ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 27 settembre 2017

La battaglia per restare cattolici...


CATTOLICI:"IL CERCHIO SI CHIUDE"        

Stravolgono la santa Messa per distruggere la fede. La "neochiesa" infiltrata da forze estranee "oscure" e persone malvagie, strumentalizza la santa Messa per trasformarla in cassa di risonanza delle nuove direttive mondialiste 
di Francesco Lamendola  
 

Se una associazione di criminali volesse distruggere il cattolicesimo, la Chiesa e tutto ciò che il Vangelo rappresenta, da due millenni, per milioni e milioni di persone, da dove incomincerebbe? Ormai è stato ampiamente dimostrato che le persecuzioni fisiche non approdano a nulla; e l’ateismo di Stato, in Unione Sovietica, dopo settant’anni ha visto la prepotente rinascita del sentimento religioso, che si era solo ritirato nelle catacombe, ma non era affatto scomparso. Dunque, da dove costoro potrebbero partire, su che cosa potrebbero cercare di far leva? Evidentemente, cercherebbero di attuare una penetrazione silenziosa all’interno della Chiesa, di operare  un lento stravolgimento, metodico, graduale, quasi impercettibile – almeno nelle prime fasi – della pratica e della dottrina cattoliche insomma punterebbero su una strategia subdola e flessibile e cercherebbero di fare leva sulle debolezze insite nell’anima umana, secondo la tecnica usata dal demonio quando provò a tentare Gesù nel deserto, in particolare sulla pigrizia e sulla pavidità di tante persone che preferirebbero un cristianesimo assai meno esigente, assai più tollerante e permissivo, che chiuda un occhio, e magari entrambi, sulla loro propensione al vizio e al peccato, e assicuri loro l’immancabile perdono di Dio, qualsiasi cosa facciano, anche senza bisogno di un pentimento tale da richiedere, di per se stesso, la necessità dell’espiazione. 

E quale sarebbe l’obiettivo fondamentale per mezzo del quale codesti criminali - notevolmente abili e organizzati, dotati di amplissime risorse finanziarie e capaci di agire senza fretta, pazientemente, senza deflettere dal loro obiettivo finale - cercherebbero di attuare una simile strategia? Rispondiamo, senza esitare: il loro obiettivo fondamentale dovrebbe essere la santa Messa. La santa Messa è il cuore del cattolicesimo e della fede cristiana; è la presenza viva di Gesù Redentore in mezzo ai suoi fedeli; è la fonte perenne della speranza, della consolazione, della fede per milioni di persone. Se la santa Messa venisse abolita, o, meglio ancora, se venisse liofilizzata, annacquata, sminuita, abbassata, stravolta, fino a diventare una copia pallida e sbiadita, fino a diventare un rito esteriore, una semplice commemorazione, un insieme di gesti e parole staccati dal suo vero significato, il loro obiettivo sarebbe pienamente raggiunto. La santa Messa, infatti, non sarebbe più tale: sarebbe diventata un’altra cosa, una cosa formale, simbolica, con un sottofondo naturalista e immanentista. Si chiuderebbe il principale canale del soprannaturale, il flusso della Grazia da Dio agli uomini, attuato per mezzo di Cristo.
Domandiamoci, infatti: che cos’è la santa Messa? Abbiamo già risposto a questa domanda, in un apposito scritto; qui ci limiteremo a dare una formula concisa: la Messa è il sacrificio del Signore Gesù, che offre ai suoi fedeli il proprio Corpo e il proprio Sangue, rinnovando il Sacrificio cruento di Sé stesso che fece sul Calvario, appeso alla croce. Ed è un Sacrificio reale, non allegorico, non simbolico: non è una commemorazione della Cena, ma un rinnovarsi della sua Passione, per mezzo della sua Presenza Reale nella santa Eucarestia. Non solo: è un Sacrificio necessario, nel senso che per mezzo di esso soltanto si attua il nostro riscatto dal peccato, la nostra redenzione. È necessario e indispensabile che Gesù Cristo rinnovi il suo Sacrificio per noi ogni volta che il sacerdote, alter Christus, benedice e distribuisce il Corpo e il Sangue del nostro Signore, a noi peccatori, a noi bisognosi di essere redenti; ed è necessario e indispensabile che noi ci disponiamo a riceverlo nella giusta attitudine interiore: coscienti di quello che siamo, polvere e fango, ma anche certi, per la certezza della Promessa che viene da Gesù Cristo, che saremo perdonati e innalzati fino a Lui; e che per essere innalzati fino a Lui, dovremo caricarci a nostra volta della croce. Senza la croce, non si va da nessuna parte; anzi, non ci si può nemmeno dire cristiani. Bisogna avere ben chiaro, perciò, che non siamo noi a fare la santa Messa, ma che la fa il Signore; non siamo noi che ci diamo la redenzione dal peccato, ma ce la dà Lui; non siamo noi che ci sacrifichiamo, ma è Lui che si sacrifica, di nuovo e di nuovo, ogni volta che noi ci accostiamo al Sacramento dell’Eucarestia, come quel giorno sul Calvario, appeso al legno della croce.

