ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 4 giugno 2017

Per quanto riguarda la natura della sua vera crisi

Dall’accoglienza all’invasione…dall’invasione al soppianto degli italiani 


Arrivano i “migranti”
Mamma, li turchi!

Infine doveva pur accadere: la nostra gente non vuole più i cosiddetti immigrati, cioè coloro che ormai arrivano a frotte con mille scuse inventate e che inavvertitamente, ma inesorabilmente, occupano i nostri paesi, i nostri posti di lavoro, le nostre deboli strutture pubbliche, i nostri bar, i nostri giardini, le nostre panchine.

La nostra gente non li vuole più accettare… e diventa “razzista”, come amano dire quelli di noi che non vogliono colpevolmente vedere o non possono incoscientemente capire quello che sta accadendo in realtà.

Infine doveva accadere, ed è accaduto nella nostra remota provincia, com’era prevedibile, perché è proprio nella nostra diffusa provincia che si percepisce sempre più il rigetto di un fenomeno che la sta snaturando, trasformando molti tranquilli paesi in sobborghi fatiscenti, fotocopia delle disastrate periferie di molte nostre città, dove sono più gli immigrati che i nativi.


Il Giornale del 10 maggio riportava così la notizia:
«Cuneo, gli abitanti non vogliono i migranti. Il medico: “Non vi curo”».

Non si tratta in realtà di Cuneo, ma, come riferisce ugualmente Il Giornale, della frazione di Roata Canale, un piccolo gruppo di case abitato da 836 persone.
Qui c’è un locale, al piano seminterrato della casa parrocchiale, che è il principale luogo di ritrovo degli abitanti, peraltro difficilmente utilizzabile per mancanze di risorse. Per gli abitanti è particolarmente importate il fatto che detto locale, con tutta la casa parrocchiale, sia stato realizzato con l’eredità di un benefattore e i loro contributi, a condizione che restasse disponibile per tutti loro.


Panorama di Roata Canale

Ebbene, proprio in questo locale dovrebbero essere ospitati 24 “migranti”, grazie all’accoglienza indiscriminata praticata dalla diocesi di Cuneo-Fossano.
Gli abitanti hanno reagito e il 25 aprile sono pure spuntati cartelli anonimi con la scritta: «noi i negri non li vogliamo».

Il 30 aprile scorso, monsignor vescovo Piero Delbosco ha pensato bene di intervenire ad un’assemblea indetta dagli abitanti, per cercare di placare gli animi, ricordando loro: «Io mi metto dal punto di vista del Vangelo: ogni uomo è mio fratello» ma gli interessati presenti, tra strepiti e urla, hanno risposto “picche!”… ad una signora che si appellava ai “valori cristiani che insegniamo ai nostri figli», i presenti hanno replicato: «pórtateli a casa tua!».
Monsignor vescovo, raccolte le pive nel sacco, provato e amareggiato, ha lasciato le due ore e mezzo di assemblea,  commentando: «Mi sono presentato con semplicità e onestà, ho visto tanta gente prevenuta. Ne prendo atto e mi dispiace», e un po’ più in là: «Troppa tensione, bisognerà tenerne conto».



Il comizio fischiato di Mons. Piero Delbosco


Come capita in queste situazioni artificiosamente provocate, c’è sempre qualche addottorato di turno che deve fare l’“aggiornato” a tutti i costi. Questa volta è stato il caso del medico del luogo, un certo Corrado Lauro, di Saluzzo, che ha provocatoriamente lanciato un messaggio agli abitanti di Roata Canale: «comunico che non intendo prestar loro alcun intervento sanitario… se non in caso di immediato rischio vita…Siete pertanto pregati di rivolgervi ad altro più qualificato professionista. Comincia così la mia Resistenza».
Ed ecco quindi che il “resistente” è diventato lui, perché non ha gradito la “resistenza” degli abitanti, sia pure anonimamente espressa anche col famoso «non li vogliamo».
Come dire che chi “resiste” per difendere il suo, non ha alcun diritto ad essere capito da chi “resiste” per difendere il luogo comune dell’accoglienza a tutti i costi.
E’ il capovolgimento di ogni logica.

In un complesso abitato da 836, è logico che l’arrivo di 24 estranei scaraventati lì per far comodo ai disegni di destabilizzazione della nostra gente e dei loro costumi, debba suscitare un rifiuto, tanto più che i sopraggiunti andranno ad occupare un locale di proprietà degli 836, dato in uso alla parrocchia a loro favore e non per “accogliere” chiunque altro. E invece no!Monsignor vescovo e monsignor dottore, dicono che non è logico, anche se nessuno di  loro due si offre per ospitare a casa loro i 24 supposti “bisognosi”.

Come si vede, tutto è incominciato con l’“accoglienza”, la quale, anno dopo anno, è diventata una vera e propria invasione. Ma non bastava favorire l’invasione delle nostre terre, adesso si arriva a pretendere di soppiantare la nostra gente, togliendo loro beni e terre per regalarle agli invasori.
Il tutto con la scusa della pratica dei valori cristiani, i quali non hanno mai significato la sostituzione del cristianesimo con altre pratiche religiose e di costume, pagane e perfino animiste.

Questo caso di una borgata della nostra provincia dovrebbe far riflettere chi ancora ha un po’ di sale in zucca. Ci avviamo verso l’imbastardimento della nostra cultura e dei nostri costumi, verso la trasformazione dei nostri paesi in caravanserragli ove la faranno da padroni la promiscuità, la legge della giungla ed ogni sorta di violenza incontrollata. E se non si provvederà ad arginare questa invasione programmata, la gente incomincerà a reagire perfino malamente, perché a tutto c’è un limite.

