ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 6 marzo 2019

Le tradizioni e la vita ora..

Pubblicato da Berlicche

https://berlicche.wordpress.com/2019/03/06/i-malanni-di-malacoda-mercoledi-delle-arance/

…A TOTALE CARICO DEL SERVIZIO SANITARIO


“Il  della  autorizza la somministrazione, a carico del servizio sanitario nazionale, del farmaco che blocca la  nei . Il Governo del cambiamento. Di sesso”






L’Avvocato Filomena Gallo: “Soddisfatti per la nomina al Consiglio superiore di Sanità di Giulio Cossu e Fabrizio Starace, dirigenti storici dell’Associazione Luca Coscioni, ed impegnati per il progresso scientifico”.


C’e` qualcosa di terribilmente sbagliato nella linea di abbigliamento per
bambini di Caroline Bosmans


<https://neovitruvian.wordpress.com/2019/02/27/ce-qualcosa-di-terribilmente-sbagliato-nella-linea-di-abbigliamento-per-bambini-di-caroline-bosmans/> FEB
27
Il sito Web e l’account Instagram di questo marchio di moda sono pieni di
immagini inquietanti che alludono all’abuso e alla sessualizzazione dei
bambini. Ecco uno sguardo al mondo sconvolgente di Caroline Bosmans
Caroline Bosmans è un marchio di lusso per bambini che è stato elogiato nel
suo nativo Belgio e nel mondo della moda. Popolare tra i figli dei ricchi e
famosi (ad esempio P. Diddy), il marchio è descritto come “radicale e
grafico” dalle fashioniste. Infatti, anche se Caroline Bosmans crea abiti
per bambini e bambine, si tratta comunque di essere edgy e alla moda.
Tuttavia, c’è un problema. Il mondo della moda è malato e contorto.
L’aggiunta di bambini al mix è spesso una ricetta infernale. Un primo
esempio è il marchio per bambini NUNUNU che, come si vede nel mio articolo
<https://neovitruvian.wordpress.com/2018/11/16/ce-qualcosa-di-malato-e-sbagl iato-nella-nuova-linea-di-abbigliamento-genderless-di-celine-dion/> C’e`
qualcosa di sbagliato nella nuova linea di abbigliamento “Genderless” di
Céline Dion, è semplicemente rivoltante: riferimenti all’abuso di minori,
alla sessualizzazione dei bambini e persino al satanismo.
Purtroppo, il marketing di Caroline Bosman trasmette le stesse inquietanti
vibrazioni. Quasi tutte le immagini mettono i bambini in contesti bizzarri,
opprimenti e spiacevoli in cui si aggiunge un sacco di simbolismo
significativo. Oltre a queste vibrazioni negative, tutti i bambini nelle
loro foto promozionali sembrano essere tristi, sconvolti, traumatizzati o …
morti. In breve, la marca è un riflesso della sub-cultura elitaria
nauseabonda che mira a danneggiare i bambini.
Ecco alcuni esempi.
IL SITO WEB
I visitatori del sito ufficiale del marchio sono accolti con un mucchio di
foto che riassumono il marchio: mescolare i bambini con la stranezza del
mondo della moda.
Benvenuti nel meraviglioso mondo di Caroline Bosmans.
Il bambino è tenuto in braccio da un ragazzo unto che indossa solo uno
Speedo
Un bambino vestito da drag in braccio ad un uomo adulto vestito da drag.
Nessuno sembra godersi questo momento.
Il passatempo preferito dell’élite è quello di vestire i bambini come donne
“sexy” e completamente cresciute (vedi il mio articolo su Desmond Is
Amazing).
Questo non sembra un ambiente sicuro e stimolante per un bambino
Soffocato
Al marchio piace ritrarre bambini che sembrano addormentati, drogati e …
morti
Un’altra foto di un bambino che sembra morto. Sulle camice e sui pantaloni
dei bambini ci sono le parole “Mangia le persone”. L’élite è ossessionata
dal cannibalismo
Ancora un’altra foto di un bambino che sembra morto. C’era del veleno in
quella tazza? Le camicie raffigurano una bambola Barbie nuda che si trova a
faccia in giù in una tazza. Tutto qui allude all’abuso e alla perdita
dell’innocenza.
Il sito web ha una sezione chiamata “Artwork” in cui i bambini vengono usati
come oggetti di scena in strane configurazioni.
C’e` qualcosa che proprio non va in questa foto
Questo strano body mette in mostra organi interni. È inquietante da guardare
e probabilmente è inquietante da indossare.
Volto coperto (spersonalizzazione e oggettivazione) e un gigantesco teschio
(simbolo della morte)
L’intera testa di questo bambino è coperta di mani. Amano mettere le mani
sui bambini.
Non sembra una situazione adatta ad un bambino
<https://neovitruvian.files.wordpress.com/2019/02/caroline_bosmans_2013-499_ c2a9alexanderpopeliersig24-e1551128309317.jpg>
https://neovitruvian.files.wordpress.com/2019/02/caroline_bosmans_2013-499_c
2a9alexanderpopeliersig24-e1551128309317.jpg?w=604
Il ragazzo sulla destra indossa un vestito che dice “Sono abbastanza
confuso”. Inoltre, c’è un occhio (il simbolo preferito delle élite occulte)
con una lacrima. Si tratta di abusi.
