ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 1 luglio 2018

Pesci di luglio

POTREBBE SEMBRARE UN “PESCE D’APRILE”, MA (TRISTEMENTE) NON LO E’
Molto puntuto questo editoriale di Jeffrey Mirus, che vi riporto nella quasi totalità.
Eccolo nella mia traduzione.

La storia che abbiamo tratto da OnePeterFive (e che noi abbiamo ripreso qui, ndr) sulle nuove “linee guida” tedesche per l’intercomunione si legge come una parodia. Francamente, mi chiedo se lo sia.
Se cliccate sulla nostra sintesi della storia su cui si basa, vedrete quello che sembra essere uno sforzo molto equivoco da parte dei vescovi tedeschi per attuare la loro politica sull’ammissione dei coniugi protestanti alla Comunione, nonostante il fatto che papa Francesco ha detto loro di non farlo. Secondo un precedente rapporto (sostanziato da una lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede), papa Francesco non voleva che i vescovi tedeschi portassero avanti la loro politica perché toccava gravi questioni di dottrina, diritto e prassi che si applicavano alla Chiesa universale.

Un mese dopo, però, troviamo la relazione su OnePeterFive che afferma quanto segue:
  • I vescovi tedeschi hanno deciso di pubblicare le loro idee sull’intercomunione con i protestanti come “linee guida” per i singoli vescovi, poiché il Papa non ha voluto che la Conferenza episcopale tedesca agisse ufficialmente in materia.
  • Ma anche come linee guida, la dispensa fornita ai vescovi locali non è designata come proveniente dalla Conferenza o da qualsiasi individuo o organismo.
  • La teoria alla base della decisione di emanare le linee guida è che la preoccupazione del Papa era di riconoscere adeguatamente ogni vescovo locale, e non la Conferenza, come l’autorità canonica in ogni diocesi (dopo tutto, le conferenze episcopali sono supporti, non parte della sacra costituzione della Chiesa).
  • Le linee guida dovrebbero applicarsi solo in casi eccezionali, dove c’è un intenso desiderio per l’Eucaristia, che richiede un discernimento speciale.
  • E sorprendentemente, il vescovo di Magdeburgo Gerhard Feige ha giustificato le linee guida citando una dichiarazione privata del Santo Padre (“Generalmente, non posso cambiare nulla, ma parlare con il Signore e andare avanti (si riferisce alla risposta data dal Papa ad una donna durante la sua visita alla chiesa luterana Roma, ndr)) e concludendo: “Con la nostra dispensa abbiamo preso il Papa solo per le sue parole“.
Ora, davvero, non suona questa come la storia del pesce d’aprile, una storia tirata fuori dal nulla come uno scherzopratico?
Se dobbiamo assumere che questa storia è in realtà uno scherzo, allora dobbiamo ammettere che è molto buona, appena credibile perché la leadership della Chiesa tedesca è scesa così in basso nella sua disperazione di mantenere i numeri (per i benefici fiscali?) e di conciliare atteggiamenti secolari.
Ma se la storia è esatta, l’assurdità di questa azione da parte dei vescovi tedeschi quasi mendica credenza. Ad esempio:
  • L’azione è una violazione abbastanza evidentesu basi chiaramente pretestuose, dell’ovvio intento della comunicazione ufficiale della Congregazione per la Dottrina della Fede al Vaticano su questo argomento.
  • Il silenziamento del ruolo della Conferenza (o di qualsiasi autorità ecclesiastica) suggerisce fortemente sia la volontà deliberata di ingannare, sia la speranza che l’intercomunione diventi, in qualche modo, una norma diocesana diffusa, indipendentemente dalla Chiesa universale.
  • Insieme all’enfasi posta sul carattere “eccezionale” dell’intercomunione, le linee guida sembrano basarsi sul ben noto principio che ciò che è consentito ad alcuni diventerà rapidamente la norma.
  • I legami con Amoris Laetitia e con i sentimenti privati del Santo Padre suggeriscono un tentativo di avviare (o continuare) un modello di governo in cui gli uomini di Chiesa si sentano liberi di violare la dottrina cattolica e il diritto canonico fintanto che non rivendicano l’autorità di cambiarle entrambe.
In altre parole, tutta questa farsa si basa su una concezione assurda e contraddittoria del governo della ChiesaSi basa anche su un’assurdità psicologica e persino teologica. Perché una persona mentalmente sana, che comprende la natura dell’Eucaristia cattolica e desidera riceverla intensamente per i giusti motivi, si rifiuta di professare la propria fede e di entrare nella Chiesa?
Permettetemi di concludere affermando un altro punto ovvio. Prendere un papa per la sua  personale parola non è mai stata una solida base per lo sconvolgimento della dottrina cattolica, della legge cattolica, o anche la pratica cattolica tradizionale. (…)
Nota: Jeffrey Mirus ha conseguito un dottorato di ricerca in storia intellettuale presso l’Università di Princeton. Co-fondatore del Christendom College. È anche il fondatore di Trinity Communications e CatholicCulture.org.
Sabino Paciolla
http://www.sabinopaciolla.com/potrebbe-sembrare-un-pesce-daprile-ma-tristemente-non-lo-e/