Altro che “razzisti”! Qui si tratta di sopravvivenza, e i più a rischio sono le famiglie meno abbienti, che si vedono togliere del loro per devolverlo, in ragione di milioni di Euri, a costoro che si chiamato ipocritamente “migranti”, ma che in realtà sono “invasori”.
E la neochiesa, che si allarga la bocca con la falsa misericordia, invece di pensare alla nostra gente in stato di bisogno, si fa utile idiota al servizio della sovversione attuata dal Nuovo Ordine Mondiale… papa in testa.

Per concludere, riportiamo lo sfogo di un lettore, che sulla vicenda in questione ci ha fatto pervenire la seguente riflessione.
Nel cuneese gli abitanti di una piccola frazione si sono giustamente opposti all’arrivo di immigrati voluti dalla curia a 35 euro a testa al giorno, pagatigli dallo Stato, perché avrebbero occupato e fatto chiudere l’unica struttura associativa e ricreativa del paese.
Un medico locale, sentito ciò, ha voluto subito fare il facile eroe, facendosi bello su internet e dicendo: “io non curo i razzisti, andate da un altro”, diventando subito una "star" osannata dal web.
Per gli islamici la cultura occidentale è peccato (boko haram significa questo) tranne però quella che gli fa comodo come quella medica, visto che loro sono arretrati in tutto e specialmente in medicina, e per questo dipendono dall’Occidente, come per tutto il resto, che noi gli forniamo senza condizioni come degli idioti in cambio dei nostri stessi petrodollari (che furbizia!).
Loro quindi vengono qui e pretendono di farsi curare da noi nei nostri ospedali, spesso ricattando medici e infermieri sotto la minaccia di violenze che tanto nessuno persegue, per essere curati quando e come vogliono loro.
Esiste un’obiezione di coscienza medica che consente ai medici di non praticare aborti.
A quando un’obiezione di coscienza medica anti-islamica che dica: “io non curo gli assassini di cristiani e occidentali e i loro simpatizzanti, e se vuoi farti curare da noi firmi un foglio col tuo nome e cognome dove dici che condanni il terrorismo islamico”?

T. S.

di Belvecchio
http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV2016_Belvecchio_Accoglienza_invasione_soppianto.html

Card. Sarah: “La Chiesa sbaglia gravemente se ritiene che la crisi dei rifugiati sia la sua missione primaria”




Di qualche tempo fa, ma pur sempre Sante parole...
L


La Chiesa dovrebbe ignorare la “vera crisi” cui si trova di fronte oggi, se si concentra su questioni di giustizia sociale, piuttosto che la sulla sua missione fondamentale, che è quella di evangelizzare,avverte il cardinale Robert Sarah in un’intervista pubblicata di recente.

“La Chiesa si è gravemente sbagliata per quanto riguarda la natura della sua vera crisi, se pensa che la sua missione essenziale sia di offrire soluzioni a tutti i problemi politici in materia di giustizia, di pace, di povertà, di accoglienza dei migranti, ecc trascurando l’evangelizzazione” ha detto il cardinale ad Aiuto alla Chiesa che Soffre, il 18 aprile.
Sarah, che è il Prefetto della Congregazione per il Culto Divino, ha detto che mentre la Chiesa “non si può dissociare dai problemi umani”, ha alla fine “fallito nella sua missione” se dimentica il vero scopo della sua esistenza.
Il cardinale ha citato Yahya Pallavicini, un ex cattolico italiano che si è convertito all’Islam, condividendo il suo punto di vista: “Se la Chiesa, con l’ossessione che ha oggi con i valori della giustizia, dei diritti sociali e della lotta contro la povertà, finisce come di conseguenza dimenticando la sua anima contemplativa, lei non riuscirà nella sua missione e lei sarà abbandonata da un gran numero di suoi fedeli, per il fatto che essi non sapranno più riconoscere in lei ciò che costituisce la sua specifica missione “.
La missione della Chiesa è riassunta da Gesù nel Vangelo di Matteo quando ha mandato i suoi seguaci a “Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato.”Questa missione, secondo il Catechismo della Chiesa cattolica, significa‘annunziare e instaurare in tutte le genti il Regno di Cristo e di Dio’.
Le osservazioni di Sarah sono interessanti data l’enfasi che Bergoglio ha posto sulla Chiesa che lavora con i migranti e rifugiati. Nei suoi discorsi ai leader mondiali, Bergoglio evidenzia frequentemente problemi politici, come la migrazione, con poca menzione di Cristo o chiamata evangelica della Chiesa.
Enfasi del vescovo di Roma sulla costruzione di ponti, non muri , sui migranti che costituisconoono “ non un pericolo ”, e a chiamare ospitalità ai rifugiati “ il nostro più grande sicurezza contro gli atti odiosi di terrorismo ” ha spinto alcune Conferenze episcopali a spostare le loro priorità.
La Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, per esempio, è stato premuto da incaricati Francesco di riscrivere le sue linee guida delle elezioni del 2016 con particolare attenzione in materia di immigrazione, povertà e ambiente, minimizzando la vita e la famiglia.
Il Vescovo Robert McElroy, nominato capo della diocesi di San Diego da Bergoglio, ha sostenuto in quel momento che l’enfasi della guida sul male dell’aborto era al passo con le priorità di Bergoglio.
“Bergoglio ha, in certi aspetti della dottrina sociale della Chiesa, radicalmente trasformato la priorità della dottrina sociale della Chiesa e dei suoi elementi,” McElroy ha invitato l’assemblea a quel tempo. “Non la loro verità , non la loro sostanza , ma la loro priorità, che ha radicalmente trasformato, nell’articolare rivendicazioni che ricadono sul cittadino come credente e discepolo di Gesù Cristo”, ha aggiunto.
McElroy chiamato “l’immigrazione”, il “tasto [problema] che dobbiamo affrontare ora nella nostra Chiesa locale,” in un discorso fatto a febbraio per l’Incontro mondiale dei movimenti popolari.
Nella sua intervista con Aiuto alla Chiesa che Soffre, il cardinale Sarah ha criticato le organizzazioni caritative, menzionando in particolare “quelle cattoliche”, che si concentrano “unilateralmente ed esclusivamente su come affrontare le situazioni di povertà materiale”, trascurando la povertà spirituale.
“Ma ‘l’uomo non vive di solo pane, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”, come Gesù ci dice: “ha detto il cardinale.
Sarah ha detto che coloro che lavorano per rendere il mondo più giusto, menzionando in particolare sacerdoti e vescovi, devono continuamente trarre forza da Dio se il loro lavoro è quello di dare i suoi frutti duraturi.
“Perché è vero che quei vescovi e sacerdoti che non prendono il tempo – almeno per un paio di giorni – per se stessi in presenza di Dio nella solitudine, nel silenzio e nella preghiera, hanno il rischio di morire a livello spirituale, o per lo almeno, di essiccarsi spiritualmente dentro “, ha detto.
“Perché non saranno più in grado di fornire solido nutrimento spirituale ai fedeli affidati a loro, se loro stessi non traggono forza dal Signore in modo regolare e costante”, ha aggiunto.
Pete Baklinski, 25 aprile 2017

