ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 7 settembre 2017

Non ci crederà più nessuno

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MORTE DI CAFFARRA, DEFENESTRAZIONE DI SEIFERT. DUE AMICI DI “PEZZO GROSSO” – UN EBREO E UN MASSONE – COMMENTANO.
  


Pezzo Grosso mi ha scritto brevemente. Nella sua lettera fa riferimento al caso del prof. Josef Seifert. Ne ho scritto più estesamente su La Nuova Bussola Quotidiana; qui ricordo solo che Josef Seifert è un grande accademico austriaco, che l’arcivescovo di Granada, Spagna, sospese dall’insegnamento in seminario dopo che Seifert pubblicò nel 2016 una lettera-studio in cui esprimeva molte preoccupazioni ed obiezioni ad Amoris Laetitia. L’arcivescovo di Granada, Javier Martínez Fernández,  il 31 agosto scorso  ha deciso, in maniera molto improvvisa, di obbligare il prof. Seifert a ritirarsi dall’Accademia Internazionale di Filosofia di Granada. Una risposta diretta a una seconda lettera di perplessità e dubbi su Amoris Laetitia. Il presule afferma che i saggi di Seifert confondono i fedeli e annuncia pubblicamente di aver adottato per la sua diocesi le direttrici pastorali dei vescovi della regione di Buenos Aires, Argentina.
Ma ecco che cosa ci scrive Pezzo Grosso:

“ Caro Tosatti,  sono ancora scosso  per la perdita che l’intero mondo cattolico ha avuto  con la morte del Card.Caffarra, per cui  oggi sarò brevissimo, preferendo dedicare tempo a pregare per il bene della Chiesa.  Vorrei solo fare un commento riferito al licenziamento del prof. Josef Seifert  da parte dell’Arcivescovo di Granada Martinez Fernandez , avendo Seifert  scritto un articolo  di considerazioni critiche su Amoris Laetitia. Bene, ieri, commemorando con amici, anche non cattolici,  l’amato Caffarra , ben due di essi  (un imprenditore ebreo  francese ed un intellettuale massone, sedicente ‘cristiano’ non praticante) mi hanno illuminato con la seguente riflessione : ‘Ma questo comportamento di rigida intransigenza, punitivo ed intimidatorio di Papa Francesco, fatto attuare da suoi  “dipendenti “, non renderà mai credibili le sue dichiarazioni di apertura, di pluralismo, di ecumenismo. Non ci crederà più nessuno, anzi dopo la non risposta ai Dubia e la estromissione di Seifert, siamo convinti  che non ci creda già  più gran parte del mondo  che conta… pensiamo proprio che  questo suo atteggiamento provocherà qualcosa di  inatteso …”.   Senza nessun commento.
Pezzo Grosso”.
E neanche chi scrive commenta. I fatti parlano da soli, e, come si dice a Roma, le chiacchiere stanno a zero.

MARCO TOSATTI

“Carissimo Card. Burke: cosa fare ora? La morte di Cafarra mi scoraggia” di Finan Di Lindisfarne


