ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

giovedì 24 ottobre 2019

Nonostante tutto

Francesco è il legittimo Romano Pontefice. Nonostante tutto



Da quando è diventato Romano Pontefice Jorge Mario Bergoglio, che ha scelto il nome di Francesco, la crisi dottrinale non ha più freni. Dato che corre così velocemente, qualcuno ha avanzato l’ipotesi che papa Francesco non sia il legittimo Vescovo di Roma. Ma s’inganna. Don Alfredo M. Morselli, parroco e teologo, ci spiega perché — nonostante tutto — Francesco è il legittimo 266° Successore di Pietro. E ci rammenta che riconoscere l’evidenza — la legittimità di papa Francesco — non significa accettare passivamente ogni decisione presa da Francesco. Avevamo davvero bisogno di una parola autorevole sull’argomento.

Perché, nonostante tutto, Francesco è il Papa
di don Alfredo M. Morselli (23-10-2019)
  1. Il primum movens della fede.
L’ipotesi che Francesco non sia Papa (come pure ogni forma di sedevacantismo) si confuta con la prima via di San Tommaso:
“È dunque necessario che tutto ciò che si muove sia mosso da un altro. Se dunque l’essere che muove è anch’esso soggetto a movimento, bisogna che sia mosso da un altro, e questo da un terzo e così via. Ora, non si può in tal modo procedere all’infinito, perché altrimenti non vi sarebbe un primo motore, e di conseguenza nessun altro motore, perché i motori intermedi non muovono se non in quanto sono mossi dal primo motore, come il bastone non muove se non in quanto è mosso dalla mano”[1].
Anche la propositio fidei  deve avere un primo motore, in questo caso non “non mosso”, ma ingiudicabile, non sottoposto a nessun giudizio privato, compreso il giudizio di contraddizione con la Tradizione.
Il Magistero è il “primum movens”, ingiudicabile e sicuro, della propositio fidei, perché garantito dalle promesse del Salvatore.
La totale dipendenza della nostra fede da un giudizio obiettivo esterno garantisce che essa sia un “dono dall’alto”, il vero contrario dell’immanentismo modernista, e che rimanga sia “dono” (quindi non mia scelta), sia “dall’alto”[2] (= soprannaturale, e quindi non ridotto a un giudizio naturale, a una scelta propria).
Certamente “la carne e il sangue” di Pietro possono sporcare il “dono dall’alto”; quidquid recipitur in aliquo subjecto, sub specie recipientis recipitur. Tuttavia se ciò dovesse accadere (e nella storia della Chiesa è accaduto), sarà sempre in modo che non potrà mai succedere che le porte dell’inferno prevalgano.
Il colpo da maestro di satana è quello di farci credere di combattere il modernismo con un principio modernista e luterano: il giudizio proprio, privato, immanente.
È il falso sillogismo secondo il quale “siccome non capisco come il Papa non si contraddica, allora si contraddice”.
La “resistenza in faccia”[3] a Pietro quando ascolta la carne e il sangue può – e a volte deve – essere posta in modo da non porsi mai “a monte” della propositio, ma sempre “a valle”; una possibilità di questa lecita resistenza è costituita dai dubia (cioè domande, non accuse) e dalla fedeltà al CCC. Quest’ultimo non usato per giudicare il magistero del momento, ma come áncora certa quando ai dubia non viene data risposta.
E le suddette motivazioni sono le stesse per le quali il Romano Pontefice non può essere deposto.
È vero che un ipotetico Papa eretico (ammesso e non concesso che possa esserci) non potrebbe fa parte della Chiesa e quindi sarebbe decaduto ipso facto. Ma chi può giudicare il primum movens della propositio fidei? Ritorna il falso sillogismo “Siccome non capisco come… allora il Papa non è Papa”.
  1. L’ipotesi della elezione invalida
Se qualcuno, per negare che Francesco sia Papa, rivangasse ipotesi dell’elezione invalida, non ho altro da aggiungere a quanto scrisse tempo fa il prof. Roberto De Mattei, nella sua recensione al libro di Antonio Socci Il Segreto di Benedetto XVI. Perché è ancora papa.[4]
“L’accettazione pacifica e universale di papa Francesco
Per quanto riguarda i dubbi sull’elezione del cardinale Bergoglio, al di là delle sottigliezze giuridiche, non c’è stato alcun cardinale, partecipante al Conclave del 2013, che abbia sollevato dubbi sulla validità di quell’elezione. Tutta la Chiesa ha accettato e riconosciuto Francesco come legittimo Papa e, secondo il diritto canonico, la pacifica “universalis ecclesiae adhaesio” (adesione della Chiesa universale) è segno ed effetto infallibile di un’elezione valida e di un papato legittimo. La professoressa Geraldina Boni in un approfondito studio dal titolo Sopra una rinuncia. La decisione di papa Benedetto XVI e il diritto [Geraldina Boni, Sopra una rinuncia. La decisione di papa Benedetto XVI e il diritto (Bononia University Press, Bologna 2015)] ricorda come le costituzioni canoniche in vigore, non considerano invalida un’elezione frutto di patteggiamenti, accordi, promesse od altri impegni di qualsiasi genere come la possibile pianificazione dell’elezione del cardinale Bergoglio.
Quanto scrive la prof.ssa Boni coincide con ciò che Robert Siscoe e John Salza osservano, sulla base dei più autorevoli teologi e canonisti: «… è dottrina comune della Chiesa che l’accettazione pacifica e universale di un Papa fornisce certezza infallibile della sua legittimità» [Robert Siscoe e JohnSalza, “Is Francis or Benedict the True Pope?” (two-part series), in “Catholic Family News”, Sept-Oct. 2016].
Sul diritto di un Papa a dimettersi, non ci sono dubbi in proposito. Il nuovo Codice di Diritto canonico disciplina l’eventualità della rinuncia del Papa nel can. 332 § 2, con queste parole: «Nel caso che il Romano Pontefice rinunci al suo ufficio, si richiede per la validità che la rinuncia sia fatta liberamente e che venga debitamente manifestata, non si richiede invece che qualcuno la accetti». La rinuncia di Benedetto XVI è stata libera e ritualmente manifestata. Se Benedetto XVI avesse subito pressioni avrebbe dovuto dirlo, o avrebbe almeno dovuto lasciarlo capire. Nelle sue Ultime conversazioni con Peter Seewald (Garzanti, Milano 2016), ha dichiarato invece il contrario, ribadendo che la sua decisione è stata pienamente libera, immune da ogni costrizione”.
  1. Portare la Croce non vuol dire stare con le mani in mano
Riconoscere Francesco Papa non comporta una sorta di quietismo o accettazione passiva del drammatico status quo; esso ci spinge verso un sempre maggior triplice impegno: preghiera, azione, sacrificio, sull’esempio dei Santi Pastorelli di Fatima.
Prima ci facciamo santi, prima finisce la notte; e durante la notte rimane l’obbligo imposto da San Paolo:
“Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. Tu però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo, adempi il tuo ministero”[5].
NOTE
[1] “Omne ergo quod movetur, oportet ab alio moveri. Si ergo id a quo movetur, moveatur, oportet et ipsum ab alio moveri et illud ab alio. Hic autem non est procedere in infinitum, quia sic non esset aliquod primum movens; et per consequens nec aliquod aliud movens, quia moventia secunda non movent nisi per hoc quod sunt mota a primo movente, sicut baculus non movet nisi per hoc quod est motus a manu” (S. Th. Iª q. 2 a. 3 co.).
[2] “Ogni buon regalo e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre, creatore della luce: presso di lui non c’è variazione né ombra di cambiamento”. Gc 1,17.
[3] Cf. Gal 2,11.
[4] Recensione consultata qui.
[5] 2 Tim 4, 1-5.

