ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 12 luglio 2018

Quando il sale diventa insipido

DEPORRE L'INADEGUATO GESUITA?


Altro che, santo in vita: "bisogna deporre l'inadeguato signor Bergoglio". A chi o a cosa serve un papa che non fa il papa? la Chiesa non si era mai trovata in mani così "irresponsabili" e dopo 5 anni di scandali bisogna agire
di Francesco Lamendola  

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Se un papa, peraltro eretto in circostanze assai dubbie, infrangendo molti articoli del diritto canonico, e dopo le dimissioni ancor più dubbie del suo predecessore; se un papa non fa il papa, non agisce da papa, cioè da padre e da pastore della Chiesa cattolica; se, fin dal principio, si mette a sparare sui buoni cattolici, li insulta, li maltratta, li denigra, li calunnia, e invece porta in palmo di mano i nemici della Chiesa, i massoni, i radicali, gli atei militanti, i laicisti arrabbiati, e da quelli soltanto si fa applaudire ed incensare; se “liquida” tutti i vescovi e trasferisce tutti i cardinali che gli danno fastidio, e commissaria un nobilissimo ordine religioso, mentre piazza nei posti chiave i propri seguaci, con l’obiettivo dichiarato e sbandierato di “cambiare la Chiesa”, affermazione di per sé eretica e inaccettabile; se un tale personaggio avvilisce, umilia e addolora ogni santo giorno milioni di credenti, contraddicendo e spesso bestemmiando contro i principi più sacri della fede cattolica, esprimendo concetti totalmente eretici nonché blasfemi, come quello di un continuo litigio fra le tre Persone della Santissima Trinità, o come quello della inesistenza dell’inferno, e quindi del Giudizio delle anime; ebbene, sorge inevitabile la domanda: a chi giova, o a che cosa giova, un papa di tal fatta? 

Un papa che è capace di fare dei “viaggi apostolici” (coi nostri soldi) in Paesi lontani, per poi non nominare, neppure una volta, il nostro Signore Gesù Cristo? Un papa che sa parlare sempre e solo dei migranti, che si inventa il dovere dell’accoglienza verso milioni di africani e di islamici, e che ricatta moralmente i fedeli, facendo loro credere, senza fondamento, che Gesù vuole e ordina a un popolo di suicidarsi, di rinunciare a se stesso, di sparire, abolendo le proprie frontiere e trasformandosi in zona franca per chiunque voglia arrivarvi, nonché in una sala parto (si ricordi il sostegno alla legge sullo ius soli) per tutta l’Africa, l’Asia e l’America Latina, con il premio della cittadinanza automatica per qualunque bambino venga fatto appositamente partorire nel suo territorio? Un papa che apre le chiese ai musulmani, agli ebrei, ai buddisti, agli indù, ma che caccia, o fa cacciare, i buoni sacerdoti e i veri cattolici, e che non si degna neppure di rispondere ai suoi cardinali, quando essi, a nome del popolo cristiano, lo interpellano rispettosamente su questioni riguardanti la fede e la retta dottrina dei Sacramenti? E che poi, dopo averne lasciati morire due, e averli lasciati tutti senza un cenno di risposta, aggiunge all’arroganza, anche la menzogna e la calunnia, dicendo che lui, quella lettera dei cardinali, non l’aveva mai ricevuta? Un papa che dichiara apertamente, contraddicendo apertamente il celebre aforisma di Jean Guitton, che Dio non è cattolico? Il quale afferma bellamente che l’apostolato è una sciocchezza? Un papa che dice, parlando a dei bambini (scandalo tanto più grave: di quelli che meriterebbero la macina al collo e il salto nel mare!) che nessuno sa perché esiste la sofferenza, che nessuno può dire a un orfano perché è morta la sua mamma, e che questi non deve assolutamente fidarsi di chi affermasse di avere, invece, una risposta: di una papa di questo genere, che cosa se ne fanno le pecorelle del gregge di Gesù Cristo? E quanto può essere utile, al contrario, a tutti coloro i quali odiano, e hanno sempre odiato, il Vangelo; coloro i quali, fino a ieri, insultavano e denigravamo la Chiesa, la sua morale, la sua dottrina, e ora si spellano le mani ad applaudire questo personaggio e lo citano in continuazione, lo portano ad esempio di “vero” papa, tanto illuminato quanto misericordioso, e brandiscono le sue parole come una clava per colpire tutti i veri cattolici, tutti quelli che non si inginocchiano ai loro feticci modernisti, primo dei quali il sacro feticcio dei diritti civili?

