ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 17 agosto 2018

I fecalomi ti ammazzano,galleggiano sempre e tu paghi

Inchiesta di REPORT del 2004 sulla gestione Benetton delle autostrade

Ora spunta una penale miliardaria per revocare la concessione di Autostrade anche in caso di “grave colpa”. Il contratto prevede che se Autostrade non fa il suo lavoro, non fa manutenzione, fa crollare i ponti, lo Stato può revocare la concessione ma deve pagargli comunque tutti gli utili previsti fino alla fine della concessione. In sostanza possono far marcire le autostrade e non rischiano nulla, il loro guadagno è garantito comunque.
16 agosto, 2018


L’INTERVISTA

Toscani: salvo per caso, dovevo essere su quel ponte. Sciacallaggio sui Benetton
Di Maio-Renzi, lite violenta

https://www.corriere.it/economia/18_agosto_16/toscani-salvo-caso-dovevo-essere-quel-ponte-sciacallaggio-benetton-5c895b68-a193-11e8-b0c1-5746f5751ec2.shtml
Genova sarà la nostra più grande vergogna


l crollo del viadotto di Genova è solo l’ultimo di una serie interminabile di crolli sulle strade e sulle autostrade italiane negli ultimi due anni: le nostre infrastrutture cadono a pezzi. Viaggiare non è più sicuro, e Genova sarà ricordata come la nostra più grande vergogna. Cosa dovrebbe fare uno Stato, adesso, per proteggere i suoi cittadini?

https://www.youtube.com/watch?v=zKyksjp-830
united colors of benetton – l’alleanza per il regresso




Atlantia, che possiede  le Autostrade – un monopolio naturale, equipaggiamento del territorio   pagato con denari dei contribuenti per decenni –   per licitazione privata e contratto SEGRETO, ha quasi 6 milardi di fatturato, da cui   estrae 1,1 miliardi di profitti.  Il monopolio pubblico usava  i profitti per la  manutenzione. I BEnetton, per acquisti di imprese spagnole.

daL 2016  FU SEGNALATO A  DELRIO

In una interrogazione del Senato del 28 Aprile 2016 rivolta al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti  (Governo ) si mette nero su bianco che il Ponte  a  era oggetto di un “preoccupante cedimento dei giunti”.



Delrio non risulta abbia mai risposto. Troppo occupato a digiunare per lo “jus soli” ai nigeriani, cosa che è palesemente nelle competenze delle Infrastrutture.

Beppe Grillo  il profeta

Poi ci sono i No-Gronda. Che coi No-Tav, No-TAP, no-Ilva,  no Xilella,  no niente di niente,  sono purtroppo rappresentati politicamente da Beppe Grillo e 5 Stelle:
Ci viene raccontata a turno la favoletta del crollo imminente del Ponte Morandi…
Hano pure cancellatotutto dal loro bblog. anche vigliacchi. e  stupidi.
L’Alleanza naturale fra egoismi, cortezza di vedute, incapacità di previsione  “da negro”,  particolarismi  idioti, incultura (industriale e no)  anti-italiani tipici degli italioti. L’Alleanza per il Regresso.  Toscani  ci farà sicuramente  una  foto:  è lui il cantore della falsa modernità   che riveste  l’arretratezza italiota. Lo slogan consigliato:
Detto romanesco: “A un  palmo dar culo mio, cazzi che volino..”.  Scusate la finezza.  Sto usando la lngua ufficiale di “questa” Italia.
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https://www.maurizioblondet.it/united-colors-of-benetton-lalleanza-per-il-regresso/


Ma “Segreto di Stato” può voler dire “Tangenti”? (Domanda alla Procura)


Poiché i Benetton non  forniscono  allo Stato missili, armamenti avanzati, radar   –  perché le concessioni autostradali sono state coperte dal segreto di Stato? E’ una domanda  che vorrei porre, da povero cittadino, a giudici, procuratori: quale altro motivo riescono a immaginare  per questo segreto – di Stato! – se non occulti scambi e benefici tra i politici che hanno concesso, e quelli che godono della concessione di un monopolio lucrosissimo?  Domando sinceramente: perché  io non riesco a immaginare altro.  Magari i giudici e procuratori, invece sì. Hanno un motivo per trovare questo segreto normalissimo.  E per questo non si sono mossi  nonostante anche l’Authority dei Trasporti abbia più volte   sottolineato la necessità di rendere  pubblici tali contratti, che riguardano un servizio pubblico e il pubblico potere. E benché in qualunque altro paese il ministero dei trasporti rendano consultabili i contratti e gli atti che disciplinano il rapporto tra lo Stato e i gestori delle reti autostradali, come – del resto  -di ogni servizio pubblico dato  in  concessione.

