ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 22 ottobre 2019

Un’eresia singolare”?

Giustizia o misericordia: l’eresia si condanna o si corregge?




La cosa più evidente in questo pontificato è il trionfo della Teologia della Liberazione. Il Sinodo che si svolge ora a Roma, sull’Amazzonia, è la rappresentazione più triste di questa realtà.

Sulla detta teologia, il già cardinale Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, dichiarò nel 1984 che “la Teologia della Liberazione è un’eresia singolare” (1), e successivamente, nel 2015, affermò che essa è “una falsificazione della fede” (2).
Ora, quale sarebbe il rimedio per un male così grande? L’eresia dev’essere condannata o corretta?


Tradizionalmente, l’eresia è stata sempre condannata, ma a partire dal concilio Vaticano II, Giovanni XXIII, già nel suo discorso di apertura, parlò dell’applicazione della misericordia all’errore (3). E fu proprio così che fu trattata conseguentemente la Teologia della Liberazione in seno alla Chiesa.
Su di essa, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha emesso due documenti: “Libertatis Nuntius - Istruzione su alcuni aspetti della «Teologia della Liberazione»” (4) del 6 agosto 1984,
Libertatis et Conscientia - Istruzione
 sulla libertà cristiana e la liberazione” (5) del 22 marzo 1986.
Entrambi i documenti sono delle correzioni su alcuni punti della detta Teologia e un monito sul pericolo che essa rappresenta, il tutto nell’ambito del conciliare ecclesialmente corretto. Si tratta di un cambiamento di paradigma: l’eresia non è più condannata, ma corretta.
In realtà, tutto è divenuto un problema ermeneutico, così che ci sarebbe una buona Teologia della Liberazione derivata da un’apposita ermeneutica di essa, anche se per suo conto essa è solo una teologia della rottura.
Su questo punto, è doveroso ricordare le parole del grande Padre Matteo Liberatore, S. J., che già alla fine del XIX secolo diceva: «E’ antica malizia dei maestri dell’errore adoperarsi per fare universalmente accettare ciò che è ambiguo proponendolo dal suo lato innocuo; esso servirà poi di passaporto per introdurre il lato cattivo, che all’inizio si tiene nascosto» (6).

La malizia dei maestri dell’errore continua a fare quello che diceva Padre Liberatore, solo che oggi è estesa anche alla teologia, alla morale, alla liturgia e soprattutto alla disciplina. Inoltre, la strategia dei maestri dell’errore, oggi ha aggiornato quello che diceva Joseph Goebbels. Il responsabile della propaganda nazista diceva: “Una menzogna ripetuta mille volte diventa vera”, oggi gli uomini di Chiesa, di tutte le sfumature, ritengono che “un’opinione ripetuta mille volte diventa dogma di fede”.
La cosa appare evidente nel Sinodo sull’Amazzonia, in cui alcune  opinioni sono state già dogmatizzate mentre altre aspettano di esserlo. Nella Chiesa “aggiornata” che vuole conservare la millenaria cultura indigena, non c’è più distinzione fra giusto e sbagliato, fra verità, opinione e menzogna!

E qui merita di essere ricordato il Decreto contro il comunismo, promulgato dal Sant’Uffizio nel 1949 per ordine di Pio XII. Esso dichiarava:

a) Non è mai lecito iscriversi al partito comunista o prestargli sostegno, il comunismo infatti è materialista e anticristiano;
b) Non è lecito pubblicare, diffondere o leggere libri, riviste, giornali o fogli che difendono la dottrina e l’azione dei comunisti, o scrivere in essi;
c) Quei fedeli cristiani che hanno compiuto consapevolmente e liberamente gli atti di cui ai numeri 1 e 2 sono esclusi dai sacramenti;
d) I fedeli cristiani che professano la dottrina materialista ed anticristiana dei comunisti, e soprattutto quelli che la difendono e la propagano, per il fatto stesso, come apostati della fede cattolica, incorrono nella scomunica riservata in modo speciale alla sede apostolica.

