ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 24 gennaio 2020

Quello che dice il papa sembra sia ancora importante…?

LA NEVER-ENDING STORY DI PAPA JORGE E PAPA EUGENIO.


Cari amici e nemici di Stilum Curiae, nei giorni scorsi Radio Roma Libera, il primo giornale cattolico online, ha pubblicato una mia breve riflessione su quello che sta diventando un fenomeno che potrebbe essere ridicolo, se non assumesse aspetti tragici: e cioè le conversazioni di Eugenio Scalfari con il Pontefice regnante, riportate poi dal fondatore di Repubblica. Leggete quello che dicevo nel podcast per Radio Roma Libera, e vedete voi se non sarebbe il caso che qualcuno prenda qualche provvedimento. Che ne so, qualcosa del genere: “va be’ Eugenio vieni di nuovo, ma poi niente virgolette, eh? Che sai come sono i cattolici, vanno a leggere e si straniscono….”.
Buona lettura.

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Nei giorni scorsi, proprio mentre infuriava la polemica intorno al libro che Benedetto XVI e il cardinale Robert Sarah hanno scritto in difesa del celibato sacerdotale, insidiato dalle usuali manovre ambigue e indirette di un clericalismo criticato a parole e praticato ampiamente nelle azioni, il mondo ha assistito all’ennesimo show di Eugenio Scalfari e di papa Bergoglio.
Ancora una volta per colonne e colonne di piombo il fondatore di Repubblica ha parlato di un suo recentissimo incontro con il Pontefice; che ha tempo, evidentemente, per prendere il caffè con il fondatore di Repubblica, e non per parlare con i cardinali dei Dubia.
Non riusciamo a prendere sul serio queste esternazioni. E probabilmente questo atteggiamento è condiviso dietro le Mura. Mi dicono colleghi molto più ammanicati di quanto non sia chi parla e scrive che il Grande Vecchio di Repubblica telefona spesso per avere un appuntamento. E mi è stato raccontato un episodio significativo. Durante uno dei recenti viaggi papali il Pontefice è passato salutando uno per uno i giornalisti, con una frase personale e scherzosa; e giungendo da uno degli inviati di Repubblica ha chiesto: “Come sta la Mummia?”; e possiamo ben immaginare a chi si riferisse…
Il problema però nasce da quanto Scalfari riporta, senza essere smentito. E qui forse né il Pontefice né i suoi assistenti si rendono conto del danno che possono creare certe affermazioni.  Per esempio, dopo il penultimo incontro, Scalfari scrisse, tra virgolette: «Quando Dio, che è Unico per tutte le genti di tutto il mondo, ad un certo punto decide di incarnarsi con l’obiettivo di aiutare l’umanità a credere nell’aldilà e a comportarsi adeguatamente, succede che nel momento in cui si incarna diventa un uomo a tutti gli effetti, un uomo in carne ed ossa, un uomo perfino nel pensare e nell’agire….Anche sulla croce è un uomo, il quale si rivolge a quello che chiama il Padre e quasi lo rimprovera dicendogli: “Padre, Padre mi hai abbandonato”. Era un uomo fino a quando fu messo nel sepolcro dalle donne che ne ricomposero il cadavere. Quella notte nel sepolcro l’uomo scomparve e da quella grotta usci in sembianze di uno spirito che incontrò le donne e gli apostoli conservando ancora l’ombra della persona e poi definitivamente scomparve».
Ecco, Scalfari non lo sa, ma sembra impossibile che il Pontefice abbia detto le cose riportate fra virgolette. Sono antiche eresie, di origine ariana e gnostica, a cui il Concilio di Nicea ha risposto. Ma forse sarebbe davvero opportuno che per evitare l’aumento della confusione già presente nella vita della Chiesa il Pontefice chiedesse in amicizia al suo ospite di prendere il caffè con lui, ma di rinunciare a scriverne. O, se proprio il fondatore di Repubblica non riesce a tenersi, almeno di evitare le citazioni fra virgolette. Per i cattolici quello che dice il papa sembra sia ancora importante…E se riscrive tutto il mistero della divinità e dell’umanità anche corporea di Gesù Cristo dalle colonne di Repubblica; beh forse un qualche segno di vita da parte della Santa Sede ci vorrebbe.
Marco Tosatti

24 Gennaio 2020 Pubblicato da  16 Commenti --

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