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domenica 21 ottobre 2018

Fintanto che non chiamiamo le cose con il loro vero nome


Quando Ratzinger avvisava: "La lobby gay mina la Chiesa"

L'allora presidente della Congregazione per la dottrina della fede: «Pressioni per legittimare atti omosessuali»


C'è una lobby gay nella Chiesa che, in combutta con i movimenti gay esterni, sta lavorando per sovvertire l'insegnamento della Chiesa sulla omosessualità.
Era il 1986 quando l'allora cardinale Joseph Ratzinger avvertiva del pericolo incombente. Sembrava fuori dal mondo allora una denuncia di questo genere, ma dopo oltre trent'anni bisogna riconoscere che Ratzinger aveva pienamente ragione. Ci riferiamo alla Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali della Congregazione per la Dottrina della Fede, allora presieduta appunto dal cardinale Ratzinger.

La lettera affronta il tema dal punto di vista teologico, biblico e pastorale, improntata all'accoglienza delle persone nella verità. Ma a un certo punto afferma: «Tuttavia oggi un numero sempre più vasto di persone, anche all'interno della Chiesa, esercitano una fortissima pressione per portarla ad accettare la condizione omosessuale, come se non fosse disordinata, e a legittimare gli atti omosessuali. Quelli che, all'interno della comunità di fede, spingono in questa direzione, hanno sovente stretti legami con coloro che agiscono al di fuori di essa. Ora questi gruppi esterni sono mossi da una visione opposta alla verità sulla persona umana, che ci è stata pienamente rivelata nel mistero di Cristo. Essi manifestano, anche se non in modo del tutto cosciente, un'ideologia materialistica, che nega la natura trascendente della persona umana, così come la vocazione soprannaturale di ogni individuo».
È una descrizione perfetta di cosa voglia dire la presenza nella Chiesa di una potente lobby gay. E oggi possiamo constatare i danni che questo processo rivoluzionario comporta, come ha ben chiarito il 19 ottobre monsignor Carlo Maria Viganò, autore a fine agosto del lungo memoriale in cui denunciava quel muro di corruzione a abusi che aveva protetto l'ormai ex cardinale americano Theodore McCarrick, predatore sessuale seriale. Ora Viganò torna alla carica denunciando il silenzio sulle vere cause degli abusi sessuali: «Questa gravissima crisi ha scritto - non può essere correttamente affrontata e risolta fintanto che non chiamiamo le cose con il loro vero nome. Questa è una crisi dovuta alla piaga dell'omosessualità, in coloro che la praticano, nelle sue mozioni, nella sua resistenza ad essere corretta. Non è un'esagerazione dire che l'omosessualità è diventata una piaga nel clero e che può essere debellata solo con armi spirituali. È un'ipocrisia enorme deprecare l'abuso, dire di piangere per le vittime, e però rifiutare di denunciare la causa principale di tanti abusi sessuali: l'omosessualità».
Riccardo Cascioli -

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