ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 27 aprile 2018

L' “elité” di “esseri evoluti”

L’IDEOLOGIA BRITANNICA. Tra eugenetica, malthusianesimo e Nuovo Ordine Mondiale.



di Gianluca Marletta
Chiunque abbia la ventura di leggere The Brave New World, l’allucinata ma “profetica” distopia dell’inglese Aldous Huxley, che già negli anni ’30 del XX secolo precognizzava un futuro Governo Globale dove un’umanità concepita “in provetta” (la pubblicazione del romanzo è del 1932!) e ridotta a 200 milioni di individui, viene mantenuta in “dorate catene” e totale obbedienza attraverso droga, sesso e spettacoli, non può non sospettare che la trama rifletta non solo la “fantasia” del romanziere ma anche una tendenza, uno stato di spirito, realmente presente tra le “classi alte” del mondo anglosassone (di cui Aldous era uno dei più brillanti rampolli). In effetti, quella che potremmo definire come “ideologia britannica” ha una lunga storia: si tratta di un mix di suprematismo classista, culto dell’eugenetica ed elitismo, ossessione per il controllo sociale indotto e idea fissa che l’umanità debba essere drasticamente ridotta di numero se non addirittura “ricreata”prometeicamente, che è stato un vero e proprio riferimento occulto di molte politiche anglosassoni degli ultimi due secoli, divenendo dal secondo dopoguerra “ideologia di riferimento” non più solo in Inghilterra o negli Stati Uniti ma in tutto il mondo occidentale e oltre.
Un’ideologia che rivela, a volte, suggestioni para-messianiche di rinnovamento globale e dominio del mondo ma che ha tuttavia saputo imporsi, a livello pseudo-scientifico, con le ipotesi di Malthus e Darwin, divenendo giustificazione e pilastro dell’ultra-capitalismo moderno e della sua visione del mondo. Così, ad esempio, quando si assiste, al giorno d’oggi, ad operazioni come il tentativo di estendere l’eutanasia ai bambini malati o all’incessante propaganda contro la “natalità” umana vista quale pericolo per la “madre Terra”, bisogna sempre tener conto di quali radici ideologiche si celino dietro tali politiche.
MALTHUS: DIMINUIRE LA POPOLAZIONE CON GUERRE, CARESTIE, ADULTERIO E SODOMIA