Un esercito di bambini clonati? Perché?
ACCOUNT INSTAGRAM
Non diversamente da NUNUNU, scorrere l’account Instagram di Caroline Bosman
porta a un sentimento sempre più intenso di terrore e disgusto. Ecco alcuni
esempi.
L’account IG contiene un servizio di moda per bambini in un ospedale. tutto
questo è sbagliato sotto molti aspetti
I bambini vanno negli ospedali quando sono malati o soffrono. A loro non
piace starci. Questo marchio utilizza questo contesto sconvolgente per
vendere vestiti troppo costosi.
Perche` indossa quel costume in ospedale?
Tirate fuori quella bambina da sto posto. Mentre è assolutamente
sconcertante, questi scatti di moda sono perfettamente in linea con il tema
dominante di traumatizzare i bambini.
<https://neovitruvian.files.wordpress.com/2019/02/2019-02-25-09_01_32-c-r-l- n-b-s-m-n-s-official-40carolinebosmans-e280a2-instagram-photos-and-videos-e1 551139031630.jpg>
https://neovitruvian.files.wordpress.com/2019/02/2019-02-25-09_01_32-c-r-l-n
-b-s-m-n-s-official-40carolinebosmans-e280a2-instagram-photos-and-videos-e15
51139031630.jpg?w=604&h=369
Questa foto non è nemmeno un servizio di moda. È un bambino reale in un
ospedale con gli hashtag #alwaysfunwiththiskid e #bruisednotbroken. C’è una
freddezza qui che è estremamente inquietante.
<https://neovitruvian.files.wordpress.com/2019/02/2019-02-25-08_55_05-c-r-l- n-b-s-m-n-s-official-40carolinebosmans-e280a2-instagram-photos-and-videos-e1 551139189186.jpg>
https://neovitruvian.files.wordpress.com/2019/02/2019-02-25-08_55_05-c-r-l-n
-b-s-m-n-s-official-40carolinebosmans-e280a2-instagram-photos-and-videos-e15
51139189186.jpg?w=604&h=362
#Readytoafterparty? Qualche pervertito ha scritto nei commenti “Mi
piacerebbe unirmi a lei;)”. Quindi Caroline Bosman risponde “Ma prima alcuni
cocktail!” Huh?
<https://neovitruvian.files.wordpress.com/2019/02/2019-02-25-08_50_56-c-r-l- n-b-s-m-n-s-official-40carolinebosmans-e280a2-instagram-photos-and-videos.jp g>
https://neovitruvian.files.wordpress.com/2019/02/2019-02-25-08_50_56-c-r-l-n
-b-s-m-n-s-official-40carolinebosmans-e280a2-instagram-photos-and-videos.jpg
?w=604&h=384
Il quarto commento riassume tutto
<https://neovitruvian.files.wordpress.com/2019/02/2019-02-25-08_58_02-c-r-l- n-b-s-m-n-s-official-40carolinebosmans-e280a2-instagram-photos-and-videos.jp g>
https://neovitruvian.files.wordpress.com/2019/02/2019-02-25-08_58_02-c-r-l-n
-b-s-m-n-s-official-40carolinebosmans-e280a2-instagram-photos-and-videos.jpg
?w=604&h=367
Per qualche ragione, hanno deciso di scambiare la faccia di un bambino con
una bambola di Ken. Simbolico. E cosa diavolo c’è nella bocca del bambino?
<https://neovitruvian.files.wordpress.com/2019/02/carolinebosmans_11849815_1 530289253927693_1025787901_n-e1551139587438.jpg>
https://neovitruvian.files.wordpress.com/2019/02/carolinebosmans_11849815_15
30289253927693_1025787901_n-e1551139587438.jpg?w=604
Ci sono un sacco di foto di bambini in questa posizione. Perché? Alcuni
pervertiti pubblicano commenti come “Bottoms up”
<https://neovitruvian.files.wordpress.com/2019/02/2019-02-25-09_08_40-c-r-l- n-b-s-m-n-s-official-40carolinebosmans-e280a2-instagram-photos-and-videos.jp g>
https://neovitruvian.files.wordpress.com/2019/02/2019-02-25-09_08_40-c-r-l-n
-b-s-m-n-s-official-40carolinebosmans-e280a2-instagram-photos-and-videos.jpg
?w=604&h=369
Ecco un altro esempio. E ce ne sono molti altri. Alcune persone nei commenti
sembrano essere estremamente entusiaste di queste foto.
Dove si sta mettendo la mano questo bambino? Chi gli ha detto di farlo?
<https://neovitruvian.files.wordpress.com/2019/02/carolinebosmans_12139608_1 637881223151662_1175857068_n-e1551139838857.jpg>
https://neovitruvian.files.wordpress.com/2019/02/carolinebosmans_12139608_16
37881223151662_1175857068_n-e1551139838857.jpg?w=604
In combinazione con queste immagini sconvolgenti di bambini ci sono frasi
come questa
Le gambe di questo bambino sembrano essere contuse. Inoltre, c’è un adesivo
del logo del marchio. Strano.
C’e` una insana fissazione nel ritrarre bambini che stanno male
Ovviamente, per dimostrare che tutto questo fa parte dell’agenda elitaria,
ci sono un sacco di simboli con l’occhio che tutto vede.
<https://neovitruvian.files.wordpress.com/2019/02/carolinebosmans_12224428_5 16926771802905_763444924_n-e1551140199313.jpg>
https://neovitruvian.files.wordpress.com/2019/02/carolinebosmans_12224428_51
6926771802905_763444924_n-e1551140199313.jpg?w=604&h=604
Un altro
<https://neovitruvian.files.wordpress.com/2019/02/carolinebosmans_26396617_1 45856199437906_2447958168458756096_n-e1551140261936.jpg>
https://neovitruvian.files.wordpress.com/2019/02/carolinebosmans_26396617_14
