ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 15 giugno 2017

Dio ha deciso


Putin: E’ mio dovere attaccare il “Nuovo Ordine Mondiale” per aver fatto degradare i “valori della famiglia”.


Putin e l'arcivescovo di Mosca
Putin: E’ mio dovere attaccare il Nuovo Ordine Mondiale per aver fatto degradare i “valori della famiglia”.
La società sadica di de Sade e le basi del pensiero antinaturale-morale-etico-logico
Putin: Come capo di stato mio dovere mantenere i valori tradizionali e i valori della famiglia tradizionale. Questo perchè? Perchè i matrimoni dello stesso sesso non produrranno alcun bambino. Dio ha deciso e dobbiamo preoccuparci per il tasso di natalità nel nostro paese. Dobbiamo rafforzare le famiglie. Questo non significa che ci sia persecuzione contro alcuno”.
Putin ha dato un colpo fondamentale all’ideologia che sottintende al Nuovo ordine Mondiale rispetto ai valori familiari. Semplicemente questa non potrà essere migliore.
Questo vale tanto per Sigmund Freud, che per Wilhelm Reich, per Aleister Crowley, per Timothy Leary, per Betty Friedan, per Gloria Steinem, per Eve Ensler, per Rosa Luxemburg, per Andrea Bronfman e per altri teorici che vedevano i valori familiari come una minaccia per la civilizzazione. Da notare che la proposta di Putin si compone di due parti: 1) Nessuno ha diritto ad attaccare i valori della famiglia e 2) nessuno ha diritto a perseguitare le persone per causa del loro orientamento sessuale.
Questa in realtà è una concezione della vita ed è perfettamente congruente con la ragione pratica. Il fatto triste è che ci furono  una pletora di teorici agli albori del secolo XX che odiavano la ragione pratica. Non volevano subordinare il loro desiderio o appetito all’ordine morale, per cui si crearono  una serie di razionalizzazioni concrete per giustificare la loro condotta.
Più importante ancora, questi teorici hanno cercato disperatamente di imporre la loro visione cosmica essenzialmente perversa alla maggior parte della gente di tutto il mondo. Questi teorici  ignorarono deliberatamente il fatto che esiste un ordine morale, filosfico, scientifico etico ed estetico.
Uno teorico particolare che ignorò metafisicamente questi ordini morali, agli albori della Rivoluzione Francese fu il marchese De Sade, un filosofo rivoluzionario e scrittre decadente che girò la sessualità al rovescio. Nella Filosofia del dormitorio, De Sade stava preparando lo scenario per persone come Freud e y Wilhelm Reich , in particolare nelle sue opere Sade ha  portato agli psicologi un documento eccezionale sugli stati della mente e sulle sue perversioni, ed i surrealisti hanno riconosciuto in lui il simbolo dell’uomo che insorge contro tutti i divieti. Il “pensiero” di Sade ha avuto anche un carattere politico, cosa che lo ha avvicinato  a tutta la corrente dei libertini, così vigorosa nel XVIII° secolo e in quello precedente. Sade che vuole riconciliare Eros e natura (« Tutto è nella natura», sostiene ), si è opposto al deismo come anche all’Essere supremo di Robespierre, il quale voleva fondare un nuovo ordine mentre Sade, che non ne voleva alcuno, lo accusè  di voler soffocare la rivoluzione totale, che deveva  essere anche quella dei costumi. È ciò che esprime nel suo testo famoso, “Francesi, ancora uno sforzo!”, incluso nella sua opera “La Filosofia del boudoir”.
Sade nella Filosofia del boudoir.
Lo spirito del crimine si collega in Sade ad un sogno sproporzionato della negazione, di ogni negazione: il suo progetto distruttivo supera infinitamente gli uomini. Se l’uomo “sadico” sembra singolarmente libero nei confronti delle sue vittime, da cui dipendono i suoi piaceri, la violenza verso queste vittime va al di là delle stesse e non mira che a verificare freneticamente l’atto distruttivo stesso con il quale «ha ridotto Dio ed il mondo a nulla» (Maurice Blanchot)
Qui come in altri luoghi, Sade stava inseguendo il lavoro logico della filosfia dell’illustrazione, che come il femminismo,  ha promesso la libertà di superfice ma ha consegnato la schiavitù morale e intellettuale.