Si possono ipotizzare  tangenti? Pagamenti sottobanco in qualunque forma  al partito di governo concessionario? Lo si domanda ingenuamente, visti gli enormi profitti che la società in oggetto  ricava dalla gestione del monopolio:  quasi il 26  per cento sul fatturato l’utile netto, pari a 1,042 miliardi .  E un margine operativo lordo che fa dire al giornalista economico Fabio Dragoni  la seqguente battutaccia:  “Un EBITDA di quasi il 68% sul fatturato come quello di #Autostrade credo possa essere superato soltanto dal traffico di stupefacenti”.  E perché Mario Giordano li chiama “Avvoltoi”?


Ogni anno gli italiani hanno pagato pedaggi per quasi 6 miliardi di euro, il triplo di quello che pagano con il canone Rai. Di questi soldi, solo una minima parte va allo Stato: 842 milioni.

Non so se abbia ragione, non me ne intendo.  Ma c’è un altro articolo su Scenari economici, di cui lascio la lettura agli esperti, che fa il confronto fra Autostrade Spa e  ANAS e conclude: “A fronte di un maggior incasso per pedaggi Autostrade per l’Italia ha ridotto l’investimento in superficie di asfalto nuova fra il 2016 ed il 2017, calo che diventa del 36% se confrontato con il 2000. Se prendete delle buche sapete con chi arrabbiarvi. (…)
“Anche raddoppiando le spese ANAS per km di strada avremmo comunque una gestione molto meno costosa del sistema autostradale. (….)   Praticamente una gestione pubblica costerebbe la metà rispetto alla gestione del monopolista concessionario, anche ipotizzando un raddoppio dei costi pubblici a km“.
Insomma i Benetton hanno  aumentato i profitti e diminuito gli investimenti.  La società  ha diminuito gli investimenti del -26% dal 2016 al 2017.
Domando: c’è qualche motivo per cui a dei privati vengano fatto   incamerare profitti di un miliardo l’anno  nel quadro di una concessione le cui condizioni sono segrete? Ad una società che manco paga le tasse in Italia, avendo la sede in Lussemburgo?   Questa domanda ha qualche relazione col fatto che il  ministro delle infrastrutture del governo PD, Graziano Delrio, ha prolungato la lucrosissima concessione ai Benetton e a Gavio (altro gestore) fino al 2030, poco prima di scadere?


http://www.affaritaliani.it/economia/autostrade-delrio-fa-il-regalo-a-gavio-512552.html

Magari  c’è un do-ut-des.  Magari un segretario di partito privatizza, e emerge subito come velista da regata, proprietario di yacht. O un altro riesce a comprarsi una villa staccando assegni da 400 mila euro com niente fosse. Non lo sto affermando,  lo  domando: c’è un do ut des?
Per esempio: Enrico Letta, che da presidente del Consiglio era il  l’assegnatore della concessione di Atlantia, appena decade dalla carica, viene fatto  consigliere d’amministrazione  della società spagnola Abertis:   che è controllata da Atlantia: Niente di male, valorosi procuratori. Ma si può vedere qui un do-ut-des?
Non so, domando. AI procuratori non interessa “aprire in fascicolo”? Come i 400 che hanno aperto contro Berlusconi?   Tanto zelanti nel “dare la caccia ai 46 milioni della Lega”, non possono dar un’occhiata ai profitti immensi dei Benetton   che il  partito di potere  ha regalato loro?


L’elenco è incompleto

Sicuramente lo Stato –  ipotizzate voi magistrati –  avrà dato la concessione segreta ai Benetton per la loro professionalità specializzata nel settore. Anche se c’è d chiedere dove mai abbiano acquisito questa   professionalità, nel loro precedente mestiere di stracciaroli inventori di un metodo di colorazione di magliette.

Acquistate senza metterci un soldo



Capitalisti senza capitali. E monopolisti senza rischio d’impresa.