5856199437906_2447958168458756096_n-e1551140261936.jpg?w=604Tutti i bambini
sembrano tristi
CONCLUDENDO
Caroline Bosmans è un altro marchio di abbigliamento “di lusso” per bambini
che mescola l’alta moda con una sub-cultura inquietante che e` ossessionata
dai bambini per le ragioni piu` sbagliate. Si tratta di molestare i bambini,
metterli in situazioni traumatizzanti, alludendo al loro abuso e
sessualizzandoli.
Qual è lo scopo di tali immagini rivoltanti? E` una tattica commerciale per
vendere piu` prodotti o c’è un programma più profondo dietro a questo? Se si
combinano le immagini di questo marchio con ciò che è stato osservato con
NUNUNU, emerge un modello chiaro. Non si tratta dell’amore per i bambini, si
tratta di odio. Si tratta di usare e abusare di loro. Riguarda il male.
Su una scala più ampia, si tratta dell’elite occulta che rapisce i bambini,
sottoponendoli al controllo mentale basato sul trauma e mettendoli sotto il
controllo di pedofili. Il simbolismo di questi marchi è una celebrazione di
questa cultura malata. E le celebrità sono piuttosto felici di spendere i
loro soldi in queste schifezze.
<https://vigilantcitizen.com/latestnews/something-is-terribly-wrong-with-the -childrens-clothing-line-caroline-bosmans/> Fonte
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Di fronte alla recrudescenza del fenomeno gender nelle scuole, crediamo di fare cosa gradita pubblicando un agile promemoria per i genitori che non intendono rassegnarsi all’indottrinamento dei propri figli da parte di un sistema che ha cancellato anche le elementari verità sull’uomo. Questo è solo un primo strumento di emergenza, dunque Riscossa Cristiana rimane a disposizione per dare consulenza e sostegno a chi ha compreso che la misura è colma e ha deciso legittimamente di reagire.
Per questo servizio, si può scrivere a: elisabetta.frezza@riscossacristiana.it
Per eventuali approfondimenti, si rimanda a Elisabetta Frezza, MalaScuola. Gender, affettività, emozioni: il sistema educativo per abolire la ragione e manipolare i nostri figli, seconda edizione, Casa editrice Leonardo da Vinci, Roma 2017.
*** *** ***
 Nelle scuole di ogni ordine e grado sono introdotti in orario curricolare – e quindi a scapito degli insegnamenti delle materie fondamentali – progetti dalle denominazioni suggestive e accattivanti (riguardanti i temi della salute, dell’affettività, della sessualità, ma anche dell’inclusione, degli stereotipi, della non discriminazione, eccetera).
Spesso tali corsi vengono avviati a prescindere dalla richiesta di una specifica autorizzazione scritta dei genitori e di una previa adeguata informazione su metodi e contenuti adottati. In ogni caso, i genitori sono il più delle volte indotti ad accettare la somministrazione di tali “insegnamenti” ormai diffusi per vari ordini di ragioni: per quieto vivere, per assuefazione, per convenienza, per sottovalutazione degli effetti.
Attraverso questi progetti scolastici, si mira a inoculare agli alunni, e a radicare in loro, le seguenti convinzioni:
  • che i ruoli, gli atteggiamenti e le inclinazioni tipicamente maschili e femminili, assorbiti e sperimentati anzitutto in famiglia, vanno bollati come “stereotipi”, e in quanto tali vanno demoliti;
  • che ciascuno è libero di scegliere il proprio genere identitario (a prescindere dai dati sessuali biologici e anatomici assegnatigli dalla natura) a seconda della percezione che ha di se stesso, che può essere anche mutevole o del tutto fluida;
  • che la famiglia non si fonda sull’unione tra un uomo e una donna, ma su ogni forma di convivenza, anche tra persone dello stesso sesso;
  • che l’omosessualità e in genere le sessualità “diverse” sono una normale variante della sessualità, da promuovere anzi come un valore per la società;
  • che è necessario conoscere il linguaggio e le pratiche della sessualità a partire dalla più tenera dall’età (secondo una visione pansessualista della esperienza umana).
È evidente come si punti a erotizzare precocemente gli scolari e a sovvertirne i naturali criteri di comportamento, in tal modo violentando la loro sensibilità, manipolando le loro coscienze ed espropriando la loro libertà morale (tutelata dall’art. 13 della Costituzione), insieme alla libertà educativa della famiglia (tutelata dall’art. 30 della Costituzione).
E tutto ciò si traduce in una alterazione forzata dei naturali processi cognitivi del soggetto in via di formazione, che si trova peraltro totalmente indifeso di fronte alla ingerenza dell’adulto, tanto più se questo veste i panni autorevoli dell’“educatore” o dell’”esperto”.