Francesco l'imperscrutabile. Che quando frena accelera


Sono almeno tre, quest'anno, i dietrofront che Francesco ha compiuto su questioni cruciali, sempre però senza far capire se definitivi e sinceri, visto quello che ha detto e fatto prima e dopo le apparenti retromarce.
*
Il primo dietrofront è scattato contro l'ordinazione delle donne al sacerdozio. Qui propriamente Jorge Mario Bergoglio non ha contraddetto se stesso, perché lui, da quando è papa, tutte le volte che è stato interpellato in proposito si è sempre dichiarato personalmente contrario, ad esempio dopo il suo viaggio in Svezia, dove pure aveva abbracciato una donna vescovo luterana (vedi foto).

Nello stesso tempo, però, egli ha a lungo lasciato correre le opinioni favorevoli, anche da parte di personalità a lui amiche come il cardinale di Vienna Christoph Schönborn.
Lo scorso 29 maggio, tuttavia, è apparsa su "L'Osservatore Romano" una nota del prefetto della congregazione per la dottrina della fede, il gesuita spagnolo Luis Ladaria, che ha riconfermato che il no alle donne prete è "definitivo" e "infallibile".
Ladaria gode della stima di Francesco, che pochi giorni fa l'ha anche fatto cardinale. Va detto però che i fautori delle donne prete non si sono arresi, perché intanto Francesco ha incaricato una commissione di studiare l'ordinazione delle donne non al sacerdozio ma al diaconato, che è pur sempre un sacramento ed è il primo dei tre gradini che culminano nell'ordinazione a vescovo.
A giudicare dal documento preparatorio del sinodo dell'Amazzonia, in agenda nel 2019, si prevede che proprio in quella regione si ordineranno le prime donne diacono. E poi chissà.
*
Il secondo dietrofront è scattato contro la comunione data anche al coniuge protestante sposato con un cattolico. Interrogato proprio su tale questione, tre anni fa, mentre era in visita alla chiesa luterana di Roma, papa Francesco si era molto sbilanciato in senso favorevole. E in Germania, dove le coppie miste sono numerose, questa nuova prassi si è diffusa a tal punto che i vescovi tedeschi, lo scorso febbraio, hanno approvato a maggioranza un documento che la giustifica.
Sette vescovi tra cui un cardinale, però, hanno fatto ricorso a Roma. Il papa li ha chiamati a consulto, ha preso tempo, ma poi ha messo di nuovo la questione nelle mani del cardinale Ladaria e questi, con una lettera del 25 maggio scritta "con l'esplicito consenso del papa", ha bloccato sia il documento che la prassi entrata largamente in uso, rinviando il tutto a una futura riflessione "a livello di Chiesa universale" e di accordo ecumenico complessivo, cioè a un futuro remoto e improbabile, dal momento che le Chiese ortodosse sono irremovibilmente contrarie alla cosiddetta "intercomunione".
Senonché pochi giorni fa, di ritorno dal suo viaggio nella protestante Ginevra, Francesco ha di nuovo riaperto la questione, lodando il documento messo in mora da Ladaria e asserendo che "non c'è stata nessuna frenata".
*
Terzo e ancor più impressionante dietrofront, quello compiuto da papa Francesco contro i vescovi del Cile – uno in particolare, Juan de la Cruz Barros Madrid – complici degli abusi sessuali compiuti dal sacerdote che fu loro educatore in gioventù, Fernando Karadima, processato e condannato dalla congregazione per la dottrina della fede nel 2011.
Fino a pochi mesi fa Francesco si diceva arcisicuro dell'innocenza di questi vescovi e li difendeva a spada tratta da chi li "calunniava".
Poi però le 2400 pagine dell'indagine canonica da lui finalmente ordinata l'hanno indotto a confessare di aver clamorosamente sbagliato "per mancanza di informazioni veritiere". Per colpa di chi?
I maggiori sospetti sono caduti sul cardinale Francisco J. Errázuriz, amico di Bergoglio d'antica data. Ma all'origine dell'inganno c'è soprattutto un gesuita, Germán Arana, che fa la spola tra Roma, la Spagna e il Cile e continua ad appartenere, anche dopo il misfatto, alla cerchia più intima dei confidenti del papa.
È in questa cerchia di suoi fiduciari il punto debole di Francesco. E visti i precedenti, risulta del tutto improbabile che un suo futuro, vero dietrofront egli lo faccia proprio lì, con un drastico repulisti.

Settimo Cielo di Sandro Magister 01 lughttp://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2018/07/01/francesco-limperscrutabile-che-quando-frena-accelera/