ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 9 maggio 2018

Il “filo azzurro”

Misteri mariani, il veggente Cornacchiola rivela: “Il messaggio di Fatima continua alle Tre Fontane" (prima parte)



Le apparizioni mariane (soprattutto quelle degli ultimi due secoli, a partire da Parigi 1830) sono interconnesse da un meraviglioso “filo d’oro” (o “filo azzurro”, in relazione al colore mariano per antonomasia), assimilabile a quell’unico progetto mariano salvifico che la Vergine Maria, per volontà di Dio, sta portando avanti con le sue apparizioni e manifestazioni nel mondo. Per queste intime e misteriose relazioni talvolta i singoli eventi mariofanici si comprendono meglio, assumono sfumature contenutistiche più profonde e svelano ulteriori misteri se le si mettono in relazione le une con le altre, similmente a quanto avviene con i tasselli d’oro di un mosaico che sono già preziosi in sé stessi ma di cui si coglie il pieno significato e valore solo all’interno del mosaico completo che ciascun pezzo contribuisce a comporre.

È quello che avviene in modo avvincente con Fatima accostata alle manifestazioni della Vergine della Rivelazione (1) a Bruno Cornacchiola, protestante convertitosi in seguito alle apparizioni (12 Aprile 1947, Roma). A parte le connessioni più generali che si possono cogliere un po’ tra tutte le apparizioni mariane, è significativo questo fatto: attraverso le rivelazioni della Vergine a Cornacchiola – incredibile ma vero! – è possibile scoprire il contenuto ed il significato integrale del Segreto di Fatima per “una via alternativa ed indiretta”.

Evidentemente, non mi avventurerei in una simile tesi se non avessi “le spalle ben coperte”, se non ci fossero cioè seri studi e meticolose ricerche che non faccio altro che portare alla luce. Mi riferisco, in questo caso, al giornalista napoletano Saverio Gaeta (2) che, nel 2016, ha pubblicato un libro in cui ha riportato i Diari inediti del veggente delle Tre Fontane, depositati negli archivi del SACRI (l’Associazione “Schiere Ardite di Cristo Re Immortale” fondata dallo stesso Cornacchiola) a cui ha potuto accedere con il permesso degli eredi dell’opera e del messaggio del veggente.

Sin dal giugno 1948 aveva scritto sui suoi taccuini: “LA VERGINE MI HA FATTO CAPIRE CHE IL MESSAGGIO DI FATIMA CONTINUA ALLE TRE FONTANE”. Questa costatazione è programmatica. “Baipassando” molte cose interessanti per motivi di spazio, per le quali rimando alla lettura del libro di Gaeta, arrivo direttamente al punto che interessa il discorso relativo al “Segreto” (3). La Madonna, in pratica, affidando a Cornacchiola il “Segreto delle Tre Fontane” gli ha in qualche modo chiesto di “riscrivere in parte il Segreto di Fatima, soprattutto la terza parte”.

Il 12 aprile 1947, il giorno dell’apparizione della Vergine, Bruno ricevette, integralmente, il messaggio dalle labbra della “Bella Signora”. Poi lo trascrisse in larga parte al rientro a casa la sera e lo completò in altre tre date: 21 febbraio 1948, 15 agosto 1949 e 15 agosto 1958. Il veggente – come testimoniò –, sentiva come un “nastro registrato” che gli ricordava le parole che Madonna gli trasmise durante l’apparizione del 12 aprile; questo “nastro”, poi, è come se si riavvolgesse per proseguire prima nel ’48, poi nel ’49 e infine nel ’58. Consegnò, al termine della stesura, quel documento al papa a Pio XII. Da quel momento il testo cadde nel “buco nero” degli Archivi vaticani (come emblematicamente diceva card. Ottaviani) e non se ne seppe più niente.

