ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 8 gennaio 2018

Incredibile per chi?

Padre Martin: il Catechismo induce al suicidio i giovani Lgbt


Incredibile, ormai non v’è proprio più ritegno: nel corso di una recente intervista, Padre James Martin (nella foto), nei mesi scorsi nominato da papa Francesco consultore del Segreteriato per le Comunicazioni della Santa Sede, ha accusato il Catechismo della Chiesa Cattolica di contribuire al suicidio dei giovani Lgbt per il fatto di ritenere peccaminosi e intrinsecamente disordinati gli atti omosessuali.

Certamente non si può chiedere al Catechismo di cambiare la Dottrina cattolica, che consiste nel definire le «relazioni omosessuali come gravi depravazioni», «contrari alla legge naturale» ed «in nessun caso» da approvarsi (n. 2357). Tuttavia, Padre Martin “dimentica”, per così dire, di precisare come nel testo si leggano anche, pur nella chiarezza morale, parole di «rispetto, compassione, delicatezza» verso le persone con «tendenze omosessuali», invitando ad evitare nei loro confronti «ogni marchio di ingiusta discriminazione» (n. 2358), ma anche esortandole «alla castità» (n. 2359).
Il che rende evidente la strumentalizzazione e l’impianto ideologico contenuto nelle affermazioni di Padre Martin, peraltro coerente con i propri presupposti: la sua nomina da parte di papa Bergoglio fece infatti discutere, essendo il sacerdote un punto di riferimento della comunità Lgbt.
Il Movimento per la Vita non vuole la Marcia perla Vita? Pazienza.
Ci avviciniamo a grandi passi alla Marcia per la Vita 2018 e già abbiamo due notizie. La prima, è una notizia vera, la seconda non è una novità.
La notizia vera è che è stata decisa la data della prossima Marcia: 19 maggio 2018. C’è ancora del tempo per lavorare e far sì che anche quest’anno il principale evento pro vita italiano raccolga una partecipazione numerosa, serena e convinta.
La “notizia che non è una novità” è una lettera che il Presidente del Movimento per la Vita italiano, Dott. Gianluigi Gigli, ha inviato ai Movimenti per la Vita locali diffidandoli a non partecipare alla Marcia[1]. Ora, chi vive questa realtà dal di fuori potrebbe rimanere basito: “Ma come? Il Movimento per la Vita che invita a non partecipare alla Marcia per la Vita?”; il punto però è che il Movimento per la Vita italiano non ha mai – mai sostenuto – la Marcia, quindi questa famosa lettera non deve meravigliare nessuno.
Semmai, si può trovare abbastanza desolante che quest’anno si sia tirato fuori il pretesto che alcuni degli organizzatori della Marcia o delle associazioni che vi aderiscono abbiano firmato la dichiarazione sui “Pastori che sbagliano[2]: ma di pretesto si tratta, poiché da sempre esiste l’assurda ostilità del Movimento per la Vita nei confronti anche solo dell’idea di una Marcia o comunque di un evento nazionale avente a tema la difesa della Vita.
Da quando era presidente Carlo Casini l’iniziativa è stata sempre bocciata, sicché alla prima  Marcia si trovarono, tra le altre, persone che si erano allontanate dal movimento dopo la sciagurata scelta di appoggiare la proposta della Fondazione Nuovo Millennio che nel 2004 portò alla Legge 40 con una serie di emendamenti all’originario testo in discussione al Parlamento. Da allora, quella che poteva essere una diffidenza otivata da ragioni di metodo,divenne una questione pressoché personale e la Marcia fu bollata come “la cosa di quelli contrari a Carlo Casini”. Non era vero, la Marcia non era quello: essa nacque certo col contributo di persone che da sempre avevano avversato da dentro la linea compromissoria del Movimento per la Vita – primi fra tutti, Mario Palmaro e Francesco Agnoli – ma anche per iniziativa e volontà di soggetti che del Movimento non avevano mai fatto parte, ad esempio Virginia Coda Nunziante.
Mentre continuava una sorta di sottile guerra fredda da parte del Movimento per la Vita, guerra fredda dettata, appunto, non da ragioni di merito o di opportunità  ma esclusivamente dalla volontà di soffocare una realtà che veniva infondatamente vista come pericolosa alternativa, la Marcia continuava a crescere e radunare consensi sempre più ampi, anche quando, come è sovente accaduto, “Avvenire” e i media cattolici le davano poco o nessuno spazio. Potrei ricordare decine di episodi in merito ma ne menziono solo tre.
