ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 27 maggio 2020

Siamo nel pieno di una rivoluzione

MASSOCRAZIA



Apocalisse 3:15
“Io conosco le tue opere, che tu non sei né freddo né caldo. Oh, fossi tu freddo o caldo! Così, perché sei tiepido e non sei né freddo né caldo, io sto per vomitarti dalla mia bocca"


Solo ora ne siamo perfettamente consapevoli. Solo ora, dopo qualche anno dalla reclusione forzata nelle nostre case, la prima volta nella storia del genere umano, ci rendiamo conto che quella minuziosa imposizione di norme coercitive della libertà individuale e collettiva, in occasione della cosiddetta “pandemia da coronavirus”, ha significato, soprattutto, la PROVA GENERALE DEL REGIME che, subito dopo, in modo graduale ma inesorabile, è stato imposto a tutta la popolazione della nostra e della altre Contee. 
Prove tecniche di regime inflessibile e disumano, mascherato da democrazia o democratismo ma peggiore delle dittature più spietate. Forze di polizia non impegnate a fronteggiare la criminalità, lo spaccio sistematico delle droghe, i furti nella abitazioni, la corruzione, la pedofilia, la perfida pratica del voto di scambio, la mistura delinquenziale tra demagogia e illegalità amministrativa, l'evasione ed elusione fiscale, il degrado di sterminati territori outlawed,  ma impiegate, come nelle più efferate dittature, per controllare i movimenti, i luoghi di ritrovo, i comportamenti dell’intera popolazione, con una differenza, almeno lì, la lotta alla criminalità la facevano sul serio. Forze di polizia entrate in chiesa, a far sospendere la celebrazione della Messa, al prete con quattro fedeli o a fermare e multare famiglie con bambini da portare in ospedale per malattie gravi... della serie "ti piace vincere facile, ehehhhh...!?".
Ora come allora, regime intollerante, che, tuttavia, usa la tolleranza verso i “diversi”, regime dispotico, ma concede  la libertà di pensiero solo quando uno la pensa come loro, regime inflessibile, ma usa la flessibilità verso la perversione, regime austero, ma usa l’indulgenza verso ogni trasgressione morale, anche perché ha azzerato tutte le regole morali. E tutto questo non con la inadempienza sistematica della legge, tipica dei regimi dittatoriali, ma anzi, con la forza della legge che non ha più alcun riferimento morale. Perché è questa la raffinata evoluzione della dittatura, quella più efferata, farla passare per “democrazia”, per la più pura, sana, forma di governo del popolo che diventa invece la più spietata, brutale, disumana, manipolata, innaturale forma di governo della storia.
Noi, pochi irriducibili, la chiamiamo MASSOCRAZIA, ma non c’entrano le masse….
Ci hanno ingannato anche con la storia della fratellanza universale e dell’unica religione. Una sola è la religione ammessa, quella che svolge i suoi riti nelle cosiddette moschee che, poi, non sono altro che le cattedrali, le basiliche e le chiese trasformate. Pur di divenire la prima religione ha accettato alcuni sostanziali compromessi, soprattutto in campo morale. Le altre religioni sono tollerate, ma soltanto se seguono, rigorosamente, i dettami delle varie “conferenze”, che sono puntigliosamente concordati con il potere centrale. La Chiesa Cattolica Romana rimane solo in noi pochi irriducibili, illegale, perché non ha accettato di sottoscrivere compromessi con il regime e sotterranea, mentre quella “ufficiale” si è, progressivamente, trasformata, come già aveva cominciato a fare allora, in una delle tante sette evangeliche, sotto l’egida della federazione internazionale. Ovviamente ha cambiato sede. Il Vaticano è stato venduto all’UNESCO, assieme ai Musei che, intanto, hanno subito un processo di