Se la moralità non esiste, come Darwin ed altri postuleranno più in avanti , chi va a decidere che De Sade stava sbagliando? Se l’uomo è solo una macchina e niente più,  si tratta di una macchina  che ha consegnato il genere umano  alla schiavitù morale ed intellettuale.    Così  come argomentano gli scrittori dell’Illustrazione quali  d’Holbach e Helvitius, chi va a decidere che lo stupro è un crimine o che abusare sessualmente o torturare i bambini  è ripugnante ? Sade dichiarò un altra volta: “Che osa è l’uomo? E che differenza c’è tra lui e le piante, tra lui e tutti gli animali del mondo? Nessuna ovviamente per De Sade.
Come non c’è differenza reale tra lui, l’uomo e le piante, o incluso con gli animali per il caso- Sade ha proceduto a attraversare il Rubicone ideologico, per mai tornare alla salute mentale. “Le donne non sono altro che macchine disegnate per la voluttuosità”, ha detto. Come principio metafisico, ” i voluttuosi di tutte le età e sessi devono ascolatare unicamente le “deliziose passioni che lo guidano e che la loro fonte è l’unica che condurrà alla felicità”.
Camille Paglia ha dichiarato che Sade realmente ha cambiato la Madre Natura: Russeau rivive la Grande Madre, ma Sade restaura la sua vera ferocia. Quella è la naturalezza di Darwin, natura rossa nei denti e artigli.
Costruendo la sua opera sulla mitologia greca conosciuta conme il complesso di Edipo, Freud universalmente ha postulato che:  Il Destino di Edipo ci muove soltanto perchè avrebbe potuto essere il nostro, perchè l’oracolo ha messo su di noi , prima della nostra nascita, la maledizione stessa che riposava su di lui. (……………)
Bene, Putin ha sfidato tutti questi principi diabolici appellandosi  all’ordine morale per fare al suo caso. Guardando la biologia di base si deduce correttamente che, se la seguente generazione sopravvive, il Governo deve mantenere o incluso fomentare “valori tradizionali e valori familiari…”Dobbiamo preoccuparci per  il tasso di natalità nel nostro paese. Dobbiamo rinforzare le famiglie”.
Se i matrimoni tra le persone dello stesso sesso non producono figli, allora è perfettamente logico tenere saldi  i valori familiari, che deve essere uno dei compiti  di lavoro anche per lo  stato. Ovviamente questa è uno dei motivi per cui gli agenti del Nuovo Ordine Mondiale odiano Vladimir Putin.
di  Alejandro Sanchez
http://www.controinformazione.info/putin-e-mio-dovere-attaccare-il-nuovo-ordine-mondiale-per-aver-fatto-degradare-i-valori-della-famiglia/
Il ritorno della teologia nelle università russe
di Vladimir Rozanskij
D’ora in poi la teologia sarà un indirizzo specifico nei centri di studio, in grado di rilasciare titoli di specializzazione e di dottorato. Una grande vittoria della Chiesa ortodossa russa, e in particolare del Patriarca Kirill, che più di tutti aveva insistito per ottenere questo risultato. Plasmare la cultura della nazione, superando un’appartenenza formale alla Chiesa. I timori degli accademici laici.

Mosca (AsiaNews) - Il Ministero russo della Giustizia ha emesso il 14 giugno un decreto di approvazione del grado accademico di studi teologici. Lo ha comunicato il ministro della pubblica istruzione, Olga Vasileva, alla prima conferenza scientifica pan-russa su “La teologia nell’ambito formativo umanitario”, come riportato dal corrispondente di RBK.