Uno degli esempi più noti di questa scienza al servizio del potere é il pastore anglicano Thomas Malthus, autore di quel An essay of the principle of the population as it affects the future improvement of society a cui si rifanno, ancor oggi, tutti i teorici del denatalismo e della necessità di contenere o ridurre la popolazione mondiale.
Secondo Malthus, infatti, poiché la popolazione tenderebbe a crescere in progressione geometrica, quindi più velocemente della disponibilità di alimenti, (che crescerebbero invece in progressione aritmetica), bisognerebbe fare di tutto per evitare il moltiplicarsi della popolazione stessa, soprattutto –vien da sé- della sua parte più povera. A questo scopo, secondo Malthus, andavano rimossi quei “sussidi per i meno abbienti” per evitare che le famiglie fossero invogliate a riprodursi eccessivamente, e bisognava anche mantenere i salari delle classi più povere ad un livello minimo di sussistenza.
Da “religioso”, naturalmente, Malthus vedeva nella castità e nella continenza il rimedio più accettabile moralmente per ridurre la popolazione, ma da “scienziato” non negava che i mezzi attraverso i quali tale limitazione si attuava in natura o nelle società fossero più spesso di carattere repressivo o preventivoLe vie repressive contemplavano in un caso l’azione della mortalità per mezzo di epidemie, guerre, carestie, ecc.; nell’altro, una diminuzione della natalità mediante la diffusione di tutti quei comportamenti, tra cui l’adulterio, la sodomia, ecc. che causano una diminuzione delle nascite.
L’IDEOLOGIA DARWINISTA E LA “MANIPOLAZIONE CULTURALE” DI THOMAS HUXLEY
Ma se il malthusianesimo è l’antenato più o meno diretto di quei veri e propri dogmi del pensiero mondialista che saranno il denatalismo e l’eugenetica, esso è anche l’ispiratore di un altro “mito scientifico” anglosassone via via imposto a tutto il mondo: il Darwinismo. Darwin stesso ne riconobbe l’apporto, specie nell’aspetto così tipico della sua ipotesi che riguarda la lotta per l’esistenza e la sopravvivenza del più “adatto”. D’altronde, anche la vicenda dell’affermazione del Darwinismo a partire dal XIX secolo è piuttosto significativa del ruolo fortemente politico assunto dalla scienza nella cultura britannica.
Il Darwinismo, che per la nuova “ideologia scientista” doveva servire da stampella ai progetti egemonici della Gran Bretagna e di tutto l’Occidente, sarebbe stato quello che era stata la Genesi per l’universalismo cristiano dei secoli precedenti. Una “genesi atea, materialista ed esaltante il potere del più forte sul più debole che rispondeva alla perfezione al clima culturale e politico dell’epoca del Colonialismo e della Seconda Rivoluzione Industriale.  E se da una parte, con la sua idea di evoluzione “casuale”, il Darwinismo estrometteva di fatto qualsiasi intervento divino sulla realtà, esso diveniva anche uno straordinario strumento per legittimare il dominio di una autoproclamata “elité” di “esseri evoluti” sul resto del mondo bollato come involuto, passatista e destinato per natura all’estinzione.
Questo, tuttavia, non significa che non ci furono resistenze. L’ascendente ancora forte che la religione aveva su una parte della società britannica e occidentale –oltre alle aporie e ai legittimi dubbi scientifici che il Darwinismo suscitava- potevano rendere difficile l’affermazione di un’ideologia così rivoluzionaria.
E’ proprio in questo frangente, in effetti, che risalta più che mai l’azione concertata di determinate “lobby culturali” che, all’atto pratico, furono determinanti nell’imporre il Darwinismo all’opinione pubblica. Stiamo parlando, ad esempio, del gruppo cappeggiato da Thomas Henry Huxley, personaggio brillante e astuto, nonno del romanziere Aldous.
Presidente della Royal Society dal 1883 al 1885, Thomas Huxley fu anche il promotore di un gruppo più ristretto ed esclusivo, l’XClub, che ebbe un influsso enorme sulla cultura britannica, spingendola all’accettazione del Darwinismo e dei suoi presupposti. Cooptando nell’XClub, uomini di cultura particolarmente in vista e potenti della società britannica dell’epoca, infatti, Thomas Huxley riuscì inesorabilmente a diffondere la fede darwinista in larghi strati dell’alta società inglese, secondo uno schema di “manipolazione della società” che ritroveremo spesso nella nascita delle “mode” moderne.
L’IDEOLOGIA BRITANNICA DIVENTA IDEOLOGIA MONDIALE
È solo a partire dal secondo dopoguerra, tuttavia, che tale ideologia verrà proposta e imposta al mondo intero. E sarà proprio uno dei nipoti di Thomas Huxley, Julian Sorel Huxley, darwinista di ferro, neomalthusiano e convinto assertore dell’eugenetica, tra i fondatori dell’UNESCO) di cui fu primo direttore, a definire pubblicamente l’immagine di un piccolo gruppo di illuminati detentori della verità che ha il diritto di “indirizzare” l’umanità verso scopi e fini ignoti alle moltitudini. Così, scrive Julian Huxley nel programma della Commissione preparatoria dell’UNESCO dal titolo Unesco its purpose and its philosophy[1]:
Il progresso non è automatico o inevitabile ma dipende dalla scelta umana e dallo sforzo di volontà. Prendendo le tecniche di persuasione e informazione e vera propaganda che abbiamo imparato ad applicare come nazione in guerra, e deliberatamente unendole ai compiti internazionali di pace, se necessario utilizzandole, come Lenin previde per superare la resistenza di milioni verso il cambiamento desiderabile(J.S.Huxley, Unesco its purpose and its philosophy, 1946. Il testo é scaricabile in inglese su formato PDF dal sito ufficiale dell’UNESCO:http://unesdoc.unesco.org/images/0006/000681/068197eo.pdf )
Propaganda di guerra utilizzata in tempo di pace per manipolare l’opinione delle masse: questo è dunque uno degli scopi programmatici delle organizzazioni internazionali contemporanee. E l’ideologia che tali organizzazioni propongono non è altro, in fondo, che l’edizione più aggiornata degli “ideali” nati in Inghilterra dal XVIII secolo in poi: controllo sociale, depopolazione, eugenetica, diffusione di quei costumi (sessualità puramente “ricreativa”, omosessualità, ecc.) che possono indurre ad una diminuzione della natalità, eliminazione dei più deboli considerati come “vite inutili”, ecc.
Senza questi presupposti, in effetti, è impossibile comprendere molti dei fenomeni che caratterizzano la storia più recente.
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BREVE BIBLIOGRAFIA
A beneficio di chi volesse approfondire il tema trattato, consigliamo:
G.Marletta-E.Perucchietti, Governo globale, Ed. Arianna
E.Pennetta, Inchiesta sul Darwinismo, Ed. Cantagalli
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https://www.maurizioblondet.it/lideologia-britannica-tra-eugenetica-malthusianesimo-e-nuovo-ordine-mondiale/