Nel 2011, il Movimento per la  Vita, preso atto della crescita della Marcia, nel tentativo di concepire un evento “in proprio” organizzò il Life Day, cui parteciparono 70 (SETTANTA) persone[3].
Nel 2012 il Movimento per la Vita ci riprovava con un evento in Sala Nervi esattamente  otto giorni dopo la Marcia (il 20 maggio): all’evento in questione parteciparono poche persone, una piccola frazione rispetto a quelle che, una settimana prima, avevano sfilato a Roma. Ma quella non fu l’unica iniziativa antagonista del 2012: sempre nel 2012, infatti, Carlo Casini indicò quale data per inaugurare la raccolta di firme per la petizione “One of Us” il giorno 12 maggio, esattamente il medesimo giorno in cui si sarebbe svolta la Marcia (data che il Comitato Marcia aveva fissata e resa nota da un anno), tanto che qualcuno parlò apertamente di “sgambetto alla Marcia per la Vita[4].
Ricordo poi il caso del 2015, anno in cui alla Marcia parteciparono oltre quarantamila persone ma su “Avvenire” non comparve una riga se non dopo l’evento[5].
Sarebbe del resto sufficiente considerare che Carlo Casini – allora Presidente MpV – si è fatto vedere al corteo solo nel 2013, ossia l’anno successivo ai flop di cui sopra del 2011 e del 2012, quando la Marcia esisteva già da anni e che il Movimento non vi ha mai aderito ufficialmente mentre diverse Diocesi lo appoggiavano ufficialmente.
Qualcuno ora si sorprende ma il conflitto più o meno latente c’è sempre stato. E allora? E allora niente! Ve ne eravate accorti? Dico: chi in questi anni ha partecipato al corteo con la propria storia, le proprie motivazioni, al solo ed unico fine di dare a tutti gli esseri umani la possibilità di nascere, si è mai reso conto di questi attacchi a senso unico? No e questo testimonia la reale efficacia degli attacchi in sé e soprattutto la profonda e serena convinzione di chi va sfilare a Roma. I diktat non servono non perché ci sia un braccio di ferro ma perché non è proprio quella la logica delle  madri, dei padri, delle famiglie, dei ragazzi che manifestano perla difesa integrale della vita umana dal concepimento alla morte naturale.
La Marcia esiste serenamente e serenamente continuerà ad esistere finché Dio lo vorrà. Non è questa la sede per interrogarsi sugli insuccessi e sul sempre più evidente inabissamento del Movimento per la Vita tra logiche politiche e personalismi che per fortuna non hanno travolto il alvoro preziosissimo che decine di Centri Aiuto alla Vita svolgono ogni santo giorno su tutto il territorio nazionale.
La Marcia, per quel che ne sa chi scrive, non è mai stata contro questo o quello, è sempre stata e sempre sarà per la Vita, a protezione di chi non ha voce, senza se e senza ma, integralmente. Prova ne sia che il desolante – ripeto – desolante – pretesto del riferimento alla dichiarazione sui Pastori che sbagliano (dichiarazione che esiste dal 13 dicembre e solo tre settimane dopo Gigli ritiene di scrivere) non trova nessun riscontro nella realtà del corteo, cui da sempre partecipano persone che si riconoscono nel magistero di Francesco e persone che sono critiche, perché non è quella la sede in cui discutere ed evocare quelle questioni. Certo, difficilmente troverete alla Marcia qualcuno che annoveri Emma Bonino tra i grandi d’Italia: e speriamo che non ne troviate nessuno neppure nelle file del Movimento per la Vita.
Ho scritto anche troppo sulla non notizia, concentriamoci sulla notizia: il 19 maggio 2018 si va a Roma, a dare voce con forza, serenità e coerenza, a chi voce non ce l’ha.
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[1]    https://www.marcotosatti.com/2018/01/05/il-movimento-per-la-vita-intima-di-non-partecipare-a-una-futura-eventuale-marcia-per-la-vita-a-roma-e-non-stiamo-scherzando/
[2]    https://www.fidelitypledge.com/
[3]    https://www.riscossacristiana.it/non-ce-solo-il-giallo-dei-corvi-in-vaticano-ce-anche-quello-che-riguarda-il-sempre-piu-composito-movimento-pro-life-italiano-di-andrea-moretti/
[4]    https://www.corrispondenzaromana.it/notizie-brevi/il-tentativo-di-sgambetto-alla-marcia-per-la-vita-di-carlo-casini/
[5]    https://www.avvenire.it/famiglia-e-vita/pagine/marcia-vita-roma-saluto-papa

