ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 21 ottobre 2018

Il “metodo” del Gesuitismo Modernista

Nessuno avrà mai risposte da Bergoglio: nel gesuitismo modernista l’imbroglio

Cari Amici, è necessario fare questo editoriale di cronaca a fronte anche dell’ultima Lettera di mons. Carlo Viganò, la trovate qui integrale, perché se non si arriva alla radice del problema, non solo non si potrà fare mai la diagnosi, ma neppure capire la cura giusta. Stiamo forse dicendo che papa Francesco è malato? Sì e no! Ci sono le malattie vere e proprie e queste, se già catalogate dalla medicina, sono facili da riconoscere, diagnosticare e trovare la cura adatta. Ma esistono anche le patologie….  La patologia studia gli effetti patologici, le conseguenze o le derive di disturbi non facilmente individuabili, uno stato PATOLOGICO appunto, che procura nel soggetto quei disturbi per i quali l’individuo non si accorge, o spesso non si rende conto, oppure che…. ??

Qualcosa avevamo scritto qui…. Ora, è importante capire come IL DUBBIO, che lo stesso Pontefice ha elevato prima a virtù, vedi qui, ed ora a superamento della ragione stessa, vedi qui, è contro la stessa dottrina cattolica che denuncia l’asservimento al dubbio quale eresia… Il fatto stesso che una semplice e naturalissima richiesta di Preghiera, abbia potuto suscitare “Dubia” a riguardo di certi “perché”, come ha analizzato bene qui Don Felice Prosperi, dovrebbe alimentare NON il dubbio, ma l’allarme che qualcosa non và!
Cioè: una cosa è fare discernimento, dubitare per esempio, se ho davanti un falso maestro, se il politico che parla ha ragione, se il medico mi ha detto la verità, fare discernimento nella scelta di un lavoro o se ci stiamo impegnando anche per la vita matrimoniale… o come, nel caso mons. Carlo Viganò, dove non v’è il dubitare dei fatti, ma discernere fino a qual punto un pontefice ne era coinvolto…. altra cosa è, perciò, diventare un seminarista (seguendo l’esempio dello stesso Bergoglio), un religioso, essere un battezzato cattolico e ALIMENTARE i dubbi fino ad affermare come ha detto: “La croce del dubbio è una croce, ma feconda” affermando, in tal modo, che è Dio stesso a procurare I DUBBI – magari sulla Fede e sulle Verità rivelate, perché è di questo che chiedeva il seminarista, qui – per rendere tale croce una fecondità….
Insomma: non è così Bergoglio a generare dubbi, capite bene? Sarebbe Dio a mandare la “croce del dubbio”, e se rispondiamo come Bergoglio vuole, bene, diversamente si è fuori dalla PARTECIPAZIONE della nuova chiesa, si legga qui… Avete letto bene, non si parla più di COMUNIONE che vorrebbe significare ben altro, ma che – pastoralmente – non si è più partecipi…. In effetti: come potremo mai partecipare a dei VESPRI solenni con una “vescovessa luterana” unita per altro in “matrimonio” con un’altra donna? NULLA!!! davvero nulla!! Si legga qui.
Infatti il DISCERNIMENTO, nella Scrittura, nei Vangeli, nell’insegnamento della Chiesa NON è IL DUBBIO… Dio non può mandare “la croce del dubbio” e mons. Carlo Viganò del resto non esprime “Dubia”, chiede piuttosto la VERITA’ di un malsano comportamento…. perché questa RITROSIA DEL DUBBIO QUALE VIRTU’ entra in contrasto, immediatamente, con la CERTEZZA della FEDE in parte acquisita.