Ma quel Segreto era troppo importante e la rivelazione del Cielo doveva riproporsi. Il 2 febbraio 1960, infatti, la Madonna chiede a Bruno di “fare memoria e riscrivere quel segreto”. Interessante sapere che l’8 febbraio 1960 una notizia veniva resa nota dall’Agenzia stampa Ani che informava: “Fonti vaticane ci comunicano che non verrà rivelato il Terzo Segreto di Fatima”. Ma poiché quella “fuga di notizie” (non si trattava infatti di un comunicato stampa ufficiale) è posteriore di qualche giorno all’incontro in Vaticano in cui si decise di non pubblicare il Segreto di Fatima, c’è da pensare davvero che vi sia coincidenza cronologica tra la decisione del Vaticano e la richiesta della Madonna a Cornacchiola di riscrivere quel segreto.Gaeta conclude: « Dunque, almeno a viste umane, non è scorretto pensare che il far riscrivere a Cornacchiola il messaggio del 1947 si debba attribuire a una volontà superiore di evitare che anche quest’ultimo restasse definitivamente nel buio degli archivi (come avvenne per il Segreto di Fatima, appunto) » (4).

Ebbene, proprio in quel 1960 Cornacchiola sentì di nuovo il “nastro del ‘47”; riscrisse tutto su un quaderno depositato poi nell’archivio del SACRI. I contenuti di questo testo, come delle altre straordinarie rivelazioni che il veggente ha continuato a ricevere lungo gli anni fino alla morte avvenuta il 22 maggio 2001, si trovano tutte raccolte nel libro di Gaeta. Quanto importante doveva esser quel Segreto se la Madonna volle che un altro suo figlio eletto “riscrivesse” quei contenuti? Che pensare di tutto questo? Qui entriamo davvero nei misteri del Cielo, nei disegni imperscrutabili dell’Onnipotente. Questa storia spinge a delle considerazioni.

Innanzitutto, parafrasando il Salmo (113-114), faccio riflettere che “Dio fa quello che vuole”, come in Cielo così sulla Terra. Anche quando gli uomini non corrispondono come Lui si aspetta, questo non gli impedisce, in ogni modo, di portare a termine la sua volontà, i sui progetti salvifici. Gli uomini sono strumenti del suo volere, sia i buoni che i cattivi; persino i demoni sono a suo servizio come “castaldi della sua Giustizia” (san Francesco d’Assisi). I piani del Cielo non sono frustrati perché nessuno è al di sopra di Dio e nella sua bontà Egli premette a volte vengano alla luce eventi e parole (come la scoperta dei Diari del Cornacchiola) che figurano come una chiara didascalia della sua Sovranità assoluta sulla storia e della sua Onnipotenza e Sapienza Eterne.

Per la fattispecie, nel caso della “riscrittura” del Segreto ordinata dalla Madonna a Bruno, è facile pensare che il senso di quella richiesta dipendesse dalla preveggenza di Dio di tutte le vicende che avrebbero coinvolto quel testo così importante del Segreto di Fatima e, per evitare che rimanesse parzialmente occultato, ha trovato il modo di conservarne la memoria e il contenuto per altre vie, attraverso ulteriori rivelazioni fatte in altro luogo, in altro tempo e ad altro percipiente.

NB_Informo gli amici e fratelli lettori che l'articolo che avete appena letto è il primo di una serie di tre.
Pubblicherò a breve su questo canale anche la seconda e terza parte che però potete già trovare pubblicate, se avete interesse a seguire il discorso anche subito, sul sito tempidimaria.com QUI e QUI

Note:


