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venerdì 4 maggio 2018

Clare meglio di Vincent

ALFIE. UNA MADRE AL CARD. NICHOLS: SIA UNA GUIDA, O SE NE VADA

 

Una  cattolica inglese, madre di tre bambini, ha scritto una lettera aperta al cardinale Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster, chiedendogli in buona sostanza di rassegnare le sue dimissioni, dopo le sconcertanti dichiarazioni che il porporato ha rilasciato dopo la morte di Alfie Evans.
È una lunga lettera, che vi consigliamo di leggere nell’originale, e di cui traduciamo alcuni brani. “Ho letto le sue dichiarazioni sul caso Alfie Evans con estrema tristezza e incredulità. Sentivo che lei si è schierato al fianco della cultura della morte che è così prevalente nella nostra società oggi, piuttosto che difendere i valori del Vangelo, della vita, della speranza, dell’amore e della pietà. In questa lettera voglio esplorare alcune delle cose che lei ha detto, e anche cercare di andare alla radice del perché lei ha preso le difese dell’ospedale, piuttosto che quelle di Alfie e dei suoi genitori”.

Il cardinale ha parlato di saggezza, e di informazione completa , rimproverando ai sostenitori di Alfie di non possederla. La cattolica inglese rimprovera al porporato di non essere al corrente “dell’orribile negligenza” di cui Alfie è stato vittima in ospedale (denunciata dai genitori), e condivisa, secondo la donna da molti altri. “Ho parlato a parecchi genitori che hanno avuto, e ancora hanno, esperienze terribili all’Alder Hey. L’Alder Hey è uno degli ospedali con reputazione peggiore di quelli che ho conosciuto”. Nichols, fra l’altro, è di Liverpool. Le fotografie che testimoniano di come Alfie è stato vittima di trascuratezza “sono state diffuse oltre 22 mila volte su social. Nessuno dei suoi consiglieri l’ha avvertita?”.
La lettera rimprovera al cardinale di non sapere che ad Alfie, un giorno dopo che è stato estubato, sono stati dati idratazione e ossigeno solo perché Tom ha minacciato una denuncia penale, dal momento che il protocollo del giudice Hayden non parlava di privazione di ossigeno o di sospensione di nutrimento.
“Spero che lei non fosse informato correttamente della situazione all’Alder Hey, perché se lei fosse stato informato, e avesse scelto di appoggiare l’ospedale, sarebbe un problema più grande e imbarazzante”.
La madre inglese elenca gli scandali scoppiati durante gli anni scorsi, e di come i genitori di Alfie siano stati obbligati a dormire per terra, perché era stata negata una brandina; ricorda che la diocesi di Liverpool ignorava che gli Evans fossero cattolici; ricorda le sconcertanti dichiarazioni dell’arcivescovo Malcom McMahon; e si chiede perché il sacerdote italiano che ha dato appoggio spirituale agli Evans sia stato improvvisamente richiamato a Londra proprio negli ultimi giorni di vita di Alfie.
“Il sistema medico britannico e i tribunali hanno deciso che Alfie doveva morire in base all’assunto che la morte è preferibile alla vita per le persone disabili. Questo concetto utilitaristico è quello per cui lei ha sentito che era nel miglior interesse di Alfie che morisse. Dico questo perché lei ha criticato quelli che cercavano di salvare Alfie dicendo che ‘non facevano il bene di questo bambino’. Sta diventando chiaro in maniera crescente che lei non si oppone all’ideologia utilitaristica”.
La lettera ricorda che un gruppo di dottori cattolici ha criticato la relazione dei vescovi sul Liverpool Care Pathway perché faceva di tutto per conciliare l’insegnamento cattolico con il LCP che alcuni cattolici chiamano il Liverpool Death Pathway. “Cardinal Nichols, questa è la cultura della morte, e lei la appoggia”.
E continua: “Come madre di tre bambini, vedo ora che lei non ha nessun desiderio di difendere i miei diritti di genitore, che sono sempre di più erosi dallo Stato. Diventa sempre più chiaro che lei era assolutamente felice di sacrificare Alfie Evans e i suoi genitori sull’altare della correttezza politica piuttosto che opporsi a uno Stato sempre più totalitario”.
La lettera chiede al cardinale dire da che parte sta: “È tempo di decidere dove sta il suo cuore davvero. Se decide di opporsi allo Stato, perderà i suoi amici potenti nell’establishment,, diventerà impopolare nei circoli secolari. Forse non la inviteranno più a essere l’oratore chiave in eventi di alto profilo e nelle cene della società. Perderà il social status nell’élite britannica. Ma rimarrà fedele a Cristo”.
Rimanere fedeli a Cristo può costare; alla donna che scrive è costato, dice la perdita di un business nella preparazione di torte nuziali, a causa del matrimonio omosessuale. Ma non ci sono scelte. “Mi perdoni se le dico questo, ma se lei non è capace o non vuole guidarci in questa battaglia, allora passi il testimone a qualcuno che lo faccia, perché siamo in un punto di crisi”.

Marco Tosatti