugge ad ogni possibilità di difesa, ma della quale ci rendiamo complici con la superficialità ed il materialismo che caratterizzano l’attuale modo di vivere. Tutto, infatti, oggi ruota, pragmaticamente, intorno al denaro ed al potere, cui con disinvoltura vengono sacrificate la coscienza e l’onestà intellettuale. 

L’umanità sembra aver perso la Luce per la sua elevazione morale e spirituale; si pensa e si agisce quali burattini manovrati da un’occulta regia, tuffandosi libidinosamente nel conformismo immanentista che orienta l’immaginario comune ad un sistema alternativo di valori falsi e massificati, atto a raggiungere già il paradiso in terra.
Ci si lamenta spesso dell’insulsaggine dei nostri giorni, ma ben pochi mostrano interesse a reimpiantare i sacri princí- pi tradizionali, per timore di veder traballare le comode convinzioni idolatriche che affrancano dai sensi di colpa. Vige, in sostanza, una subdola forma di dispotismo razionalista che soffoca nell’intimo l’uomo che, sebbene sia reso schiavo dai continui inganni perpetrati a suo danno, ha tuttavia l’illusione di essere liberato dalle leggi naturali e soprannaturali. La dittatura mediatica, finanziaria e massonica ha in tal modo livellato in basso gli esseri umani, riducendoli a strumenti passivi nelle mani degli illuminati contemporanei. Più deboli e poveri di coloro che soffrono la fame, degli ammalati e degli anziani sono, in realtà, quanti rifiutano Cristo Signore ed i Suoi insegnamenti; ciò spinge ad una vera e propria guerra contro la Verità rivelata ed i suoi fedeli seguaci, perché pietre d’intralcio all’autentico impoverimento delle masse che, private della fede, sono più facilmente gestibili. Non vi è opposizione a quanto si verifica da parte dei più, anzi, è diffuso un pavido immobilismo che benda gli occhi, impedendo di scorgere la matrice di tanto disastro. Le teorie egualitariste, supportate dal Cattolicesimo liberale, per altro molto apprezzate persino dalla Gerarchia Vaticana, sono divenute l’alimento principale delle anime, ormai rese avulse da Dio, dai Sacramenti e dal trascendente attraverso un paziente, tenace lavoro di convincimento sulla necessità di aggiornarsi in tutti i campi, ma soprattutto in quello religioso. Ovunque, a causa del riformismo dottrinale regnano disordine, sporcizia e malessere che inquinano adulti e giovani, relegato, com’è, il significato vero della vita in un angolo dimenticato dell’essere. Eppure, la Beata Vergine a Fatima, predicendo quantsta avvenendo, proprio per arginare il male aveva richiamato alla penitenza, alla preghiera ed alla conversione. Ella, inoltre, aveva avvertito che, se non fosse stata consacrata la Russia al Suo Cuore Immacolato, solennemente e contemporaneamente dal Papa e da tutti i Vescovi del mondo, gli errori di quella nazione si sarebbero propagati ovunque. Per non aver ascoltato la Santa Madre di Dio ora subiamo la giusta purificazione per il peccato sociale ed individuale: ateismo, anticlericalismo, anticattolicesimo e immoralità dilagante sono all’origine delle guerre, dei terremoti, delle inondazioni e della crisi economica. Storditi, però, assistiamo inerti alla demolizione della Chiesa di Cristo e della fede, proprio com’è avvenuto nella povera nazione russa sotto il diabolico regime comunista. Oggi, certo, non si abbattono più gli edifici sacri con le ruspe né si assassinano a centinaia i Consacrati, come all’epoca delle gloriose rivoluzioni bolscevica e spagnola. Oggi si usano mezzi più raffinati per ottenere lo stesso risultato: ricorrendo a