1) La Chiesa, pur non avendo ancora riconosciuto ufficialmente il caso, l’ha sempre manifestamente sostenuto. In particolare l’apertura del culto della Vergine della Tre Fontane fu un segno concreto della tacita approvazione delle apparizioni anche perché, in questo caso, si aggiungono altri fattori importanti che giocano a favore del riconoscimento dell’autenticità da parte della santa Sede. Bruno incontrò il papa Pio XII il 9 dicembre 1949, in chiusura della celebrazione della cosiddetta «Crociata della bontà» in piazza San Pietro. In quell’occasione consegnò un segreto che la Madonna voleva arrivasse al Pontefice e che presumibilmente riguardava anche la proclamazione del dogma dell’Assunta che il Papa fece solennemente appena 3 anni dopo le apparizioni. Pio XII, inoltre, esortò il veggente a tenere conferenze sulla sua esperienza e benedisse il simulacro della Madonna che si trova nel Santuario che parti da piazza san Pietro per giungere processionalmente al Santuario. Col tempo, la competente autorità ecclesiastica, oltre ad autorizzare il culto alla Vergine della Rivelazione, volle che la cura della Grotta fosse affidata ai Padri Francescani Conventuali. In seguito lo stesso Vicariato di Roma iniziò i lavori di sistemazione generale di quel luogo a cui è riconosciuto il titolo di «sacro boschetto della Grotta Miracolosa». Anche l’Osservatore Romano, organo ufficiale della Santa Sede, elencando in un suo articolo i più celebri Santuari Mariani, menzionò anche quello delle Tre Fontane. Anche san Giovanni Paolo II, nel 1997, parlò di Nostra Signora delle Tre fontane del Terzo millennio, riconoscendo implicitamente le apparizioni della Vergine.

2) S. Gaeta si è distinto per diverse pubblicazioni in tema di Apparizioni mariane e può essere considerato, ormai, un esperto nel campo. Si tratta di un autore “insospettabile”, ci tengo a precisarlo: ricercatore accurato e rigoroso e intellettualmente onesto. È, inoltre, un credente sincero e convinto. È la passione per il fenomeno delle apparizioni di Maria che lo ha portato a studiarle e approfondirle. Il fatto che contenuti di notevole serietà siano stati veicolati da lui, lontano “anni luce” da ogni sospetto di “complottismo”, penso sia un fattore importante che contribuisce ad accreditare il messaggio di cui si fanno latori i suoi testi.

3) Lo scrittore ha avuto modo di consultare personalmente i Diari (scritti a mano) di Bruno Cornacchiola, depositati presso l’associazione SACRI fondata dallo stesso veggente. Molte sono le profezie già avveratesi: dalla tragedia di Superga, alla bomba al Laterano del 1993, alla misteriosa morte di Aldo Moro. Tutte queste profezie compiute attestano inequivocabilmente l’autenticità di queste apparizioni e messaggi mariani. Molte profezie, tuttavia, riguardano eventi futuri, o “in progress”, di cui possiamo già scorgere ben delineato sotto ai nostri occhi il progetto architettonico: dall’avvelenamento con sostanze tossiche presenti nell’aria e nei cibi, fino ad arrivare alla persecuzione del “popolo che viene da Oriente”. Grande attenzione da parte della Madonna riguardava soprattutto la situazione interna alla Chiesa, che sarebbe arrivata ad un tragico allontanamento dalla fede (apostasia interna).

4) S. Gaeta, Il veggente. Il segreto delle Tre Fontane. Edz. Salani, Milano, 2016, p. 69. Rimando anche ad una conferenza di Gaeta tenuta a Ravenna il 2 aprile scorso dal titolo “Fatima tutta la verità”. Verso la fine, rispondendo ad una domanda circa le connessioni tra Fatima e Le Tre Fontane, tratta brevemente del mistero dei “due Segreti prospettici”. Reperibile su: www.youtube.com/watch
https://gloria.tv/article/8JdZnZnri4dxEHCxn2xB8BaEU


Padre Amorth: "la Russia deve ancora essere consacrata al Cuore Immacolato di Maria"...