Quindi, il legame col comunismo, come è il caso dei sostenitori della Liturgia della Liberazione, è cosa perfino più grave dell’eresia e dello scisma, cioè del passare al protestantesimo o all’ortodossia. (7).

Il decreto, nel dichiarare questo, proteggeva i cattolici; ma dopo la pastorale della misericordia applicata all’errore, nelle sacrestie delle Chiese in Brasile, dal matrimonio tra la Conferenza Nazione dei Vescovi del Brasile la Teologia della liberazione, è nato il Partito dei Lavoratori, o PT (il partito marxista più corrotto della storia del Brasile): mentre Leonardo Boff difendeva il tutto:

«Ciò che proponiamo non è la teologia dentro il marxismo, ma il marxismo dentro la teologia» (Leonardo Boff, Jornal do Brasil, del 6 aprile 1980).
«Il metodo della Teologia della Liberazione… è un metodo dialettico» (Leonardo e Clodovis Boff, Teologia da Libertação no Debate Atual, Vozes, Petrópolis, p. 22).
«La Teologia della Liberazione legge la realtà sociale con un tipo di lettura critico-radicale e dialettico-strutturalista» (Leonardo. e Clodovis Boff, Da Libertação, Vozes, Petrópolis, 4a edizione, p.17).
«Nella Teologia della Liberazione, la questione di fondo non è la teologia, ma la liberazione» (Leonardo e Clodovis Boff, Teologia da Libertação no Debate Atual, Vozes, Petrópolis, p. 17).
«Quando parlo di liberazione, intendo concretamente: porre fine al sistema di ingiustizia che è il capitalismo. Liberarsi da essa per creare al suo posto una nuova società, per così dire, una società socialista» (Leonardo e Clodovis Boff, Da Libertação, Vozes, Petrópolis, 4a edizione, p. 70).
«E’ giusto dire chiaro e forte che la liberazione è l’emancipazione sociale degli oppressi. Per noi si tratta concretamente di superare il sistema capitalista e andare verso una nuova società di tipo socialista» (Leonardo e Clodovis Boff, Da Libertação, p. 113).
«Se così è, io affermo che oggi per noi il Regno di Dio è concretamente il socialismo» (Leonardo e Clodovis Boff, Da Libertação, p. 96).
«L’interesse principale della Teologia della Liberazione è quello di creare un’attività della Chiesa che aiuti efficacemente i poveri. Tutto deve convergere sulla pratica» (Leonardo e Clodovis Boff, Da Libertação, pp. 13-14) (8).

Al Capone, come tutti sanno, era un mafioso, ma venne arrestato solo per evasione fiscale, analogamente Leonardo Boff venne condannato solo per un crimine minore: il suo libro del 1985, “Chiesa, carisma e potere”, venne giudicato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede (9), con l’allora Prefetto cardinale Ratzinger (che era stato professore di Boff e che gli aveva pagato gli studi), che lo condannò al silenzio rispettoso; ma Boff preferì abbandonare il sacerdozio e l’abito francescano. Da notare che il decreto contro il comunismo era ancora in vigore e tuttavia il cardinale Ratzinger giudicò il libro di uno scomunicato, passibile solo di condanna al silenzio rispettoso.
Che dire? Viviamo in una Chiesa in cui quelli che un tempo venivano scomunicati oggi insegnano nelle scuole, nelle facoltà e nelle conferenze e predicano dai pulpiti! Il loro lavoro si svolge alla luce del sole.
La Teologia della Liberazione non è altro che una versione “radicale e politicizzata della nuova teologia europea” (10). E allora, se in Europa si possono sostituire i Padri della Chiesa con i filosofi tedeschi o con l’eresiarca Lutero (si vedano i documenti Nostra AetateDignitatis Humane e Gaudium et Spes del Vaticano II, che sono l’applicazione del più puro e sfacciato libero esame luterano), perché i latino-americani non potrebbero usare Carlo Marx? In base a quale morale i primi, che hanno già apostatato dalla fede, possono condannare i secondi?

