ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 28 settembre 2017

Nel Tide?

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“Ma Bergoglio il titolo di studio l’ha trovato nel detersivo? Parte Seconda”

Nel colloquio con i gesuiti colombiani, Bergoglio ha affermato quanto segue: “ la morale dell`Amoris laetitia è tomista, quella del grande Tommaso. Potete parlarne con un grande teologo, tra i migliori di oggi e tra i più maturi, il cardinal Schoenborn. Questo voglio dirlo perché aiutiate le persone che credono che la morale sia pura casistica. Aiutatele a rendersi conto che il grande Tommaso possiede una grandissima ricchezza, capace ancora oggi di ispirarci”(http://www.lastampa.it/2017/09/28/vaticaninsider/ita/vaticano/il-papa-su-amoris-laetitia-commenti-rispettabili-ma-sbagliati-fyyBLf8eIkiF7RE5ptABBI/pagina.html).

Conosciamo poi benissimo la famosa nota 351 dell’amoris laetitia :“In certi casi, potrebbe essere anche l’aiuto dei Sacramenti. Per questo, “ai sacerdoti ricordo che il confessionale non dev’essere una sala di tortura bensì il luogo della misericordia del Signore” […] Ugualmente segnalo che l’Eucaristia “non è un premio per i perfetti, ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli”.

Leggete invece cosa dice San Tommaso d’Aquino:
S. Leone Papa [Agost., De bono coniug. 4] afferma che “si commette adulterio quando, o portati dalla libidine propria, o per il consenso di quella altrui, si ha il rapporto sessuale con un’altra persona contro la fedeltà coniugale”.
Ma ciò implica un disordine speciale nella lussuria.
Quindi l’adulterio è una specie determinata della lussuria.
L’adulterio, come vuole la stessa etimologia, “è l’accesso all’altrui toro” [Decr. di Graz. 2, 36, 1, 2].
E in esso si può peccare in due modi contro la castità e contro la prole: primo, unendosi con una donna a cui non si è legati mediante il matrimonio, il che è invece richiesto per l’educazione della prole propria; secondo, unendosi con la moglie di un altro, il che danneggia la prole altrui.
E lo stesso si dica per la donna sposata che commette adulterio.
Da cui le parole [Sir 23, 22 s.]: “Ogni donna che lascia il proprio marito commette peccato”; primo, perché “disobbedisce alla legge dell’Altissimo”, nella quale sta scritto: “non commettere adulterio”; secondo, perché “commette un torto verso il proprio marito”, rendendone così dubbia la prole; terzo, perché “introduce in casa i figli di un estraneo”, contro il bene della prole propria.
Ora, il primo motivo è comune a tutti i peccati mortali, mentre gli altri due costituiscono la deformità speciale dell’adulterio.
È quindi evidente che l’adulterio è una specie determinata della lussuria, implicando un disordine speciale nel campo degli atti venerei.
Soluzione delle difficoltà: 1. Se uno sposato si unisce sessualmente con un’altra donna, il peccato commesso può essere considerato o come appartenente a lui, e allora è sempre un adulterio, oppure come appartenente alla donna.
E in questo caso talora è un adulterio, p. es. quando uno sposato va con la moglie di un altro, talora invece ha natura di stupro, o di un altro peccato, secondo le diverse condizioni della donna. Infatti sopra [a. 1] abbiamo detto che le specie della lussuria si distinguono secondo le diverse condizioni della donna.
2. Il matrimonio, come si è visto [a. 2], è ordinato formalmente al bene della prole umana.
Ora, l’adulterio è direttamente contrario al matrimonio: in quanto viola la fedeltà che ci deve essere tra i coniugi.
E poiché chi è un amante troppo ardente della moglie agisce contro il bene del matrimonio usandone in modo disonesto, pur osservando la fedeltà, ne segue che in qualche modo può essere detto adultero; e più di chi è un amante troppo ardente di una donna altrui.
3. La moglie è sotto il potere del marito in quanto a lui sposata; la ragazza invece è sotto il potere del padre come nubile.
Perciò il peccato di adulterio compromette il bene del matrimonio in modo diverso dal peccato di stupro.
Per cui sono due specie distinte di lussuria.
Degli altri aspetti poi dell’adulterio parleremo nella Terza Parte, trattando del matrimonio [cf. Suppl. q. 59, a. 3; qq. 60, 62].
Art.11
Il vizio suddetto è enumerato da S. Paolo tra gli altri peccati di lussuria là dove dice [2 Cor 12, 21]: “Non si sono convertiti né dall’immondezza, né dalla fornicazione, né dall’impudicizia”; e la Glossa [interlin.] spiega: “L’immondezza equivale alla lussuria contro natura”.
Rispondo: Come già si è notato [aa. 6, 9], esiste una specie distinta di lussuria là dove si riscontra un disordine speciale che rende indecente l’atto venereo.
E ciò può avvenire in due modi.
Primo, perché [tale disordine] ripugna alla retta ragione: il che si riscontra in tutti i peccati di lussuria.
Secondo, perché oltre a ciò ripugna anche allo stesso ordine naturale e fisiologico dell’atto sessuale proprio della specie umana: e questo viene detto peccato o vizio contro natura.
Il quale può essere compiuto in più modi.
Primo, procurando senza alcun rapporto sessuale la polluzione in vista del piacere venereo: e questo è il peccato di immondezza, che alcuni chiamano mollezza [o masturbazione].
Secondo, praticando l’unione sessuale con esseri di altra specie: e si ha allora la bestialità.
Terzo, accoppiandosi con il sesso indebito, cioè maschi con maschi e femmine con femmine, come riferisce S.
Paolo [Rm 1, 26 s.]: e questo è il vizio della sodomia.
Quarto, non osservando il modo naturale dell’accoppiamento: o perché non si usano i debiti organi, o perché si compie l’atto in altri modi mostruosi e bestiali.
Soluzione delle difficoltà: 1. Nel testo a cui si accenna vengono enumerate le [sole] specie della lussuria che non ripugnano alla natura umana.
Per questo manca il vizio contro natura.
2. La bestialità differisce dalla malizia, che è il contrario della virtù umana, per un eccesso riguardante la stessa materia.
Per cui si può ridurre al medesimo genere.
3. Il lussurioso non ha di mira la generazione, ma il piacere venereo: il quale può essere ottenuto anche senza gli atti a cui consegue la generazione umana.
E questo è quanto viene ricercato nel vizio contro natura”.
(Summa Theologica QUESTIONE 154
LE SPECIE DELLA LUSSURIA).
Ora, secondo voi, Bergoglio che dice che amoris laetitia è espressione del pensiero di San Tommaso, il titolo di studio dove può averlo trovato se non nel detersivo?

