ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 1 novembre 2018

La scomparsa della Chiesa

"Dov'è il Popolo di Dio?"

  L'effetto più devastante del falso rinnovamento avvenuto in casa cattolica in questi decenni è la scomparsa della Chiesa.

  Li sentiamo già i perennemente moderati dirci “... ma la Chiesa non scompare! È del Signore! Le porte degli inferi non prevarranno!...”. Certo, la Chiesa in sé non verrà meno fino alla consumazione dei secoli, ma può scomparire di fatto nel nostro tessuto sociale, nel nostro mondo, nei nostri paesi che avevano nelle parrocchie l'identità più forte.

  Certo, ogni giorno si parla della Chiesa, molto del Vaticano, sui giornali e su tutti i mezzi di comunicazione... si moltiplicano le dichiarazioni che dicono tutto e il contrario di tutto, ma tutto questo è inversamente proporzionale alla presenza della Chiesa là dove vivi. Così ti trovi ad essere informato sugli ultimi scoop vaticani, e nel medesimo tempo non sapresti a quale campanello suonare per trovare un prete.

  Il poderoso sconquassamento della struttura cattolica tradizionale è stato possibile perché a fine anni '60 la Chiesa c'era ancora con tutta la sua visibilità e reperibilità; ma questo stolto sconquassamento sta producendo il vanificarsi della presenza della Chiesa stessa, che da quegli anni si lanciò in una rivoluzione inimmaginabile fino ad allora.

  Se ne accorse lo stesso Paolo VI e ne fece un grido:
  “Dov’è il “Popolo di Dio”, del quale tanto si è parlato, e tuttora si parla, dov’è?

  Dovremmo tenere bene nella mente e nel cuore queste parole, questo appello drammatico, dov’è il “Popolo di Dio”, del quale tanto si è parlato, dov'è? Proprio noi della Tradizione siamo chiamati a lasciarci educare da questo grido, così che il nostro amore alla Chiesa si dilati e si purifichi.

  Non c'è Tradizione senza la Chiesa, non c'è tradizione che non riaffermi la fede nel Corpo Mistico di Cristo. Se non fosse così saremmo come quelli che in nome del rinnovamento hanno affossato la presenza della Chiesa nel mondo.

  Loro, gli ammodernatori, lo hanno fatto diluendo la presenza dei cristiani nel mondo con l'illusione di avere un'influenza più capillare nella società. È lo schema del cattolicesimo liberale: la Chiesa societas deve scomparire per far spazio ad una chiesa più spirituale capace di essere lievito nella massa della società... risultato: la Chiesa di fatto non c'è più, è inincidente, e la società non è mai stata così lontana da Gesù Cristo e dal suo Vangelo, tanto che la Chiesa oggi per dialogare deve tacere il Vangelo stesso facendo psicologia e sociologia spicciola e a basso mercato.

  Noi, desiderosi del ritorno del cattolicesimo alla propria tradizione, rischiamo di pensare che basti ristabilire delle regole e delle idee chiare perché le anime tornino alla fede, dimenticando che questo ritorno è questione di Grazia e che la grazia opera secondo il metodo di Dio che si chiama Chiesa: Cristo ha lasciato il suo prolungamento nel mondo e si chiama Chiesa, fatta dagli uomini afferrati e trasformati dalla sua grazia potente. Non c'è ritorno alla Tradizione senza Chiesa, non c'è Vangelo senza Chiesa, non ci sono Sacramenti e Grazia senza Chiesa, così Dio ha fatto le cose.

  Certo, la crisi è spaventosa e sfigurante... ma non se ne esce con un tradizionalismo individualista (potremmo forse definirlo un tradizionalismo liberale?), ma tenendo dentro il grido di Paolo VI dov’è il “Popolo di Dio”, del quale tanto si è parlato, e tuttora si parla, dov’è? e pregando e operando di conseguenza.

 «Dov’è il “Popolo di Dio”, del quale tanto si è parlato, e tuttora si parla, dov’è? Questa entità etnica sui generis… Come è compaginato? Com’è caratterizzato? Com’è organizzato? Come esercita la sua missione ideale e tonificante nella società, nella quale è immerso? Bene sappiamo che il Popolo di Dio ha ora, storicamente, un nome a tutti più familiare; è la Chiesa» 23 luglio 1975.

 Allora l'opera a cui Dio chiama tutti è fare la Chiesa, perché sussista nel nostro mondo la possibilità di incontrare Gesù Cristo, di toccare Gesù Cristo. Fosse anche un “piccolo resto” questa Chiesa deve esserci.

  «C’è un grande turbamento in questo momento nel mondo e nella Chiesa, e ciò che è in questione è la fede… Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominante un pensiero di tipo non-cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all’interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia» (J. Guitton, Paolo VI segreto, 1977).

  Vogliamo la Tradizione nella Messa e in tutto il resto non per un gusto personale, bensì perché questo piccolo resto sussista. E mentre molti ci accusano di non fare la Chiesa con gli altri, ribadiamo che è proprio per fare la Chiesa che non facciamo come tutti gli altri, perché la Chiesa nelle nostre terre sta venendo meno.