destrutturazione. Così la volta della Cappella Sistina è stata ribattezzata “le storie dell’uomo-dio” mentre sono state tolte le “braghe” dai personaggi del Giudizio Universale, ripristinando le originali nudità, mentre la parte inferiore, quella dedicata all’inferno, è stata completamente sostituita dagli affreschi staccati dalla Cattedrale di Terni, nel frattempo divenuta moschea. La basilica di San Pietro, visto che si presta ad ospitare gli altissimi scheletri dei dinosauri, è stata trasformata in museo universale dell’evoluzione. Solo la Pietà di Michelangelo e la Trasfigurazione di Raffaello, troppo visibilmente non ridefinibili, sono state segregate nei sotterranei. Per fortuna, poco prima della ridestinazione della Basilica, alcuni nostri eroi sono riusciti a trafugare le ossa del Primo Apostolo.
I primi tempi ci hanno installato un chip sottopelle, poi questo è stato sostituito da un chip molto evoluto che, in pratica, non è localizzabile. Tutti i circuiti del chip, i miliardi di miliardi di connessioni, elementi logici, che in quello tradizionale erano contenuti in una piastrina di silicio grande come l’unghia del mignolo, installata sotto pelle, ora sono “dispersi” nei triliardi di cellule dello scheletro, opportunamente “drogate” e programmate da un microrobot immesso nelle arterie, che, in un solo giorno fa tutto il lavoro. Il risultato è che ora il “secondo cervello” è diluito, non individuabile, ineliminabile, istruito a distanza, telecomandato dalle sofisticate onde del sistema 8G, ad altissima frequenza. Ma il fatto più inquietante è che la rete di cui il chip è costituito, si estende anche al cervello, riuscendo, a captare, per ora solo in modo approssimativo, alcune macro-deviazioni dall’ordine costituito dal Comitato Centrale, divenuto, ormai, il vero dominatore del mondo. Il chip è in grado di riconoscere l’origine genetica e il grado di omologazione di ogni individuo e di “finalizzare” il proprio influsso in funzione di tale appartenenza. I più pesantemente penalizzati e controllati siamo noi classificati come “bianchi in difetto di omologazione”. Per fortuna, alcuni dei nostri esperti informatici, hanno predisposto una “app”, nascosta nei nostri smartphone, che riesce ad ingannare, per ora, il chip personale, simulando percorsi diversi di quelli effettivamente praticati. Dobbiamo usare molta cautela perché, se qualcuno di noi venisse scoperto, verrebbe sottoposto al processo di “completa riformattazione”, il ritorno allo stato celebrale infantile e la successiva, integrale “rieducazione”. Il medesimo trattamento è riservato a chiunque non si attiene, rigorosamente, alle regole stabilite, come ad un contadino che coltivasse sementi non autorizzate. Solo i cereali OGM sono consentiti oltre ad erbe naturali come marijuana, hashish, coca, guaranà, vendute nei supermarket, di cui vanno pazzi non solo i componenti del comitato.
Con quell'accorgimento possiamo raggiungere, senza dare nell’occhio, la grande galleria sotterranea, dove sono state nascoste, in un pertugio della roccia, le ossa del Fondatore e dove, grazie ad alcuni sacerdoti veri, possiamo assistere alla Messa di sempre e ricevere la vera Eucarestia, con il vero pane ed il vero vino fatti con il frumento e la vite, non OGM, che uno dei nostri riesce ancora a coltivare, di nascosto dai droni, in una radura in mezzo al bosco, dove possiamo continuare a venerare la Regina, dove possiamo, di nascosto, ritrovare il Sacro perché il rapporto con Dio non è come il rapporto con l'uomo.
Ora ci sentiamo tutti rinfrancati e più forti dopo aver ascoltato, in uno degli ultimi incontri, una voce chiara annunciare: «sarò con voi fino alla fine dei tempi».