1959 – La statua della Madonna di Fatima in Italia

Fatima, Roma – di Padre Gabriele Amorth – "Quando divenni sacerdote, non pensavo che la mia vita sacerdotale sarebbe stata così legata alla Madonna di Fatima. Già mi aveva incantato leggere quando nel 1917, alla fine della Prima Guerra Mondiale (come visto – Ndr – preannunciata e pianificata in una lettera tra i gran maestri della massoneria internazionale Albert Pike e Giuseppe Mazzini – vedi qui Islam e Scontro tra civiltà – Mazzini, Pike e la Pianificazione Massonica del terzo caos mondiale), la Madonna era apparsa a tre bambini, così piccoli, 10 anni Lucia, 9 anni Francesco, 7 anni Giacinta, per dire loro delle cose così grandi, che si sarebbero manifestate, sviluppate, e che avremmo vissuto tanti anni dopo! Eppure cominciai subito ad attaccarmi alla Madonna di Fatima ed ebbi la grazia – è tutto la Madonna che ha fatto – che nel 1959 ho avutol’iniziativa di consacrare l’Italia al Cuore Immacolato di Maria. Ho avuto l’incarico dalla CEI sotto la richiesta del Cardinal Lercaro. Ma come si faceva ad organizzare in così poco tempo la consacrazione di una nazione intera? Ecco l’idea, per la prima volta si fece venire la Madonna di Fatima in Italia. Allora non erano ancora di moda le Peregrinatio Mariae; la si fece andare in elicottero in tutti i capoluoghi di Provincia.

1984 - La Consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria

Non c’era mezzo più rapido se non l’elicottero, perché in quei pochi mesi, dall’aprile del 1958 al settembre del 1959 la Madonna potesse visitare tutta l’Italia. Da tanti anni anche io andavo da Padre Pio, e feci in modo di trovare un giorno in cui la Madonna potesse andare da Padre Pio. Ecco la mia prima avventura, la consacrazione dell’Italia al Cuore Immacolato di Maria. Poi, nel 1984, Giovanni Paolo II decise la Consacrazione del mondo, la più solenne, quella del 25 marzo 1984. Il giorno dell’annunciazione fece venire la Statua della Madonna di Fatima, quella proprio che sta fissa nel piazzale e che non si muove mai. La fece venire a Roma e io fui incaricato, come segretario di un comitato Mariano, di organizzare la piazza, la sistemazione dei gruppi; ma c’era così tanta gente per cui fu molto difficile da organizzare!

La Russia – Una richiesta precisa

Molti non riuscirono in quel giorno a vedere né la statua della Madonna né la figura del Papa tanto era la calca della gente, dentro e fuori il colonnato del Bernini, in tutta la Via della Conciliazione, nelle vie vicine. Il Papa fece una piccola novità, pronunciando le parole della Consacrazione. Lui avrebbe voluto consacrare Mosca, la Russia, al Cuore Immacolato di Maria; quello era il suo desiderio perché questa era la richiesta della Madonna, una richiesta precisa.

Giovanni Paolo II fece una piccola novità

Però, il suo circondario gli era contrario: «No, perché così irritiamo il patriarca di Mosca»; «Qui ci mettiamo contro "I Sovietici"…» Dopo diversi tentativi di convincere i suoi consiglieri, Papa Giovanni Paolo II decise di ascoltarli e di non nominare la Russia durante la consacrazione.

Una consacrazione diversa?

Egli tuttavia rese un servizio alla Madonna di Fatima, e cioè fece capire pubblicamente, in modo abbastanza chiaro, che quel giorno non stava compiendo la consacrazione richiesta dalla Madonna di Fatima. Il Papa sottolineò questo aspetto per ben due volte, quel giorno: la prima alla mattina, durante la cerimonia stessa di consacrazione, e la seconda tre ore più tardi, all’interno della Basilica di San Pietro. Il testo della cerimonia di consacrazione era stato preparato con molti mesi d’anticipo ed era stato inviato a tutti i vescovi con una lettera datata 8 dicembre 1983 (pubblicata dall’Osservatore Romano il 17 febbraio 1984).