Fra Cristoforo

Ma Bergoglio il titolo di studio l’ha trovato nel detersivo”? Di Fra Cristoforo
Va bene che ha scelto una che se va bene ha la licenza media per scrivere la prefazione al suo libro. Ma lui di certo non è da meno. Con le sue sparate dimostra di non ricordarsi manco l’abc del catechismo della prima comunione. Oggi alla predica di Santa Marta Omissis, riferito a Erode ha detto: Erode non sapeva quindi “cosa pensare” ma sentiva dentro” qualcosa, che “non era una curiosità”, era “un rimorso nell’anima”, “nel cuore”: cercava di vedere Gesù “per tranquillizzarsi”. (http://it.radiovaticana.va/news/2017/09/28/il_papa_a_santa_marta_parla_di_concretezza_come_vera_umilt%C3%A0/1339463).Erode che ha sentito un rimorso nell’anima? Nel cuore? Ma sbaglio o è lo stesso Erode che ha fatto decapitare Giovanni Battista? O che voleva poi vedere i giochi di prestigio di Gesù e lo ha riconsegnato a Pilato per essere poi Crocifisso? Ma come fa Bergoglio a sparare certe sciocchezze? Qui non si tratta neanche di titoli di studio. Qua pare proprio che Omissis non abbia mai letto il Vangelo. E sembra una moda nella sua combricola. Anche Galantino disse che Sodoma e Gomorra si erano salvate dalla punizione di Dio (https://www.corrispondenzaromana.it/la-menzogna-e-leresia-di-mons-nunzio-galantino/) dimostrando così di non sapere neppure cos’è la Parola di Dio.
Padre Arturo Sosa (generale dei gesuiti) ha detto recentemente che non sappiamo davvero cosa ha detto Gesù, perché all’epoca non c’era il registratore (http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/02/22/matrimonio-e-divorzio-il-generale-dei-gesuiti-anche-gesu-va-reinterpretato/).
Siamo in mano all’ignoranza più totale. Dove quello che conta è impegnarsi ad accogliere i migranti (a spese nostre). E della cura delle anime non gliene può fregar di meno.
Hanno scoperto una nuova teologia: la teologia del can per l’aia.
Ab uno disce omnis (da uno capisci come sono tutti).
Fra Cristoforo

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