“Carissimo Card. Burke: cosa fare ora? La morte di Cafarra mi scoraggia” di Finan Di Lindisfarne
Sua Eccellenza Card. Burke,
mentre leggo questo sintetico articolo sulla morte del Card. Cafarra ripenso a cosa è cambiato in questi 12 mesi.
Due suoi fidati amici sono deceduti e siete rimasti in due. In particolare, Lei, Eccellenza, è quello che ha avuto più risonanza.
Qualche mese fa, in questo blog, avevamo riferito uno spiffero: I Cardinali NON procederanno a fare la correzione formale.
In effetti, purtroppo, non è accaduto.
O meglio non è accaduto quello che solo un Cardinale può fare: parlare apertamente contro la linea anti-cristiana dell’attuale Pontefice e lasciare da parte la via diplomatica (che ormai non serve più) e dell’analisi puntigliosa delle parole.
E per linea anti-cristiana intendo come sempre tutte le sbavature dottrinali (delle quali l’attuale pontefice è assolutamente disinteressato e lo ha detto lui stesso), le battute da bar sport sull’aereo, le ambiguità (oggi dico bianco, domani grigio), le ambigue aperture ai luterani e all’intercomunione, l’ossessiva questione degli immigrati (situazione che sta facendo collassare in primis l’Italia), dare incarichi importanti a eretici terrificanti come Sosa (il gesuita che va a meditare con i buddisti e non crede al Vangelo perchè nell’anno zero non c’erano i registratori)…eccetera eccetera.
Questi aspetti a mio parere vanificano qualsiasi comportamento di accoglienza che il Papa può avere. Aggiungendo pure che, da italiano, sono stanco di vedere soprusi e stupri da persone che vengono a casa nostra con l’inganno, solo perchè siamo diventati buonisti e imbecilli, totalmente privi del sano vecchio amor di patria.
Se questo atteggiamento soddisfa quasi tutto il popolo cristiano, che ormai pensa che la Dottrina sia roba da medievali -senza comprendere che è il fondamento della vita stessa- a me al contrario non basta, anzi irrita.
Se il Papa non ha carità verso la Dottrina -che è parola di Dio, come può rendermi partecipe della carità che mostra verso l’essere umano?
Se un Papa dice: non esiste un Dio cattolico, allora io sono in diritto di dire: “non esiste un Papa Francesco”.
Come può durare una casa fondata sulla sabbia?
Torniamo ai Dubia.
Ho letto per mesi e mesi riflessioni, ragionamenti, citazioni, righe di documenti.
Abbiamo tutti scartabellato, ci siamo scervellati, abbiamo ribaltato le righe, le parole, Amoris Laetitia, di sotto, di sopra, per convincerci che forse stavamo sbagliando. Che un Papa non può essere seriamente consapevole di una distruzione così profonda dell’anima del pensiero e degli insegnamenti di Cristo.
Sono convinto che ormai tutto è chiaro.
E indugiare sui processi alle intenzioni non serve a nulla.
Se, poi, avevamo qualche dubbio sul fatto che l’attuale Pontefice facesse le cose per distrazione, ora questo non può più essere accettabile. E se fosse, è più importante a questo punto il destino di tutto il cattolicesimo e della civiltà cristiana che una persona sola.
Per una sorta di finta carità e finta obbedienza (cose che proprio il Papa stesso dice di condannare), abbiamo accettato tutti questa silenziosa e nebulosa dittatura del pensiero.
Cardinale, forse è giusto il momento di passare all’azione. Di dire apertamente le cose.
Io non lo posso fare, non sono nessuno.
Nemmeno Fra Cristoforo che è sacerdote. Farebbe la fine di Don Minutella? Coraggioso, si.
Ma a cosa è servito?
Se la questione non viene guidata da un porporato, come può essere credibile e funzionare?
Quando Pietro sbagliò, fu Paolo a opporsi.
Qui invece non si sa più chi seguire, e i poveri cattolici trovano solo sollievo in rete, inseguendo siti come il nostro.
Io non sono nessuno e lo dico nel massimo rispetto per la Sua persona, sottolineando che la seguo fin dall’inizio.
Molti preti stanno finendo puniti perchè difendono i principi basilari della vita stessa (la famiglia), condannati da una mentalità aperta a ogni deviazione della sessualità, e guai a chi osa solo esprimere il proprio pensiero. In questo moltissimi Vescovi sono complici. Anzi talvolta sono iniziatori di attività anti-cristiche.
E aggiungo, personalmente, che in merito all’accoglienza scellerata di migliaia di immigrati, mi sento ricattato moralmente.
Il diktat è stato: o accogli gli immigrati o non sei cristiano. Non mi va giù.
E questa è solo una parentesi non attinente alla questione Dubia, ma tutti questi argomenti convergono in un solo punto: siamo nauseati di tutte le scelte politiche ed ecclesiastiche di questo occidente ex-cristiano.
Cosa fare ora?
Lei teme uno scisma? Non è forse già in atto un reale scisma agli occhi del cielo perpetrato dallo stesso pontefice regnante?
Aspettiamo che salga in cielo il nostro amato Papa Benedetto XVI?
Aspettiamo che finisca questo attuale Papato nell’attesa di un Papa che rimetta a posto gli errori?
Mi perdoni lo sfogo.
Ripeto: sono solo un anonimo e non sono nessuno.
E il nome che mi sono dato è un nome illustre. Avessi solo un milionesimo del vero “Finan Di Lindisfarne”.
Ma voglio scrivere. Insieme all’amico Fra Cristoforo.
Le auguro ogni bene e che Cristo la sorregga.
Se vorrà rispondere in qualche modo, anche indirettamente, sarà cosa gradita.

Finan Di Lindisfarne – Anonimo della Croce

Cardinal Burke: Ho un titolo ma nessuna funzione




L'Amoris Laetitia ha aperto la strada a interpretazioni confuse e contradditorie, secondo il cardinale Raymond Burke. Parlando a katolikusvalasz.blog.hu ha detto: "Ci sono passaggi che, di fatto, mettono in discussione alcuni insegnamenti fondamentali della Chiesa, generando così interpretazioni contradditorie dell'inseegnamento della Chiesa sull'Eucarestia e il Matrimonio, e su atti che sono intrinsecamente cattivi e che, pertanto, non possono essere mai giustificati".