Giovanni Paolo II si discosta dal testo… e aggiunge…

La mattina del 25 marzo 1984, tuttavia, dopo aver pronunciato quella parte dell’Atto di Consacrazione nella quale aveva consacrato il mondo alla Beata Vergine – ben sette paragrafi dopo, per l’esattezza – Papa Giovanni Paolo II si discostò inaspettatamente dal testo preparato. Dopo le parole «Madre della Chiesa», egli aggiunse le seguenti parole: «Illumina specialmente i popoli di cui tu aspetti la nostra consacrazione e il nostro affidamento». Questo fu l’unico cambiamento effettuato dal Papa al testo della cerimonia. Le sue parole indicano chiaramente che egli sapeva che la Consacrazione della Russia chiesta dalla Madonna di Fatima non veniva esaudita con la consacrazione di quel giorno. Le sue parole, infatti, imploravano la Madonna di illuminare dei popoli in particolare, la cui consacrazione la Madonna stava ancora aspettando. L’unico paese o popolo che la Madonna di Fatima abbia chiesto di consacrare era quello Russo.

Una consacrazione ancora attesa?

Per rendere il concetto ancora più chiaro, Papa Giovanni Paolo II ripeté lo stesso messaggio qualche ora più tardi, alle ore 16 di pomeriggio, all’interno della Basilica di San Pietro e davanti a 10 mila fedeli, in occasione del congedo dalla Statua della Vergine Pellegrina. Anche in quel caso, a ore di distanza dalla cerimonia di consacrazione del mattino, il Papa riconobbe in una cerimonia pubblica che la consacrazione richiesta dalla Madonna di Fatima doveva ancora essere compiuta. Nella sua preghiera alla Vergine, egli attirò l’attenzione su certi popoli (il popolo Russo) che avevano particolare bisogno d’essere consacrati – «quei popoli per i quali Tu stessa aspetti il nostro atto di consacrazione e di affidamento. Tutto questo abbiamo potuto fare secondo le nostre povere, umane possibilità, nella dimensione della nostra umana debolezza».

Solo la consacrazione della Russia

La Madonna aveva chiesto solo la consacrazione della Russia, da notare che a Fatima non aveva mai chiesto la consacrazione del mondo, quella la chiese per mezzo di Alessandrina Maria da Costa e dell’Episcopato Portoghese, ma ha avuto un altro cammino. Però, non era ancora la vera e propria consacrazione della Russia. E io che mi trovavo ad un metro da distanza dal Papa, inginocchiato nel pronunciare la consacrazione, mentalmente per conto mio feci la consacrazione della Russia.

Mosca – dove partì l'errore satanico più grande del mondo

Se la Madonna vuole, la Madonna si che andrà a Mosca! La Madonna sì che sta girando il mondo e andrà anche lì, donde è partito l’errore più grande del nostro secolo, del secolo scorso, e anche quello attuale: il comunismo! E la Madonna di Fatima l’aveva già predetto: se non si consacrerà la Russia al Mio Cuore Immacolato la Russia spargerà nel mondo i suoi errori, e il comunismo ateo è stato sparso veramente in tutto il mondo (ciò che oggi noi chiamiamo con l'espressione "Nuovo Ordine Mondiale" – Ndr), perché non si è fatto quello che la Madonna voleva.

Mosca, la Madonna e la sfida del futuro

La Madonna può ancora, nonostante ciò che è stato fatto, può ancora distruggere ciò che è stato fatto di sbagliato e ritornare attraverso Mosca, a riportare l’umanità nella Retta Via, e quella nazione che ha sparso gli errori del comunismo, in tutto il mondo, questa nazione potrà diventare l’artefice di missionari, che spargeranno la devozione alla Madonna in tutto il mondo. Fatima, ossia la Madonna, che ama il mondo e sta portando il mondo a Dio e alla pace. Con questo benedico volentieri quanti sono in ascolto, che per intercessione di Maria Santissima, scenda la benedizione della Trinità nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, e che l’amore a Maria ci porti veramente all’amore a Gesù, perché attraverso Maria che Gesù è venuto a noi, ed è attraverso Maria che noi andiamo a Gesù. Sia lodato Gesù Cristo, sempre sia lodato".