Forse, direte voi, il fattore decisivo  che ha guidato  D’Alema  nel ’99 a concedere a loro quel lucroso monopolio, era la loro immensa disponibilità di capitali: ce ne vogliono, per rilevare  i 3 mila chilometri di Autostrade.  Avranno pagato sull’unghia, come si dice, migliaia di miliardi di lire. Dei loro. Grandi capitalisti come sono.
Ma  ecco che un trader, Giovanni Zibordi, nega. “Va ricordato che i Benetton si comprarono Autostrade senza in pratica spendere soldi loro, perchè la comprarono  attraverso una società ad hoc che si caricò di debiti per pagare l’acquisto e poi la fusero con Autostrade, trasferendo così il debito su Autostrade stesse…”.
Certo, questo   si chiama Leveraged buy-out, va di moda,è perfettamente legale – anche se non capisco perché,  visto che consente ad un capitalista senza capitali propri di  comprare grandissime imprese, pagandole con il saccheggio delle imprese   acquisite. Non dovrebbe essere legale soprattutto quando si tratta di imprese di Stato e monopoli naturali: perché allora saremmo capaci tutti di concorrere facendo altrettanto. L’Italia è piena  di capitalisti senza capitale, che in collusione col governo “comprano” in questo modo  grossissimi tesori: fece lo stesso Colaninno, che comprò Telecom  senza  soldi suoi, pagandola poi con gli utili di Telecom. Siccome a fare il capitalista così  saremmo buoni anche noi ingenui, almeno vorremmo che una tale concessione fosse messa  all’asta, libera e aperta.  E ciò, senza voler girare il coltello nella piaga, facendo notare come in questo modo, i capitalisti non fanno avanzare il  sistema industriale italiano, ma lo depauperano e depredano, facendogli perdere valore.  Ciò vale tanto più per i Benetton, che i profitti miliardari lucrati in Italia, li hanno spesi per  comprare autostrade in Cile, terreni in Argentina  e altrove?
Prima, quando le Autostrade erano IRI,  reinvestivano i profitti in manutenzione, ampliamenti della rete  e  ammodernamenti:  come dovrebbe essere moralmente richiesto quando si gestisce un monopolio di interesse pubblico. O addirittura, ridurre i prezzi del servizio,perché a questo serve il monopolio pubblico: adempiere all’obbligo  istituzionale,  per lo Stato,  di fornire il servizio  alla intera comunità nazionale alle medesime condizioni”.

Lo Stato ha fatto privatizzazioni in perdita!?

Invece D’Alema, Prodi, Amato, quelli delle privatizzazioni, hanno mancato a questo  dovere,   vendendo a privati il cui scopo non è mai stato migliorare il servizio, ma ricavarne più profitti – appunto riducendo i “costi” di manutenzione, anzitutto.
Ma  fecero le privatizzazioni, si diceva, perche lo Stato così incamerava denaro, col quale doveva ridurre il debito pubblico.
Ora, signor procuratore, ecco qui un titolo di Repubblica – un giornale “amico” –  del 2017:
“la corsa alla privatizzazioni è costata allo stato 40 miliardi”.
Ho pensato a un errore di stampa: in realtà,  si voleva scrivere che “la corsa alle privatizzazioni ha reso allo Stato 40 miliardi”; non che è “costata” 40 miliardi.
Invece è   andata proprio così, e il testo lo dice: “Se il Tesoro avesse tenuto in portafoglio tutte le principali aziende  che ha collocato a Piazza Affari”  dice – “oggi  si troverebbe in tasca 40 miliardi  in più”.  Sono una bella  cifra  40 miliardi, procuratore: nelle casse dello Stato, quel che manca da anni e che è necessario  – secondo  Savona e Bagnai – per lanciare un grande piano lavori sulle infrastrutture e  il riequipaggiamento del territorio, abbandonati dal PD ai rentiers privati : in cambio di che cosa? E’ una domanda. Il Segreto di Stato impedisce che si sappia la risposta?
Capisco il procuratore Cozzi: “Non è stata una fatalità, è stato un errore  umano”.   Errore umano, è un tocodelicato. Magari   farebbe nascere la sensazione  di voler gettare tutto sulle spalle dell’ingeger Morando  che sbagliò,  e chiuderla  lì  col  morto.  Ma  certo non sarà così. Lo si deve capire, il valoroso procuratore: gli si leggeva in faccia la preoccupazione.  Una seccatura che  sottrae risorse alla “caccia ai milioni della Lega”.  Una grossa gatta da pelare. Con nomi di intoccabili da toccare,  per cui ci vorrebbe un Di Pietro bis capace di sbatterli in galera per farli confessare. Qualcosa nella sua faccia ci dice che il procuratore Cozzi non sarà quel Di Pietro che apre la Mani Pulite del PD .  Ma potremmo sbagliare: in fondo è  quella di Genova è la procura che dà  la caccia dovunque nel mondo ai 46 milioni della Lega. E’ anche quella che ci dirà la verità sul perché la Procura di Siena ha archiviato come suicidio  questo:
Siamo tranquilli. Le nostre domande avranno risposte.
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https://www.maurizioblondet.it/ma-segreto-di-stato-puo-voler-dire-tangenti-domanda-alla-procura/