mielose e fallaci ideologie, più efficaci nella scristianizzazione, si va ad incidere profondamente nelle coscienze, modificandole e rendendole totalmente consenzienti verso qualunque eresia. I mercenari di satana del III millennio, servendosi dei mass-media, indefessamente si adoperano allo scopo, tanto che l’uomo è lentamente sprofondato nel delirio dell’apostasia e del libertinaggio per le loro deleterie sollecitazioni, ipocritamente presentate come le sole vie sicure per la personale gratificazione. Le stesse, eminenti personalità vaticane, infestate dal progressismo relativista, hanno deviato dal retto sentiero e, malgrado si affannino a parlare di amore e di giustizia, sono divenute il motore del disamore e dell’iniquità con la loro solerzia nel picconare il Corpo Mistico di Cristo, opportunisticamente trasformato in generico popolo di Dio privo di specificità religiosa e quindi collocato sul medesimo piano di altri popoli non cattolici, con un comune, presunto, unico Dio. È vero che c’è un solo Creatore, ma è pur vero che Egli non è adorato da tutti nel Suo Mistero Trinitario, così come deve essere. Ai modernisti ecclesiali non può essere gradito l’invito della SS.ma Vergine di consacrarLe pubblicamente la Russia perché, se ciò fosse fatto, sarebbe in grande pericolo la nuova Chiesa senza identità da loro eretta con l’intento precipuo d’intrattenere rapporti amichevoli con chiunque, astenendosi dal denunciarne anche i delitti e gli errori più gravi. È, pertanto, la diplomazia che muove certe Autorità Vaticane le quali sostengono, per altro, di aver esaudito pienamente il desiderio di Maria SS.ma, nonostante sia stato pronunciato un semplice atto di affidamento a Lei di tutti i popoli esclusivamente dal Papa e senza menzionare in alcun modo la Russia. Affidamento e consacrazione, oltretutto, non si equivalgono nella loro accezione sostanziale: dunque, non si è ottemperato al volere di Dio! L’Altissimo, attraverso l’apparizione di Fatima, ha indicato l’ultima via di salvezza; la Gerarchia Vaticana ha ritenuto opportuno comportarsi altrimenti. In tal maniera, però, essa allontana i fedeli attenti alla perfetta ortodossia dottrinale che, a causa di certe incongruenze manifeste, non la seguono più per poter rimanere saldi sulla Tradizione secolare della Chiesa Cattolica Apostolica Romana che nulla ha a che vedere con la confusione post-conciliare. Come può una simile genía di Pastori che si ostinano a definirsi cattolici, pur avendo in odio ed impedendo la S. Messa Tridentina e distribuendo la Santa Comunione sulle mani, senza riguardo, dare ascolto agli accorati appelli del Cielo? Chi è Gesù Cristo, chi è la Madonna, cosa sono la Croce ed il Calvario dinanzi agli interessi terreni, alla reinventata teologia conciliare, all’ecumenismo, alla sinarchia religiosa, al compiacimento giudaico e protestante? Il braccio di Dio sta scendendo sulle miserie umane e pare che, ormai, nulla e nessuno possano fermarlo, come mostrano i drammatici avvenimenti che, sempre più velocemente, si susseguono. A Fatima, forse, ci era stata gettata l’ultima áncora di salvezza che, temerariamente ed incoscientemente, è stata rifiutata; pertanto, non ci resta che attendere il grande giorno del “redde rationem” che, ahimé, quanto sarà duro per i cani muti! Essi per sfuggire al Divino Rigore non potranno nascondersi nelle sinagoghe e nelle moschee, tantomeno nei pantheon ricostruiti a S. Giovanni Rotondo e a Fatima, e troppo tardi comprenderanno che non è il grande architetto dell’universo a muovere il mondo.