Padre Gabriele Amorth, esorcista

Fonte:

www.quieuropa.it/la-russia-e-sta…

A chi capisce l'inglese consiglio vivamente di leggere questa intervista clamorosa del giornalista Zavala a Padre Amorth pubblicata dopo la morte del famoso esorcista in cui quest'utimo aggiunge dettagli interessantissimi ed importantissimi anche sulla questione della consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria.
Chief Exorcist Father Amorth: Padre Pio Knew The Third Secret and related it to the apostasy in the Church


In ogni caso, per chi non leggesse inglese, ho personalemente realizzato una traduzione piuttosto fedele della sezione dell’intervista che riguarda la questione della consacrazione della Russia al Cuore Immacolata.
Vi accorgerete con non troppa difficoltà che le precisazioni di Padre Amorth sono opportunissime e difficilmente smentibili:

« "La Consacrazione (della Russia, ndr.) non è stata compiuta"
 - dice padre Amorth - “Io ero presente all'atto di consacrazione. Ero in piazza San Pietro quella domenica pomeriggio, molto vicino al Papa, così vicino che potevo quasi toccarlo”.

Pressato da Zavala su perché creda così fortemente che la Consacrazione non sia stata fatta, padre Amorth replica: “Molto semplice: Giovanni Paolo II voleva menzionare la Russia espressamente ma alla fine non lo ha fatto”.

Zavala ha insistito con padre Amorth dicendo che suor Lucia stessa aveva detto che il Cielo aveva accettato la consacrazione. Zavala dice di aver visto una reazione incredula di padre Amorth.

“Lucia ha detto questo?”, chiede padre Amorth.

E Zavala: “Beh, l’ha affermato cardinal Tarcisio Bertone nel 2000 'nascondendosi dietro una lettera' di Lucia del 1989 (l’originale spagnolo è “escudandose”) nella quale si afferma che il Cielo aveva accettato la Consacrazione nonostante mancasse una delle più importanti condizioni”.

“Tu hai visto la lettera?”,
 chiede padre Amorth quasi come conducendo un interrogatorio di tipo poliziesco alla ricerca dell'evidenza.

“No mai”, risponde con voce fioca Zavala.

“Ed io penso che non la vedrai mai – risponde Amorth – perché sono convinto che suor Lucia non l'ha mai scritta”.

“Come fa ad esserne così sicuro?”,
 insiste Zavala

E padre Amorth: “Perché Cardinal Bertone non ha mostrato quella lettera – mentre avrebbe dovuto farlo – quando ha annunciato il Terzo segreto di Fatima? Una semplice fotocopia del manoscritto inclusa nel dossier ufficiale del Vaticano sarebbe stata sufficiente a dissipare ogni dubbio. Se il Vaticano è sempre stato scrupoloso nel fornire le prove documentarie autenticanti le informazioni di suor Lucia anche su questioni di minore importanza, quale ragione ci sarebbe dovuta essere per “economizzare” (in inglese “skimp”) sulla sola prova documentaria che secondo Bertone avrebbe convalidato un fatto che senza dubbio era di grandissima importanza, quale appunto la Consacrazione compiuta da Giovanni Paolo II?

“Sì è strano” ammette Zavala .

“Davvero pensi che suor Lucia ci abbia messo 5 anni per dire che la Consacrazione era stata davvero accettata e Bertone avrebbe aspettato non meno di 16 anni per annunciare la validità di qualcosa di così cruciale come la Consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria?”.

Tutto ciò è in realtà molto strano” afferma a Zavala di nuovo.

Inoltre - ha aggiunto padre Amorth – se la Consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria fatta da Pio XII nel 1942 fu solo parzialmente accetta perché non menzionò specificamente la Russia e Gesù disse che in vista di quella consacrazione la guerra sarebbe stata solo accorciata ma non sarebbe finita immediatamente, perché adesso avrebbe dovuto cambiare idea con il caso di Giovanni Paolo II se neppure in quel caso la Russai fu menzionata? Sarebbe una incongruenza”.
“Effettivamente è così”, risponde Zavala

"E dunque?"

"Non ho alcun dubbio che la consacrazione non è stata compiuta nei termini richiesti dalla Vergine Maria. Ma non dobbiamo perdere di vista cosa Ella stessa volle dirci attraverso suor Lucia: 'Alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la Russia e sarà concesso al mondo un tempo di pace" ».