La fotografia della Rivoluzione gnostica. Benetton e Toscani

Fin dai primi anni Novanta, feci il patto con me stesso di non comprare mai nulla, per nessuna ragione, nei negozi Benetton. Patto che rispetto ormai da un quarto di secolo e che rispetterò vita natural durante.
Perché?
Semplice: perché già a quei tempi – e chi non è più giovanissimo e ha un minimo di cognizione degli eventi intorno a sé non può non ricordare – Benetton padre aveva affidato la sua pubblicità a un fotografo, tale Oliviero Toscani. E questo fotografo, in perfetta sintonia con il suo miliardario, ha portato avanti nei decenni campagne pubblicitarie sempre all’insegna della sovversione generale della società, sia dal punto di vista antropologico, che morale che religioso. Decine di foto stanno lì a dimostrarlo inequivocabilmente.
Ricordo ancora una foto in cui vi era una piazza enorme gremita al massimo di folla, dove, tra le persone, emergeva (ma occorreva farci caso) la scritta AIDS (ho cercato questa foto su internet, ma non l’ho trovata, a differenza di altre… chissà come mai: sarebbe interessante ritrovarla).
E ricordo, tanto per dirne solo un’altra, una foto in cui un cavallo nero montava una cavalla bianca… Se a quel tempo il significato poteva ancora sfuggire a molti “distratti”, oggi credo sia del tutto impossibile, vero?
I Benetton si sono fatti “paladini” della sovversione mondiale: sia di quella più avanzata (specie negli anni Novanta), ovvero la distruzione della razza bianca mediante l’invasione mondialista (di cui evidentemente già avevano notizia che sarebbe iniziata di lì a breve), sia di quella portata avanti con gli “usuali” strumenti (guerra alla Chiesa e alla Fede cattolica, pornografia, a-moralità in tutte le salse). Le poche foto che qui metto in visione parlano già molto chiaro, ma ve ne sono a decine da proporre come prova di quanto si afferma (basta andare su internet), ma non è il caso di insistere oltre e facilitare lo scandalo.
E sono stati premiati, i Benetton. Da chi? Ovviamente, da quella forza politica che è incarnazione vivente di questa sovversione nel corso dei decenni: che si chiami PCI, o PdS, o Pd (non ricordo gli altri nomi…), il discorso non cambia. Possiamo dire che se gli Agnelli sono stati l’incarnazione quantitativa di questa Repubblica, i Benetton lo sono dal punto di vista qualitativo.
I Benetton hanno un compito diverso da quello degli Agnelli (e di Berlusconi). Loro annunciano il futuro che deve arrivare e lo fanno mediante un fotografo la cui personalità e le cui provenienze non possono non essere lampanti per chiunque utilizzi un poco la ragione.
Benetton non ha colpa diretta del crollo del ponte autostradale a Genova. Benetton è però incarnazione simbolica dei politici che lo hanno premiato e gli hanno affidato l’appalto degli Autogrill. In che senso? Nel senso che, per tutti costoro, l’essere umano è un fastidio che andrà progressivamente eliminato (come la scritta AIDS spiega bene), specialmente se bianco, specialmente se europeo, soprattutto se italiano, e pertanto non vale la pena prendersi cura delle persone e delle infrastrutture. Non solo e non tanto per ragioni meramente economiche (o di semplice incapacità personale), ma perché tutti al servizio di un piano ben preciso.
Non vedere che Benetton è servo di tale piano, vuol dire essere ciechi. Anche perché, lui in particolare, ha scelto la via della fotografia per “proporlo” e “annunciarlo”. E ha scelto un fotografo che più di ogni altro mostra con il suo sguardo e con quello che dice e fa il marchio del loro padrone.
Basta fare attenzione all’ultima recente fotografia. Giovani nudi (pornografia) di tutte le razze che si mischiano (mondialismo), che in realtà sono anche accoppiati nello stesso sesso (omosessualismo) e di cui di alcuni non si capisce nemmeno se sono maschi o femmine (genderismo e androginismo).
Non manca quasi nulla per descrivere i tempi che ci aspettano. Occorre ammettere una certa genialità del male in Benetton e Toscani. Sono bene ispirati, non c’è che dire.
In altre foto, poi, Toscani ha anche già avallato, tra le altre cose, la bestialità.
Benetton e Toscani sono la fotografia della fase conclusiva della Rivoluzione gnostica. Forse, dovremmo iniziare tutti a deciderci di smettere di sostenerli con i nostri soldi. È veramente il minimo, ma proprio il minimo, che dovremmo fare. (MV)
https://www.confederazionetriarii.it/la-fotografia-della-rivoluzione-gnostica-benetton-e-toscani/

Genova, multate per mancato pedaggio le ambulanze giunte in soccorso

Tragedia Genova, “Soccorsi, verbalizzato mancato pagamento pedaggio per ambulanze. La denuncia della Croce Bianca di Rapallo”. Scene di ordinario capitalismo e di ordinaria disumanizzazione dei rapporti umani.

https://www.diegofusaro.com/genova-multate-mancato-pedaggio-le-ambulanze-giunte-soccorso/ 

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