Ci siamo: la UE crea una rete di censori. La libertà d’opinione è in pericolo!

E’ da un anno e mezzo che l’Unione europea e gli Stati Uniti preparano il terreno. E ora ci siamo: tra non molto avremo una rete di fact-checkers, naturalmente indipendenti, naturalmente rispettosi di un rigoroso codice etico e naturalmente dediti alla causa suprema: la lotta alle fake news ovvero del mostro che agita i sonni dell’establishment.
Tutto questo, in realtà, come ripeto da tempo, ha un solo scopo: legittimare l’introduzione della censura, limitare l’impatto e la diffusione di idee non mainstream, naturalmente negando che di censura si tratti. Ma così sarà: non c’è vera democrazia quando qualcuno si arroga il diritto di decide cos’è vero e cos’è falso,  e rendendo inviolabile e  sacra, quella che in realtà una pericolosissima forma di strabismo, perché si addita solo una parte del problema, le fake news veicolate dai social media, e si ignora il vero scandalo, che è rappresentato dalla manipolazione delle notizie creata all’interno dei governi, il cui impatto è infinitamente superiore. Qualunque frottola sulla Siria, sull’Ucraina, sulla Grecia resta rigorosamente impunita, purché abbia origine dentro a un’istituzione, proprio quelle istituzioni che ora pretendono, per il nostro bene, di limitare i confini della libertà di espressione.

L’Unione europea ieri ha compiuto un altro fatale passo, annunciando misure, “propedeutiche”, in attesa di ulteriori “messe a punto”, già annunciate per dicembre. L’impostazione è soft, per non allarmare le masse e infatti pochi media ne hanno parlato; l’esito, però, è scontato. Non può essere altrimenti quando si annuncia, come ha fatto il commissario Ue alla Sicurezza Julian King che
La manipolazione della pubblica opinione attraverso le fake news è una minaccia reale alla stabilità e alla coesione delle nostre società europee
annunciando
la creazione prima dell’estate di una rete europea indipendente di fact-checkers e a settembre di una piattaforma europea sulla disinformazione per aiutarli nel loro lavoro. Inoltre Bruxelles lancerà un nuovo bando quest’anno per la produzione e la diffusione di informazione di qualità sull’Ue attraverso notizie fondate sui dati.
Già, ma quali verifiche? Quali dati? Quelli certificati da Macron o dal Dipartimento di Stato americano che hanno deciso di bombardare la Siria senza prove, solo sulla base di notizie riportate dai media e dai social media? Quelli diramati da Ong che pur presentandosi come non governative in realtà sono finanziate dai governi occidentali, diventando uno strumento dissimulato ma molto efficace nell’ambito delle moderne guerre asimmetriche?
King ha varato anche misure per i social media da Facebook e Twitter, proprio mentre Zuckerberg, al Parlamento europeo, annunciava la creazione di un piccolo esercito di ventimila guardiani per garantire la correttezza delle “elezioni europee del 2019″ ovvero per togliere linfa e visibilità a idee e movimenti sovranisti e critici nei confronti della Ue. Dunque per limitare dall’alto la libertà d’opinione, come accade solo nei regimi autoritari.
Purtroppo si conferma lo scenario che abbiamo delineato Alberto Bagnai, Vladimiro Giacché e il sottoscritto, durante l’affollatissima conferenza che si è svolta sabato scorso a Roma, organizzata da L’intellettuale dissidente e dall’associazione a/simmetrie. Una conferenza che ha suscitato l’entusiasmo de presenti e che potete seguire grazie a Byobludi Claudio Messora, che l’ha filmata.
La battaglia che si profila per un’informazione davvero libera sarà dura, molto dura. E avremo bisogno, come non mai, del vostro sostegno.
Ecco il video, buona visione:


Fake News: video dell’intervento di E. Pennetta a BelzeBo il 21 aprile 2018

L’invenzione della falsa questione delle fake news è solo l’ultimo episodio di una serie di manipolazioni dell’informazione e di marketing culturali.

