ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 12 maggio 2018

A colpi di 8 ‰

ROMANA VULNERATUS CURIA: PENSATECI BENE SE, E A CHI, DARE L’8 PER MILLE…

Marco Tosatti

Romana Vulneratus Curia (RVC per amici, nemici, e indifferenti alla sua esistenza) si è ricordato che siamo in fase di dichiarazione dei redditi, e di conseguenza anche di distribuzione a qualcuno dell’8 per mille. Viste le condizioni della Chiesa in generale, e di quella italiana in particolare, che ancora non sembra essersi ripresa dallo choc elettorale, in qualità di Ufficio Affari Anche Religiosi (UAAR) del PD, e le ultime dichiarazioni di mons. Galantino, le perplessità e le linee di azione espresse da RVC meritano certamente attenzione meditazione. Ecco a voi Romana Vulneratus Curia.

“Gentile dottor Tosatti, ho saputo che lei è un esperto di karatè. Lo è dovuto diventare per difendersi dalle spasimanti o dai monsignori di curia vaticana cattognostici infuriati per ciò che scrive e fa scrivere su Stilum Curiae? Ma, scherzi a parte, il mio commento di oggi è su un tema pregnante, visto che stiamo preparando la denuncia dei redditi (noi che non viviamo in Vaticano). Quest’anno l’Arcidiocesi della Chiesa Ortodossa in Italia penso che diventerà molto ricca, visto che gran parte dei cattolici toglieranno l’otto per mille alla CEI di Galantino e non la attribuiranno né allo stato di Mattarella, né alle varie chiese protestanti. Questa decisione potrebbe indirettamente sottrarre a mons. Paglia i fondi per pagare gli affreschi al duomo di Terni, potrebbe diminuire le risorse destinate alla Pontificia Accademia delle Scienze, a mons. Sanchez Sorondo, che non potrà andare personalmente in Cina a verificare se è vero che è proprio quello il luogo dove si realizza la dottrina sociale della Chiesa; e non potrà più invitare Paul Ehrlich e Jeffrey Sachs in Vaticano. Probabilmente il card Ravasi non avrà più tante risorse per andare alla feste di gala blasfeme del Met al Metropolitan di New York. Certo verranno anche sottratte risorse al business degli immigrati che è orientato a suicidare la chiesa stessa. Molto probabilmente il glorioso Avvenire chiuderà i battenti, San Pietro e tante altre chiese a Venezia, Firenze, ecc…diverranno musei a tempo pieno al fine di generare risorse minime per la scorta del Pontefice quando va a fare spese low cost a Porta Portese.
Ma se fosse proprio rendere la Chiesa povera, il vero obiettivo intermedio? Se lo fosse, cooperare a fare un dispetto, apparentemente, a Galantino, significherebbe invece fare esattamente ciò che lui si proponeva? Ma poiché Chiesa povera non significa affatto Chiesa pura e santa, mi è venuto un sospetto. Non sarà che la chiesa povera auspicata sia quella dei poveri sacerdoti santi e già realmente poveri, per sottrarre loro le minime risorse per vivere e farli smettere di fare evangelizzazione ed apostolato? Tanto gli “oboli di San Pietro” vari, che mantengono realmente i vari Paglia, Spadaro, Sanchez Sorondo, Ravasi, ecc. arrivano dagli Stati Uniti e dalla Germania; mica dall’otto per mille. Ma il dilemma di che fare, resta: diamo ancora l’otto per mille a chi sta distruggendo la fede cattolica e la credibilità della Chiesa, con il rischio di privare i santi sacerdoti di risorse? Io personalmente, finché le cose stanno così, lo farò, sostenendo detti santi sacerdoti direttamente e personalmente nelle loro opere. Ma certo non contribuendo più a sostenere gente che spiega che l’origine di tutti i mali è l’inequità (e non l’iniquità)”.