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giovedì 5 luglio 2018

Pluricefali

"Oremus" per la pace in Medio Oriente. Ma per l'Ucraina tra gli ortodossi è guerra



Papa Francesco ha invitato a Bari, sabato 7 luglio, i capi delle Chiese del Medio Oriente, cattoliche, ortodosse e protestanti, a una giornata di preghiera comune per la pace in quella regione.
Ma c'è un altro conflitto d'Oriente che incombe su questa assise. È il conflitto che ha come epicentro l'Ucraina e sta dividendo drammaticamente il mondo ortodosso, con da una parte il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo e dall'altra il patriarca di Mosca "e di tutte le Russie" Kirill.

Bartolomeo a Bari ci sarà. Ma non Kirill, che sarà invece rappresentato dal suo responsabile delle relazioni esterne, il metropolita Hilarion di Volokolamsk. Il quale pochi giorni fa ha respinto per l'ennesima volta con durezza estrema l'idea di creare una Chiesa ortodossa autonoma in Ucraina, arrivando a dire che "scorrerà il sangue" se essa sarà legittimata e quindi sottratta alla giurisdizione del patriarcato di Mosca. E legittimata da chi? Proprio dal patriarca di Costantinopoli, che ne avrebbe la facoltà in quanto tradizionalmente "primus inter pares" tra tutti i capi dell'ortodossia.
Settimo Cielo ha già fornito un mese fa, poco dopo la visita in Vaticano del metropolita Hilarion, i dati essenziali della disputa, che pur essendo primariamente interna all'ortodossia coinvolge fortemente anche la Chiesa cattolica, specie dopo che papa Francesco si è pesantemente schierato a sostegno della Chiesa ortodossa russa:
Attualmente in Ucraina di comunità ortodosse ce ne sono tre. L'unica canonicamente riconosciuta da tutta l'ortodossia, con metropolita Onufry, è quella soggetta al patriarcato di Mosca. Ma in più c'è un patriarcato a sé stante creato e tuttora presieduto da un ex alto gerarca della Chiesa russa, Filarete. E infine c'è un'altra Chiesa ortodossa ucraina autoproclamatasi tale, con metropolita Metodio.
Ebbene, da qualche tempo è molto forte in Ucraina la spinta a ricomporre questi tre tronconi in un'unica Chiesa ortodossa ucraina autocefala, sotto le ali non di Mosca ma del patriarca di Costantinopoli Bartolomeo.
Sul terreno politico il governo di Kiev è anch'esso molto impegnato a sostegno di questa nuova Chiesa ortodossa autonoma. E altrettanto fa la Chiesa grecocattolica ucraina, forte di 4 milioni di fedeli e con suo arcivescovo maggiore Sviatoslav Shevchuk, ricevuto in udienza da papa Francesco due giorni fa.
Ma l'uno e l'altro di questi sostegni esterni non fanno che acuire l'ostilità del patriarcato di Mosca contro l'intera operazione. Della guerra russo-ucraina si sa. Quanto ai grecocattolici, Hilarion è arrivato ad accusarli di voler fagocitare la nuova creatura trasformandola da ortodossa a cattolica e portandola sotto il comando del papa di Roma. E Francesco ha dato praticamente ragione ai timori del potente metropolita russo, quando l'ha ricevuto in Vaticano lo scorso 30 maggio, stando alla dura reprimenda rivolta dal papa in quell'occasione ai cattolici ucraini che "si immischiano nelle cose interne della Chiesa ortodossa russa".
Sia Bartolomeo che Hilarion stanno battendo palmo a palmo il mondo ortodosso, per saggiare le posizioni delle varie Chiese e portarle dalla loro parte. Il 7 luglio i due si vedranno a Bari e due giorni dopo il patriarca di Costantinopoli sarà a Mosca per quello che potrebbe essere il faccia a faccia decisivo con Kirill.
Bartolomeo non ha finora scoperto le sue carte, anche se è evidente la volontà sua e dei suoi più stretti collaboratori – in testa il metropolita Ioannis di Pergamo, uno dei maggiori teologi viventi – di veder nascere una Chiesa ortodossa ucraina unificata e autonoma.
Il patriarcato di Mosca invece non ha mai fatto mistero dei suoi intenti. Ha già detto e ridetto nei modi più aspri il suo "no" all'operazione. E se ne possono capire le ragioni. La Chiesa ucraina soggetta alla giurisdizione di Mosca conta un buon 40 per cento delle parrocchie dell'intero patriarcato russo, 12 mila su 30 mila circa. Perderle, per Mosca sarebbe un dramma. E se poi a queste 12 mila parrocchie se ne aggiungeranno altre migliaia appartenenti alle altre due Chiese ucraine attualmente esistenti, la nuova Chiesa ortodossa ucraina unificata diventerebbe la seconda più popolosa Chiesa ortodossa del mondo, capace di rivaleggiare con il patriarcato di Mosca, fino ad oggi primatista indiscusso per numero di fedeli.
Non solo. Da un recente attendibile sondaggio risulta che in Ucraina la creazione di una Chiesa ortodossa unificata e autonoma gode del consenso del 31,3 per cento della popolazione, mentre i contrari sono il 19,8 per cento, gli indifferenti il 34,7 e i non rispondenti il 14,2 per cento. Naturalmente con variazioni da zona a zona, con il massimo dei favorevoli, il 58 per cento, a Ovest, e il massimo dei contrari, il 28,2 per cento, a Est.
Persino tra gli 85 vescovi della Chiesa ortodossa ucraina soggetta al patriarcato di Mosca la tentazione di mettersi in proprio fa breccia. La loro posizione ufficiale, adottata all'unanimità il 25 giugno scorso, è che l'autocefalia non rientra tra gli attuali obiettivi. Ma subito dopo, ad Atene, in visita anch'essa ufficiale agli ortodossi di Grecia, il vescovo Victor ha precisato che "la Chiesa ortodossa ucraina non si pone categoricamente contro l'idea dell'autocefalia".
Un'autocefalia che sarebbe poi il dato originario della Chiesa ortodossa ucraina, stando alla ricostruzione storica fatta dal metropolita Ioannis di Pergamo, la "mente" teologica di Bartolomeo, secondo cui il passaggio della metropolia di Kiev dalla giurisdizione di Costantinopoli a quella di Mosca, nel 1685, sarebbe stata solo una misura provvisoria e revocabile.
Inutile aggiungere che anche al rilancio di questa tesi il patriarcato di Mosca ha reagito con furore, respingendola come falsa.
Oltre che per la pace in Medio Oriente, a Bari qualcuno pregherà forse, sottovoce, per più pace nell'ortodossia.

Settimo Cielo di Sandro Magister 05 lug


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