La cosiddetta “educazione di genere” – di cui spesso, per ragioni strategiche, viene spudoratamente negata l’esistenza – penetra nelle scuole camuffata dietro un lessico strumentale, fatto di slogan di ordinanza e di formule rituali ormai divenute vere e proprie parole d’ordine (destrutturazione degli stereotipi sessuali e sociali, rispetto delle diversità, contrasto alla violenza di genere, uguaglianza di genere, inclusione, eccetera): un lessico a cui quasi tutti hanno ormai fatto l’orecchio poiché suona come innocuo e persino edificante.
[La sociologa americana Marguerite A. Peeters, una delle prime studiose dell’argomento gender, afferma che «ilgender procede mascherato (larvatus prodeo, come diceva Cartesio) per colpire al cuore. È come un insieme di cerchi concentrici con un nucleo duro radicale che esercita una forza centripeta. Il nucleo, tenuto nascosto, è fatto di assiomi indimostrati e indimostrabili tenuti insieme dal cemento armato della ideologia dura e pura. I cerchi più esterni, quelli visibili, sono i progetti a più ampio consenso, capaci di attirare la maggioranza delle persone e di evocare i sentimenti migliori. Il gender – dice ancora la Peeters – porta la maschera dell’“uguaglianza”, della “parità”, dell’“equità”, della “libertà di scelta”, dei “diritti”, della “dignità umana”, del “progresso”, dell’“autonomia”, dell’“emancipazione” o “promozione” della donna, della “compassione”, della “lotta contro le violenze”, della “non discriminazione” e di altri concetti altruisti, umanistici o umanitari dai quali molti si lasciano sedurre». Cfr. Marguerite A. Peeters, Il gender. Una questione politica e culturale, San Paolo Edizioni, Milano, 2014]
La cosiddetta “educazione di genere” inoltre – come risulta dagli innumerevoli documenti ufficiali che la promuovono – è intimamente e programmaticamente connessa alla “educazione all’affettività e alla sessualità”. La funzione che quest’ultima assume, infatti, è proprio quella, prodromica, di disinibire i piccoli, inducendoli ad abbattere la soglia del pudore, a superare resistenze naturali ed educative e vincere ogni remora morale; di conseguenza, li predispone ad elaborare positivamente ogni istinto e successivamente ad assecondarlo: il sesso viene presentato loro come unico vero orizzonte, e ogni comportamento e tendenza sessuale come ugualmente buoni (il che è esattamente l’opposto della educazione rettamente intesa, che consiste nel fornire ai discenti gli strumenti cognitivi per aiutare a controllare gli istinti).
È bene sottolineare come le iniziative di questo genere rappresentino, tutte e indistintamente (ora più sfacciate ora più subdole), un evidente abuso del ruolo formativo della istituzione scolastica poiché di fatto aggrediscono la sfera più intima, profonda e personalissima degli alunni rischiando di provocare danni irreparabili. Questa sfera, inviolabile, va tenuta al riparo da qualsiasi tentativo di omologazione forzata in applicazione di criteri standardizzati (per ciò stesso arbitrari) poiché il percorso di maturazione psicofisica di ciascun soggetto segue tempi e modi propri, sui quali va commisurato ogni intervento educativo. In questo ambito la famiglia deve essere libera di seguire e guidare il percorso ritenuto più consono alla personalità del proprio figlio nel rispetto della sua sensibilità individuale.
Spetta ai genitori, sulla scorta di una opportuna conoscenza sia della matrice storico-politica di queste ideologie (agende ONU) sia dei loro obiettivi dichiarati, opporsi con ogni mezzo a che la scuola si renda veicolo di propaganda di un sistema di idee falso e destabilizzante per cui l’identità di una persona – che è in primis identità sessuata – sarebbe il frutto della sua autodeterminazione, sul presupposto che la personalità maschile o femminile non dipenderebbe dal dato biologico, bensì da una mera costruzione sociale.
Consci del fatto che ci troviamo di fronte a un vero e proprio sopruso perpetrato dalle istituzioni a nostro danno, è necessario non mancare di rivendicare il primato educativo della famiglia, quale è peraltro riconosciuto dalla legge e dalla stessa Costituzione italiana, contro ogni tentativo di manipolare le giovani generazioni scardinando i fondamenti ontologici della personalità dei soggetti in via di formazione attraverso la negazione del principio di realtà e contro ogni esigenza di ragione.
– di Elisabetta Frezza
By Redazione On 4 Marzo 2019 · 6 Comments



