ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 12 giugno 2018

E ora è coinvolto anche il Vaticano…

BILDERBERG: GESTIRE LA PLEBE


Che cosa ci fa un alto prelato vaticano al gruppo Bilderberg? É la prima volta che accade: ha creato polemiche la partecipazione del Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin alla recente riunione del gruppo Bilderberg 
di Tyler Durden  


Ha creato polemiche la partecipazione del Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin alla recente riunione del gruppo Bilderberg, che si è conclusa ieri a Torino.  É la prima volta che accade ed è una buona occasione per cercare di capire meglio come funziona e che cosa si propone – nelle dichiarazioni e nei fatti – questo gruppo elitista per eccellenza. 

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Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, parteciperà alla conferenza di quest’anno del gruppo Bilderberg, che si terrà a Torino, in Italia, da oggi a domenica (si è conclusa ieri, domenica 10 giugno, ndt), secondo quanto riporta la lista degli ospiti ufficiali, 131 partecipanti.
La presenza di Parolin segna la prima volta che un funzionario Vaticano di alto rango prende parte alla conferenza e potrebbe avere qualcosa a che fare con la “cultura dell’incontro” incoraggiata da Papa Francesco.

Il Papa ha sottolineato il 6 maggio, quando ha ricevuto il Premio Carlo Magno, che “è urgente per noi oggi coinvolgere tutti gli attori sociali nel promuovere «una cultura che privilegi il dialogo come forma di incontro», portando avanti «la ricerca di consenso e di accordi, senza però separarla dalla preoccupazione per una società giusta, capace di memoria e senza esclusioni»“.
Parolin ha preso parte al World Economic Forum di Davos l’anno scorso, dove ha tenuto un discorso sulla diplomazia pontificia. La sua partecipazione alla conferenza del gruppo Bilderberg segue le dimissioni a maggio di 34 vescovi cileni in relazione a uno scandalo riguardante alcuni sacerdoti pedofili.
Come abbiamo riferito mercoledì scorso, mentre l‘evento dello scorso anno a Chantilly si è concentrato sull’amministrazione Trump e su “Perché il populismo sta crescendo?”, i temi di quest’anno – molti dei quali possono essere archiviati alla voce “gestire la plebe” – includono:
1. Populismo in Europa
2. La sfida della diseguaglianza
3. Il futuro del lavoro
4. L’intelligenza artificiale
5. Gli Stati Uniti prima delle elezioni di metà mandato
6. Il libero commercio
7. La leadership mondiale degli Usa
8. Russia
9. Calcolo quantistico
10. Arabia saudita e Iran
11. Il mondo della “post-verità”
12. Eventi attuali
In altre parole – perché gli europei si preoccupano così tanto dei loro “confini, lingua e cultura”,come continuare a dare la colpa alla Russia del cosiddetto populismo, che cosa fare una volta che l’intelligenza artificiale e l’automazione avranno sostituito la maggior parte dei posti di lavoro e come creare nuove narrazioni in un mondo di “post- verità “, in cui nessuno crede più ai media mainstream.
E, come abbiamo visto, l’Italia ha appena fatto un passo importante nella direzione del populismo, dopo che il partito anti-migranti del Paese, la Lega, ha formato una coalizione populista con il Cinque Stelle, mentre il leader della Lega, Matteo Salvini, ha preso l’incarico di vicepresidente del Consiglio e ministro dell’Interno venerdì scorso – impegnandosi a rimpatriare 500.000 immigrati clandestini, evitare la globalizzazione, monitorare le moschee e rinvigorire l’eredità cristiana del Paese.
L’intera discussione sulla “post-verità” ruoterà probabilmente intorno alle “fake news” – etichetta applicata a qualsiasi argomento di larga diffusione che non corrisponda alla narrazione desiderata – facilitate attraverso siti di notizie alternative e i social media.
Paul Joseph Watson  di Infowars, come al solito, offre una grande interpretazione del summit:
“Sebbene i media tradizionali liquidino abitualmente il Bilderberg come un semplice ‘salotto’ senza poteri reali, ci sono innumerevoli esempi di come il gruppo eserciti la sua influenza sugli affari mondiali.
Nel 2010, Willy Claes, ex segretario generale della NATO e membro del Bilderberg, ha  ammesso  che i partecipanti al Bilderberg hanno l’incarico di attuare le decisioni che vengono formulate durante la conferenza annuale dei gestori del potere. Se questo è vero, costituirebbe una violazione della legge di numerosi paesi, che vieta ai politici di essere segretamente influenzati da agenti stranieri.
Nel 2009, il presidente del Bilderberg, Étienne Davignon, si è persino fatto vanto di come la moneta unica dell’euro sia nata da un’idea del gruppo Bilderberg.” InfoWars
Fondato nel 1954, l’incontro segreto si è svolto ogni anno “per favorire il dialogo tra Europa e Nord America”, secondo i suoi organizzatori.
Circa due terzi dei partecipanti provengono dall’Europa, mentre il resto proviene dal Nord America. Circa il 25% proviene dalla politica e dal governo, mentre il resto proviene da altri settori. È tutto molto segreto, ovviamente.
“La conferenza è un forum per discussioni informali sui principali problemi che affliggono il mondo. Le riunioni si svolgono secondo la Chatham House Rule, che stabilisce che i partecipanti sono liberi di utilizzare le informazioni ricevute, ma non devono rivelare né l’identità né l’ente di appartenenza degli oratori né di alcun altro partecipante.”
“[I] partecipanti non sono vincolati dalle convenzioni del loro ruolo né da posizioni prestabilite”, affermano gli organizzatori. “In questo modo, possono prendersi il tempo per ascoltare, riflettere e raccogliere approfondimenti. Non c’è alcun obiettivo prestabilito, non viene redatto alcun verbale e non si pubblica alcun rapporto scritto. Inoltre, non vengono approvate risoluzioni, non ci sono votazioni e non sono rilasciate dichiarazioni politiche “.
In altre parole: un’orgia di accordi sottobanco e piani generali…
E se qualcuno ancora pensa che questi siano vaneggiamenti da complottista e che invece queste élite si incontrino per discutere su ciò che è nel nostro miglior interesse, basta che ascolti semplicemente che cosa ha detto uno che è stato per 39 anni membro del comitato direttivo su uno dei loro principali obiettivi.
“Sebbene i membri di regola non discutano di ciò che accade nella conferenza, il deputato laburista e vicesegretario del partito Denis Healey, membro del comitato direttivo per più di 30 anni, interrogato dal giornalista Jon Ronson per il suo libro Them (trad. italiana: Loro. I padroni segreti del mondo. Fazi Editore, 2005, ndt), ha offerto una chiara dichiarazione delle sue intenzioni.
“Dire che aspiravamo ad ottenere un governo mondiale è esagerato, ma non del tutto sbagliato”, ha dichiarato.
“Quelli di noi che partecipavano al Bilderberg pensavano che non potessimo continuare a combattere tra di noi per niente, uccidendo e privando milioni di persone della casa. Quindi avevamo la sensazione che una comunità unica sparsa in tutto il mondo sarebbe stata una buona cosa.”
E ora è coinvolto anche il Vaticano…