Nel ringraziare un nostro Lettore, Dominus Jesus, che ci ha portato il testo nei commenti, ecco cosa insegna papa Leone XIII nella Satis Cognitum, dove afferma:
  • “Gesù Cristo istituì nella Chiesa un “vivo, autentico e perenne magistero”, che egli stesso rafforzò col suo potere, informò dello spirito di verità e autenticò coi miracoli; e volle e comandò che i precetti della sua dottrina fossero ricevuti come suoi. Dunque ogni volta in cui questo magistero dichiara che questo o quel dogma è contenuto nel corpo della dottrina divinamente rivelata, ciascuno lo deve tenere per vero, poiché, se potesse essere falso, ne seguirebbe che Dio stesso sarebbe autore dell’errore dell’uomo, il che ripugna: “O Signore, se vi è errore, siamo stati ingannati da te”. Quindi, rimossa ogni ragione di dubitare, a chi mai sarà lecito ripudiare una sola di queste verità, senza che egli venga per questo stesso a cadere in eresia e senza che, essendo separato dalla Chiesa, rigetti in complesso tutta la dottrina cristiana?”
Tenendo bene a mente tutto ciò, torniamo così non solo sul “caso” aperto da mons. Viganò, ma anche ad un’altra situazione che però completa il senso di PATOLOGIA di cui parliamo e il perché Bergoglio non risponderà MAI a nessun “Dubia” da lui stesso generato prima,  ed elevato ora a super-dogma.
Il chiarimento di tale patologia – dal momento che il Diavolo fa le pentole ma non i coperchi – lo ritroviamo nel “dialogo” a braccio che il Papa ha fatto incontrando i Gesuiti della Lituania, nel suo recente viaggio apostolico, pubblicato integralmente da Civiltà Cattolica, quindi lo potrete verificare voi stessi ma, soprattutto, magistralmente presentato dal vaticanista Aldo Maria Valli, cliccare qui, sulla questione dello stravolgimento del concetto di Chiesa nel “il popolo di Dio“, di cui qui potrete capire l’errore dottrinale.
Del medesimo testo, dunque, mentre Aldo Maria Valli ha trattato uno degli aspetti inquietanti e davvero da porsi IN DUBBIO=discernimento a riguardo di una storpiatura della sana dottrina sul vero POPOLO di Dio…. noi vogliamo farvi osservare un altro punto e che spiega il comportamento di Bergoglio e a causa del quale egli non risponderà mai a nessuno, si legga anche qui!
Bergoglio ha in mente UN SUO PROGETTO DI CHIESA e lo afferma chiaramente, seppur attribuendo certe modifiche al concilio Vaticano II, dice:
  • “…quello che oggi bisogna fare è accompagnare la Chiesa in un profondo rinnovamento spirituale. Io credo che il Signore stia chiedendo un cambiamento nella Chiesa. Ho detto tante volte che una perversione della Chiesa oggi è il clericalismo…”
A parte come fa notare anche il Valli che, il papa, non spiega MAI cosa intenda per “clericalismo“…. qui facciamo notare la contraddizione e la contrapposizione della frase, dei contenuti e di ciò che Bergoglio vuole davvero: “rinnovamento spirituale” NON è il “cambiamento nella Chiesa”…NON è “LA CHIESA” che deve subire un cambiamento, ma sono le Membra che devono RINNOVARSI interiormente e che significa conversione. Infatti, l’unico vero senso ed interpretativo del concetto di rinnovamento è, per i battezzati, LA CONVERSIONE propria verso la Chiesa di sempre… Ce lo dice la dottrina ma anche l’insegnamento dei Santi nessuno dei quali, ai propri tempi, intesero apportare “cambiamenti-MODIFICHE nella Chiesa”. Chi lo ha fatto porta un nome preciso: Martin Lutero che ha dato origine, infatti, ad un’altra chiesa che non è cattolica!
Per suffragare tutto ciò, è necessario leggere altre parti delle risposte di Bergoglio nelle quali, è chiarissimo, il progetto di GESUITIZZAZIONE della Chiesa. Papa Francesco esordisce nel dialogo con i confratelli, con una battuta… che non è sua per la verità, ma da lui usata a mo di battuta spiritosa, per esorcizzare e smorzare i toni della conversazione:
  • Si cum jesuitis itis, non cum Jesu itis = Se con i gesuiti andate, con Gesù non andate.