Eravamo rimasti alle gemelle CRISPR, le prime creature – o almeno le prime di cui si abbia notizia – prodotte in laboratorio applicando la tecnica del taglia e cuci molecolare, per ricombinare il DNA ed eliminare geneticamente in via preventiva determinate patologie. Nel loro caso l’AIDS. Ne avevamo scritto, anche molto in dettaglio, nel nostro pezzo Sotto il segno delle gemelle cinesi.
OLTRE IL VACCINO
Dicevamo, tra le altre cose, che la provetta, di fatto, diventava così una sorta di nuovo vaccino, un vaccino preventivo incorporato nel procedimento di fabbricazione del manufatto umano, di modo che questo possa essere consegnato all’aspirante genitore, tutto compreso e chiavi in mano, insieme al corrispondente certificato di garanzia: modello HIV-free. Uno, domani mattina, potrà ordinarsi il pupo immune al morbillo, alla meningite, al raffreddore, all’emicrania, alla gastroenterite.
Nel frattempo, contro il biofisico autore dell’esperimento, è partita la parata dell’ipocrisia scientifica mondiale. He Jiankui è stato accusato, indagato, licenziato, cacciato, demonizzato. Pare nessuno sapesse nulla di cosa stava covando tra i suoi alambicchi. Eppure lui lo aveva annunciato senza troppi giri di parole in un convegno intitolato – guarda un po’ i casi della vita – Human Genome Editing. Fatto sta che ora vengono a galla altri dettagli dell’operazione e ci mostrano come la frontiera della riprogenetica sia già spostata ben oltre quanto poteva apparire al primo momento.
EFFETTO COLLATERALE: SUPERINTELLIGENZA
Ce lo dice la MIT Technology Review, che ci spiega come, per ottenere il risultato sbandierato ad extra (ovvero la immunità all’AIDS), sia stata scelta la via della eliminazione di un particolare gene, chiamato CCR5. Ma secondo recenti scoperte – ci dice ancora la rivista – il taglio del CCR5 provocherebbe, quali “effetti collaterali”, un incremento delle capacità di recupero del cervello colpito da ictus e, verosimilmente, anche delle potenzialità di successo scolastico.
È in particolare uno studio del neurobiologo californiano Alcino J. Silva – al cui laboratorio si deve la scoperta degli effetti del gene sulla memoria e sulle capacità del cervello di formare nuove connessioni – a rivelare come gli individui naturalmente privi del gene CCR5 si riprendano più rapidamente da insulti cerebrovascolari; inoltre, quelli che difettano di almeno una copia del medesimo gene sembra siano avvantaggiati nell’apprendimento, a giudicare dal grado di istruzione scolastica raggiunto. Il che “suggerisce” una qualche incidenza della presenza/assenza del gene sull’”intelligenza” spicciola del portatore. Tanto che lo stesso professor Silva, interpellato in merito all’esperimento di He Jiankui, conferma come ci si possa ragionevolmente aspettare «che queste mutazioni abbiano un impatto sulle funzioni cognitive delle gemelle».
INGEGNERIA EUGENETICA REALIZZATA: ERANO DESIGNER BABIES
Ovviamente, restano ignote le modalità di manifestazione di questo impatto. Ma intanto – si capisce – alla massa beota è vendibile la prospettiva dello smart baby a scatola chiusa, pronta consegna.
Eppure il fine dichiarato dell’impresa era quello di rendere le bambine resistenti al virus dell’HIV, così da evitare loro, vita natural durante, il gravoso onere del preservativo per esercitare spensieratamente con chiunque in ogni parte del mondo. Scrive il MIT Technology Review:«È però improbabile che He non fosse a conoscenza del collegamento tra CCR5 e capacità cognitive, dimostrato nel 2016 da Zhou e Silva, secondo i cui esperimenti la rimozione del gene nei topi portava ad un incremento delle capacità mnemoniche».
A questo punto, diventa tutto piuttosto chiaro.
ADDIO “PENDIO SCIVOLOSO”
L’AIDS era uno stalking horse, uno specchietto per le allodole. L’obiettivo degli apprendisti stregoni, fin dall’inizio, non era quello di scongiurare una futura malattia, ma quello di selezionare esseri superiori; bambine non solo (relativamente) sane, ma superdotate, iperintelligenti. Lulu e Nana – così si chiamano le gemelle cinesi – sono designer babies, frutto di pura e vera ingegneria eugenetica.