http://blog.messainlatino.it/2017/06/card-sarah-la-chiesa-sbaglia-gravemente.html

LA SOCIETÀ DELLE NAZIONI, L’ONU E IL MONDIALISMO


di Don Curzio Nitoglia


Gli articoli di Don Curzio Nitoglia sono reperibili nel suo sito: qui e qui

Le immagini sono nostre

Introduzione: Sdn e OnuLa Società delle Nazioni (Sdn) (1) fu fondata a Ginevra nel 1917 (2) sotto il patrocinio del Presidente statunitense Thomas Woodrow Wilson (3) (1856-1924); essa poi fu rimpiazzata dall’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) nata a S. Francisco nel nord America sotto il Presidente statunitense Harry Spencer Truman  (1884-1972) il 24 ottobre del 1945 (4).

Queste due associazioni sono in realtà dei Super-Stati massonici, che dirigono e decidono le sorti del mondo intero per un fine mondialista. 


Léon de Poncins: la Società delle Nazione è una Super-Massoneria

Léon de Poncins, con la sua consueta preparazione, ha scritto un libro (Société des Nations. Super-Etat maçonnique, Parigi, Beauchesne, 1936) molto ben documentato sulla Società delle Nazioni Unite  per dimostrare come essa sia retta dalla Massoneria (5) ed esegua i suoi ordini. 

Nel presente articolo mi valgo delle informazioni fornite del de Poncins e mi riservo di parlare diffusamente in un secondo tempo dell’Onu (6), che ha continuato in maniera ancor più accentuata la politica massonica della Sdn.


Il Congresso massonico di Parigi del 1917

Dal 28 al 30 giugno del 1917 le Massonerie di Francia, Inghilterra, Italia e Usa (che durante il Primo Conflitto Mondiale del 1914-1918 si trovavano in guerra contro l’Impero Austro Ungarico e la Germania) si riunirono a Parigi per decidere il futuro assetto geo/politico dell’Europa dopo la fine della Grande Guerra, che oramai Francia, Inghilterra e Italia, dopo la scesa in campo degli Usa, erano sicure di vincere. 

Da questa riunione uscì un piano, pubblicato in un “rendi-conto” dal Grand’Oriente di Francia e dalla Gran Loggia di Francia, il quale sarebbe dovuto restare riservato ai soli iniziati ma che de Poncins - data la sua maestria in materia - ha potuto consultare, abbondantemente citare nel corso del suo libro e riprodurvelo integralmente da pagina 61 a pagina 122; questo “rendi-conto” ci illumina sull’«origine e lo spirito della Società delle Nazioni» (L. DE PONCINS, Société des Nations. Super-Etat maçonnique, Parigi, Beauchesne, 1936, p. 9). 

Il documento in questione viene giustamente definito dall’Autore “storico” perché da esso è nato il Trattato di Pace di Versailles del 1919, nel quale sono state poste le condizioni perché l’Europa fosse definitivamente rovinata dalla Seconda Guerra Mondiale (7). Il de Poncins aveva previsto nel 1934 che la firma da parte della Francia del Patto della Società delle Nazioni avrebbe potuto spingerla nel 1939 ad una nuova orribile guerra (cit., p. 9).

La riunione segreta delle Massonerie di Francia, Inghilterra, Italia e Usa, tenutasi a Parigi quasi sul finire della Prima Guerra (giugno 1917), restò nascosta ai 40 milioni di francesi che erano in guerra e che già ne stavano subendo le conseguenze con buona pace degli ideali “democratici, egualitari e di fratellanza” della Massoneria…

Nel Congresso Massonico Segreto (28-30 giugno 1917) che, come abbiamo visto, pose le basi del Trattato di Pace di Versailles e della Carta della Società delle Nazioni Unite di Ginevra (cit., p. 10), l’oggetto principale dei dibattiti fu la creazione della Società delle Nazioni, attraverso cui si sarebbe arrivati al Trattato di Versailles. Infatti il documento delle Logge massoniche riunitesi a Parigi, citato dal de Poncins, recita: “Questo Congresso ha per missione la ricerca dei mezzi per arrivare alla costituzione della Società delle Nazioni […] per dirigere i popoli verso un’organizzazione generale. […]. La Società delle Nazioni sarà l’agente della propaganda di questa concezione di pace e di felicità universale” (cit., p. 11). Già nel 1917 dunque si ponevano le basi del futuro Nuovo Ordine Mondiale, una sorta di nuovo “paradiso terrestre” laico e immanentistico, per cui appare chiara la concordanza tra il millenarismo massonico americanista e sovietico socialista.



