ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

sabato 2 giugno 2018

Un esempio da manuale

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La vecchia Sion (sul futuro dell’Italia)

Le agenzie di rating fanno il loro mestiere; non c’è nessun complotto giudaico-massonico, fanno semplicemente le loro considerazioni quando vedono l’ipotesi di un governo sovranista e populista (Carlo De Benedetti, 26 maggio 2018).

Excusatio non petita, accusatio manifesta… Un esempio da manuale. Ormai anche i bambini sanno che le agenzie di rating sono armi di distruzione di massa capaci di annientare le economie di interi Paesi, oltre che grandi imprese e multinazionali. Le loro valutazioni possono innescare in un attimo crolli giganteschi, orientando gli investimenti e provocando rovinosi quanto imprevisti fallimenti. A livello politico, esse sono temibili strumenti di pressione sui governi, che possono cadere per un cattivo “voto”. Da noi è successo nel 2011, con il colpo di Stato che ha rimosso l’ultimo Presidente del Consiglio eletto per portare al potere un uomo della Trilaterale; sette anni dopo, il medesimo espediente è servito da mezzo di intimidazione mafiosa per una formazione politica potenzialmente ribelle, bollata in partenza come governo sovranista e populista, quasi questo fosse il male assoluto. Tutto sommato, però, fin qui non c’è nulla di sostanzialmente nuovo; ma perché mai tirar fuori il fantomatico complotto giudaico-massonico?

Forse perché la cosa è semplicemente vera, ma, per neutralizzare in anticipo anche la sola ipotesi, è appena evocata come un’idea pittoresca da non prendere nemmeno in considerazione. Siamo grati a De Benedetti, comunque, per l’inattesa conferma dei nostri sospetti; anche la propaganda nemica, a volte, finisce suo malgrado col fornire informazioni interessanti. Il succitato ha lanciato una fatwa sul professor Savona perché sarebbe contro la Germania; ma che essa sia infine riuscita a stabilire la propria egemonia in Europa – non più per via militare, ma economica – è perfettamente evidente. I suoi diktat hanno stritolato la Grecia, ormai ridotta ad una miseria paurosa di cui nessuno parla, e ora minacciano il Bel Paese, i cui politici, con oltraggioso disprezzo, sono stati definiti dalla stampa teutonica barboni… Nessuno ci dice però che la Deutsche Bank rischia di fallire o che la “virtuosa” Germania rasenta il collasso per un debito pubblico che è il più alto d’Europa.

Nella Chiesa Cattolica, inoltre, la pseudoteologia tedesca, insieme a quella francese, ha sparso il contagio responsabile di quell’apostasia strisciante che ne ha trasformato le guide in propagandisti del sistema. Ma sarebbe ingiusto prendersela unicamente con la nobile terra tra l’Oder e il Reno: come già negli eventi che portarono alle due guerre mondiali, neanche all’attuale congiuntura pare estranea l’alta finanza ebraica, trasferitasi oltreoceano per controllare di lì un’Europa occupata dagli Stati Uniti con la scusa, prima, di liberarla dall’aggressione nazista, poi di difenderla dalla minaccia sovietica, entrambe orchestrate dalla stessa entità. Ancora una volta i tedeschi – con il rigore logico e la ferrea disciplina, venati di sentimentalismo, con cui obbediscono ciecamente agli ordini di chi li trascina nella catastrofe illudendoli di condurli al trionfo – si lasciano usare per scopi occulti e del tutto alieni dai loro giusti interessi. Certo, si può sempre accusare quel Paese di esser stato la culla degli Illuminati di Baviera, che formano una sorta di cupola della massoneria mondiale; ma anche quella volta (1776) chi finanziò l’impresa si chiamava – guarda caso – Rotschild.