La solita solfa della bioetica. Secondo l’azzeccatissima definizione di Richard Neuhaus, la cosiddetta bioetica non è altro che un “ufficio permessi”: ci vuole solo un po’ di pazienza per espletare le formalità burocratiche del caso, volta per volta, ma alla fine il nulla osta arriva sempre, e sempre con il concorso operoso dei bravi “cattolici” dislocati negli organismi di controllo per corrispondere agli ordini superiori, che sono univoci e perentori. E poi? E poi si imbocca il pendio scivoloso (slippery slope): dall’aborto terapeutico all’aborto a volontà (ultimo record salito agli onori delle cronache, quello della ventisettenne che ha collezionato 17 aborti in sei anni); dalla fivet omologa con il limite di tre embrioni prodotti, alla fivet per tutti e a volontà (e i congelatori straboccano di vite di riserva); da CRISPR terapeutico a CRISPR a volontà, squisitamente eugenetico, cioè: da umanoidi immuni all’AIDS a umanoidi primi della classe. E stavolta non abbiamo nemmeno dovuto aspettare la fase due, nemmeno è stato necessario un secondo alambicco: è bastato un artificio comunicativo per simulare una progressione che non c’è.
EUGENETICA BORGHESE, EUGENETICA MILITARE, AFFARI IN SILICON VALLEY
«La notizia della nascita delle bambine ha riaperto le discussioni su di una possibile corsa tra USA e Cina per la creazione di esseri umani super-intelligenti», scrive sempre il MIT. Ve lo avevamo detto, noi: l’eugenetica militare alla ricerca spasmodica del soldato indistruttibile correrà in parallelo, o forse anche con un po’ di anticipo, sull’eugenetica borghese alla disperata ricerca del figlio perfetto.
Già, perché il traguardo di tutto questo gran daffare, al prudente riparo dai riflettori, è proprio il bambino su misura, il bambino perfetto, il bambino suppellettile per chiunque desideri giocare a fare il genitore sulla pelle degli altri, scegliendo l’articolo da catalogo e ordinandolo – magari – con un servizio – piattaforma modello Amazon. La prova di quanto stiamo qui ipotizzando? Ce la dà proprio il dottor Silva, che ci è arrivato tardi, ma ci è arrivato. Lo scienziato racconta di essere stato contattato a suo tempo, a causa delle ricerche sul gene CCR5, da personaggi della Silicon Valley con un malsano interesse – a suo dire – per i designer babiesdal cervello avanzato. Ecco perché il 25 novembre 2018, quando è stata annunciata pubblicamente la nascita delle gemelle cinesi – egli dichiara alla Technology Review– «improvvisamente mi sono reso conto…oh santo cielo, sono davvero seri!». E conclude: «la mia reazione è stata di repulsione viscerale e tristezza».
CONTO ALLA ROVESCIA PER IL CRISPR “CATTOLICO”
La reazione dell’umanità invece ce l’attendiamo un po’ diversa da quella del dottor Silva: quanto ci vorrà per trovare una Lorenzin che inserisca il CRISPR nei LEA? Quanto ci vorrà perché la Pontificia Accademia per la Vita ritenga il CRISPR una pratica accettabile per la morale ex-cattolica? Quanto ci vorrà perché il Movimento per la Vita si inventi la nuova formuletta di compromesso per gli ebeti che ancora gli vanno dietro (tipo: il CRISPR è lecito per aumentare le prestazioni in matematica, fisica e informatica, non quelle di storia e letteratura)?
Ma soprattutto, ci chiediamo: quanti milioni di embrioni verranno distrutti tra alambicchi, pozioni e frigoriferi per consegnarci in braccio il “figlio” eupensato ed euprodotto per essere un drago a scuola, a calcio, a violino, e anche bello e obbediente? Sennò, perché mai avremo sborsato il nostro denaro? Per comprare merce scadente?
– di Elisabetta Frezza e Roberto Dal Bosco
https://www.riscossacristiana.it/le-gemelle-cinesi-sono-gia-supergemelle-e-ce-da-tremare-di-elisabetta-frezza-e-roberto-dal-bosco/

