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giovedì 4 ottobre 2018

Francesco II°..e famolo “Beato Francesco, papa”

ESCLUSIVA – Ecco in anteprima i santini di San Giorgio Bergoglio


Non chiedeteci da dove li abbiamo presi: un segreto resta tale. Però li offriamo a tutti attraverso la pubblicazione in rete. Come vedete sono già pronte – una fonte molto vicina al Vaticano parla di una prima stampa, già realizzata, di 800.000 esemplari di immaginette. Metà riportano la dicitura “Beato Francesco, papa” e le altre “Beato Jorge Mario Bergoglio, sj”.
Eccola:
san bergoglio
Dimenticavamo di dire che sono state realizzate delle edizioni speciali in numero limitato, 200 copie, contenenti reliquie di secondo grado (pare prese dall’intimo).

MÜLLER CONFERMA. IL PAPA HA BLOCCATO L’INCHIESTA PER ABUSI SUL CARD. MURPHY O’CONNOR, SUO AMICO.

Marco Tosatti

Non possiamo oggi non rilanciare il seguito dell’inchiesta condotta da LIfeSiteNews (LSN) sulla pratica contro il card. Cormac Murphy O’Connor, accusato da una donna in Gran Bretagna di abusi sessuali. Nell’articolo di Maike Hickson e John Henry Westen si scrive: “Il cardinale Gerhrard Müller ha confermato che l’indagine del Vaticano in abusi sessuali del card. Cormac Murphy O’Connor non è stata completata, ma invece è stata bloccata a causa della mancata approvazione da parte del Papa”. Dell’argomento aveva scritto di recente Stilum Curiae.

LSN ha parlato con l’ex Prefetto per la Dottrina della Fede a Washington, D.C. durante una conferenza. “LSN ha chiesto al card. Müller se papa Francesco avesse davvero bloccato l’indagine su Murphy O’Connor, che è deceduto nel 2017….Murphy O’Connor era accusato di aver abusato di una ragazzina che aveva 13 o 14 anni negli anni ‘60”.

Il porporato ha risposto a LSN di essere “legato dal Segreto Pontificio”, e ha aggiunto “che è necessaria l’approvazione del Papa per le indagini” su un cardinale. “LSN ha chiesto al cardinale se almeno potesse confermare che l’indagine era stata bloccata, piuttosto che completata,  e il cardinale ha risposto di sì”. Questo perché alcuni media avevano scritto nei giorni scorsi che l’indagine era stata portata a compimento. Fatto che il cardinale Müller ha smentito nella sua risposta a LSN.

Vi rimandiamo alla lettura dell’articolo su LifeSiteNews, e a quello di Aldo Maria Valli

A questo tema aveva fatto riferimento nel suo più recente documento l’arcivescovo Carlo Maria Viganò, e il suo accenno era stato subito strumentalizzato dalla Bergoglio Press Gang, che sosteneva – su un sito inglese e su un sito paravaticano italiano – che l’indagine su Murphy O’Connor era stata completata, e le accuse non trovate credibili. Bisogna sottolineare che né Viganò né LSN hanno mai detto che Murphy O’Connor era colpevole di abusi. “Piuttosto il primo articolo di LSN era centrato sul fatto che ‘indagine nelle accuse non aveva seguito il corretto protocollo fissato dalla Chiesa, e Viganò aveva citato il blocco delle indagini nel contesto dell’argomento più ampio del cover up di abusi sessuali del Papa”.

Questa conferma del card. Müller ci interessa in generale, e ci tocca personalmente. Infatti, oltre a contribuire al primo reportage di LSN (preparato in accordo con Stilum Curiae) chi scrive era stato il primo, e l’unico a dare notizia delle circostanze straordinarie in cui il Pontefice regnante aveva dato a Müller l’ordine perentorio di fermare l’indagine su Murphy O’Connor. La rivelazione era stata fatta in un articolo sul card. Müller scritto per il sito americano First Things.

Il cardinale era sceso nella chiesetta di santa Monica (siamo nel giugno 2013) adiacente al Palazzo della Congregazione per celebrare una messa per un gruppo di studenti tedeschi.