Senza la Croce non si va da nessuna parte

che cosa sta diventando, invece, la santa Messa, nella liturgia cattolica di questi ultimi anni, proseguendo una deriva che è incominciata con la cosiddetta riforma liturgica, o piuttosto distruzione liturgica, del Concilio Vaticano II? Esattamente quel che abbiamo detto non essere la Messa: sempre di più una cerimonia umana, dove gli uomini fanno, brigano e parlano, e sempre meno si pongono in ascolto, in raccoglimento e in adorazione; dove l’Eucarestia tende a ridursi a una commemorazione dell’Ultima Cena, come per i protestanti; e dove i fedeli, in piedi, con le loro stesse mani, senza umiltà, senza compunzione, si avvicinano al sacerdote e prendono l’Ostia consacrata, poi se la mettono in bocca, forse presentandosi in una condizione indegna, in stato di peccato grave, ma convinti di aver “diritto” alla Comunione, perché pensano che la Comunione sia un diritto, così come esiste il diritto all’istruzione pubblica gratuita, o il diritto alla sanità, o il diritto alla pensione, e così via. Si vedono, così, uomini presentarsi davanti all’altare in calzoncini e pianelle, come se fossero in spiaggia, e donne con la gonna cortissima e le spalle nude, truccate in modo provocante: tutti convinti di esercitare un diritto, che nessuno può contestare loro; ragazzi con i pantaloni a vita bassa e ragazze scollatissime, che paiono usciti dalla discoteca, apparentemente inconsapevoli della inadeguatezza del loro abbigliamento e del loro atteggiamento, come se ricevere la Comunione in quello stato fosse la cosa più naturale del mondo. È evidente che, in simili condizioni, si è completamente smarrito il senso autentico della Comunione: non è più l’incontro con il Signore nostro Gesù Cristo, morto per noi, ma una specie di formalità, un rito democratico cui tutti hanno diritto di accostarsi, anche senza essere in grazia di Dio mediante la Confessione, addirittura senza essere cristiani e cattolici: le porte sono aperte, i muri vanno abbattuti, si gettano ponti dappertutto, che senso avrebbe escludere qualcuno? E chi è il sacerdote, poi, per giudicare? Se la Chiesa è, come ha detto il papa Francesco, un ospedale da campo, come si fa a rifiutare la medicazione a chiunque ne faccia richiesta? Come si fa a dire: Ma caro mio, ti sei messo a posto l’anima davanti a Gesù Cristo, prima di presentarti qui all’altare; e sei nella giusta disposizione di spirito per ricevere un dono così grande, così smisurato, come il Corpo e il Sangue preziosissimi del nostro divino Redentore?
Al contrario, bisogna dire che molto, se non tutto, nella santa Messa che si celebra in tantissime chiese “cattoliche”, contribuisce a far smarrire il senso vero di ciò che essa è: il rinnovarsi del Sacrificio eucaristico. Per tacere dei veri e propri abusi liturgici, come canti, battimani, a volte perfino danze di tipo profano, che nulla hanno a che fare con la solennità e con la sacralità richieste dalla circostanza, oltre che dal luogo, e limitandoci al “normale” svolgimento della santa Messa secondo lo “spirito del Concilio”, espressione tanto vaga e tanto cara ai modernisti travestiti da cattolici, appunto perché, nella sua genericità, si presta a contrabbandare qualsiasi stortura e qualsiasi aberrazione come qualcosa di perfettamente cattolico, notiamo tutta una serie di novità le quali, nel corso degli ultimi anni, hanno preso piede e hanno sostanzialmente deformato la giusta prospettiva del fedele, e falsato il significato profondo della santa Messa. Cominciamo dal prevalere della parola sul Sacrificio eucaristico, la cosiddetta liturgia della parola, espressione sconosciuta prima del Vaticano II, quando tutta l’impostazione della parola era diversa: i brani erano due, uno del Nuovo Testamento, diverso dal Vangelo, e uno del Vangelo; tanto è vero che, nell’architettura del presbiterio, i pulpiti erano due, a destra e a sinistra dell’altare; in cornu Epistulae e in cornu Evangelii. Il terzo brano è stato aggiunto dopo, ed è sempre tratto dall’Antico Testamento; mentre il ricorso all’Antico Testamento, nella santa Messa tridentina, era assai parco: è un’usanza protestante quella di mettere i due Testamenti, le due Alleanze, quasi su un piano di parità; i cattolici sanno, e hanno sempre saputo, che la Nuova Legge supera e abolisce l’Antica, perché la Nuova Legge è Cristo, e quando si è con Cristo, tutto il resto scompare. Questo “ritorno” dell’Antico Testamento è stato attuato un po’ per imitare i luterani, e un poco per piacere ai giudei: in sintonia con la dichiarazione conciliare Nostra aetate, la quale, di fatto, capovolge secoli e millenni di teologia della salvezza, ponendo le diverse religioni quasi su un piano di parità dottrinale; e preparazione, a sua volta, delle recenti dichiarazioni papali sulla sufficienza dell’Antica Legge per la salvezza del “popolo eletto”, scandalosa svalutazione del Vangelo ed eretica negazione della necessità e della unicità della redenzione mediante il Sacrificio di Cristo e la nostra fede in Lui solo.