Burke ha anche detto di avere ancora il titolo di cardinale Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta, ma "all'inizio di quest'anno, papa Francesco ha passato tutte le mie responsabilità all'arcivescovo Giovanni Angelo Becciu. Così, io ho ancora il titolo, al momento, ma nessuna funzione".

Foto: Raymond Burke, © John Briody, CC BY-ND#newsWkuiadffsa

Antonio Socci: UN SACERDOTE RIVELA LE ULTIME DRAMMATICHE PAROLE DEL CARD. CAFFARRA

Tantissimi cattolici, negli ultimi anni, hanno guardato al card. Carlo Caffarra come una delle poche luci nelle tenebre presenti.
Un sacerdote mi confida che, proprio nei giorni scorsi, è andato da lui a dirgli il suo dolore per il disastro quotidiano che si vive nella Chiesa, riferendogli alcuni fatti.



Il cardinale è scoppiato a piangere e gli ha detto:
“Il Signore non abbandonerà la Sua Chiesa. Gli Apostoli erano dodici e il Signore ricomincerà con pochi. Immagina la sofferenza di S. Atanasio che rimase da solo a difendere la verità per amore di Cristo, della Chiesa e degli uomini. Dobbiamo avere fede, speranza e fortezza”.
Quel sacerdote mi confida: “il cardinale era molto addolorato, ma mi ha trasmesso tanto coraggio e tanto amore per la Chiesa”.
Il riferimento di Caffarra a S. Atanasio rimanda al momento più buio della storia della Chiesa. Quando gli eretici ariani nel IV presero il controllo della Chiesa.
Quasi da sola si levò la voce del vescovo Atanasio a difesa della verità cattolicaEgli fu scomunicato dal papa e subì quattro volte l’esilio.
Ma di lì a poco la Chiesa tornò alla vera fede e, in seguito, canonizzò Atanasio proclamandolo Padre e Dottore della Chiesa.
Il sacerdote che ha parlato col cardinale ripete che egli era molto addolorato. Si può forse pensare che sia morto di crepacuore. Di certo nel segreto della preghiera aveva offerto a Dio la sua vita per questa povera cristianità smarrita.
Egli era certo che nel mondo e nella Chiesa alla fine il Signore vincerà. Così si è trovato protagonista, negli ultimi anni, di una poderosa difesa della fede cattolica e dei sacramenti di fronte all’Amoris laetitia di papa Bergoglio.
Lo confortavano, in questa testimonianza, le parole profetiche che aveva ricevuto anni prima da suor Lucia di Fatima, in una lettera in cui lei gli aveva scritto che “lo scontro finale tra Dio e Satana sarà sulla famiglia e il matrimonio”.
Questa vicenda – oltre a rivelare a tutti la sua la sapienza, la sua fede e il suo coraggio – ha messo in luce anche la sua profonda umanità.
Ne ho un ricordo personale. Era il 15 agosto del 2010, festa dell’Assunta. Mia figlia Caterina si era appena risvegliata dal coma ed era ricoverata alla “Casa dei risvegli”, sulle colline bolognesi.
Quel giorno – sorprendendoci – vedemmo arrivare, nella calura, col suo modo dimesso e semplice, il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna.
Venne a trovare Caterina di cui aveva seguito il dramma (eravamo in contatto indiretto) e stette con noi tutto il giorno.
Era vestito come un semplice prete. Andò anche a salutare e benedire tutti gli altri, malati e familiari. Un vero uomo di Dio.
Lo conoscevo fino ad allora come teologo di grande spessore, amico e collaboratore di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI che lo stimavano moltissimo.
Ma quel giorno – in quel luogo di dolore e di speranza – lo scoprii come vero padre. La sua umanità e la sua saggezza paterna mi colpirono e le ho ritrovate tutte nella sua ultima missione per la Chiesa.
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Antonio Socci
https://gloria.tv/article/myh6zYb3cYyc2rTMZhq7Rz4RM

Le ultime parole di Caffarra: "Il Signore non abbandonerà mai la Sua Chiesa"


Il cardinale: "Immagina la sofferenza di Sant'Atanasio che rimase da solo a difendere la verità per amore di Cristo, della Chiesa e degli uomini. Dobbiamo avere fede, speranza e fortezza"

Le lacrime, poi la confessione a un sacerdote: "Il Signore non abbandonerà mai la Sua Chiesa.
Gli Apostoli erano dodici e il Signore ricomincerà con pochi. Immagina la sofferenza di Sant'Atanasio che rimase da solo a difendere la verità per amore di Cristo, della Chiesa e degli uomini. Dobbiamo avere fede, speranza e fortezza". Sono queste, secondo quanto riporta Antonio Socci, le ultime parole pronunciate dal cardinal Carlo Caffarrauno dei quattro latori dei dubia a papa Francesco. Il sacerdote che ha confessato il principe della Chiesa rivela anche a Socci: "Era molto addolorato, ma mi ha trasmesso tanto coraggio e tanto amore per la Chiesa".