Infine, c’è un altro parallelo tra la Nouvelle Théologie e la Teologia della Liberazione.
Pio XII condannò la prima con l’enciclica Humani Generis e diversi esponenti di essa vennero condannati e allontanati dalle cattedre di insegnamento. Ma la stessa Nouvelle Théologie riuscì ad arrivare al potere illegalmente, col concilio Vaticano II, grazie alla benedizione di Giovanni XXIII e all’incoronazione di Giovanni Paolo II, che fece diventare cardinali la maggior parte dei teologi condannati da Pio XII.
La Teologia della Liberazione, invece, non venne condannata, si cercò solo di correggerla. Julio Loredo osserva che la Nouvelle Théologie è la“Sorella Maggiore” della Teologia della Liberazione; quindi, come la si potrebbe condannare senza commettere un fratricidio? Il tutto è davvero comico, se non fosse tragico!
Oggi la Chiesa sente la mancanza della teologia romana, quella stessa che era la vera teologia della Chiesa è che oggi è una illustre sconosciuta per la maggioranza dei cattolici odierni.


NOTE

1 - “La lotta tra i teologi della liberazione e Papa Benedetto – la cui teologia si è formata in reazione al contesto dell’ideologia nazista – è stata lunga e amara. Nel 1984, quando era supervisore delle questioni di fede e di dottrina, Ratzinger dichiarò: “La Teologia della Liberazione è un’eresia singolare” (In America Latina, il Papa affronta la Teologia della Liberazione, The New York Times, Traduzione di Deborah Weinberg)
Ratzinger e la Teologia della liberazione: “Fu falsificazione della fede”, Matteo Matzuzzi -
3 - “Non c’è nessun tempo in cui la Chiesa non si sia opposta a questi errori; spesso li ha anche condannati, e talvolta con la massima severità. Quanto al tempo presente, la Sposa di Cristo preferisce usare la medicina della misericordia invece di imbracciare le armi del rigore; pensa che si debba andare incontro alle necessità odierne, esponendo più chiaramente il valore del suo insegnamento piuttosto che condannando”. (Giovanni XXIII, Gaudet Mater Ecclesia, Discorso di apertura del Concilio Vaticano II, 11 ottobre 1962 -
4 - Libertatis Nuntius - Istruzione su alcuni aspetti della «Teologia della Liberazione», 6 agosto 1984.
http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith
_doc_19840806_theology-liberation_it.html
5 Libertatis et Conscientia - Istruzione
 sulla libertà cristiana e la liberazione, 22 marzo 1986.
http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith
_doc_19860322_freedom-liberation_it.html
6 - Padre Matteo Liberatore, S. J., L’enciclica dell’8 dicembre e la libertà
http://progettobarruel.hostfree.pw/novita/17/Liberatore_Quanta_cura_V.html
7 - Don Curzio Nitoglia, Pio XII e la scomunica del comunismo
http://www.doncurzionitoglia.com/PioXII_e_scomunica_comunismo.htm
8 - Citazione dei fratelli Boff, estratti dal testo Histórico da teologia da libertação, Sezione Lettere dei lettori, Orlando Fedeli, Associação Cultural Montfort
http://www.montfort.org.br/bra/cartas/politica/20040729135508/
9 - Notificazione dello scritto di Padre Leonardo Boff, “Chiesa, carisma e potere
http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith
_doc_19850311_notif-boff_it.html
10 - Carlo Lottieri, Se i guerriglieri entrano in Vaticano,
http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV1335_Lottieri_Guerriglieri_in_Vaticano.html
segnalazione del libro di Julio Loredo: “Teologia della Liberazione. Un salvagente di piombo per i poveri – 2014, Edizioni Cantagalli, Siena.

di
 Gederson Falcometa

1 commento:

  1. I Gederson di turno continuano ad attaccare l'unico che ha cercato di raddrizzare la barca di Pietro contro le derive postconciliari. Dove sarebbe il trionfo della TDL se per celebrarlo devono tornare nelle catacombe senza accesso per la stampa e con l'autore della bocciatura del 1984 ancora vivente?

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