Un classico caso di indegna disinformazione: le recenti accuse al Ministro Fontana
di Corrado Gnerre e Massimo Viglione

Gli attacchi che il vicesegretario generale della Lega Nord, l’on. Lorenzo Fontana, Ministro per la Famiglia e le disabilità, sta subendo in questi giorni, sono di una tale evidente gratuità da poter essere definiti, senza remore, indegni. Attacchi che sono chiara espressione di come un certo mondo “cattolico” immigrazionista anteponga convinzioni ideologiche alla chiarezza della Dottrina.

Per dare prova di quanto appena affermato, veniamo ai fatti, in quanto, come sempre, contra factum non valet argomentum.

In un incontro organizzato a Pisa dalla Lega Nord il 23 febbraio, il ministro, nel suo intervento (questo l’url per potere ascoltare direttamente le sue precise parole: (https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2291988077498203&id=2196022493761429) ha testualmente detto: «Bisognerebbe guardare il Catechismo, ci sono passaggi da tenere in conto: “Ama il prossimo tuo”, quello in tua prossimità. Ora, se io amo le persone che arrivano dall’altra parte del mondo però poi mi dimentico, magari, del disabile, della persona in difficoltà e magari al mio vicino di casa neanche parlo, allora sono un ipocrita, non sono un bravo cristiano (…) Se abbiamo 5 milioni di poveri non possiamo andare a occuparci dei poveri del resto del mondo. Soprattutto chi governa ha il dovere di far star bene, innanzitutto, la comunità che governa, prima di pensare al resto del mondo. Poi, se tutti sono messi nelle condizioni di vivere bene, allora si aiuta soprattutto chi ha bisogno. Ma quando c’è qualcosa di strano dietro, bisogna stare attenti, perché invece di aiutare magari potremmo fare il danno, sia loro che nostro. Serve il buon senso».

Ora, a fronte di queste affermazioni, che, come ora dimostreremo, sono ineccepibili non solo per la vera dottrina cattolica, ma per la semplice ragione umana, per “diritto naturale” (usiamo questa non felice espressione solo per semplicità di comprensione), riportiamo alcuni commenti di giornalisti, di cui uno… ben noto a tutti…

Troviamo scritto nel Corriere del Veneto (27 febbraio, p. 7): «Nel personalissimo Vangelo secondo Fontana (…), anche uno degli insegnamenti fondamentali trasmessi da Gesù “ama il prossimo tuo come te stesso” si può declinare in “prima gli italiani”».

