ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

domenica 8 dicembre 2019

Non ce la fanno proprio..

AVVENIRE. OGNI PRETESTO È BUONO PER ATTACCARE SALVINI….


Eh no, niente, non ce la fanno proprio. Avvenire, e una certa parte dei professionisti di Dio – voglio dire, quelli che con Dio annessi e connessi ci campano – non ce la fanno ad avere Matteo Salvini (o qualcuno della sua parte politica) sempre lì che mette bocca se qualcuno offende la Madonna. E conoscendo se stessi, non possono pensare che magari a quella gente lì davvero della Madonna importi qualche cosa; no, giudicano con il loro metro, e quindi è evidente che se si difende la Madonna, o si parla della Madonna, o si chiede che la Madonna ci aiuti in qualche cosa di terreno e pratico (come quanti cattolici “normali” fanno? Io so molti; e anche qualcuno che magari non è praticante) vuol dire che si è a caccia di voti.

Ci ha scritto un lettore, e amico di Facebook, questa lettera:
<Gentilissimo Dottor Tosatti , la disturbo ancora sempre in merito al messaggio inviatoLe ieri. Non era mia intenzione farlo ma questo articolo apparso oggi su Avvenire (e tratto dalla rassegna stampa de La Settimana) , in un certo senso, mi costringe a tornare sull’argomento. Leggendo infatti Avvenire ci si rende conto che il commento della giornalista è la fotocopia della risposta data da La Settimana in merito alla locandina del Vernacoliere. Dando per certo che la giornalista di Avvenire e il sacerdote livornese, don Cantini, non si conoscano, risulta evidente che in certi ambienti “cattolici” il Credo è stato modificato ; dove sino ad oggi si recitava “e liberaci dal male” adesso si deve aggiungere “e da Salvini… Buona giornata e grazie dell’attenzione>.
Così siamo andati a vedere gli articoli interessati, e ci sembra di poter dire che il nostro lettore non abbia sbagliato. Leggete anche voi, e giudicate.
Questo è Avvenire:
“Sabato 7 dicembre 2019
All’ultimo momento il rettore dell’Alma Mater Studiorum, l’Università di Bologna, ha annullato il party “Immacolata Con(trac)cezione”, indetto per ieri sera nei locali dell’ateneo da alcuni collettivi studenteschi. «Mettiamo al bando la verginale santità mariana, è arrivato il momento di celebrare l’Immacolata Con(trac)cezione con un indecoroso party della Madonna», era l’invito, con tanti preservativi in cielo svolazzanti sopra a un’immagine mariana. Organizzatori i ragazzi di Uni Lgbtq, Rethink e altri gruppi, nel nome della libertà di “gender” e contro ogni discriminazione omofoba.
La reazione via Twitter del senatore della Lega Simone Pillon ha aperto la polemica inducendo la retromarcia dell’Università, e l’alt al party. «E noi che credevamo di essere in uno Stato laico» hanno reagito, lamentosi, i collettivi, annunciando un social bombing, un bombardamento di messaggi Web, contro i cattolici «cattivi e bigotti». E vabbè, ti dici leggendo i comunicati, il rettore, seppure in corner, ha annullato la festa. Che d’altronde, sebbene rivendicando diritti gay e lesbici, ha un retrogusto vecchio, il sapore dell’antica goliardia delle università di prima del ’68, che senza Web e magari senza gridarlo ad alta voce si compiaceva di volgarità e blasfemie. Questi studenti nati alla vigilia dell’anno 2000 non sanno forse esattamente cos’era la goliardia, e credono di avere inventato qualcosa di nuovo con il loro invito “provocatorio”.
Scrivono: «Ci viene difficile immaginare un’argomentazione legittima per opporsi a iniziative che portano all’interno dei nostri luoghi i temi della sessualità consapevole, della contraccezione gratuita, della liberazione dei corpi e dei femminismi». Bene, ragazzi, risponderesti, ma la Madonna cosa c’entra? E voi che dite di battervi contro ogni discriminazione e offesa alla sessualità di ciascuno, non siete sfiorati dal dubbio che possa esistere anche qualcosa d’altro, degno di rispetto? Per esempio i sentimenti di quanti sono cristiani. E quindi credono che Maria sia la madre di Gesù Cristo. Credono che Maria fosse un’adolescente di forse quattordici anni che concepì un figlio, senza conoscere uomo; e quel figlio annunciò la rivoluzione dei Vangeli, e per questo fu perseguitato e messo sulla croce.
Predicava, quell’uomo: «Ama il prossimo tuo come te stesso», cosa inaudita per l’antichità, e ancora adesso scandalosa, a giudicare da quanto nel mondo ci si odia e ci si ammazza e ci si discrimina. Insomma, quel concepimento misterioso diede l’avvio a una svolta per gli uomini tale che ancora oggi contiamo gli anni dalla nascita a Betlemme. Non è forse allora anche la fede in Cristo, e in sua madre, e nella sua maternità che pure sfugge alla logica umana, qualcosa che merita rispetto al pari almeno di ogni declinazione di gender?
Sono ragazzi, cerchi di dirti comunque, pensando a quanti, dei goliardi di un tempo, si sono poi convertiti, o riposano ora sotto a una croce. Invece non è un ragazzo Matteo Salvini, che pure sulla vicenda bolognese ha prontamente lanciato un tweet indignato. Non è un ragazzo, è un politico scafato, uno capace di trascinare le folle. In tutt’altro modo, ma la Madonna anche lui la cita spesso e volentieri. Nei comizi, o in tv, estrae di tasca ro- sari che brandisce come segno quasi di identità italiana ‘autentica’. Anche l’altra sera in tv a ‘Porta a porta’ non ha perso occasione di citare, peraltro non esattamente, un passo di un messaggio della Madonna di Medjugorje, e di usarlo, molto ‘adattato’, contro il premier Conte.
Ora, che senso ha tirare in ballo Medjugorje mentre si parla del Governo, se non quello di strizzare l’occhio a quella certa parte di cattolici che potrebbe apprezzarlo, e votare Lega? Uso improprio della Madonna, a fini elettorali; e dispiace che non pochi credenti non vogliano vedere questa strumentalizzazione, quando pare chiaro che la logica nazionalsovranista del ‘prima gli italiani’ e del ‘la pacchia è finita’ di cristiano non ha nulla. È dunque in due schieramenti agli antipodi, i collettivi studenteschi Lgbtq e il leader di un partito di destra, l’uso – provocatorio e offensivo, oppure apparentemente devoto – di un nome che per molti è sacro. Sacro più di orientamenti sessuali e scelte di voto; sacro per chi ha fede in quella donna che, con il suo ‘fiat’, ha messo al mondo il figlio di Dio. Senza conoscere uomo: assurdo, pazzesco, e, dicono, anche ‘sessuofobo’ il solo immaginarlo.
Eppure miliardi di uomini e donne nei secoli ci hanno creduto e ci credono – convinti che Dio può fare quel che vuole, oltre le leggi di natura. E fra quegli uomini e donne che ci hanno creduto e ci credono c’è san Francesco, che oggi ci appare un profeta e offre il nome a un Papa che ci chiama a servire Dio e l’umanità nei poveri e nell’alleanza pacificante col Creato. E ci sono Teresa di Calcutta, e Karol Wojtyla, per fare soltanto, in due millenni, pochi nomi. Nomi di rivoluzionari, di quelli veri. Di quelli che lasciano, loro sì, un segno – buono – nella storia”.