Così, una dopo l’altra, infiliamo tutte le perline a formare una curiosa collanina: crollo della natalità provocato dai dogmi neomalthusiani, attuati per mezzo di aborto, contraccezione, sterilizzazione e omosessualismo; massicce migrazioni artificiali miranti a sostituire le forze vive di popolazioni in rapido invecchiamento e a creare un meticciato senza identità né storia, più facilmente dominabile che nazioni di antica origine e altamente civilizzate; terrorismo ambientalista basato sul mito dei cambiamenti climatici causati dall’attività umana (quando invece, nella misura in cui sono reali, son dovuti al consumismo e alle scie chimiche); progressiva relativizzazione delle dottrine religiose, presentate come causa di conflitti e divisioni, in vista di un’unica religione universale, fedele ancella del potere, centrata sull’uomo e sul suo presunto benessere terreno; occulta colonizzazione politico-finanziaria degli Stati e annientamento economico di quelli che resistono all’attuazione del progetto… e così via verso l’instaurazione del nuovo ordine mondiale.

I nostri peggiori nemici, oggi, sono le istituzioni pubbliche statali ed europee, le quali, anziché fare gli interessi dei loro cittadini, li trattano come pericolosi sovversivi da reprimere. Nel frattempo, orde di giovanotti africani sbarcati illegalmente sul nostro suolo e profumatamente sovvenzionati da contribuenti che tirano la cinghia, sono libere di darsi a furti, rapine e stupri in un clima di assoluta impunità. Nell’affermare questa semplice evidenza non temo affatto di esser bollato come fascista, razzista, populista e quant’altro, perché in realtà siamo noi le vere vittime di quegli atteggiamenti che il potere ci rinfaccia. Questo regime totalitario mascherato da democrazia, finora, non è stato altro che uno strumento dello spietato impero del denaro, del quale i cosiddetti progressisti, laici o clericali, erano i propagandisti prezzolati, cioè gente pagata per vomitare assurdità tese a imporre alle menti e ai cuori il giogo mondialista. Ora che si son presi una solenne legnata sui denti, come faranno a ingraziarsi quelli che, fino all’altro ieri, hanno vituperato in tutti i modi? A chiusura del mese di maggio, il Segretario di Stato ha molto opportunamente partecipato al Rosario nei giardini vaticani, poco prima che fosse annunciato il nuovo governo italiano…

A parte gli scherzi, è comunque prematuro cantar vittoria. Serve a poco prendersela con un Presidente che, come già il predecessore, ha agito come un burattino manovrato dall’alta finanza: altro che impeachment, bisognava sollevarsi in massa e occupare i palazzi del potere realizzando una sorta di rivoluzione d’ottobre in senso inverso, ma dubito che sarebbero stati in molti a passare dalle parole ai fatti. In realtà, fra quelli che giocano a Monopoly sulla pelle altrui, pare proprio che abbiano deciso di annientare la nostra amata Patria, già abbondantemente saccheggiata da francesi, tedeschi, americani, arabi e cinesi, i quali, con la complicità di ben quattro “governi tecnici”, si sono tuffati a pesce sulla svendita delle eccellenze di quella che, fino a pochissimi anni fa, era la quinta potenza industriale al mondo. Detto fra noi, il nostro popolo si merita questo e di peggio per la sua infedeltà al Signore; un po’ di austerità è l’unico mezzo rimasto (prima di una catastrofe) per farlo ravvedere dall’apostasia sacrilega di chi, rigettata la fede e la morale, è di fatto ateo, ma continua a pretendere i riti religiosi. Decidetevi, belli.

È proprio nel senso di un’ulteriore spoliazione che è sembrata andare la bocciatura di un ministro che si era ripromesso – per quanto è dato credere – di rendersi più indipendente dai giochi della finanza internazionale al fine di tutelare, com’è doveroso, gli interessi dei suoi cittadini. Nella medesima direzione si è mosso il fallito incarico (già pronto fin dall’inizio, in totale spregio ai risultati elettorali) di un ex-funzionario del Fondo Monetario Internazionale che ha concorso alla liquidazione della Grecia e, come minimo, avrebbe continuato a ricattarci, a tutto vantaggio degli speculatori stranieri, con lo spauracchio dello spread, la truffa del debito pubblico e il mito del pareggio di bilancio. Anche se l’ennesimo governo non eletto fosse durato solo qualche mese, in ogni caso, avrebbe avuto tutto il tempo di ratificare altri accordi disastrosi e di partecipare a decisivi vertici internazionali, pur senza rappresentare davvero nessuno. Stiamo a vedere, in proposito, come si comporterà il nuovo esecutivo – e quali strategie adotteranno i mercati per “convincerlo” a stare al gioco dei banchieri.

Pubblicato da Elia

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