È corretto parlare di Giudeo/Massoneria?

Léon de Poncins cita un interessante articolo scritto dall’israelita Léon Motzkine (in Les Juifs, Ed. Lucien Vogel, 1933), da cui appare chiaro come le concezioni massoniche ed ebraiche sul mondialismo (8) e sul destino dell’Europa coincidessero perfettamente. Infatti il Motzkine scrive: “Tra tutti i popoli quello ebraico ha provato la gioia più grande e la più alta soddisfazione quando è stata creata la Società delle Nazioni, che aveva per scopo anche quello di mettere fine alla miseria politica, sociale e morale degli ebrei (9). Inoltre Israele ha vissuto gli anni 1919-1920 con grande gioia per ciò che è successo in Europa orientale e meridionale” (cit. in L. DE PONCINS, p. 14, nota 1). Giustamente il de Poncins nota che gli anni 1919-1920 furono gli “anni della grande ondata bolscevica in Europa centrale - Finlandia, Polonia, Austria/Ungheria, Germania e Italia -   col suo corteo cruento di devastazioni rivoluzionarie iniziatesi in Russia nel 1917” e conclude: “Quindi le concezioni ebraiche sono agli antipodi delle nostre” (ivi).

La Prima Guerra Mondiale come Guerra civile europea

Léon de Poncins ha ben capito che la Massoneria ha trasformato la Prima Guerra Mondiale in una “Guerra Santa della Rivoluzione in marcia” (cit., p. 17 e 71 nel “rendi-conto”), ossia in una sorta di “Guerra Sociale e Civile” tra le Nazioni europee, a tutto vantaggio degli Usa e della giudeo/massoneria.

In pratica è stata la lotta della democrazia moderna, liberale e parlamentarista, la quale rappresenta la legge della materia, della quantità e della forza bruta, contro la legge dello spirito, della qualità e della giustizia ed è quindi la negazione della Civiltà dell’Europa classica greco/romana e della Cristianità europea, e la battaglia contro le ultime vestigie del Sacro Romano Impero, rappresentato allora dall’Austria/Ungheria.

In realtà la democrazia moderna non si cura della verità, ma le preferisce l’opinione della massa, pretendendo che la maggioranza materiale raggiunga sempre buoni risultati. Questa è l’antitesi naturalistica e super-ottimistica del peccato originale. Infatti non si capisce perché la massa non possa, come il singolo, inclinarsi verso l’errore e il male. La maggioranza durante il processo farsa contro Gesù scelse Barabba e rifiutò Cristo, quindi anche la maggioranza può sbagliare, e “contro il fatto non vale il ragionamento”. Ostinarsi a difendere il principio dell’infallibilità della maggioranza è contrario al buon senso, al senso comune e ai primi princìpi della retta ragione naturale, essendo una contraddizione nei termini: “maggioranza = infallibilità”, “quantità > qualità”.

Con la fine della Grande Guerra si è trattato di decidere il cambiamento della forma di governo in Europa e il prevalere della forma democratica moderna liberal/parlamentarista contro quella imperiale tradizionale. L’Austria/Ungheria era vista come l’antemurale della Chiesa, alla quale nel 1870 era già stato tolto il potere temporale ed ora la si voleva spogliare anche dell’ultimo appoggio politico che ancora possedeva.

Infatti il Trattato di Pace di Versailles, ispirato dal Congresso massonico di Parigi, come giustamente nota il de Poncins (cit., p. 20), è stato diretto più contro l’Impero Austro/Ungarico che contro la Germania, la disfatta della quale era vista come conditio sine qua non per eliminare l’Impero degli Asburgo “più conforme alla tesi cattolica e, perciò, più opposto all’antitesi ebraico/massonica […] mentre l’Impero germanico, nato dalla Riforma luterana e imbevuto del libero pensiero idealistico era un Impero laico e perciò meno detestabile di quello asburgico” (L. DE PONCINS, cit., p. 46), che avrebbe dovuto essere rimpiazzato dalla Società delle Nazioni, una sorta di “contro-impero”, il quale a sua volta nel 1945 avrebbe ceduto il passo al suo perfezionamento, ossia all’Onu, per demolire completamente la cultura e la spiritualità europea e lanciare il mondialismo dall’Europa alla conquista del Globo intero. Le guerre in Medio Oriente a partire dall’Iraq nel 1990 (e continuate sino alla Siria nel 2017) sono state a detta dell’allora Presidente statunitense Bush senior “la deposizione della prima pietra del Nuovo Ordine Mondiale”.

La Grande Guerra può essere definita una guerra “santa” solo nel senso di “preternaturale”, ossia come rivolta contro le cose sacre (l’Impero e soprattutto la Chiesa) per impiantare nell’Europa una volta cristiana (quella che veniva chiamata comunemente la Cristianità) un Nuovo Ordine Mondiale, globalizzatore, mondialista e precursore del Regno dell’Anticristo. In breve si può dire che grazie alla Guerra del 1914-1918 gli Stati Uniti d’America hanno iniziato a plasmare la vecchia Europa a loro immagine e somiglianza di “contro-chiesa”, per completare il lavoro con la Seconda Guerra Mondiale (1939-1945).