Il riferimento del cardinale è sant'Atanasio che, come riporta Socci, "rimanda al momento più buio della storia della Chiesa. Quando gli eretici ariani nel IV secolo presero il controllo della Chiesa". L'unico che si levò contro l'eresia fu proprio Atanasio che fu prima scomunicato e poi costretto all'esilio. La Chiesa tornò poi alla fede, ristabilì la verità e proclamò Atanasio santo. Parole che fanno riflettere e che dimostrano l'attaccamento di Caffarra alla Chiesa, nonostante le difficoltà che la barca di Pietro sta vivendo in questo momento. Se ne va così - improvvisamente e a quanto pare inaspettatamente, come ha scritto oggi Rino Cammilleri su Il Giornale un altro cardinale che ha presentato i dubia al Papa.

Addio Caffarra. Il ricordo di Gotti Tedeschi: ora tocca a "Burke, Brandmuller e altri due"

06 settembre 2017 ore 16:55, Marta Moriconi
Ci ha lasciato all’età di 79 anni l'arcivescovo emerito di Bologna Carlo Caffarra. A dare annuncio della sua scomparsa è stato l’attuale arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Zuppi: "Ha servito fedelmente per tutta la vita senza riserve di amore, generosità e intelligenza". Caffarra, creato cardinale a marzo 2006 da papa Benedetto XVI, è stato vescovo di Ferrara dal 1995. A dicembre 2003 è stato nominato da papa Giovanni Paolo II a Bologna, dove ha preso il posto del cardinale Giacomo Biffi e si è insediato a inizio 2004. È rimasto in carica per undici anni, fino alla fine di ottobre del 2015. E' stato uno dei quattro firmatari dei 'Dubia' espressi al Papa sulla Esortazione Apostolica Amoris Laetitia. Intelligonews ha voluto ascoltare il ricordo del noto economista, già presidente dello Ior, Ettore Gotti Tedeschi, che ha conosciuto Caffarra da vicino.
Addio Caffarra. Il ricordo di Gotti Tedeschi: ora tocca a 'Burke, Brandmuller e altri due'
Sul cardinale Caffarra ha un ricordo personale da raccontare? 
"Ne ho più di uno, ma molti sono privati e non ho il diritto di condividerli. Cercherò di ricordarne qualcuno che ne onori la memoria senza indiscrezioni. Caffarra fu nominato a fine 2003 in sostituzione del grandissimo card. Biffi. Qualche mese dopo il ritiro di Biffi, nel suo eremo sopra Bologna, andai a trovarlo con mia moglie e due figlie, restammo con lui quasi tre ore. Gli chiesi anche cosa pensasse del suo successore. Mi disse, non solo che lo aveva indicato lui stesso, ma che nessuno sarebbe stato meglio e più idoneo di Caffarra a guidare la Diocesi di Bologna. Mi disse anche che voleva astenersi da qualsiasi tipo di presenza a Bologna per evitare rischi di equivoci di ingerenza verso una persona di cui aveva stima e considerazione assoluta. Ho poi incontrato il card. Caffarra più volte dopo la pubblicazione dei Dubia, l’unico sentimento che posso render pubblico era la sua sofferenza enorme, il suo amore per la Chiesa e per la figura del Papa. Caffarra era un sant’uomo, quando parlava di cose gravi, che lo facevano soffrire, ne parlava come qualcuno che ha confidenza con Dio, che parla con Dio, e soprattutto lo ascolta. Non voglio dire di più". 

Aveva firmato i "dubia" sull’Amoris laetitia appunto. Muore dopo Meisner anche lui firmatario della lettera al Papa. Ma la Chiesa che chiede maggiore chiarezza sull'Esortazione apostolica rimane viva?  
"In tal senso e in proposito il card. Caffarra resterà esempio di "responsabilità sacerdotale", esempio di virtù per un possibile processo di beatificazione futura. Ma vedo di rispondere ad una domanda "tranello". Ora, secondo me, i cardinali Burke e Brandmuller dovranno dedicare alla memoria di Meisner e Caffarra maggiori sforzi, con impegno superiore. E mi auguro che altri due ben precisi santi Cardinali (viventi ed operanti) siano disponibili a compensare l’opera dei due cardinali defunti, sostituendoli nell’impegno volto a chiedere chiarezza per il bene delle anime. Ma ora vorrei chiedere al lettore di Intelligonews di ricordare Caffarra con un requiem. Inutile dire che ci proteggerà da dove si trova, come ha fatto fino a ieri qui sulla terra".

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