Che cosa ci fa un alto prelato vaticano al gruppo Bilderberg?
 Da ZeroHedge.
di  Tyler Durden e Rododak


http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/storia-e-identita/storia-moderna/5975-bilderberg-gestire-la-plebe
A protester’s sign saying ‘Stop The New World Order’ near the venue of the 2016 Bilderberg conference in Dresden, Germany. Photograph: Chad Buchanan/Getty Images

Bilderberg sarà ancora importante, se cambia il futuro della guerra?

Il vertice di quest’anno è tutto sulla guerra – ma che cosa vogliono?

Quest’anno il Summit di Bilderberg  è un consiglio di guerra. In agenda: Russia e Iran. In sala conferenze: il Segretario Generale della Nato, il  Ministro della Difesa tedesco e il Direttore dei Servizi di Intelligence francese, DGSE. Si tratta di una sfilza di strateghi, accademici e teorici militari che si sono riuniti a Torino, in Italia, , ma per quei paesi che si trovano nei punti caldi della geopolitica non c’è niente di teorico in questi colloqui. Non quando i PM di Estonia e Serbia discutono della  Russia né quando il PM della Turchia parla dell’Iran.
L’indicazione più chiara sulle  sorti del conflitto guidato dagli Stati Uniti si può trarre dalla presenza del top war-gamer, il giocatore di punta del Pentagono, James H Baker, esperto di tendenze militari e nessuna tendenza è più di tendenza nel mondo della strategia della guerra, oggi,  se non l’intelligenza artificiale. Quest’anno Bilderberg  dedica un’intera sessione alla I.A. – e ha invitato il teorico militare Michael C Horowitz, uno che ha scritto molto su come vede l’impatto della IA sul futuro della guerra.
Il Presidente della Russia, Vladimir Putin,  si congratula con il Presidente della Cina, Xi Jinping. Cina e Russia stanno investendo molto sulle Intelligenze artificiali. Foto: Sergey Guneyev/AFP/Getty Images
Horowitz considera la IA come un “aiuto definitivo”. In un articolo pubblicato poche settimane fa nel Texas National Security Review, cita una osservazione di Putin del 2017:“L’intelligenza artificiale è il futuro, non solo per la Russia, ma per tutta l’umanità. Chi diventa leader in questa materia governerà del mondo. “
Horowitz dice che ” Cina, Russia e altri paesi stanno investendo nella IA per aumentare il loro rispettivo potenziale militare, perché questo permette di fermare la superiorità militare USA.” La dominazione militare globale è improvvisamente diventata di dominio pubblico e questo ci porta al punto più intrigante dell’agenda Bilderberg di quest’anno: “La leadership mondiale degli Stati Uniti”.
Il più eminente tra i geopolitici presenti al Bilderberg, Henry Kissinger, avrà qualcosa da dire, dato che per decenni ha suonato la campana a morto per la leadership mondiale americana. Nel 2005 già scrisse su come l’ascesa della Cina avrebbe comportato “un sostanziale riordino del sistema internazionale“.
La Casa Bianca è chiaramente preoccupata, tanto da aver inviato al Bilderberg il Direttore del Consiglio di Sicurezza Nazionale per la Cina, Matthew Turpin e sicuramente  Turpin non riferirà di questo “spostamento gravitazionale” verso est, di nascosto, solo all’orecchio di Trump.
Ma ecco il punto: questo rimodellamento del potere tettonico, in cui “il centro di gravità degli affari del mondo” si sposta dall’America alla Cina, è un concetto precedente alla IA.  L’ AD di Google recentemente ha detto  che la IA sarà  importante come l’elettricità o il fuoco”. Questa “rivoluzione onnicomprensiva” per le strutture di potere tradizionali potrebbe portare ad una trasformazione totale. Non si tratta solo del passaggio del testimone della leadership mondiale dagli Stati Uniti alla Cina, è l’intera struttura della leadership mondiale che potrebbe – semplicemente – svanire, o prendere una forma che nessuno, nemmeno Kissinger, avrebbe potuto prevedere.
