ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 28 marzo 2019

Volli & non volli

Quando vuole, El Papa Francisco, giudica, vieta e, a buona ragione, caccia via.


Sappiamo bene che il contraddirsi è quella opposizione tra due asserzioni tali che una nega ciò che l’altra afferma… In questi ultimi sei anni di pontificato il Papa stesso ci ha fatto in ciò da maestro…. tanto da mettere in discussione – e mandare nel panico – fior fiore di canonisti, vescovi e teologi, sulla questione spinosa del: ” ma… un Papa può essere eretico?” cioè, può “cadere” in eresia? Ha detto sì o no delle eresie?E dunque formalmente od informalmente, ciò che interessa, alla fine, sono gli ATTI DI GOVERNO.
Comunque la pensiate non è della “contraddizione” che vogliamo parlare ora, ma solo introdurre l’ultimo Motu Proprio appena sfornato e firmato da Papa Francesco che modifica e rimpingua il Diritto Canonico, la legge della Chiesa su “la vita religiosa”. Il ritocco SANZIONA su tre punti fondamentali della vita di un religioso, che nel DC del 1983 non erano stati, evidentemente, sufficientemente affrontati, vedi qui testo ufficiale.

__038 Nuovo articolo DC 2Si accennava al giochetto della contraddizione perché fino ad oggi, Bergoglio, ci ha “abituati” a vederlo tale quando si esprime soprattutto in privato, nelle interviste ad alta o bassa quota, oppure tra una risatina ed un’altra, un APRIRE PROCESSI che spesso si contraddicono mancando – per l’appunto – il famoso PRONUNCIAMENTO ufficiale che possa chiarire come intendere le sue espressioni e le sue aperture, cosa fargli dire e cosa non fargli dire… quale direzione prendere!
In questo Motu Proprio possiamo dire che la CHIAREZZA dovrebbe esserci tutta… e ve la pubblichiamo integrale nella parte essenziale, lasciando anche a voi di riflettere…. noi segnaliamo solo in grassetto i  passaggi fondamentali, per capire che – forse – questa volta non è una “bergoglionata“…. A meno che…. questo Motu Proprio NON valga per i GESUITI che “hanno abbandonato la fede cattolica” e ce ne sono diversi di questo tempo, ben piazzati dallo stesso Bergoglio, in posti di comando… ma questo lo affronteremo in un altro momento.

L’introduzione di questo nuovo numero al § 1 del can. 694 richiede, inoltre, una modifica al can. 729 relativo agli istituti secolari, per i quali non si prevede l’applicazione della dimissione facoltativa per assenza illegittima.
Tutto ciò considerato, dispongo ora quanto segue:
  • Art. 1. Il can. 694 CIC è integralmente sostituito dal testo seguente:
  • §1. Si deve ritenere dimesso dall’istituto, per il fatto stesso, il religioso che:
  • 1) abbia in modo notorio abbandonato la fede cattolica;
  • 2) abbia contratto matrimonio o lo abbia attentato, anche solo civilmente;
  • 3) si sia assentato dalla casa religiosa illegittimamente, ai sensi del can. 665 § 2, per dodici mesi ininterrotti, tenuta presente l’irreperibilità del religioso stesso.
§2. In tali casi il Superiore maggiore con il proprio consiglio deve senza indugio, raccolte le prove, emettere la dichiarazione del fatto perché la dimissione consti giuridicamente.
§3. Nel caso previsto dal § 1 n. 3, tale dichiarazione per constare giuridicamente deve essere confermata dalla Santa Sede; per gli istituti di diritto diocesano la conferma spetta al Vescovo della sede principale.
Art. 2. Il can. 729 CIC è integralmente sostituito dal testo seguente:
La dimissione di un membro dall’istituto avviene a norma dei cann. 694 § 1, 1 e 2 e 695. Le costituzioni definiscano anche altre cause di dimissione, purché siano proporzionatamente gravi, esterne, imputabili e comprovate giuridicamente, e si osservi inoltre la procedura stabilita nei cann. 697-700. Al membro dimesso si applica il disposto del can. 701.
Quanto deliberato con questa Lettera Apostolica in forma di Motu Proprio, ordino che abbia fermo e stabile vigore, nonostante qualsiasi cosa contraria anche se degna di speciale menzione, e che sia promulgato tramite pubblicazione su L’Osservatore Romano, entrando in vigore il 10 aprile 2019, e quindi pubblicato nel commentario ufficiale degli Acta Apostolicae Sedis.
Dato a Roma, presso San Pietro, il giorno 19 marzo dell’anno 2019, Solennità di San Giuseppe, settimo di pontificato.
FRANCESCO