§§§

 E questo invece è l’articolo su “La settimana di Livorno” del 4 dicembre 2019:
<Nei giorni scorsi il Vernacoliere ha dedicato una civetta irriverente alla Madonna e Matteo Salvini non ha perso occasione per commentare con un suo tweet. Anche noi vogliamo dire due parole sulla questione e anche noi lo facciamo con ironia, pubblicando un articolo di don Cantini, alias l’arcangelo Gabriele.
Ero passato da Nazareth, il Padreterno mi aveva chiesto di andare da Maria per affidargli una missione delicata, ma l’ho trovata impensierita e un po’ interdetta. Gli avevo detto “rallegrati Maria…” e anche “non temere…”, ma da quel punto di vista lì era tranquilla, la gravidanza non la preoccupava più di tanto. Il problema erano gli uomini che la tirano per la giacchetta, chi da una parte, chi dall’altra!
Ci sono dei politici che sventolano rosari ad ogni comizio, che affidano al suo cuore il risultato delle elezioni … ma non è al cuore di Maria che devono guardare, ma al loro cuore e chiedersi se i loro pensieri collimano con quelli di Gesù: Lui che ha detto di amare i nemici, di ospitare gli stranieri e che per essere vicino ai peccatori si è fatto inchiodare con loro!
Poi un giornale, a Livorno, si è inventata una sua lettera piena di parolacce, non è che avessero tanto torto, ma se si deve amare i nemici non si può mandarli a quel paese in modo così leggero. La cosa più buffa che quei politici sono anche permalosi; loro che farebbero tutto in punto di forchetta, dicono che non si può tirare in ballo Maria in queste cose; ci vuole una bella faccia tosta!
Insomma, ero andato per annunciare al mondo la nascita del salvatore e mi è toccato asciugare le lacrime della povera Maria, che stava leggendo il vernacoliere e il tweet di Salvini.
Gabriele, arcangelo>.

§§§

Che dire? Io credo che se non fosse stato per il clamore suscitato dal tweet di Simone Pillon, e dal fatto – concomitante – che a gennaio in Emilia Romagna si voterà, probabilmente la festa si sarebbe tenuta tranquillamente. E non sarebbe certo servito a molto il soffice comunicato della diocesi di Bologna, (“la provocazione diffusa in queste ore dalla promozione di un evento e di una immagine irriguardosi nei confronti della Madonna”…ma non è blasfemia pura e semplice?) e del suo cardinale filo-piddino, a spostare qualche cosa. O a insegnare agli organizzatori che il rispetto si deve anche a quelli che, insultati, non reagiscono. Aspettiamo sempre, per valutare il coraggio e la fermezza di difesa dei diritti, che qualcuno organizzi una bella festa in cui si prende in giro o si insulta il Profeta (pbAsdl). Quindi, se non altro, questo merito poteva essere riconosciuto. Ma no, lo sappiamo. Con Salvini si era fermato il business dei migranti, e tanto basta per una scomunica, no?

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Marco Tosatti
8 Dicembre 2019 Pubblicato da  15 Commenti --

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