Nel bel mezzo della celebrazione,  il segretario scese dalla Congregazione con il cellulare, si avvicinò a Müller e disse al prefetto: “Il papa vuole parlarle”. “Gli hai detto che sto celebrando la Messa?”. “Sì, ma dice che vuole parlarle ugualmente”. Fu così che il cardinale andò in sacrestia e il papa, di pessimo umore, gli diede alcuni ordini circa un dossier riguardante un cardinale: appunto Murphy O’Connor, come è stato rivelato da una fonte “estremamente autorevole, che allora era nel governo della curia”.

Citiamo ancora da Stilum Curiae. “Chi ci ha raccontato questa storia, un alto esponente di curia, era sbalordito. Sia per il modo in cui era avvenuta la comunicazione, sia per il messaggio. Avrebbe dovuto dire: fatemi vedere il dossier, portatemi i risultati. Non si può ordinare all’inquirente di agire in un modo specifico a priori. Sono cose che lasciano molto perplessi. Aggiunse che anche se si fosse trattato di un caso di mitomania, l’inchiesta avrebbe dovuto essere conclusa secondo le regole”.

Riportiamo di seguito un ampio brano di quanto scrive il collega Valli,rimandandovi all’originale:

“Le accuse a carico di Murphy O’Connor arrivavano da una signora inglese che non le rese mai pubbliche. Si sa comunque, riferisce Tosatti, che restò in contatto con le autorità ecclesiastiche per circa quindici anni, senza però che le sua accuse siano mai state sottoposte a una profonda indagine.

La signora fu vittima di abusi quando era una ragazzina (i fatti risalgono all’epoca in cui aveva tredici o quattordici anni) da parte di un prete noto abusatore, padre Michael Hill, condannato a più riprese dalla giustizia civile eppure trasferito di parrocchia in parrocchia da Murphy O’Connor, che infine lo mandò come cappellano all’aeroporto di Gatwick, dove Hill fu nuovamente accusato di abusi, questa volta su una teenager con difficoltà di apprendimento, che si era recata nella cappella dello scalo dopo aver perso un volo.

Murphy-O’Connor pagò le vittime di Hill, chiedendo in cambio il silenzio. Nella sua testimonianza, la signora  sostiene che, quando fu abusata, oltre a Hill erano presenti altri sacerdoti, e Murphy O’Connor era uno di loro. Nel 2000 la vittima raggiunse un accordo con la diocesi di Brighton per gli abusi subiti da padre Hill e ricevette un risarcimento di 40 mila sterline.

Proprio nel 2000 Murphy O’Connor divenne arcivescovo d Westminster. Nota è poi la sua partecipazione al cosiddetto “gruppo di San Gallo”, che organizzò l’elezione di papa Bergoglio.

Ora è chiaro che, di fronte ad accuse di tale portata, la Chiesa deve seguire le regole e verificare, ma così, a quanto pare, nel caso del cardinale inglese non è stato.

Nella sua biografia di Bergoglio, The Great Reformer, Austen Ivereigh (che fu addetto stampa di Murphy O’Connor) scrive che un gruppo di cardinali, il “Team Bergoglio” avrebbe pianificato sin dalle dimissioni di Benedetto XVI l’elezione dell’arcivescovo di Buenos Aires, ottenendo il suo assenso. Del gruppo facevano parte i cardinali Murphy O’Connor, Kasper, Daneels e Lehmann.

In seguito, attraverso una dichiarazione dell’allora portavoce vaticano padre Lombardi, i quattro hanno negato di aver lavorato per l’elezione di  Bergoglio. Tuttavia lo stesso Ivereigh racconta che all’indomani dell’elezione, quando il nuovo papa incontrò il collegio cardinalizio, abbracciò Murphy O’Connor con particolare affetto e, agitando l’indice in segno di finto rimprovero, disse con una risata: “È colpa tua! Che cosa mi hai fatto?”.

Poiché nel 2013 Murphy O’Connor aveva già compiuto gli ottant’anni di età, non era entrato in Conclave. Dunque la sua “colpa”, per usare la stessa parola impiegata dal papa, poteva  risalire soltanto alla fase preparatoria”.

Oggi è il quarantesimo giorno in cui il Pontefice regnante non ha, ancora, risposto.Quando ha saputo che McCarrick era un uomo perverso, un predatore omosessuale seriale?

È vero, o non è vero, che mons. Viganò lo ha avvertito il 23 giugno 2013?

Joseph Fessio, sj: “Sia un uomo. Si alzi in piedi e risponda”.


4 ottobre 2018 Pubblicato da  21 Commenti --

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