della dott.ssa Pia Mancini

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(LB - FG) Questa statua lascia la Cappellina delle Apparizioni soltanto in occasioni considerate “molto speciali”. Graziano Romano usando materiale degli archivi di Fatima offre un ampio resoconto che vi proponiamo sinteticamente:
1) La prima uscita dell’immagine della Madonna della Cappellina delle Apparizioni accadde tra il 7 e il 13 Aprile 1942, in occasione della chiusura del convegno promosso dal Consiglio Nazionale della Gioventù Cattolica Femminile, a Lisbona. 2) La seconda uscita fu in occasione del terzo centenario della proclamazione della Madonna Immacolata come Patrona del Portogallo, nel 1946. La statua uscì dal Santuario di Fátima la mattina del 22 Novembre e rientrò il 24 Dicembre, dopo un periplo in Estremadura e Ribatejo.
3) La terza uscita ebbe luogo tra Ottobre 1947 e Gennaio 1948. In questa occasione, la statua pellegrinò in Alentejo e Algarve, superando la frontiera luso-spagnola per due volte, a Elvas e Badajoz, e a Vila Real di Sant’Antonio.
4) In occasione del Convegno Mariano Diocesano di Madrid, l’immagine della Cappellina delle Apparizioni fece il suo quarto viaggio, tra il 22 Maggio e il 2 Giugno del 1948, a Madrid, passando anche in altre località.
5) Tra il 9 Giugno e il 13 Agosto 1951 ci fu la quinta uscita, in questo caso con la visita a tutte le parrocchie della Diocesi di Leiria.
6) In occasione dell’inaugurazione del Monumento a Cristo Re, il 17 Maggio 1959, la statua visitò nuovamente Lisbona e Almada. Fu la sesta uscita dal Santuario di Fátima.
7) Su richiesta del Papa Giovanni Paolo II, la statua effettuò il suo settimo pellegrinaggio fuori dal Santuario della ‘Cova da Iria’. Il 24 Marzo 1984 fu portata a Roma, dove il giorno seguente in Piazza S. Pietro durante la celebrazione eucaristica presieduta da Giovanni Paolo II, fu fatto l’Affidamento del mondo al Cuore Immacolato di Maria. È in questo giorno, 25 Marzo 1984, che Giovanni Paolo II consegnò all’allora Vescovo di Leiria-Fátima, Mons. Alberto Cosme do Amaral (deceduto il 7 Ottobre 2005), il proiettile che lo aveva colpito nell’attentato di cui fu vittima il 13 Maggio 1981. Il proiettile venne incastonato nella corona della statua della Madonna di Fátima, offerta alla Vergine dalle donne portoghesi il 13 Ottobre 1942. Questa corona, chiamata corona preziosa, è usata soltanto nei pellegrinaggi anniversari o in altre occasioni considerate speciali, trovandosi gli altri giorni nell’esposizione “Fátima Luce e Pace”, una mostra rappresentativa delle offerte fatte a Nostra Signora o al Suo Santuario, aperta al pubblico nell’edificio della Rettoria del Santuario.
8) Ottava uscita. La statua ritornò in Vaticano l’8 ottobre dell’anno 2000, quando, alla presenza di 1500 vescovi di tutto il mondo e di migliaia di fedeli e pellegrini, Papa Giovanni Paolo II in Piazza S. Pietro, affidò il nuovo millennio alla Vergine Santissima, di fronte alla statua della Madonna di Fátima e in unione con tutto l’episcopato del mondo. “O Madre, che conosci le sofferenze e le speranze della Chiesa e del mondo, assisti i tuoi figli nelle quotidiane prove che la vita riserva a ciascuno e fa’ che, grazie all’impegno di tutti, le tenebre non prevalgano sulla luce. A Te, aurora della salvezza, consegniamo il nostro cammino nel nuovo Millennio, perché sotto la tua guida tutti gli uomini scoprano Cristo, luce del mondo ed unico Salvatore, che regna col Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen”.
9) Nona uscita. L’immagine della Vergine della Cappellina delle Apparizioni fu portata a Lisbona il 12 Novembre 2005, occasione in cui la città capitale del Portogallo venne consacrata a Nostra Signora di Fátima. L’atto di Affidamento fatto dopo la processione e la fiaccolata con la statua (alla quale hanno partecipato mezzo milione di persone, secondo le statistiche ufficiali), era una delle iniziative comprese nel programma religioso del Convegno Internazionale per la “Nuova Evangelizzazione”, svoltosi a Lisbona dal 5 al 13 Novembre.
10) Nei giorni 16 e 17 maggio 2009, in occasione delle commemorazioni del Cinquantenario del Santuario di Cristo Re, c’è stata la decima uscita della Statua della Madonna del Rosario di Fatima, intronizzata alla Cappellina delle Apparizioni, momento in cui la Statua ha visitato Lisbona e Almada. Il programma previsto, organizzato dal Patriarcato di Lisbona e dalla Diocesi di Setubal, ha voluto ricordare il trasferimento della stessa Statua, alle stesse città, il 17 maggio 1959, nel momento dell’inaugurazione del Monumento a Cristo Re, quando il Portogallo venne consacrato ai Cuori di Gesù e di Maria. La celebrazione del Cinquantenario il 17 maggio è stata presieduta dal Cardinale Saraiva Martins, inviato speciale del Papa Benedetto.
11) L’undicesima uscita della Statua ha avuto luogo nel maggio 2010. Su richiesta del Vescovo di Leiria-Fatima Mons. Antonio Marto, la Statua della Madonna di Fatima è stata presente alla “Festa della Fede”, nella città di Leiria dal 21 al 23 maggio.
12) Nell’ottobre del 2013 si é realizzata la dodicesima uscita della Statua, la terza a Roma su richiesta di un Papa. La Statua della Madonna è stata l’icona mariana scelta a rappresentare la devozione alla Vergine Maria nel mondo, durante la Giornata Mariana, che si è svolta in Vaticano, a Roma, il 12 e 13 ottobre. Accompagnata da una delegazione presieduta dal Rettore del Santuario di Fatima, la Statua è stata vicina a Papa Francesco durante i due giorni. Il giorno 13, davanti alla Statua, il Papa ha affidato l’umanità a Maria.
http://ilsismografo.blogspot.it/2017/05/portogallo-10-i-12-viaggi-della-statua.html#more


