ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 15 maggio 2018

"Non difendere la Verità equivale a negarla”

Questa chiesa conciliare non è Chiesa cattolica, dunque non ne vogliamo far parte


Siamo giunti davvero al limite perché ormai è talmente evidente quanto la chiesa conciliare tutta (non solo quella di Bergoglio!) ha gettato la maschera per rivelarsi esattamente per quello che è: la chiesa di Giuda che conduce alla perdizione. Non se ne può più di scandali che si susseguono l'uno dopo l'altro, l'uno più grave dell'altro fino a sfociare persino nella blasfemia.
Gli ultimi freschi accadimenti ne sono un esempio, un gravissimo esempio che vede una chiesa di sbandati continuamente tentare Nostro Signore. Tutto ciò accade nell'assordante silenzio di chi, sacerdote considerato difensore della Tradizione, dovrebbe alzare la voce e denunciare lo scempio che sta accadendo nella Casa del Signore, e invece tace vilmente assecondando di fatto l'andazzo che grida vendetta al cospetto di Dio. Questi pretacci, peggiori dei peggiori modernisti, diranno: “Vorrei ma non posso...” per coprire la loro vergogna perché in realtà sanno bene che è un “potrei ma non voglio”.
Inutili, a questi sordi, risuonano le parole di S.Tommaso: “Non opporsi all'errore significa approvarlo. Non difendere la Verità equivale a negarla”.
Dunque sarebbero questi i sacerdoti, i pastori che dovrebbero difendere la Fede? Dio ce ne scampi da questi impostori e nullafacenti. 

È inaccettabile assistere a quanto accaduto nella vicenda del piccolo Alfie Evans e a ciò che è occorso ai suoi giovani genitori: consigliamo vivamente di collegarsi al sito www.riscossacristiana.it e rileggere gli articoli che fotografano gli accadimenti e le responsabilità di chi avrebbe dovuto fare e invece non ha fatto, o ancora peggio, ha sì fatto ma sorreggendo la mano del boia! 
È inaccettabile prendere atto di quanto accaduto nella sfilata di moda svoltasi a New York nella quale si sono viste “modelle” e donne famose del cinema e della musica che in passerella, mezze nude, hanno ostentato un'oscena parata blasfema indossando paramenti religiosi. Già questo basterebbe per rendersi conto del fondo a cui si è giunti eppure si è riuscito persino a fare di peggio. Perché per allestire quell'insulto a Dio si è appreso che quei paramenti sono stati presi dalle sacrestie della Città del Vaticano, ottenuti da ecclesiastici vaticani (uno su tutti, il card. Ravasi): dunque si tratta di veri paramenti sacriindossati dai Sommi Pontefici! Ovviamente anche in questo caso nessun sacerdote si è degnato di condannare uno scempio simile... nessuno! 
Così non può stupire nemmeno ciò che accade in quel di Bergamo dove – a causa del vomitevole e blasfemo gaypride che per la prima volta, grazie all'amministrazione di sinistra della città lombarda che vede sindaco Gori, prenderà corpo sabato 19 maggio – si è inizialmente informati (fonte facebook Il popolo della famiglia, il cui leader è Mario Adinolfi) della pregevole iniziativa dei cappuccini bergamaschi di indire una adorazione eucaristica in riparazione a quell'evento, salvo poi prendere atto della successiva comunicazione: la cancellazione dell'adorazione eucaristica di riparazione per l'evento sodomita, perché evidentemente così deve essere stato imposto dall'alto (alias Curia bergamasca, già peraltro tristemente nota per la sua pastorale così tanto conciliarista e così poco cattolica). Non ci sono parole, se non quelle ridicole di chi, manifestando la propria imbecillità congenita, persino ringrazia comunque i cappuccini per la loro disponibilità. Disponibilità? Ma quale disponibilità! Piuttosto i “coraggiosi cappuccini” non hanno nessuna scusante per il loro dietrofront a meno che per questi confratelli di Padre Pio (sic!!!) sia più importante ubbidire alle imbarazzanti convenienze di chi fa pressioni dall'alto piuttosto che ai diritti di Dio. Ma tant'è, questi sconcertanti comportamenti sono ormai da considerare il consueto modus operandidi cattolici, chierici e laici, che hanno fatto una scelta precisa: aderire alla chiesa conciliare, alla sua nuova dottrina, alla sua nuova liturgia, alla sua nuova religione. 
Alla luce di tutto ciò, vien proprio da piangere nel vedere a che punto i nemici interni della Chiesa si sono infiltrati demolendola pezzo per pezzo. Non si comprende come possa essere così numericamente spaventoso il numero di preti, vescovi e cardinali che hanno vestito i panni di Giuda tradendo Dio con un inverosimile serie di atti di una gravità tale da fare accapponare la pelle.
E che tristezza vedere un clero sì tanto corrotto con al seguito fiumi di fedeli incapaci ormai neppure più di far funzionare il cervello: la ragione, il cuore, la Fede: scippati e distrutti dal demonio.
No, no ne possiamo più di questa chiesa conciliare così perversa, così corrotta, così falsa, così intrisa di cattiveria e di superbia, così puzzolente di zolfo. 
Sappiamo che non tarderanno le persecuzioni a quanti intendono denunciare l'apostasia di questa falsa chiesa, a quanti intendono rimanere cattolici... del resto già accadono.
Che il Buon Dio ci dia la Grazia necessaria per fronteggiare quanti riverseranno su di noi l'odio del demonio che hanno in corpo.
Ma vi è un solo dovere: sopportare e riparare le tremende offese a Dio affinché quando arriverà il giorno in cui dovremo comparire davanti al tribunale di Nostro Signore non ci sentiremo dire: “Via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e i suoi angeli”(Mt 25, 41).