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mercoledì 31 maggio 2017

I complici

Spagna, gaystapo scatenata: vescovo sotto scorta E da noi Avvenire sdogana tutti i gusti sessuali
L'omoeresia inizia mietere le sue vittime. In Spagna un vescovo rischia il linciaggio di un collettivo Lgbt, complici anche presunte sigle di gay cristiani. Per uscire di chiesa interviene la polizia. 



La dittatura Lgbt non conosce più freni anche nel mondo cattolico, due episodi lo mostrano chiaramente nel disinteresse di pastori e mondo cattolico. 

In Spagna la persecuzione sta diventando violenta. Il vescovo Xavier Novall è stato attaccato da un collettivo Lgbt: aveva detto che dietro l'omosessualità c'è un problema con la figura del padre rifacendosi alle teorie di Nicolosi. Domenica, dopo aver impartito una cresima ai ragazzini di una parrocchia della sua diocesi per farlo uscire dalla chiesa è intervenuta la polizia che lo ha scortato mentre la folla cercava di linciarlo. A sostenere l'agguato anche un'associazione di gay cristiani che lo ha pesantemente bollato come omofobo e ha giustificato l'aggressione, mentre un sindaco della sua diocesi dichiara il suo ingresso sgradito. I tristi prodromi di una guerra civile che non vogliamo riconoscere. 


In Italia invece si sta infiltrando sempre di più l'omoeresia in ambito cattolico. Un editoriale di Luciano Moia sull'inserto "Noi famiglia e vita" abbandona del tutto ormai il diritto naturale e pretende di leggere nell'Amoris Laetitia una svolta che «porta aria fresca, rinnovamento e la pari dignità di fronte a Dio di ogni orientamento sessuale». Dobbiamo forse considerare tra questi anche la pedofilia o la necrofilia? 


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