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Bergoglio il gesuita sudamericano "paracadutato" per stravolgere la Chiesa?

Sono domande urgenti, drammatiche: la navicella di Pietro non si era mai trovata in mani così irresponsabili, a voler essere ottimisti; in mani così nemiche, a voler essere realisti, come accade ora, sotto i nostri occhi, con il signor Bergoglio. In altre parole, dopo cinque anni di scandali e bestemmie ininterrotti, bisogna che il clero e i laici si interroghino seriamente sulla necessità di porre un argine al disastro in atto, per il bene della Chiesa e delle anime, imboccando la strada, dolorosissima ma ormai inevitabile, e anche urgente, di fermare costui e di proclamare apertamente che non è papa, che non vuol fare il papa, che per essere papa bisogna avere innanzitutto la leale e sincera volontà di servire la Chiesa e di pascere le pecorelle di Cristo, in perfetta obbedienza alla Sua volontà, e non fare esattamente l’opposto: confondere, turbare, scandalizzare e disgustare le anime buone, oppure ingannarle, spingendole lontano dalla Chiesa e mettendo in pericolo la loro salvezza eterna. Se un papa arriva a fare questo, allora è giunto il tempo in cui la Chiesa si pronunci apertamente e gli revochi la funzione e la dignità pontificalein altre parole, che lo deponga. Fino ad ora, molti buoni cristiani hanno sofferto in silenzio, hanno pregato e si sono limitati ad aspettare, rinchiudendosi in se stessi e nella loro tristezza, che questo momento di desolazione passi al più presto; ma ora si devono interrogare se, continuando ad aspettare, non ci si renda corresponsabili della rovina che incombe sulla Chiesa e del pericolo di apostasia che minaccia le anime.

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L'ultimo "commovente" abbraccio, al "muto" Bergoglio e prima della morte improvvisa, del cardinale Carlo Caffarra, uno dei 4 cardinali firmatari dei "dubia"

Ormai le voci che si levano per denunciare l’inadeguatezza del signor Bergoglio a svolgere le funzioni di capo della Chiesa, e i gravissimi danni spirituali che egli causa alle anime, si stanno moltiplicando, anche se i mass media - tutti asserviti a quel potere finanziario che gode della sua presenza – si guardano bene dal darne contezza al pubblico, al quale si fa credere che l’intero mondo cattolico sia felice e contento di avere un papa così buono e misericordioso; un papa che molti considerano già santo in vita, e al quale viene rivolto un culto di sapore idolatrico, che mette in ombra perfino la regalità unica e universale di Gesù Cristo. Non intendiamo dire che tutti quelli che avanzano critiche o riserve di tipo dottrinale e pastorale ne chiedano le dimissioni o la deposizione; niente affatto: la maggioranza si limita a segnalare come costui, di fatto, non stia agendo da papa, ma da agente della dissoluzione della Chiesa. Alcuni gli fanno credito della buona fede, altri no; la quasi totalità, comunque, lo riconosce  come papa legittimo, e ciò nonostante il fatto che un gesuita non dovrebbe e non potrebbe essere eletto papa, secondo la regola di quell’ordine religioso. Non intendiamo, perciò, strumentalizzare le parole di quei teologi e di quei sacerdoti i quali protestano contro la deriva modernista in atto, e che paventano una gravissima minaccia per la salute della anime, a causa dello stravolgimento, non solo liturgico e pastorale, ma anche dottrinale, che Bergoglio incoraggia, approva e autorizza, o che avalla con il suo silenzio (mentre fa sentire la sua voce quasi ogni giorno per scagliarsi con rabbia e cattiveria contro quanti lo criticano). Noi rispettiamo la loro posizione, e ci limitiamo ad accogliere da essi quella parte dell’analisi che coincide con la nostra analisi, prendendo atto che, riguardo alle conclusioni da trarre, la pensiamo diversamente.