Tale lavoro è stato iniziato dalla Massoneria a Parigi nel giugno del 1917, che lo ha continuato il medesimo anno con la Società delle Nazioni di Ginevra gettando già le basi del Trattato di Versailles del 1919, il quale avrebbe immancabilmente portato alla Seconda Guerra Mondiale nel 1939 per compiere l’opera della giudaizzazione dell’Europa, passando dai nazionalismi moderni (visti in funzione anti-imperiale e disgregatrice della vera unità europea tradizionale) della prima metà del Novecento al mondialismo post-moderno del XXI secolo, visto come strada aperta all’Anticristo e al Regno sociale di Satana. 

Il nazionalismo è il mezzo ed il mondialismo è il fine, come diceva Giuseppe Mazzini. L’Europa nuova del primo dopo-guerra (1918) è stata ricostruita sulle basi dei princìpi della Rivoluzione francese per poter edificare su di essi il mondo intero a partire dal secondo (1945) dopo-guerra. 

Le fondamenta dell’Europa e del mondo dopo le due Guerre Mondiali sono state completamente nuove: i Diritti dell’Uomo al posto dei Diritti di Dio. Come si vede, San Pio X nella sua prima Enciclica (E supremi apostolatus cathedra del 1903), in cui vedeva nel “culto dell’Uomo” il carattere distintivo della sua epoca e assieme dell’Anticristo, aveva colto benissimo la strada che l’Europa e il mondo moderno stavano per imboccare. 

Nel corso del suo lavoro Léon de Poncins citando il Documento del Congresso massonico del 1917 (riportato integralmente in appendice al suo libro da pagina 61 a 122), mostra come per la setta infernale il Presidente statunitense Wilson è stato “il miglior agente della Massoneria” in quanto realizzatore “della giustizia internazionale e della fratellanza democratica” (cit., p. 25-26 e 125 nel “rendi-conto”). Wilson nel 1917 era solito dire che “le democrazie son pacifiche, mentre le autocrazie son bellicose”, lo stesso slogan è stato ripreso dal Presidente Roosevelt nel 1936 ed esso avrebbe portato all’entrata in guerra degli Usa nel 1941 ed è stato ripetuto da Karl Popper nel 1947, portando alla guerra del “terrore infinito” dichiarata dall’America dei Bush al Medio Oriente. Si ponevano, così, nel 1917 le basi per gli Stati Uniti d’Europa e nel 1936 per il Nuovo Ordine Mondiale.

Meoni, uno dei massoni italiani che parteciparono al Congresso di Parigi nel 1917, disse che “il problema della Società delle Nazioni rappresenta il riassunto della dottrina massonica” (cit., p. 29 e 112 nel “rendi-conto”). La Società delle Nazioni, realizzata tramite la democrazia parlamentarista, è vista da un altro massone francese (Lebey)  che partecipava al Congresso di Parigi. addirittura come uno dei fini della guerra per impiantare il Nuovo Ordine Mondiale in Europa (cit., p. 30 e p. 84 nel “rendi-conto”).

Inoltre la Società delle Nazioni ha il compito di mantenere, dopo averla impiantata con la Prima Guerra Mondiale, l’egemonia dei princìpi massonici in Europa sanciti dal Trattato di Versailles. Quindi essa è un’entità stabile e sovra-nazionale o un Super-Stato, come la definisce il de Poncins, che non solo organizza, prevede e manovra, ma veglia, come un Super-Gendarme Universale, per il mantenimento del Novus Ordo Saeculorum e distrugge le Nazioni che presumono di non seguirlo, come è successo con la Seconda Guerra Mondiale, in cui le Nazioni autocratiche (Italia, Germania e Giappone (10)) sono state annichilite, ma non l’autocraticissima Unione Sovietica, perché era giudaico/bolscevica e quindi più vicina alle progressiste democrazie liberali come spiega de Poncins, che fa notare come la Società delle Nazioni abbia condannato senza appello l’Italia per la conquista dell’Etiopia (1934-36) e per l’appoggio dato al generale Francisco Franco nella guerra civile spagnola; la Massoneria inoltre non aveva perdonato all’Italia il suo scioglimento avvenuto nel 1925 e il Concordato con la S. Sede dell’11 febbraio 1929 (cit., p. 31-32) (11). Il de Poncins spiega così perché fu un grosso errore muovere la guerra contro l’Italia spinti dalla Società delle Nazioni e contro la Germania spinti dal Giudeo/Bolscevismo (cit., p. 47).

Certamente i princìpi politici del Nazionalsocialismo tedesco non erano compatibili in gran parte con la dottrina cattolica (12), ma l’azione sociale e politica che la Germania (13), il Giappone e l’Italia stavano mettendo in atto tra gli anni Venti e Trenta non poteva essere tollerata dalla Giudeo/Massoneria e dal Bolscevismo, i quali, quando è venuto il tempo della vendetta, non hanno esitato a presentare il conto e a mettere in atto una terribile rappresaglia culminata nelle bombe al fosforo (Dresda) ed atomiche (Hiroshima/Nagasaki), nello scempio di Piazzale Loreto in Milano e con i “tribunali” dei vincitori di Norimberga e di Tokio, che si son presentati come una sorta di “Giudizio Universale” laico (“Vae victis!”).


Conclusione 

La Massoneria vuole impadronirsi della direzione spirituale della Società civile, dopo averla tolta alla Chiesa, oggi non perseguitata più cruentemente, ma discreditata e nello stesso tempo “aggiornata” in maniera che si adatti alle esigenze del mondo moderno (14). La Massoneria oramai ha distrutto il vecchio mondo e ne ha costruito uno nuovo fondato sui princìpi della Rivoluzione francese. Pio XII lo aveva ben capito ed aveva perciò detto: “è tutto un mondo che bisogna rifare sin dalle sue fondamenta”.