Imparare a riconoscerle per neutralizzarle.

Fermarsi solo sul recente fenomeno delle “Fake news” non consente di cogliere appieno l’entità della questione, dal momento in cui Edward Bernays, il nipote di Freud, ha fondato la moderna scienza della manipolazione di massa le tecniche per condizionare i comportamenti e l’opinione pubblica hanno riguardato diversi ambiti della comunicazione.
Le cosiddette “Fake news” vanno inquadrate nel complesso delle operazioni di trasformazione antropologica e degli scontri geopolitici, tutto questo nell’intervento alla conferenza di Bologna del 21/04/2018

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La setta segreta delle sorelle Bronfman


Così la notizia rimbalza su riviste e blog dedicate al mondo dello spettacolo e gossip:
“Tra le vittime che Allison Mack ha tentato di reclutare c’è anche l’attrice Emma Watson, diventa famosa per l’interpretazione in “Harry Potter”. Nei tweet scritti all’attrice nel 2016 e riportati alla luce da Business Insider, Mack ha contattato Watson, cercando di coinvolgerla in un “incredibile movimento femminile”.

Uno dei tweet con cui la Mack cercava di arruolare la Watson

“La setta fa capo a Keith Raniere, una sorta di autoproclamato santone, arrestato in Messico per aver trasformato le sue adepte in schiave sessuali, costrette anche a lavori forzati.
Le donne, dopo essere entrate nella setta, venivano persino marchiate con il fuoco. [….] erano costrette a obbedire a qualsiasi desiderio del leader, comprese prestazioni sessuali e umiliazioni in pubblico. Venivano sottoposte a un vero e proprio lavaggio del cervello ed erano obbligate a mantenere segreto tutto ciò che avveniva all’interno del gruppo. Inoltre, dovevano tutte seguire una dieta molto rigida con punizioni che potevano consistere nell’essere rinchiuse in una gabbia”.


L’attrice Alison Mack teneva conversazioni con Keith Raniere, il guru, riprese in video.

Allison Mack è stata rilasciata su cauzione: qualcuno ha pagato per lei –  che rischia 15 anni di carcere –  5 milioni di dollari.  Chi? Ovviamente i blogger tacciono specifici dettagli di questa quasi inverosimile storiaccia  americana di perversione fra le elites.
Keith Raniere, il capo della setta, anch’egli arrestato in Messico, è da anni finanziato  da Sara e Clare Bronfman –  le due figlie di Edgar Bronfman, il padrone della Seagram Whisky, miliardario “canadese”, e presidente del Congresso Ebraico Mondiale.

Le due sorelle Bronfman nel 2009: allora, con generose donazioni, invitarono il Dalai Lama a tenere conferenze per la setta di Raniere, onde aumentarne il richiamo spirituale.

Potentissimo “canadese”, Edgard Bronfman fece avere all’URSS di Gorbaciov lo status di “nazione più favorita” ossia dazi  di favore dagli Usa, nonché l’abilitazione dei media occidentali come progressista e liberal non più comunista,  in cambio della libera emigrazione di milioni di ebrei sovietici in Israele: la forte colonia russa nello Stato sionista risale a quell’affare.