               

"DOV'E' IL POPOLO DI DIO?"

Editoriale di "Radicati nella fede" - Anno XI n° 11 - Novembre 2018

Clero conciliare

Come orientarsi in seguito alle ultime allarmanti vicende del caso Viganò e al rapporto del Gran Giurì della Pennsylvania? Riporto il commento di Mons.R.N.Williamson su stmarcelinitiative.com
p.Elia
Un lettore ha scritto sollevando alcune domande sulla lettera di 11 pagine dell’ex Nunzio Apostolico negli Stati Uniti, Monsignor Viganò, in cui, con dovizia di particolari e citando i nomi, è detto che c’è un’immensa corruzione morale che fa marcire il clero cattolico negli Stati Uniti, e che la responsabilità dei crimini in questione raggiunge il vertice della Chiesa. Al momento di scrivere questi “Commenti”, lo scandalo causato dalla lettera è immenso, e sta avendo vaste ripercussioni. Nessuno può dire in questo momento quale sarà la ricaduta finale. Ecco le quattro domande del lettore, accompagnate da brevi risposte:

1 Cosa si deve pensare della lettera di Viganò? E’ grave come sembra?

Sì, perché Mons. Viganò dà tutte le indicazioni di essere un uomo onesto. Nel 2011 è stato esiliato da Roma e inviato negli Stati Uniti perché stava compiendo un tentativo riuscito di ripulire le finanze vaticane. Al momento di scrivere è nascosto perché teme per la propria vita. Ha nemici seri.

2 La lettera sarà una bomba nella Chiesa, o un semplice petardo, senza conseguenze durature?

Lo dirà il tempo. Certamente alla profonda corruzione nella Chiesa corrisponde la profonda corruzione esistente tra le potenze che sono nel mondo, i politici, i banchieri, i media e così via. E’ Satana che dirige, perché i satanisti sono legati tra loro in tutti i campi, e non permetteranno a un semplice Arcivescovo di sconvolgere il loro assetto, se possono evitarlo. Ma in realtà è Dio che tiene la mano. Le persone stanno tornando a Lui o no? Se no, Egli permetterà ai servi di Satana di continuare a muovere la Chiesa e mondo verso il Nuovo Ordine Mondiale. Se torneranno da Lui, tra breve avremo la Consacrazione della Russia.

3 Lo scandalo farà desistere Menzingen [la Fraternità sacerdotale San Pio X, ndr] dal chiedere il riconoscimento al Papa e a Roma?

Dovrebbe farlo certamente, ma temo che non lo possa fare. Da molti anni il quartier generale della Fraternità a Menzingen è vissuto con la testa tra le nuvole e i liberali non cambiano la loro dottrina. Per i liberali è la realtà ad essere sbagliata. Il riconoscimento ufficiale della Fraternità dev’essere ottenuto a tutti i costi da Roma, e quindi Papa Francesco deve essere ancora trattato come un amico. Forse Menzingen potrebbe ammettere di aver sbagliato per 20 anni, ma anche ammettendolo, non sarà facile per loro cambiare rotta. Mons. Lefebvre, invece, decise trent’anni fa di lasciare che i papi conciliari andassero per la loro strada. Egli non sarebbe stato affatto sorpreso dalla lettera di Viganò.

4 Cosa rese così lucido Monsignore?

La dottrina. Gratta per bene l’odierno Occidente materialista e ci trovi un erede del Protestantesimo che tende a filtrare il moscerino e a ingoiare il cammello ( Mt XXIII, 24), il che significa che esso è più severo sui peccati della carne che sui peccati dello spirito, come l’errore dottrinale, o eresia. Ora i peccati della carne sono abbastanza gravi da contribuire alla dannazione eterna del gran numero di anime che cadono all’Inferno – così ha detto la Madonna ai ragazzi di Fatima. Ma è l’eresia che apre la strada a questi peccati. Si veda Romani I, 21–31. Infrangere il primo comandamento porta all’impurità in generale (21–24), all’omosessualità in particolare (26–27) e a tutti i tipi di altri peccati in generale (28–32). In altre parole è il Primo Comandamento che viene prima, e non il Sesto.

Così il vero scandalo denunciato da Mons. Viganò è l’implicito piuttosto che l’esplicito. Non sono tanto i perversi peccati della carne che muovono in rivolta gli ecclesiastici di alto rango, quanto l’idolatria ufficiale proposta dal Vaticano II nei suoi documenti, idolatria che più di ogni altra cosa ha tolto i freni cattolici all’immoralità. Se nessuno Stato dovrebbe coercire pubblicamente le religioni dottrinalmente false ( Dignitatis humanae ), perché dovrei io osservare la morale cattolica che pone particolari limiti alla mia libertà? Se l’Inferno è una mera “dottrina” della Chiesa, perché dovrebbe impedirmi di peccare come mi pare? Il Vaticano II ( Nostra Aetate, Unitatis Redintegratio ) ha dichiarato che le diverse religioni fuori dal cattolicesimo hanno le loro legittime vedute. Ma allora, non è la stessa Chiesa cattolica che mi insegna che non ho davvero bisogno di essere cattolico?

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