DUECENTO GIORNI DI SILENZIO DEL PAPA SU MCCARRICK & C. – CARLO MARIA VIGANÒ: CHI ERA COSTUI?

Un silenzio che dura ormai da duecento giorni. (Secondo il conteggio di Stilum Curiae…). È il pesante silenzio del Pontefice sulla denuncia fatta il 26 agosto 2018 dall’arcivescovo Carlo Maria Viganò sulla lunga e fortunata carriera di Theodore McCarrick, seduttore seriale di seminaristi e giovani preti, e interrotta solamente dalla denuncia di qualcuno che molti anni fa all’epoca dei fatti era minore. Come se una questione morale per la Chiesa e il Papa, potesse essere decisa da una data: 17 anni e 366 giorni va bene, 17 anni e 364 ah no!
Il Pontefice e la Curia su questo contavano, e contano: che avendo risposto con un’ampia campagna di diffamazione e accuse contro il denunciante, avendo mostrato sulla scena Il Grande Accusatore e il Silenzio di Cristo, con il passare dei giorni, delle settimane e dei mesi le nuove rutilanti diapositive dell’azione pontificia fatte passare dall’Ufficio Propaganda della Santa Sede avrebbero cancellato dal ricordo il vuoto di una manata risposta, e di una più che probabile complicità.
Vi ricordate il viaggio di ritorno dal Meeting delle Famiglie a Dublino? La coraggiosa collega Anna Matranga chiese della denuncia di Viganò. Rispose il Pontefice: “Ho letto la dichiarazione stamattina e devo dirvi sinceramente che, devo dirlo, lo dico a voi e a tutti coloro che sono interessati. Leggete attentamente la dichiarazione e formulate il vostro giudizio. Non dirò una singola parola al riguardo. Credo che la dichiarazione parli da sola. E voi avete la capacità giornalistica di trarre le vostre conclusioni. È un atto di fede. Quando passerà un po’ di tempo e voi avrete tratto le vostre conclusioni, io forse parlerò. Ma vorrei che la vostra maturità professionale facesse il suo lavoro per voi.  Sarà un bene per voi. Questo è un bene”.
Anna Matranga riuscì a continuare: “Marie Collins ha detto che dopo l’incontro con le vittime Le ha parlato precisamente dell’ex cardinale McCarrick. Ha detto che Lei è stato molto duro nel condannare McCarrick. Voglio chiederLe: quando è stata la prima volta che ha sentito parlare degli abusi commessi dall’ex cardinale?”.
E il Pontefice ha risposto: “Questo fa parte della dichiarazione su McCarrick. Studiatela e poi io dirò”.
“Poi, io dirò”: invece non ha detto, e continua a non dire. Come non dice il Vaticano,
Lunedì 10 settembre 2018 il quotidiano della CEI, Avvenire pubblicava: “In arrivo la risposta alla accuse dell’ex nunzio. A rendere nota la presenza di Bergoglio all’avvio del nuovo incontro del Consiglio è una nota della Sala Stampa vaticana che sottolinea la piena solidarietà dei nove porporati a «Papa Francesco a fronte di quanto accaduto nelle ultime settimane», Si tratta del caso Carlo Maria Viganò, cioè della accuse formulate dall’ex nunzio negli Stati Uniti che arriva a chiedere le dimissioni di papa Francesco, responsabile a suo dire, di aver coperto Theodore Edgar McCarrick, l’arcivescovo emerito di Washington riconosciuto colpevole di abusi e di cui lo stesso Bergoglio ha accettato la rinuncia alla porpora. Ma la nota vaticana non si ferma alla solidarietà. Si sottolinea infatti. o meglio si anticipa che «la Santa Sede sta per formulare gli eventuali e necessari chiarimenti», anche alla lice delle verifica della documentazione disponibile. Come noto infatti Viganò chiama in causa anche Benedetto XVI, Giovanni Paolo II e i loro più stretti collaboratori”.