La setta lavora continuamente e prepara in segreto, come ha fatto al Congresso di Parigi nel 1917, le decisioni che poi suggerirà ai parlamenti del mondo liberal/democratico e che verranno ratificate sotto forma di leggi o trattati. I ministri che le votano - senza consultare nessuno (v. Monti e Renzi) o facendo tutto il contrario di ciò che avevano promesso agli elettori (v. Zipras e Trump) - non rappresentano la sanior pars populi, ma obbediscono più o meno coscientemente agli ordini della setta infernale, la quale marcia speditamente verso il progresso rivoluzionario e il Nuovo Ordine Mondiale. 
Altrimenti non si spiegherebbe una politica suicida come quella portata avanti nella maggior parte dell’UE: 
1°) di accoglienza indiscriminata degli “immigrati” islamici, che uccidono continuamente i Cristiani nei loro Paesi e nei nostri son trattati meglio dei poveri pensionati autoctoni (che dovrebbero arrivare alla fine del mese con circa soli 500 euro) o dei giovani disoccupati (in Italia ve ne sono circa 6 milioni ed inoltre 7 milioni di persone vivono sotto la soglia della povertà);
2°) dell’innalzamento dell’età della pensione a 70 anni;
3°) dell’insegnamento, teorico e pratico, praticamente obbligatorio del “gender” già alle scuole elementari, il quale è né più e nemmeno che pedofilia legalizzata e che grida vendetta al cospetto di Dio ancor più forte di Sodoma e Gomorra;
4°) di una politica estera continuamente provocatoria nei confronti della Russia di Putin e delle nazioni sue alleate (Siria, Iran…), che rischia di sfociare in un conflitto universale. Tutto ciò sembrerebbe un non-senso, una follia, se non ci fosse la Massoneria ossia Satana - il padre della menzogna, della contraddizione dell’omicidio e del deicidio -  dietro il parlamentarismo liberal/democratico contemporaneo.

Inoltre si pensi che verso gli anni Venti del Novecento l’Idealismo cominciava a cedere il passo al Nichilismo filosofico, il quale teorizza e vuol perseguire la distruzione della logica, della morale e dell’essere creato in odio all’Essere stesso sussistente increato. Questa filosofia nata con Nietzsche, Marx e Freud/Jung ha prodotto la Scuola di Francoforte (Adorno, Marcuse, Lukàks, Reich, Fromm, Leo Strauss e Jacob Taub) e lo Strutturalismo francese (Lévi-Strauss, Sartre, Lacan, Althusser, Focault, Basaglia), che hanno dato il via alla Rivoluzione in interiore homine del Sessantotto, la quale è riuscita a penetrare nelle profondità dell’anima dell’uomo contemporaneo e a renderlo una larva. 
Non ci si deve stupire se le leggi varate dai parlamentari deformati dalle nostre università e dagli “intellettuali” post-sessantottini procedano verso il caos, il nulla, l’autolesionismo e la distruzione di ogni cosa: è nella natura della filosofia che plasma il mondo contemporaneo e ci porta immancabilmente verso una Terza Guerra Mondiale e nucleare con relativa distruzione di un quarto almeno dell’orbe, il che ripugna al buon-senso dell’uomo comune e normale, ma piace al contro-senso dei nichilisti metafisici.  

Il libro di de Poncins ci aiuta a veder chiaro negli avvenimenti odierni e a prendere il rimedio efficace per preservarci dall’abbraccio mortale che il Nuovo Ordine Mondiale vuol dare a tutti, tradizionalisti compresi.  