Bronfam e Giorgio Napolitano

Per il Partito Comunista Italiano, Edgard Bronfman fece  ancor di più. Caduto il Muro, davanti al PCI si apriva l’abisso , o la discarica nella spazzatura della storia. Per fortuna, il PCI disponeva della carta segreta:  Giorgio Napolitano, l’uomo apprezzato a Washington e presso le oligarchie finanziarie. Nel 1989, Napolitano accompagnò il segretario Achille Occhetto in  visita (ad limina) presso Edgar  Bronfman. Costui stese sul capo e sul Partito la sua mano protettrice, ed ecco di colpo scrisse Repubblica, Occhetto “ incontrò in quelle settimane David Rockefeller,  venne intervistato dai “ due maggiori quotidiani Usa: il Washingon Post e il New York Times”,   fu impegnato in “una fitta serie di colloqui con esponenti del Congresso” Usa.  E tenne  anche “conferenze pubbliche al Carnegie Endowment for Peace di Washington, e  al Council on Foreign Relations”.
Sicché “Occhetto ne uscì, lui e il partito,  candeggiato e  legittimato a prendere il potere in Italia al posto della DC: ovviamente dopo libere elezioni. Aiutato, è vero, dalla valorosa magistratura  italiana che, con geometrica sincronicità, gli spazzò via i partiti potenzialmente concorrenti, la DC di Andreotti e Forlani e il Psi di Craxi  con la leggendaria operazione “Mani Pulite”.
Ma  torniamo alle figlie Clare e Sara Bronfman. Le eredi di questa immensa ricchezza e potere, hanno dato a  Keith Raniere, il capo della setta sessuale, “150 milioni di dollari negli ultimi sei anni” – così scriveva Vanity Fair nel 2010  –  fra cui 66 milioni che si ritiene siano serviti a coprire certi investimenti sbagliati di Raniere  nei mercati delle materie prime, 30 milioni per acquistagli  immobili e terreni a Los Angeles e a Albany , 11 milioni per un  jet Canadair CL-600 da 22 posti, ed altri milioni per alzare un potente sbarramento di azioni legali in tutto il paese contro i  nemici della NXVIM”, che è il nome della particolarissima ditta di Raniere. Ovvioamente “facendo di tutto per nascondere l’entità della loro spesa al vecchio padre  [deceduto nel 2013]  e  al resto della  famiglia Bronfman”

Il guru Raniere. Sta leggendo “Come vincere al gioco”.

NXVIM  (pronuncia  Nexium), che alla fondazione si chiamava ESP, Executive Success Programs, ossia “Programma per il Successo Esecutivo”, si presenta come un fornitore di corsi e seminari di auto-miglioramento morale e psichico. Esso usa le tecniche della Programmazione Neurolinguistica, di cui Raniere e la sua socia Nancy Salzman,  sono esperti addestrati, ma anche  forme di “terapia” basate sull’ipnosi e su altre  procedure che sembrano tratte dal programma MK-Ultra.
Sembra qualcosa da sito complottista; il punto è che invece ne hanno parlato importanti media molto mainstream, come il New  York Times e Forbes.