E poi il 6 ottobre 2018 c’era un comunicato della Santa Sede.
“Dopo la pubblicazione delle accuse riguardanti la condotta dell’Arcivescovo Theodore Edgar McCarrick, il Santo Padre Francesco, consapevole e preoccupato per lo smarrimento che esse stanno causando nella coscienza dei fedeli, ha disposto che venga comunicato quanto segue:
Nel settembre 2017, l’Arcidiocesi di New York ha segnalato alla Santa Sede che un uomo accusava l’allora Cardinale McCarrick di aver abusato di lui negli anni Settanta. Il Santo Padre ha disposto in merito un’indagine previa approfondita, che è stata svolta dall’Arcidiocesi di New York e alla conclusione della quale la relativa documentazione è stata trasmessa alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Nel frattempo, poiché nel corso dell’indagine sono emersi gravi indizi, il Santo Padre ha accettato le dimissioni dell’’Arcivescovo McCarrick dal Collegio cardinalizio, ordinandogli la proibizione dell’esercizio del ministero pubblico e l’obbligo di condurre una vita di preghiera e di penitenza.
La Santa Sede non mancherà, a tempo debito, di rendere note le conclusioni del caso che coinvolge l’Arcivescovo McCarrick. Anche in riferimento ad altre accuse portate contro l’ecclesiastico, il Santo Padre ha disposto di integrare le informazioni raccolte tramite l’investigazione previa con un ulteriore accurato studio dell’intera documentazione presente negli Archivi dei Dicasteri e Uffici della Santa Sede riguardanti l’allora Cardinale McCarrick, allo scopo di appurare tutti i fatti rilevanti, situandoli nel loro contesto storico e valutandoli con obiettività.
La Santa Sede è consapevole che dall’esame dei fatti e delle circostanze potrebbero emergere delle scelte che non sarebbero coerenti con l’approccio odierno a tali questioni. Tuttavia, come ha detto Papa Francesco, «seguiremo la strada della verità, ovunque possa portarci» (Filadelfia, 27 settembre 2015). Sia gli abusi sia la loro copertura non possono essere più tollerati e un diverso trattamento per i Vescovi che li hanno commessi o li hanno coperti rappresenta infatti una forma di clericalismo mai più accettabile.
Il Santo Padre Francesco rinnova il pressante invito ad unire le forze per combattere la grave piaga degli abusi dentro e fuori la Chiesa e per prevenire che tali crimini vengano ulteriormente perpetrati ai danni dei più innocenti e dei più vulnerabili della società. Egli, come annunciato, ha convocato i Presidenti delle Conferenze Episcopali di tutto il mondo per il prossimo mese di febbraio, mentre risuonano ancora le parole della Sua recente Lettera al Popolo di Dio: «L’unico modo che abbiamo per rispondere a questo male che si è preso tante vite è viverlo come un compito che ci coinvolge e ci riguarda tutti come Popolo di Dio. Questa consapevolezza di sentirci parte di un popolo e di una storia comune ci consentirà di riconoscere i nostri peccati e gli errori del passato con un’apertura penitenziale capace di lasciarsi rinnovare da dentro» (20 agosto 2018)”.
Di tutto quanto promesso non c’è traccia. C’è stata un’inchiesta interna amministrativa che ha portato alla laicizzazione dell’ex cardinale, già uomo di fiducia di papa Bergoglio negli USA e in diverse missioni estere.
Ma nessun chiarimento su amicizie, complicità, legami, anche finanziari, e carriera. Il silenzio, pesante e drammatico soprattutto per la credibilità dei vertici della Chiesa, continua.
Marco Tosatti

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