NOTE

1 - Léon de Poncins nota che “l’ostracismo ingiustificato della Sdn contro la Chiesa e papa Benedetto XV è sintomo di collusione con la contro-chiesa” (cit., p. 48).
2 - Il 1917 è il medesimo anno della Dichiarazione Balfour sul “Focolare ebraico in Palestina”, della Rivoluzione bolscevica in Russia, della Legge anticristiana del Presidente Carranza in Messico, la quale dette nascita alla Cristiada e delle apparizioni della Madonna a Fatima. Quest’anno ricorre il 1° Centenario di esse. Cfr. S. GAETA, Fatima. Tutta la verità, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2017.
3 - “Chi avviò decisamente il problema verso una concreta realizzazione, con l’autorità che gli veniva dal fatto di essere divenuto l’arbitro della guerra e poi della pace, fu il Presidente degli Stati Uniti d’America Woodrow Wilson. […]. La S. Sede non ne faceva parte dato il carattere prettamente laicista con cui la Società delle Nazioni era sorta e si mantenne sino alla fine nel 1947. […]. Quando la Seconda Guerra Mondiale si andava concludendo non si pensò di far rivivere la Sdn. Se ne creò una nuova nella Conferenza di S. Francisco (24 ottobre 1945) e la si chiamò Organizzazione delle Nazioni Unite per la sicurezza mondiale (Onu); malgrado i larghi mutamenti, rivivono sostanzialmente nell’Onu i vecchi ordinamenti della Sdn” (A. GIANNINI, in Enciclopedia Cattolica, Città del Vaticano, 1953,  vol. XI, coll. 859-862, voce Società delle Nazioni). 
4 - Già il 14 agosto del 1941, nella “Carta atlantica”, Usa e GB accennarono all’intento di erigere un’Organizzazione collettiva più efficace della Sdn. Il 30 ottobre del 1943, nella “Conferenza di Mosca”, si rafforzò questo proposito con l’aggiungersi dell’Urss e della Cina al piano di costruzione della futura Organizzazione mondiale. Nella “Conferenza di Yalta” - conclusasi  l’11febbraio del 1945 - Usa, GB e Urss  definirono meglio il piano per la creazione di un Organismo internazionale in luogo della vecchia Società delle Nazioni, che non aveva potuto far nulla per impedire la Seconda Guerra Mondiale, e stabilirono che esso sarebbe nato nella futura “Conferenza di San Francisco” (24. X. 1945), alla quale avrebbero potuto partecipare solo le potenze che avrebbero dichiarato guerra entro il mese di febbraio del 1945 alla Germania e al Giappone  oramai allo stremo delle forze. Alcuni Paesi aderirono ed altri restarono neutrali. Quindi l’Organizzazione delle Nazioni Unite “al suo primo costituirsi non fu altro che un’organizzazione dei popoli vincitori” (A. MESSINEO, in Enciclopedia Cattolica, Città del Vaticano, 1952, vol. IX, col. 281, voce Organizzazione delle Nazioni Unite). L’Onu ha mantenuto sostanzialmente lo stesso scopo della Sdn ed in più si è prefisso di “promuovere il rispetto dei Diritti dell’Uomo” (ivi). Tuttavia cinque membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu (Usa, GB, Cina, Urss e Francia) non sono elettivi ma permanenti ed hanno il diritto di veto. Ora ciò “mette in mora il principio di sovrana uguaglianza di tutti gli Stati membri, che è il principio basilare sul quale l’Onu si fonda […] e in seno dell’Onu si costituisce una gerarchia, la quale, se lo Statuto fosse operante, si ridurrebbe ad un vero rapporto di soggezione delle piccole potenze alle grandi, che avendo il diritto di veto hanno il potere di paralizzare qualsiasi iniziativa. […]. In sostanza si può dire che lo Statuto delle Nazioni Unite ha preteso di erigere un vero governo mondiale, posto nelle mani delle grandi potenze ed esercitato dalle medesime con assoluta autonomia” (ibidem, coll. 282-283). Tuttavia anche l’Onu, con il contrapporsi di due blocchi (Usa/GB/Francia contro Urss/Cina) è diventato un’Organizzazione paralizzatrice e paralizzata, incapace di provvedere ai compiti prefissisi e nel corso degli anni Sessanta-Ottanta è stato rimpiazzato praticamente dal “Patto atlantico” contro il “Patto di Varsavia”. Dopo la caduta dell’Urss gli Usa son rimasti l’unica super-potenza mondiale, che ha dettato legge sul mondo intero, sino all’ascesa vieppiù crescente di Vladimir Putin in Russia.
5 - Sulla Massoneria cfr. L. DE PONCINS, La Franc-Maçonnerie d’après ses documents secrets, Parigi, Beauchesne, 1934.  
6 - Cfr. M. SCHOOYANS, Il complotto dell’Onu contro la vita, Proceno di Viterbo, Effedieffe, 2013; E. ROCCELLA – L. SCARAFFIA, Contro il Cristianesimo. L’ONU e l’Unione Europea come nuova ideologia, Casale Monferrato, Piemme, 2005.
7 - Durante la Seconda Guerra Mondiale oramai imminente “non bisognerà schierarsi pro o contro  una Nazione, ma contro la giudeo/massoneria” ed essa stava dalla parte degli Usa, Urss, GB e Francia (cfr. L. DE PONCINS, cit., p. 56). Certamente i princìpi politici dell’Italia e soprattutto della Germania non collimavano con quelli cattolici, ma il de Poncins metteva in guardia da quello che chiamava “L’equivoco anti-fascista” (cit., p. 57), ossia un conto è non aderire ai princìpi non cattolici del fascismo e del nazionalsocialismo ed un conto è schierarsi con le democrazie plutocratiche e giudaico/massoniche per “un equivoco anti-fascista”. Ancor oggi in campo cattolico tradizionalista si cade vittima di questo “equivoco” che porta a preferire il pessimo (Israele/Usa e modernismo sociale democristiano) al meno buono (Iraq, Tunisia, Libia, Siria, Russia e autoritarismo nazional-sociale), la stella massonica e la stella di Davide alla civiltà dell’Europa classica e cristiana. Oggi l’alternativa è “o Roma o Tel Aviv & Wall Street”. 
8 - “Esiste un universalismo del male, che è il Mondialismo ed un universalismo del bene, che è il Cattolicesimo” (L. DE PONCINS, cit., p. 56).
9 - Il 1917 è stato l’anno della Dichiarazione di lord Balfour sul “focolare ebraico in Palestina”, che ha aperto la strada alla creazione dello Stato di Israele (15 maggio 1948), dalla quale sono iniziati i mali che ci stanno portando verso la Terza Guerra Mondiale.
10 - L’Italia, la Germania, il Portogallo, la Spagna e l’Ungheria negli anni Venti/Trenta misero fuori legge la Massoneria, mentre il Giappone nazionalista nel 1934 uscì dalla Società delle Nazioni perché la riteneva un’istituzione giudaico/massonica (cfr. L. DE PONCINS, cit., p. 54). 
11 - Per conoscere a fondo i motivi di questo trattamento speciale riservato all’Urss si legga ALEXANDR SOLGENITSIN, Due secoli assieme, Napoli, Controcorrente, 2° vol., 2007, di cui ho trattato in questo sito.
12 - Per quanto riguarda l’Italia fascista non vi è stata un’opposizione così radicale, come in Germania, tra Chiesa e Regime. Tuttavia per quanto riguarda la materia sui rapporti tra Stato e Chiesa la dottrina fascista si è allontanata notevolmente da quella cattolica. Il Giappone per quanto riguarda la sua concezione religiosa scintoista e buddista è distante dal Cristianesimo, ma la sua organizzazione politica era, prima della disfatta del 1945, molto lontana da quella progressista, democratica, liberale e massonica e perciò non difforme dalla filosofia politica aristotelico/tomistica e dalla Dottrina sociale della Chiesa.  
13 - Giustamente Léon de Poncins, per nulla affatto nazionalsocialista, nota che “il pericolo del III Reich germanico era reale. Tuttavia non lo era più del bolscevismo ebraico” (cit., p. 45).
14 - Cfr. M. PINAY, Complotto contro la Chiesa, Roma, 1962, II ed., Proceno di Viterbo, Effedieffe, 2015.
http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV2015_Nitoglia_SdN_ONU_mondialismo.html