Neochiesa: il cerchio si chiude 

Ed ecco che il cerchio si chiude: se i giudei sono già nella salvezza, e se il sacrificio di Cristo non è più il passaggio obbligato verso la salvezza, a che cosa serve la santa Messa, se non a dare ai cattolici l’illusione che la loro fede sia ancora viva e indispensabile, e che la santa Messa sia pur sempre la celebrazione del salvifico e indispensabile Sacrificio di Gesù Cristo per la nostra redenzione? Se non occorre più essere cristiani e cattolici, ma basta essere giudei, per essere già nell’ambito della verità, e quindi della salvezza, che cosa è, a che cosa serve, la santa Messa? A rigore, non dovrebbe più servire a nulla, se non a fare un po’ di scenografia. Stiamo dicendo delle cose tremende; ma le cose tremende non le abbiamo inventate noi, ci sono, e noi ci limitiamo ad osservarle e a trarne le logiche deduzioni. Pertanto, l’ipotesi iniziale, che pareva fantascientifica, di un gruppo di persone malvagie intenzionate a distruggere il cristianesimo e a vanificare l’opera della Chiesa cattolica, comincia a delinearsi sotto una luce nuova ed estremamente inquietante: non più fantasia, non più letteratura, ma, forse, qualcosa di concreto, di reale, una minaccia effettiva, una strategia diabolica, condotta con metodo e perseveranza, e che parte assai da lontano: per intenderci, da molto, ma molto tempo prima del Concilio Vaticano II. C’è qualcuno che odia Cristo e che vorrebbe vedere annientato il suo Sacrificio, la sua divina Redenzione per la salvezza degli uomini; e chi mai può perseguire un disegno tanto sinistro, tanto incredibilmente vasto e articolato, e disporre di mezzi così larghi e di tempi così lunghi per attuarlo?Non c’è bisogno di rispondere. Senza dubbio, la “mente” è una mente non umana: è quell’antico avversario che la neochiesa dei nostri giorni, così poco cattolica e, in compenso, così progressista, filantropica e misericordiosa, da sembrare una delle tante organizzazioni non governative riconosciute dalle Nazioni Unite (la grande centrale della massoneria internazionale), non nomina quasi mai. Fateci caso: parla mai del diavolo, il clero dei nostri giorni? E del peccato, e del giudizio, e del paradiso e dell’inferno, e della vita eterna? E se non parla di queste cose, di che diavolo parla il clero cattolico?

 
 Verona: La messa con i burattini



Stravolgono la santa Messa per distruggere la fede

di Francesco Lamendola 

Del 27 Settembre 2017
continua su:

Nessun commento:

Posta un commento

Nota. Solo i membri di questo blog possono postare un commento.