Frase attribuita ai domenicani quando, nei tempi gloriosi dove i dubbi venivano affrontati ed annientati, i Gesuiti non godevano di molta simpatia proprio a causa del loro sfrenato INDIVIDUALISMO con il quale anche la stessa “doctrina universale” andava, per alcuni di loro, GESUITIZZATA.
Bergoglio sponsorizza e raccomanda ai suoi il Discorso di Paolo VI ai Gesuiti del 1974 (noi lo abbiamo letto tutto) lasciando però intendere solo l’aspetto emotivo e sentimentale del papa, del coinvolgimento dei Gesuiti nella missione evangelizzatrice della Chiesa, ignorando completamente frasi e moniti – di Paolo VI – dove rimprovera i Gesuiti di Pedro Arrupe, e lo stesso generale di voler IMPORRE DEI RIBALTAMENTI ALLA DOTTRINA DELLA CHIESA….. Bergoglio come al solito NON RISPONDE e non risponderà mai neppure a quei dubbi sollevati da Paolo VI proprio in quel Discorso…., anzi la sua risposta è un malinconico ed imbarazzante – diremo persino patetico –  invito a leggere l’ultimo discorso di Pedro Arrupe definito, da lui stesso, “canto del cigno”, dal momento che dopo quell’evento, Pedro Arrupe ebbe un ictus, dal quale non riprese più la parola, finendo così la sua esistenza terrena.
Per capire tutto ciò è necessario che vi andiate a studiare i Gesuiti Modernisti di quegli anni, se volete farlo qui trovate molto materiale con tanto di fonti. Pedro Arrupe era animato certamente da “buoni propositi” ma purtroppo infettati di MODERNISMO e di pretesa RIVOLUZIONARIA E CAMBIAMENTO che però a Paolo VI non piaceva affatto, così come non piaceva a Giovanni Paolo II, leggete qui, così come lo stesso Benedetto XVI usando troppa mitezza, evitò ogni contrasto diretto con i Gesuiti.
Tutto il PROGETTO della famosa XXXII Congregazione dei Gesuiti ruota attorno ALLA FONDAZIONE DI UNA NUOVA CHIESA MODERNA CHE INCLUDA TUTTO CIO’ CHE NON E’ CATTOLICO… “cattolicizzare ciò che non è cattolico” promuovendo il RIBALTAMENTO attraverso l’apertura di nuovi processi – senza mai chiuderli – e LA SEMINA DEL DUBBIO, il dubitare per allontanare dalla gente quelle certezze sulla missione evangelizzatrice della Chiesa del passatoInsomma se hai “certezze” sulla Fede della Chiesa, NON sei un buon cattolico, non sei un buon cristiano….
Pedro Arrupe aveva intuito il fallimento della Teologia della liberazione, non gli piaceva l’uso della violenza e delle armi, in questo trovò l’appoggio e il sostegno di Bergoglio il quale aveva già cominciato a nutrire – negli anni ’70 – la sua teologia del popolo… dottrina scaturita, però, dalla falsa concezione espressa dal gesuita Karl Rahner il quale, così, aveva anche maturato la sua eretica dottrina sulla NUOVA CHIESA che a Bergoglio piacque tanto da farla propria, aggiornandola costantemente nella prassi attraverso “i processi aperti e i dubbi” e… l’ospedale da campo frase, questa, per chi non lo sapesse, proprio di Pedro Arrupe….
