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martedì 8 agosto 2017

“Gruess Gott”?

Chiuso un quarto delle parrocchie. Il seminarista a Monaco
La chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Oberammergau, Bavaria

Roma
. “E’ tutta l’Europa che vive ormai un processo di decristianizzazione forzata, che va ben oltre la semplice secolarizzazione”, aveva detto a Matteo Matzuzzi del Foglio il cardinale Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione della dottrina della Fede, nominato da Benedetto XVI, e “dimissionato” da Papa Francesco lo scorso 30 giugno. Non c’era bisogno di volgere lo sguardo su tutta l’Europa. Müller ha nella sua Germania un laboratorio privilegiato di quella scristianizzazione. Anzi, di quella che Jan Fleischhauer, firma del settimanale Spiegel, a metà giugno ha definito “selbstsäkularisierung”, ovvero autosecolarizzazione.


La Conferenza episcopale tedesca ha appena reso noti i dati riguardanti il declino del cattolicesimo in Germania per il 2016. In un anno, il cattolicesimo tedesco ha perso 162,093 mila fedeli e ha chiuso 537 parrocchie. Dal 1996 a oggi, il quindici per cento dei fedeli in meno e la chiusura di un quarto delle comunità cattoliche. In vent’anni, i cattolici tedeschi sono quattro milioni in meno. E le parrocchie sono passate da 13.329 a 10.280.

Ci sono casi eclatanti. Come Treviri, sede della più antica comunità cattolica tedesca, oltre che città natale di Karl Marx. La diocesi di Treviri, ha detto il vescovo Stephan Ackermann, passerà da 903 a 35 parrocchie entro il 2020. Un calo di oltre il novanta per cento. Tragica è la situazione nella regione della Ruhr e in Germania settentrionale. Nella diocesi di Essen, che ha celebrato il suo sessantesimo anniversario lo scorso 23 febbraio, dal 1957 il numero dei cattolici è passato da 1,4 milioni a 791 mila. Più di 200 parrocchie sono state chiuse, con il loro numero sceso da 259 a 43.

La chiesa cattolica in Germania ha già chiuso 515 chiese negli ultimi dieci anni. Sembra un trend inarrestabile. Andreas Püttmann, ricercatore presso la Fondazione Konrad Adenauer, in un libro l’ha chiamata “Gesellschaft ohne Gott”, la società senza Dio figlia di “una implosione epocale”. Il settimanale Spirit riferisce che nei prossimi anni 15 mila delle 45 mila chiese esistenti, quindi un terzo del totale, saranno demolite o vendute. Un importante architetto tedesco, Joaquim Reinig, ha affermato a Die Tageszeitung che per integrare meglio gli immigrati musulmani le chiese dovrebbero essere demolite per far posto a moschee molto “visibili”. Ad Amburgo c’è spazio sufficiente per le moschee, poiché molte chiese della regione “devono essere abbandonate”. Reinig ha anche detto che appena 23 mila persone frequentano la chiesa nella regione di Amburgo, rispetto ai 17 mila musulmani che frequentano le moschee.

Complice anche il declino demografico. “Il cristianesimo sta letteralmente morendo in Europa”, ha detto al Wall Street Journal Conrad Hackett, il capo dei ricercatori che hanno stilato un rapporto del Pew Forum che qualche mese fa fece scalpore. “Nella maggior parte dei paesi, tra cui l’Inghilterra, la Germania e l’Italia, le morti di cristiani sono state superiori alle nascite dal 2010 al 2015 per sei milioni”, si legge. “Nella sola Germania ci sono stati circa 1,4 milioni di decessi in più”. Calano i fedeli e crollano le vocazioni.

Nel 1963 i nuovi sacerdoti in Germania erano stati 400, nel 1993 furono 238, nel 2013 sono scesi a 98 e nel 2015 sono stati appena 58. Katholisch.de, il sito ufficiale della chiesa tedesca, a maggio aveva fatto sapere che le diocesi di Osnabrück e di Magonza, quella di origine del cardinale Müller, quest’anno non avrebbe ordinato nessun nuovo sacerdote. L’arcidiocesi di Monaco ha attirato l’anno scorso un solo candidato al sacerdozio. Lo ha rivelato a marzo il presidente della Conferenza episcopale tedesca, cardinale Reinhard Marx, che ha parlato in una riunione diocesana e ha rivelato il fatto straordinario. Suggerendo persino una soluzione a dir poco “creativa”: affidare le parrocchie senza preti ai laici e ordinare uomini sposati per amministrare i sacramenti, i cosiddetti “viri probati”.

Anche nella cattolica Monaco è dunque resa alla secolarizzazione, la città della pia Baviera dove si salutava con “Gruess Gott” (saluto Dio) invece che con un semplice buongiorno, la città della “Rosa Bianca”, i giovani studenti cattolici, cinque studenti e un professore che, che prima di salire sul patibolo hitleriano vollero tutti confessarsi.

In tutta l’arcidiocesi di Monaco oggi ci sono appena 37 seminaristi nei vari stadi di formazione a fronte di circa 1,7 milioni di cattolici. In confronto, la diocesi americana di Lincoln, in Nebraska, ha attualmente 49 seminaristi per circa 96 mila cattolici.

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