Dal tradimento modernista al trionfo della Tradizione Cattolica

In venti secoli di storia la Chiesa Cattolica aveva dato vita a numerose e combattive milizie spirituali (Ordini Religiosi, Congregazioni, associazioni laicali, gruppi giovanili, opere missionarie, ecc.) che impiegando le armi della fede (preghiera, penitenza, apostolato, ecc.) lottavano con ardimento contro le agguerrite armate del mondo composte da laicisti, comunisti, massoni, eretici, ed altri ancora, riuscendo a portare a Cristo un gran numero di anime. I cristiani militanti erano selezionati tra il fiore della gioventù cattolica e venivano sottoposti ad un efficace addestramento ascetico che forgiava i loro cuori al combattimento spirituale, memori dell'insegnamento del Santo Giobbe: “Militia est vita hominis super terram” (Iob 7,1). 

Praticando con ardore le virtù cristiane i cattolici militanti avevano mostrato in faccia al mondo la bellezza della vita vissuta in maniera coerente col Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo, meritando così l'ammirazione dei buoni. Ai nemici della Chiesa non restava altro da fare che rodere dall'invidia per le nostre eroiche “truppe speciali”, che con indomito spirito guerriero battagliavano in difesa della fede. I nostri combattenti, ovunque venivano messi alla prova, lottavano con abnegazione e coraggio, riuscendo ad infliggere alle armate infernali numerose e cocenti sconfitte che non saranno mai dimenticate. 

Affinché le nostre valorose milizie spirituali potessero essere paralizzate e annientate, occorreva che a un certo punto prevalessero le arti oscure dell'inganno e dell'ignominia: bande di rancorosi modernisti asserviti al nemico, mosse dal prurito delle novità e dall'odio verso la Tradizione Cattolica, imitando Giuda Iscariota tramarono senza ritegno coi nostri avversari che sul campo di battaglia non erano ancora riusciti a piegarci, e così si sottomisero alla perfida e antievangelica mentalità mondana e sottoscrissero coi seguaci del mondo il più infamante degli armistizi.

A causa del vile tradimento modernista, i valorosi combattenti si ritrovarono sconvolti e disorientati dal turbine delle novità. In breve tempo molte delle nostre belle milizie spirituali furono rese irriconoscibili e ridotte a un cumulo di macerie. Le conseguenze furono traghiche: seminari deserti, conventi abbandonati, monasteri convertiti in alberghi, confessionali rimossi, chiese dismesse, associazioni cattoliche sfigurate e deturpate, compromessi al ribasso sui “valori non negoziabili”, e tante altre cose che rattristano.

Umanamente parlando, tutto sembrava perduto. Ma la fede ci insegna che la Chiesa è immortale, perché è il Corpo Mistico di Cristo, del quale noi siamo le membra. E se in molti ambienti la Dottrina Cattolica venne vergognosamente ammainata e gettata nel fango, alto e fiero restò il vessillo di Cristo Re portato dai militanti del movimento tradizionale, i quali non vollero deporre le armi della fede e arrendersi al nemico. Decisero di restare fedeli al Redentore Divino e di continuare con spirito di sacrificio e volontà d'acciaio il combattimento spirituale per la salvezza delle anime e la maggior gloria di Dio.

Da allora sono trascorsi molti anni, e mentre la tracotante e vegliarda armata modernista continua ad assottigliare le fila ed è costretta a ripiegare da diversi fronti, il giovane e gagliardo movimento tradizionale continua ad attrarre nuove leve e ad avanzare con impeto nonostante il “fuoco di sbarramento” dei vecchi marpioni modernisti e dei loro alleati laicisti. Stiamo combattendo una battaglia spirituale aspra e faticosa, contro un nemico che, pur di rallentare l'inarrestabile avanzata del battaglione tridentino, non si fa scrupolo di usare mezzi scorretti come la menzogna e l'inganno. Ma le ostili insidie dei novatori non solo non sono riuscite a sbarrare il passo al movimento tradizionale, ma hanno contribuito a irrobustire nei militanti la determinazione a combattere virilmente la buona battaglia della fede sino a quando la perfida e tirannica eresia modernista non sarà stata debellata.

Il vasto incendio che divampa nell'orbe cattolico è la conseguenza di cinquant'anni di disastri causati dai modernisti. E mentre nel mondo infuria la battaglia spirituale contro l'accozzaglia dei nemici della Chiesa, il movimento tradizionale avanza con impavido ardimento verso nuove mete, nuove lotte, nuove vittorie, sino al preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria. 

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