di   Luciano Lago
Il Re del Marocco, Hassan II, nel 1993 rilasciò una intervista ad una rete TV francese che, riletta oggi, ha un significato premonitore di quanto accade attualmente in Europa:
-Intervistatrice: Lei sarebbe favorevole a che i mussulmani possano integrarsi in Francia? Lei è a favore o è contrario al principio di integrazione?
-Hassan II: io non vorrei in alcun modo che queste persone siano oggetto di un tentativo di integrazione, visto che non potranno mai integrarsi.
– Lei ritiene che essi (i mussulmani) non vorranno integrarsi o saranno i francesi che li rifiuteranno?
-Loro non potranno mai integrarsi. Sarebbe possibile l’integrazione fra gli europei, visto che il loro mondo è il medesimo la loro religione, i loro costumi, ecc.. I movimenti migratori europei lungo la Storia sono stati tra l’est e l’ovest. Questo movimento invece oggi si verifica tra continenti (Europa ed Africa) e non c’è niente da fare: loro saranno cattivi francesi.
– Così lei ci sconsiglia di tentare l’integrazione?
– Hassan II: ve lo sconsiglio per quello che si riferisce ai miei concittadini, i marocchini, che tentino un cambiamento di nazionalità, visto che mai potranno essere francesi al 100%, ve lo posso assicurare. Vedi: Youtube.com/watch
In quella intervista il Re del Marocco si era limitato a constatare una evidenza che era inaccettabile per il pensiero unico occidentale: che, al di sopra della nazionalità che figura in un passaporto, esisteranno sempre altri vincoli identitari e culturali che hanno un maggiore peso e che hanno a che fare con le radici della persona.
Se, come accade per i mussulmani, il vincolo dominante è quello di una religione che viene esasperata nei suoi contenuti per motivi politici, economici, culturali e teologici di grande portata, le conseguenze possono essere esplosive. Non si potrebbe esprimere in modo migliore: “esplosive”, visto che alcune di queste persone, per fanatismo ideologico e religioso sono pronte a farsi esplodere.
Naturalmente in quell’epoca era ancora latente il radicalismo mussulmano, come forma di predicazione religiosa, che iniziò a emergere nei paesi del mondo arabo in quegli anni con la diffusione della setta dei F.lli Mussulmani, un movimento che comparve inizialmente fra i mussulmani sunniti in  Egitto e che poi si diffuse in altri paesi arabi e che gli occidentali (USA e GB), per contrastare il nazionalismo pan arabo, non esitarono a finanziare ed appoggiare.
Doveva poi arrivare la predicazione wahabita/salafita, ancora più radicale, assolutista, intollerante ed oscurantista, che iniziò ad essere diffusa dall’Arabia Saudita e finanziata con gli enormi ricavi del petrolio. Una ideologia a sfondo religioso che predicava la Jihad, intesa erroneamente come “guerra santa” e la persecuzione delle confessioni diverse (gli infedeli).
Manifestazione di radicali salafiti
Anche in questo caso furono gli occidentali (Stati Uniti e Gran Bretagna) per motivi strategici e di interesse, ad allearsi e sostenere l’Arabia Saudita e con la dinastia dei Saud, una creatura dell’ex Impero Britannico, chiudendo gli occhi sulla diffusione dell’estremismo e della violenza dei gruppi ispirati a questa ideologia.
Le lotte confessionali fra le fazioni arabe tornavano utili alla strategia di Washington e di Tel Aviv per indebolire i regimi laici e nazionalisti del mondo arabo (Iraq e Siria) e per contrastare la crescente influenza dell’Iran sciita, considerato nemico degli interessi occidentali. Questo spiega la politica intrapresa da Washington che non solo ha sostenuto ma ha anche utilizzato i gruppi radicali salafiti come una leva per il cambio di regime dove lo ha ritenuto conveniente.
Circa 25 anni prima delle dichiarazioni del Re del Marocco, Hassan II, nel 1968, un erudito esponente politico conservatore britannico, Enoch Powell, fu estromesso dal suo partito per aver augurato “fiumi di sangue” (the Rivers of Blood” speech )  nella Gran Bretagna futura se non si fosse messa a freno l’ondata migratoria afro asiatica che si stava verificando in quegli anni. Vedi: Il discorso dei “fiumi di sangue”.
Enoch Powell
Per causa  della sua posizione antimigratoria,  la  promettente carriera di Powell dovette terminare in modo brusco e quelle dichiarazioni furono duramente criticate da tutto l’arco politico.  Tuttavia accadde che la Margareth Thactcher, anni più tardi, dopo aver concluso il suo mandato presidenziale, nel 1991,  ammise esplicitamente che, per quanto avesse espresso il concetto in modo brutale e con parole non adeguate, Power non aveva del tutto torto.
Oggi assistiamo ad episodi che avvengono a Parigi, a Nizza, a Bruxelles, a Stoccolma, a Manchester, a Londra e non possiamo non tornare a quelle parole di Powel (i “fiumi di sangue”) e considerare la fondatezza di questa previsione ma dobbiamo considerare che forse è già troppo tardi per tornare indietro. La follia dei mondialisti nel voler imporre la società “multiculturale” in Europa farà pagare il suo prezzo alle popolazioni europee.


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