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 I quattro cardinali dei "Cinque dubia"che chiesero udienza al papa, ma che rimasero "senza risposta"

Ecco, ad esempio, alcuni passaggi della lettera che ha scritto un illustre teologo domenicano, padre Giovanni Cavalcoli, a un altro illustre teologo cattolico, monsignor Antonio Livi, il quale in un’intervista aveva denunciato la persecuzione contro di lui e contro quanti si permettono di avanzare critiche al papa, di ordine teologico e rigorosamente motivate, il 4 luglio 2018, e pubblicato sul sito Fidesetratio (al quale rimandiamo per la lettura integrale chi fosse interessato):
La sua sofferenza è quella della Chiesa stessa, oggi mal guidata e sviata da un Papa faccendiere, che antepone la sua affermazione personale e la ricerca del consenso all’annuncio integrale del Vangelo ed alla cura zelante del bene e dell’unità della Chiesa.
Questo atteggiamento opportunistico e furbesco di Papa Francesco lo porta a concedere ai modernisti un potere agli alti vertici mai finora da essi raggiunto, ma egli stesso viene da essi circonvenuto, sicché il Papa, invece di reprimere le eresie, le tollera e lascia che si diffondano con immenso danno per la Chiesa, ostacolando l’opera di quei pochi coraggiosi come Lei, che intendono difendere la verità e la dignità del papato, umiliato da un Papa sprovveduto, mondano e incapace.
Per quanto riguarda i modernisti, ritengo che facciano più danno i rahneriani che i kasperiani. Sono d’accordo comunque nel considerare Kasper un eretico. L’ho denunciato in tal senso sin dal mio trattato di cristologia Il mistero della Redenzione (Ed.ESD, Bologna 2004) e da allora, nelle mie pubblicazioni, non ho cessato di denunciare il pericolo, fino al mio recentissimo saggio sulla sua gnoseologia teologica, pubblicato su “isoladipatmos”.
Certo è incredibile come questo furfante e volpone sia riuscito sempre non solo a farla franca, ma ottenere per moti anni alte cariche sotto i pontificati dei pur degnissimi S. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, e fino ad oggi. Ma con questo Papa la cosa si capisce meglio.
Ma ciò significa solo che il Kasper gode di fortissimi appoggi sia da parte dei luterani tedeschi, che della massoneria, e ci dice in quale stato pietoso di soggezione alle potenze del mondo si sia ridotta la Chiesa, nonostante sia stata guidata da Santi Pontefici fino al presente Pontefice, che invece, per la sua  mancanza di giudizio, è lo zimbello dei modernisti. (…)
L’intento di recepire e sviluppare le dottrine del Concilio e di applicare e portare avanti le sue riforme è buono e giusto. Ma, come Lei sa bene, la gravissima questione che si trascina da cinquant’anni, è quella della retta interpretazione di quelle dottrine, che sono state mal interprete dai modernisti “ad usum delphini”.
Essi infatti,  con diabolica astuzia e straordinaria ostinazione, hanno fatto credere a molti che la loro interpretazione rispecchiasse le dottrine del Concilio, mentre ne è una contraffazione. Male dunque fanno i lefevriani a considerare moderniste le dottrine del Concilio, e ad estendere l’accusa al magistero dei Papi del postconcilio.
Diverso è il caso delle direttive pastorali del Concilio, le quali, nel corso di questi cinquant’anni, hanno mostrato vieppiù, per quanto riguarda la condotta da tenere nei confronti del mondo, dei gravi difetti, ossia un ingenuo buonismo ed un eccessivo ottimismo.
Papa Francesco, invece di correggere questi difetti, li ha accentuati, introducendo nella Chiesa quell’ipocrita misericordismo – vedi tutta la retorica dell’immigrazionismo -, che ormai tutti conosciamo, del quale, però, i modernisti, gli adulatori del Papa e i mascalzoni se ne approfittano. (…)
Quanto al fatto che l’elezione di Francesco sia stata orchestrata dai cardinali modernisti – per esempio i kasperiani, i rahneriani e i martiniani -, forse sotto la pressione della massoneria, è senz’altro plausibile. Ma io non insisterei su questo fatto.

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Bergoglio ci farà morire tutti protestanti?

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di Francesco Lamendola