Tra queste “risposte”, papa Francesco CONFERMA i suoi confratelli NON nella fede cattolica, ma nel fatto che i gesuiti anche di Lituania abbiano aperto le porte per fare gli Esercizi spirituali ignaziani CON I LUTERANI….. infischiandosene, appunto, che questo modo di agire NON conforme alla stessa opera di sant’Ignazio, darà adito AI DUBBI sul comportamento che un cattolico debba avere con gli eretici! Tanto è vero che ha fatto una battuta malsana CONTRO PIETRO CANISIO, il gesuita che si è battuto contro i luterani, il gesuita Dottore della Chiesa e santo che diede forma al primo Catechismo di Trento… Bergoglio si è concesso di OFFENDERNE LA MEMORIA sovrapponendolo al gesuita san Pietro Frave, ecco le sue parole:
  • “È bene che sia Favre a essere protettore della casa: è l’uomo del dialogo, dell’ascolto, della vicinanza, del cammino. Era diverso dal Canisio. Non era l’uomo del confronto, della disputa….
e dove – naturalmente – nelle Note, Civiltà Cattolica, omette di spiegare chi fosse Canisio senza citarlo quale Dottore della Chiesa….
Ma leggiamo come insegna sant’Antonio:
  • «La verità genera odioper questo alcuni, per non incorrere nell’odio degli ascoltatori, velano la bocca con il manto del silenzio. Se predicassero la verità, come verità stessa esige e la divina Scrittura apertamente impone, essi incorrerebbero nell’odio degli eretici, che finirebbero per estrometterli dai loro ambienti. Ma siccome camminano secondo la mentalità degli eretici, temono di scandalizzarli, mentre non si deve mai venir meno alla verità, neppure a costo di scandalo». (Sant’Antonio di Padova, Sermoni)
A guida della Chiesa – nuova,  oggi – dunque, sono appunto i Gesuiti con un proprio PROGETTO RIVOLUZIONARIO  descritto nella loro XXXII Congregazione. In un recente libro pubblicato da Civiltà Cattolica, diabolicamente scritto dal gesuita Spadaro…. c’è una breve intervista a padre Adolfo Nicolás Pachón, allora generale dei Gesuiti in via di dimissioni e al quale è succeduto l’eretico Arturo Sosa, vedi qui. Chiedendo a padre Nicolàs sull’evento di un Papa gesuita, ecco una risposta:
  • – “Pensiamo col Papa che una Chiesa che giudica gli altri dimostra poca sapienza e usurpa la posizione di Dio, l’unico che vede i cuori. Sulla profezia, mi azzardo umilmente a distinguere: c’è un servizio profetico che avviene all’interno della Chiesa e raggiunge coloro che hanno fede. A questo si riferisce tutto ciò che dice Papa Francesco sulla profezia: fa «casino», crea una certa confusione e fa pensare. C’è un altro servizio rivolto a coloro che non hanno fede. Per costoro la profezia ha poco senso…”
…. Il «casino»…. è voluto, è creato ad arte perché deve far pensare ed aiutare  A RIBALTARE TUTTO CIO’ IN CUI LE MEMBRA HANNO FINO AD OGGI CREDUTO VERO… ecco perché può dire: «Io non ho fiducia nelle persone che non dubitano mai….», perché il dubitare e il persistere fa cadere le certezze, così non risponde ai Dubia, lasciandoli nel dubbio, così non risponderà a mons. Carlo Viganò, lasciando che la gente si STANCHI di dubitare del Papa, del suo silenzio… attribuendo agli interventi di Viganò LA NOIA DELLA RIPETIZIONE…. è così che i medici definiscono IL DUBBIO PATOLOGICO – PERVERSIONE DELLA RAGIONE….
Così come la medicina analizza anche il “dubbio patologico, detto della RELATIVIZZAZIONE“… ossia, trattasi di quelle persone che si trovano bloccate all’interno di situazioni prive di vie d’uscita, perché assolutamente incapaci di scegliereo non volendo scegliere quelle soluzioni che a loro non piacciono. Relativizzando l’uso della ragione e scandagliando tutte le alternative possibili, la persona finisce col rimanere bloccata o peggio, ancora a perdere occasioni, momenti e situazioni importanti, pur di rimanere fedele ai suoi personali progetti.