Da questa  rivista per miliardari apprendiamo che NXVIUM  ha “addestrato in pochi anni 3700  personalità”  del bel mondo,  da sir Richard Branson (il fondatore del gruppo Virgin) alla Ana Cristina Fox, figlia dell’ex presidente del Messico, da  Stephen Cooper,  capo esecutivo della Enron alle sorelle Bronfman”.
Anzi, anche papà Bronfman, nel 2003, prese parte ad uno dei corsi intensivi offerti dalla ditta di  Raniere; nel suo caso, il corso VIP,  praticato direttamente dalla socia e presidente  Nancy Salzman. “Per mesi ha mandato un elicottero e prendere la Salzman a New York e portarla nella sua tenuta in Virginia”.  Il vecchio miliardario fu anche indotto a scrivere una testimonianza a favore del  metodo: “Se  ciascuno ricevesse questo addestramento, il  mondo sarebbe un posto molto migliore dove vivere… abbiamo imparato a guardare nel fondo della nostra psiche, a liberarci delle angosce che ci hanno afflitto per anni”.
Solo quando seppe che le figlie avevano versato 2 milioni di dollari alla ditta, il vecchio ne divenne ostile. Anche se ad onor del vero non fu sottoposto al trattamento che portò tante clienti a diventare schiave sessuali del “maestro”, a farsi marchiare a fuoco come bestiame, a sottoporsi a privazioni del sonno che le riducevano a stati allucinatori fino alla necessità di ricovero psichiatrico, a farsi affamare per giungere al peso forma  preferito dal loro guru. E a consegnare all’istruttrice, pur di guadagnare l’ammissione,  proprie foto nude ed altro materiale compromettente, con il patto che sarebbe stato reso pubblico a loro vergogna eterna, se avessero rivelato i segreti della  associazione.
Questi segreti erano  più specificamente  quelli della cerchia interna, DOS (“Dominant Over Submissive”). Dove “La sottomissione e l’obbedienza sono usati come strumenti, hanno affermato diverse donne cadute nelle spire di Raniere. La sorellanza comprendeva circoli, ciascuno guidato da una “maestra” che avrebbe reclutato sei “schiave”. Col tempo,  queste, avrebbero reclutato schiave  per conto proprio”, ha scritto il New York Times . Allison Mack è stata appunto la migliore delle reclutatrici di schiave, oltre che schiava essa stessa.
Diverse donne si sono allontanate dal gruppo e sporto denunce spaventose: venivano mostrati loro filmati di violenza estrema, “fra cui  uno che mostrava quattro donnne che venivano uccise e smembrate”.
“Nel 2003, Kristin Snyder, una consulente ambientale di 35 anni, è scomparsa dopo una sessione  del gruppo  in Alaska. Il suo corpo non è mai stato trovato, ma nella sua auto parcheggiata sulla riva della Resurrection Bay,  ha lasciato unna nota: “Sono stato sottoposta a lavaggio del cervello e il mio centro emotivo  è stato ucciso / spento. . . . Si prega di contattare i miei genitori. . . se trovi me o questa nota Mi dispiace . . . Non sapevo di essere già morta. ”
Un’altra, Toni Natalie, ha cercato di liberarsi dall’influsso di Raniere. Con impreviste conseguenze:
Più volte, dice, è stata visitata da agenti  F.B.I.; Nxivm aveva ingaggiato il discusso investigatore privato di   origine israeliana Juval Aviv per sorvegliare la sua casa e indagare sulla sua vita privata e le sue attività. Più volte, dice, è stata visitata da F.B.I. agenti, più recentemente lo scorso febbraio. Ignoti hanno  messo a soqquadro la sua abitazione;  la polizia è stata mandata a casa di sua madre; la sua famiglia,  minacciata. (…)
Denunce e querele sono rimaste lettera morta.  Il che è logico: essendo in America  il procuratore d’accusa un politico eletto e  in carriera (per diventare governatore),  proverbialmente “apre solo le cause che puo’ vincere”. E cause in cui sono coinvolti nomi tanto grossi  come le sorelle Bronfman schierate a difesa del guru, sono facili da perdere – e farsi dei nemici potenti.  Tanto più quando “le visiti di agenti FBI” a casa di una denunciatrice fa indovinare altissime e segrete complicità.
Il primo articolo che tratta del caso, quello di Forbes, è del 2003. Solo adesso avvengono i primi arresti – e da parte della polizia del Messico.
Nel frattempo, Raniere è stato accusato di aver avuto rapporti carnali anche con bambine di 12 anni. Ha potuto fondare una sorta di succursale messicana, In Lak ‘Ech,  che ha un sito dove dice: “Cerchiamo uomini e donne impegnati in Messico  che vogliano agire e unirsi a questa iniziativa”. E si fregia di un simbolo, analogo a quello  che l’FBI ritiene un segno di riconoscimento fra pedofili, come nel caso Pizzagate.

Il simbolo della setta messicana
I simboli di riconoscimento tra pedofili per l’FBI

Il gruppo sta inoltre allevando un misterioso bambino, oggi di 3 anni, che ha chiamato Gaelen. Nella narrativa interna alla setta, una delle schiave di lunga durata di RAniere, di nome Barbara Jeske, avrebbe  ricevuto il neonato (a una settimana di vita) dal nonno, dopo che la madre del bambino sarebbe morta, di parto o di un incidente d’auto. Di fatto, il bambino  vive con Kristin Keeffe, la consulente legale delle Bronfman ed anche del NXVIM; le due sorelle Bronfman pagano il suo mantenimento ed allevamento, che è piuttosto costoso.  Gaelen viene infatti cresciuto per essere “l’erede” del Maestro  e Padrone, secondo le teorie di Raiere: nutrito con cibo crudo, tenuto lontano da altri bambini, curato da cinque tate che parlano ciascuna una lingua  diversa,  tra cui russo, spagnolo, Hindi e cinese.   Degli ex dipendenti della setta hanno segnalato il bambino ai servizi di protezione dei minori, senza alcun risultato.
Pochi giorni prima di essere arrestata, Alison Mack ha twittato la  foto di una  nostra conoscenza: “l’artista” produttrice di eventi cannibalici Marina Abramovic, occultista di gran moda nelle cerchie dei Clinton e dei fratelli Podesta, curatori della campagna di Hillary.  Un segnale? Una richiesta di soccorso?
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