Corriere Fiorentino (24 febbraio, p. 2): «Dal Vangelo secondo Lorenzo Fontana (…) un’interpretazione originale dell’insegnamento che secondo la Chiesa Gesù impartì ai suoi discepoli, tutta giocata sul significato spaziale di “prossimo”, ossia molto vicino».

Corriere del Veneto ( 1° marzo, pp. 1 e 9): «(…) il ministro Fontana pensa che il prossimo sia solo “il vicino”, ovvero non sia lo straniero».

E ora veniamo a lui, all’immarcescibile Marco Tarquinio, riportato anche dal Corriere del Veneto come “voce della Chiesa” («Allo sconcerto della Chiesa italiana ha dato voce Marco Tarquinio»), che scrive sull’Avvenire del 26 febbraio a p. 2: «Mi spiace che anche Lorenzo Fontana (…) si sia preoccupato di imboccare la strada impossibile della riscrittura confusa e confusionaria degli insegnamenti di Gesù». Tarquinio poi continua facendoci la lezioncina riportando alcune parole di papa Francesco, che, però, guarda caso, se le leggiamo attentamente, dicono testualmente: «(…) il nostro prossimo è ovviamente e prima di tutto anche quello della porta accanto, ma ha assolutamente tutte le pelli del mondo».

Questo passaggio è ovviamente “sfuggito” al Tarquinio, ma non a noi. Perché? Perché in realtà, questa specifica affermazione, è in sé perfettamente conforme alla dottrina della Chiesa: ma sono proprio i nostri immigrazionisti i primi a non intenderla in maniera letterale e corretta. Inoltre, al contempo corrisponde pienamente a quanto affermato dal Ministro Fontana, il quale, peraltro, essendo uomo politico e non teologo, parlando al microfono dinanzi a un pubblico politico e non scrivendo un trattato di alta teologia, ha usato parole in libertà – esattamente come fanno tutti in queste occasioni, nessuno al mondo escluso – e le ha usate in maniera corretta teologicamente, moralmente e politicamente.

Non serve essere teologi per capire che la questione attiene primariamente alla virtù teologale della Carità e a quella cardinale della Giustizia. È ovvio che riguardo le necessità estreme (per esempio il reale pericolo di vita) bisogna aiutare senza “se” e senza “ma”, cioè senza distinzione alcuna. Ma si sa che la questione dell’immigrazione va ben oltre questa situazione.

Qui il discorso si apre anche alla virtù della Giustizia. In tal caso la Giustizia non si declina in senso puramente “distributivo”, bensì in relazione al dovere di stato. Pregare è ottima cosa, ma una mamma non può dedicare alla preghiera lo stesso tempo che invece può e deve dedicare una suora di clausura. Se una mamma facesse una cosa del genere, commetterebbe un peccato in quanto verrebbe meno al suo dovere di stato. Così un papà non può fare un’elemosina tale da togliere il necessario ai propri figli. Sarebbe un padre indegno.

Insomma, l’amore per il prossimo, in caso di uguale necessità, obbliga ad aiutare per prima le persone che sono più strettamente congiunte, e, solo in rapporto alle reali concrete possibilità, quelle più lontane. Infatti, non è buona Carità quella che pretenda annullare i rapporti di Giustizia. I doveri della Carità non dispensano dai doveri di Giustizia. Chi toglierebbe il pane necessario ai propri figli per darlo ad altri?

Tutto ciò è perfettamente spiegato dai padri e dottori della Chiesa, dai maestri di morale e anche dal Catechismo.

Senza considerare che l’attuale fenomeno immigratorio non può affatto essere ridotto a una mera questione di aiuto ai poveri, ma coinvolge aspetti etnici, religiosi, politici, militari, criminali che vanno ben oltre la mera questione di aiutare il prossimo. Un prossimo, peraltro, quasi sempre maschio, giovane, aitante e spesso anche pretenzioso e minaccioso, a fronte di decine di milioni di donne e bambini veramente sull’orlo della fame e della minaccia quotidiana della morte che mai però vengono soccorsi e portati in Europa dalle ONG e dagli scafisti.

Fa specie che queste cose debbano essere dette. Siamo a dover gridare ciò che è scontato. Come disse Chesterton: …verranno giorni in cui bisognerà sguainare le spade per dimostrare che d’estate le fogli sono verdi!
https://www.confederazionetriarii.it/un-classico-caso-di-indegna-disinformazione-le-recenti-accuse-al-ministro-fontana/

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