ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

lunedì 25 giugno 2018

No, questo non ce lo può chiedere

Santo Padre, noi non rinunceremo mai a predicare la necessità della Verità Cattolica



Santo Padre, Ella recentemente è tornato sulla questione del “proselitismo”
Rientrando dalla Svizzera, sull’aereo ha detto ai giornalisti: “Oggi è stata una giornata proprio ecumenica ed a pranzo abbiamo detto una bella parola: nel movimento ecumenico dobbiamo togliere dal dizionario una parola, proselitismo. Chiaro? Non si può avere ecumenismo con proselitismo.” (clicca qui).
Ebbene, forti dell’esempio dei Santi (di cui vogliamo essere indegni e sempre incapaci imitatori), forti di ciò che la Chiesa ha sempre affermato, Le diciamo, Santo Padre, che su questo non potremo seguirla.

Noi continueremo a pregare per la conversione all’unica e vera Chiesa di Cristo (quella Cattolica) di chi si trova al di fuori di essa. Così come continueremo ad insegnare la necessità e la bellezza della Verità Cattolica e a difenderla -costi quel che costi- da chi ne vuole sminuire l’importanza o perfino distruggerla. A tal proposito, ci addolora tantissimo il doverLe dire che con queste sue parole, Ella, dà manforte a chi nutre questa pretesa.
Santo Padre, ci chieda tutto, ma non ci chieda di tradire la Verità Cattolica. Verità per cui tanti sono arrivati ad offrire il proprio sangue!
No, questo non ce lo può chiedere.
E’ proprio la grandezza della sua autorità e del ruolo che ricopre (il più alto che ci sia sulla terra) che non le dà questa autorità. Perché la sua autorità è nell’essere Vicario di Cristo ed è Cristo che ha fondato la sua Chiesa come unica arca di salvezza.
Indegnamente pregheremo per Lei affinché possa capire la grave responsabilità che si sta prendendo con queste parole. Sono infatti parole che scandalizzano le anime. Non solo il cattolico che potrebbe non capire più il perché doverlo essere, ma anche chi dovesse trovarsi fuori della Chiesa, che in tal modo si sentirebbe più che legittimato a perseverare nell’errore.
Santo Padre, noi amiamo il Primato Petrino e il suo sublime mistero, ma non le nascondiamo che queste parole ci fanno sentire sempre più orfani di una guida sicura, di un pastore che protegga adeguatamente la Verità, che ci confermi nell’amore all’unica e santa Chiesa di Cristo.
http://itresentieri.it/santo-padre-noi-non-rinunceremo-mai-di-predicare-la-necessita-della-verita-cattolica/

Lo zucchero, il miele e il veleno di Papa Francesco


Tanto zucchero e tanto miele nel discorso a braccio del Papa al Forum delle famiglie. Ed anche veleno, tanto veleno, inconsapevole ovviamente, inconsapevole veleno. Zucchero e miele nel racconto dei due anziani sposini che si guardano negli occhi bagnati e dicono d’essere innamorati, dopo sessant’anni di matrimonio. E allora? Se è vero, sono mosche bianche.
La realtà è un’altra. Se tutto va bene, se il matrimonio non fallisce come falliscono tantissimi matrimoni, di norma, si sa, l’innamoramento svanisce, resta l’affetto e il rispetto. E poi: “Qual è la più grande sfida dell’uomo? Fare più donna sua moglie. Più donna. Che cresca come donna. E qual è la sfida della donna? Fare più uomo suo marito”. Ma suvvia! E poi: “Voi siete icona di Dio: la famiglia è icona di Dio. L’uomo e la donna: è proprio l’immagine di Dio. Lui lo ha detto, non lo dico io. E questo è grande, è sacro”. E qui con il miele, già un po’ di veleno: l’uomo e la donna. E ti pareva? E poi tutto veleno, senza miele: «Poi oggi – fa male dirlo – si parla di famiglie “diversificate”: diversi tipi di famiglia… Ma la famiglia umana come immagine di Dio, uomo e donna, è una sola. È una sola». Ma sì, le famiglie “diversificate” saranno immagine del diavolo?
Se la maestra ai bambini che per merenda hanno portato chi una mela chi una pera, dice che le mele sono la vera frutta, la buona frutta, la giusta frutta, senza dirlo,  disprezza le pere, e rischia di far piangere il bambino che sta addentando la pera.
Tutto veleno, solo veleno, senza zucchero né miele, quando ha messo sullo stesso piano l’aborto e “quello che facevano i nazisti per curare la purezza della razza”. Lui stesso, l’incauto Papa, ha messo in evidenza, senza volerlo, la grande differenza: “per curare la purezza della razza”. C’era odio e disprezzo per il debole, il diverso. In fondo non si è discostato molto da Giovanni Paolo II, quando mise sullo stesso piano l’aborto e il delitto di Caino, trascurando il particolare che  all’origine del delitto biblico, c’erano la gelosia, l’ira, l’odio profondo; sentimenti che non possono mai essere, ovviamente, all’origine dell’aborto. Ma così va il mondo.
Renato Pierri

Papa Francesco, in alcuni casi l’aborto è una sorta di legittima difesa
“La cosa che mi stupisce alle volte è la sproporzione tra la preoccupazione di tante persone per la sorte dell’embrione, e la loro preoccupazione per la sorte dei bambini una volta nati, per i bambini che muoiono per malattia, per fame, per i bambini abbandonati, sfruttati, schiavizzati. Sembra che l’importante sia che nascano, poi Dio ci pensa… Non c’è proporzione tra il fiume di parole sull’aborto soprattutto da parte egli uomini della Chiesa, e le parole a favore dei bambini una volta nati. Lo stesso discorso si può fare riguardo al fiume di parole sul divorzio da parte degli uomini della Chiesa. Si pensi se avessero fatto altrettanti discorsi a favore delle donne maltrattate e spesso uccise dagli uomini.

Io credo che non abbiamo il diritto di togliere la vita a nessun essere vivente, uomo o animale, forse non abbiamo il diritto neppure di abbattere un albero. Le cose cambiano, però, qualora ci si venga a trovare davanti alla scelta obbligata del male minore. Ci sentiamo in diritto, ad esempio, di uccidere una persona, nel caso della legittima difesa. Ma in alcuni casi l’aborto non è una sorta di legittima difesa? Il concepimento di norma è una grazia, ma può anche essere una disgrazia che sconvolge la vita di una donna, alle volte di una bambina. Si pensi al concepimento a seguito di violenza carnale. Il concepito di norma è un dono, ma può essere una mazzata, di norma è il benvenuto, ma può anche essere un intruso assolutamente non desiderato. Bisogna sempre ricordare quando si parla di aborto, che la persona che vi ricorre non vuole uccidere (verbo improprio) l’embrione, ma liberarsi al più presto di qualcosa che le sconvolge la vita. Riguardo ad embrioni portatori di gravissime malformazioni che li condannerebbero ad una morte prematura e ad inutili sofferenze, l’aborto diventa legittima difesa a suo favore. In questo caso si ricorre all’aborto anche per amore.

Renato Pierri
http://www.corrierenazionale.net/2018/06/24/papa-francesco-in-alcuni-casi-laborto-e-una-sorta-di-legittima-difesa/