ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 5 giugno 2017

E invece bollarli come rigidi..?

IL PAPA E IL RICHIAMO AI CATTOLICI “TIFOSI”. LE SUE PAROLE, E I FATTI. SONO IN SINTONIA? NON SEMBRA.


Mi sono sembrate molto interessanti le parole che il Pontefice regnante ha pronunciato ieri, 4 giugno in San Pietro, domenica di Pentecoste. Si rivolgeva ai cattolici tutti e e diceva:
“Per fare questo è bene aiutarci a evitare due tentazioni ricorrenti. La prima è quella di cercare la diversità senza l’unità. Succede quando ci si vuole distinguere, quando si formano schieramenti e partiti, quando ci si irrigidisce su posizioni escludenti, quando ci si chiude nei propri particolarismi, magari ritenendosi i migliori o quelli che hanno sempre ragione. Sono i cosiddetti “custodi della verità”. Allora si sceglie la parte, non il tutto, l’appartenere a questo o a quello prima che alla Chiesa; si diventa “tifosi” di parte anziché fratelli e sorelle nello stesso Spirito; cristiani “di destra o di sinistra” prima che di Gesù; custodi inflessibili del passato o avanguardisti del futuro prima che figli umili e grati della Chiesa. Così c’è la diversità senza l’unità. La tentazione opposta è invece quella di cercare l’unità senza la diversità. In questo modo, però, l’unità diventa uniformità, obbligo di fare tutto insieme e tutto uguale, di pensare tutti sempre allo stesso modo. Così l’unità finisce per essere omologazione e non c’è più libertà”.
Ho riflettuto che sarebbe più facile apprezzare queste parole se non si sapessero alcune cose, che per avventura si sanno. Alcune pubbliche, altre no. Quelle pubbliche: la scelta di non rispondere in un dialogo aperto e fattuale alle richieste di chiarimenti, per esempio, come quelle presentate da quattro cardinali, i Dubia, e appoggiate da molti altri, cardinali, vescovi, semplici preti, studiosi e laici, anche con petizioni e lettere aperte. E invece bollarli come rigidi, e tutte le altre contumelie che abbiamo sentito in questi anni. Ancora: il premiare con la nomina a vescovo, o addirittura la berretta cardinalizia, solo e sempre sacerdoti orientati in un certo senso, anche se discutibili; trascurandone altri, pur meritevoli per santità di vita e correttezza di gestione, e fervore di opere; o penalizzando intere conferenza episcopali, giudicate troppo legati alla tradizione della Chiesa.
Altre informazioni ottenute sono riservate, ma mi sento di riportarle. Come il suggerimento a livello mondiale di evitare di inserire nelle terne delle candidature vescovili sacerdoti provenienti da alcune realtà ecclesiali, giudicate conservatrici. O addirittura nel caso di alcune grandi conferenze episcopali la creazione di una specie di lista di proscrizione, ovviamente da non pubblicizzare, per escludere da consultazioni, riunioni e così via una serie di cardinali e vescovi; e cassare rigorosamente gli eventuali candidati all’episcopato da loro proposti.
Ecco, alla luce di tutto ciò l’esortazione bellissima della domenica di Pentecoste mi suona un po’ strana. Anche se è sempre possibile – mi sembra difficile crederlo, però – che alcune operazioni siano gestite all’insaputa del Pontefice, dai personaggi che gravitano nel suo cerchio di potere.

MARCO TOSATTI                 
http://www.marcotosatti.com/2017/06/05/il-papa-e-il-richiamo-ai-cattolici-tifosi-le-sue-parole-e-i-fatti-sono-in-sintonia-non-sembra/ 

Francescani dell'Immacolata: "a volte ritornano" gli spietati persecutori! Un caso "umano" e "umanitario"!


"A volte ritornano"... ma a ritornare, purtroppo, sono sempre i persecutori dei Consacrati, frati e suore, dell'Istituto dei Francescani dell'Immacolata.
I poveracci perseguitati si sono abituati ed anche noi ci stiamo facendo l'abitudine...

Abbiamo scritto senza mezzi termini le nostre perplessità su alcune discutibili "scelte" che i Francescani dell'Immacolata, certamente in buona fede, avevano fatto prima del commissariamento ( V. QUI )
E' stato pure sottolineato tante volte che i fedeli, laici, hanno tutto il diritto di conoscere l'oggetto del commissariamento e delle sanzioni canoniche che da 4 anni affliggono quelle povere persone.
I fedeli debbono sapere l'oggetto di quelle continue vessazioni è un loro diritto/dovere: cosa han fatto di male? 
Dove hanno sbagliato?

Ci accorgiamo però che ci stiamo noiosamente ripetendo... già nel 2013 avevamo scritto: "
Anche se quei poveri frati avessero commesso i più turpi delitti avrebbero meritato un trattamento più  "cristiano" ! ...
A questo punto gli stessi fedeli che hanno condiviso momenti di intensa spiritualità guidati ed aiutati dai Francescani dell’Immacolata, avrebbero il diritto-dovere di conoscere di quali colpe essi si sono macchiati .
Desideriamo cioè sapere se abbiamo pregato assieme a degli impostori o se abbiamo aiutato dei pericolosi eretici o dei criminali!"


Per non essere ripetitivi cambiamo però "musica" adducendo un'altra considerazione questa volta di carattere umano e umanitario:  come si possono trattare così tante persone, giovani e/o anziani?
Qualcuno mi dica se nel "
mondo laico" ha mai assistito ad una così spietata persecuzione contro un gruppo, consistente, di persone umane senza che siano stati resi noti neppure i capi d' accusa...
AC
IL VATICANO A PADRE MANELLI: 
MANI IN ALTO, FUORI I SOLDI 
O TI SANZIONIAMO CANONICAMENTE.

di  Marco Tosatti

Non ha fine il calvario per padre Stefano Manelli, fondatore dei Frati Francescani dell’Immacolata (FFI), istituto commissariato ormai da quattro anni, senza che sia stata fornita mai dalle autorità competenti una motivazione chiara del provvedimento. 

Si parlava di una possibile “deriva lefebvrista”; il che adesso fa un po’ ridere, posto che il Pontefice è più che pronto ad accogliere gli eredi di Marcel Lefebvre con una Prelatura