Massimo Micaletti radiospada.org
https://www.corrispondenzaromana.it/notizie-dalla-rete/movimento-la-vita-non-vuole-la-marcia-perla-vita-pazienza/

Chi ha paura di un fronte unito per la vita?

di Francesco Filipazzi 
Anno 2018, il Movimento per la Vita, nella persona del suo presidente, invita a non partecipare all'evento pro vita più importante d'Italia, la Marcia per la Vita. Sembra una situazione da Monty Python, ma è la durissima realtà. Il presidente Gian Luigi Gigli, che en passant è un parlamentare in costante ricerca di un gruppo in cui stare (ne ha cambiati tre e adesso è in procinto di aderire ad un quarto per cercare una rielezione), ha mandato una lettera a tutte le associazioni che fanno riferimento al Movimento (il testo è riportato qui), nel quale esprime questi concetti:

-alcuni gruppi pro vita italiani hanno firmato il documento "Non seguiremo i pastori che sbagliano", nel quale di fatto si censura il comportamento di Bergoglio sui temi etici;
-i firmatari sono ovviamente bifolchi da quattro soldi, in particolare hanno la colpa di essere "organizzazioni estremiste e malamente tradizionaliste";
-oltre a non partecipare alla Marcia, si chiede di non avere alcun rapporto con i suddetti cattivoni, tanto meno con Roberto de Mattei e Virginia Coda Nunziante che sono organizzatori della manifestazione.

Mettendo insieme questi punti, a nostro parere si può ben capire quale sia l'intento del Gigli e di chi ha chiesto molto probabilmente una sua presa di posizione. Non è peregrino immaginare che questa mossa sia concordata con l'area della Cei che fa capo a Galantino.
Il timore di questi signori è presto detto e lo denunciamo da molto tempo. Hanno una fifa blu che avvenga in Italia ciò che altrove è già accaduto, cioè che i movimenti pro life si saldino, oltre che da un punto di vista ideale, anche da un punto di vista organizzativo con i movimenti che si occupano di portare avanti un'idea tradizionale di cattolicesimo (cioè il vero cattolicesimo). Questi ultimi non sono mostruosi sedevacantisti, intendiamoci, ma gruppi perfettamente inseriti nella Chiesa, che hanno come punti di riferimento sacerdoti, vescovi e cardinali e che, soprattutto, non piegano la testa di fronte a chi fa carne di porco dell'insegnamento del Vangelo.

Una saldatura del fronte cattolico in chiave pro life significherebbe da un lato la morte sociale per chi agisce in maniera ben poco decisa (come i vertici del Mpv), ma metterebbe anche in gravissima difficoltà la gerarchia che ciurla nel manico e fila pericolosamente con le forze mondane e con gente come Emma Bonino (oltretutto componente del board dell'Open Society di Soros). 
Insomma, oltre ad essere una figuraccia dai contorni epocali, la lettera del presidente del Mpv svela molto più di quanto si pensi. Prendiamo atto.
http://www.campariedemaistre.com/2018/01/chi-ha-paura-di-un-fronte-unito-per-la.html

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