2 commenti:

  1. https://www.sodalitium.biz/tesi-di-cassiciacum/

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  2. In realtà il vero Papa è ancora Benedetto XVI in quanto non si è dimesso l'11 febbraio 2013 (infatti dopo tale data è rimasto Papa a tutti gli effetti) e poi il 28 febbraio 2013 non ha fatto alcunché che lo potesse far passare da essere Papa a essere ex-Papa. Di conseguenza Jorge Mario Bergoglio è ancora soltanto un Cardinale.
    Inoltre non è vero che tutta la Chiesa ha accettato e riconosciuto Jorge Mario Bergoglio come legittimo Papa: è vero che il consenso di tutti i fedeli cattolici (dal più piccolo al più grande) è infallibile, ma mai c'è stato un tale consenso nel caso di J. M. Bergoglio!
    Potete trovare maggiori dettagli in quest'opera:
    Pace C. M., "Il vero Papa è ancora Benedetto XVI", Youcanprint 2017:
    https://books.google.it/books/about/Il_vero_Papa_%C3%A8_ancora_Benedetto_XVI.html?id=v2EIDgAAQBAJ&redir_esc=y
    oppure:
    https://www.youcanprint.it/religione/religione-cristianit-cattolica/il-vero-papa-ancora-benedetto-xvi-9788892646698.html

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