Il decreto prevede che la teologia non sia considerata soltanto un ramo della storia o della filosofia, ma un indirizzo specifico in grado di rilasciare titoli di specializzazione (“kandidat”) e di dottorato. La Vasileva considera questo “un giorno veramente storico”, e bisognerà di conseguenza “fare ogni sforzo per preparare gli specialisti” in campo teologico.
Il ministro ha anche fatto presente la necessità di rafforzare le cattedre di teologia negli ambiti formativi e scientifici russi. “Nel campo dell’istruzione, la teologia si sviluppa in tre direzioni: come disciplina autonoma (che prevede baccalaureato, master e specialistica), come disciplina preparatoria nei piani di studi misti, e come disciplina facoltativa”, che viene insegnata in 51 istituti superiori russi. Al momento, seguono i programmi di teologia più di 4500 persone. “Siamo solo all’inizio del cammino, e ora è importante chiarire le tappe dello sviluppo e la qualità di questo ramo del sapere”, ha aggiunto.
Già nel 2015, dopo un forte intervento pubblico del Patriarca Kirill (Gundjaev), la teologia era stata riconosciuta come disciplina scientifica dalla Commissione superiore per le attestazioni presso il Ministero dell’istruzione e la ricerca scientifica. È stato possibile presentare le prime tesi di laurea in questa disciplina a partire dal 2016, quando sono stati formati i consigli di esperti e di valutazione delle dissertazioni.
Il primo giugno scorso era finalmente stato proclamato il primo specialista ufficiale (“kandidat nauk”) in teologia, il sacerdote ortodosso p. Pavel Khondzinskij, decano della facoltà di teologia dell’università umanitaria ortodossa di San Tikhon, che ha difeso una tesi sul tema: “Soluzione dei problemi della teologia russa nel XVIII secolo, nella sintesi di San Filaret, metropolita di Mosca”. Alla storica sessione di tesi non erano stati ammessi estranei e giornalisti.
Si tratta di una grande vittoria della Chiesa Ortodossa Russa, e in particolare del Patriarca Kirill, che più di tutti aveva insistito per ottenere questo risultato. La partecipazione della cultura cristiana al processo formativo pubblico è stato uno dei punti qualificanti del suo Patriarcato, inaugurato nel 2009. Kirill era stato giovanissimo rettore dell’Accademia Teologica ortodossa di Leningrado negli anni Settanta, e ha sempre avuto una grande sensibilità per gli studi teologici, anche per la sua storica amicizia con i gesuiti del Pontificio Istituto Orientale di Roma.
Nei tempi antichi la teologia in Russia è stata molto sacrificata, per la difficoltà di distinguersi dall’ascesi monastica e di evitare l’accusa di razionalismo. Dal XVII secolo entrò in Russia la teologia scolastica dei gesuiti, con la formazione dell’Accademia Teologica di Petr Mogila a Kiev e delle prime scuole russe a Mosca e San Pietroburgo, anch’esse molto influenzate dalla teologia occidentale (il latino fu lingua accademica in Russia fino a metà dell’Ottocento). Nel secolo XIX, le facoltà teologiche ortodosse di Mosca, San Pietroburgo, Kiev e Kazan’ furono tenute rigidamente separate dalle università statali, per timore di inficiare la purezza dell’ortodossia. Il primo a cercare di superare questa barriera fu il famoso filosofo religioso Vladimir Solov’ev, che studiò da entrambe le parti, e fu imitato dai grandi teologi di prima della rivoluzione (Berdjaev, Bulgakov, Florenskij). Soltanto oggi la cultura teologica rientra ufficialmente nel mondo accademico russo, in mezzo alle diffidenze della maggior parte dei professori laici, che vedono in queste riforme un tentativo della Chiesa di imporsi ideologicamente nel Paese attraverso le strutture formative. La speranza del Patriarca Kirill e del suo vice, il metropolita Ilarion (Alfeev), è piuttosto quella di usare la cultura come strumento di crescita della coscienza ortodossa della popolazione, spesso ancorata a una visione puramente formale dell’appartenenza ecclesiale.