Bergoglio è un GESUITA MODERNISTA, fedele al progetto di RIVOLUZIONE della “nuova chiesa” fondata da Pedro Arrupe e con una sua teologia specifica di Karl Rahner, leggi qui, inserita nel Progetto della XXXII Congregazione. Tutti liberi di crederci o non crederci… ma sappiate scandagliare i fatti liberando voi stessi dalle personali OPINIONI E DUBBI, privandovi stoltamente della oggettività degli eventi.
Bergoglio non risponderà MAI a nessuno, ma continuerà a sollevare Dubbi e ad aprire processi, per creare dei VUOTI da riempire con il suo progetto di “nuova chiesa”, leggete qui un’altro esempio fra tanti. Se dovessimo avere “dei dubbi” a lui non interessa nulla, anche se ha affermato che lui non si fida di chi non ha dubbi…. ma ciò gli è utile non per confutarlo, ma per scartarlo dai suoi collaboratori, e andare avanti con chi sosterrà il suo progetto.
  • “Parlare dunque di “Chiesa di Karl Rahner” significa parlare d’una realtà intrinsecamente altra dalla Chiesa cattolica pur dandosi il rahnerismo “nella” Chiesa cattolica. In fondo, Fontana denuncia la presenza tumorale d’una neo-chiesa nella Chiesa, d’un neo-cattolicesimo rahneriano nel Corpo ecclesiale. Corpo e massa tumorale non si identificano pur tendendo il cancro a invadere metastasicamente l’intero Corpo, il rahnerismo vive parassitariamente nella Chiesa la cui identità pretende però sostituire liquefacendola dall’interno….” (se vi interessa il resto dell’argomento, cliccate qui)
LA MALATTIA-PATOLOGIA DI CUI PARLIAMO E’, COSI’, CHIARAMENTE INDIVIDUATA NEL GESUITISMO MODERNISTA
Il “metodo” del Gesuitismo Modernista si nutre di slogan e di frasi martellanti, come incisero così negli anni ’60, autori essi stessi della Rivoluzione del ’68, vedi qui. Il frasario di papa Bergoglio è tutto così, di “frasi fatte”, precostituite, di quelle che si usano nelle rivoluzioni, atte a modificare l’assetto socio-politico-culturale e religioso. Misericordismo, fariseismo (per altro malamente interpretato), proselitismo, perdonismo, legalismo e lassismo…. tutti “ISMI” che quel “nuovo” gesuitismo arrupiano della XXXII Congregazione ha fatto proprio, quale fondamento della nuova pastorale per la nuova Chiesa che già all’epoca, Pedro Arrupe attribuì a Paolo VI, ma che non era così. Vi lasciamo infatti con questo aneddoto:
Paolo VI ricevette Pedro Arrupe per rimproverarlo su alcuni progetti dei Gesuiti che andavano a modificare la dottrina etica e morale della Chiesa. Paolo VI fu molto severo con il generale.. Arrupe rispose, come cadendo dalle nuvole: “Santità, ma noi abbiamo fatto ciò che Ella voleva che si facesse….” – Paolo VI rimase stupito e rispose con dolore: “Ma Voi mi avete capito male….!
Pedro Arrupe ci rimase molto male ma poi, racconterà, dopo uno smarrimento interiore (ecco il dubbio trasformato in valore), fu risollevato dalla nuova Compagnia che lo sostenne in ciò che LUI aveva capito e – un giovane e dinamico discepolo, il giovane Jorge Mario Bergoglio – proseguirà su questa strada portandola, oggi, a compimento. Ed ecco cosa accade quando il discepolo supera il maestro… non in santità, ma in supponenza di avere capito bene ciò che era stato detto fosse un un vero male! Risvegliando in noi l’antica profezia: “Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro…”(Is.5,20)

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