E questo significa per Bilderberg che il sistema di influenza transatlantica e di formazione dell’opinione pubblica che il gruppo ha costruito e perfezionato per decenni, potrebbe svanire da un giorno all’altro. Tutte le macchinazioni diplomatiche di Józef Retinger e Étienne Davignon, tutto il potere dei vari  Rockefeller, Agnelli e Wallenberg diventerebbero irrilevanti con la discontinuità che porterebbe la IA.
Sir John Sawers, ex capo dell’MI6, ora gestisce Macro Advisory Partners, che offre consulenze per navigare  in “un paesaggio globale volatile e frammentario”.  Foto: Elyse Marks / Edelman / PA
Non c’è da stupirsi che Bilderberg, preso dall’angoscia esistenziale, stia cercando disperatamente di tenere il passo con gli ultimi sviluppi tecnologici: quest’anno discute di “quantum computing” in una sessione guidata da Hartmut Neven, Direttore del Quantum Artificial Lab di Google. La lista degli invitati è piena di gente di Google. L’esperto di IA Demis Hassabis, capo del progetto DeepMind di Google, è una presenza fissa nelle conferenze, Bilderberg ha capito che il futuro sta nell’hi-tech e sta attaccandosi a Google con tutte e due le mani.
Intanto si deve pur passare piacevolmente il tempo e cosa c’è di meglio se non qualche piccola guerra per procura con la Russia, soprattutto se sigestiscono enormi fabbriche  di armi, come tanti dei presenti al Bilderberg. Marcus Wallenberg è presidente della Saab, che costruisce jet da guerra. Giampiero Mossola è presidente di Fincantieri, che costruisce fregate e Thomas Enders è il capo di Airbus, la settima compagnia che produce armi al mondo.
Qualche scaramuccia in Estonia farebbe bene agli affari, anche se non all’Estonia.
Comunque la più grande questione etica affrontata dal summit non è se mungere o no profitti dalla follia della guerra, non è Bombardare e Ricostruire paesi, fare debiti per comprare missili ecc… , va tutto bene: è così che funziona il neoliberismo. Quello che è più difficile da giustificare – in un quadro democratico – è il processo decisionale-pratico in cui vengono dibattuti i conflitti : a porte chiuse da gente che decide dove va la politica insieme a industriali miliardari e a speculatori del settore privato. Il PM dei Paesi Bassi che discute sui nuovi punti caldi del mondo, nel lusso e nella più assoluta riservatezza con il CEO di Royal Dutch Shell e con il presidente di Goldman Sachs International. È un’ottica orribile.
Al Bilderberg, il Segretario Generale della Nato discute della Russia con i finanzieri che devono trasformare le informazioni che ricevono in dollari. Il membro di Bilderberg, Sir John Sawers, che era capo del progetto MI6, adesso è capo della Macro Advisory Partners e aiuta i suoi clienti a navigare “verso un panorama globale volatile e frammentario” così “massimizza le opportunità e minimizza i rischi” e fa lo stesso con la BP, quando partecipa al suo Consiglio di Aministrazione.
Lo stesso che ha fatto Kissinger  per anni con la sua Kissinger Associates: sfruttando le informazioni che possedeva per fare soldi. NON E’ QUESTO il modo in cui deve funzionare la democrazia rappresentativa. Così funziona Wall Street. Questa è la versione geopolitica dell’abuso di informazioni privilegiate: accesso privato a informazioni non pubbliche.
I politici presenti al Bilderberg dovrebbero rendersi conto, quando si prendono una pausa dai brain-storming, per godersi il buffet, che al tavolo del buffet : il vero buffet sono loro. Non c’è molta dignità nel buttare a mare la democrazia, ma c’è un gran mucchio di soldi, e per tanta gente questo basta.
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Fonte : https://www.theguardian.com

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