P.S.
  Dedicato alla madre badessa che non ha commentato, anzi… quando gli ho portato l’articolo intervista di Suor Teresa Forcades, monaca benedettina che tiene delle conferenze in giro per il mondo sulla necessità di una nuova teologia gender, che sostiene che l’amore omosessuale è benedetto da Dio, che propone la famiglia omo con diritto di adozione e altre bestialità…
  Dedicato alla madre badessa che, riferendomi che si apprestava a votare per la coalizione di sinistra, non ha fatto una piega quando gli ho fatto vedere la foto di una delle paladine della sinistra con in mano un cartello: “Dio, Patria, Famiglia, che vita di merda!”.
  Dedicato a tutti quei religiosi e religiose, ormai la maggioranza, che hanno barato con la loro ordinazione, manifestando, nei fatti, una vocazione nemica del Sacro, orizzontale, ideologica e cattocomunista.

ad una monaca di clausura, normale....:
penso che, dalla cacciata degli angeli ribelli, lucifero non ha mai "goduto" così tanto... La "tipa" ritornata in Italia, grazie ai nostri soldi che andranno a finanziare lo sterminio dei veri Cristiani nel mondo, ovviamente Cattolici..., sedotta da lui, ingaggiata da lui, vestita da lui, che ha fatto dire al sacerdote della sua parrocchia "ha fatto la scelta giusta....", pure lui, come gran parte della chiesa ingaggiato e ha fatto "osannare" tutti i giornali e le riviste di regime "avvenire....." quale?... "famiglia....... scristiana..." avranno suscitato festeggiamenti a non finire negli anfratti puzzolenti, di cui ormai sentiamo il fetore, dell'inferno.....
Abbiamo un compito grave... Questo virus, vero o fasullo..., sta mettendo al vaglio le ultime sozzure... ci attendono tempi molto duri. La persecuzione è già iniziata, solo che qui non si uccidono i corpi, si uccidono le anime, dominandole, soffocandole e, in ultimo, rendendole perfettamente conformi al disegno perverso di satana che si avvale, efficacemente, del dragone vestito di bianco. Della Chiesa di Gesù rimane, ormai, solo la "struttura" solida, incrollabile, come un grande palazzo in cemento armato, che il terremoto e l'incendio hanno privato del tetto, ne hanno sventrato le tamponature, ne hanno divelto i solai, di cui appare solo l'ossatura... Ma noi dobbiamo rimanerci, magari in qualche sottoscala, in qualche scantinato rimasti integri, a trovare conforto, senza farci troppo sentire, in  qualche sacerdote rimasto vero... Ma anche voi avete un GRANDE COMPITO.

Ecco perché siamo nel pieno di una rivoluzione


Non so se e quanto ce ne siamo resi conto, ma noi, con questa vicenda del coronavirus, siamo nel bel mezzo di una rivoluzione.  Della rivoluzione abbiamo infatti tutti gli ingredienti, nessuno escluso. Prima di tutto abbiamo l’ideale supremo, trasformato in un assoluto rispetto al quale tutto il resto è sacrificabile: la Salute. E che cos’è che ogni rivoluzione chiede di sacrificare in nome di un ideale supremo? La libertà, ovviamente. E che cos’è che ogni rivoluzione utilizza per imporsi e fare piazza pulita dei dissenzienti? Il terrore, ovviamente. Vedete che non ci manca nulla. L’ideale supremo l’abbiamo, il valore da sacrificare l’abbiamo, lo strumento l’abbiamo. Quello che cambia è il quadro storico, ma nella sostanza gli ingredienti sono classici. Andiamo avanti.
Ogni rivoluzione ha bisogno di una narrativa, il cui scopo principale è quello di esaltare il valore supremo, legittimare la rinuncia alla libertà, denigrare i nemici e alimentare il terrore. Proprio ciò che sta facendo la narrativa dominante in questo momento, grazie all’opera instancabile della maggior parte dei mass media.
Nel nostro caso, insieme alle libertà e ai diritti, l’altra grande vittima di questa rivoluzione è lo Stato. In realtà lo Stato già da molto tempo era un morto che camminava, ma a questo punto la sua liquidazione è completa. Se ancora formalmente esiste, è solo perché possa essere l’esecutore locale di decisioni prese altrove.
E qui veniamo a un altro ingrediente fondamentale: i rivoluzionari. Che nel nostro caso sono i grandi organismi internazionali e sovranazionali. Primo fra tutti l’Oms, quell’Organizzazione mondiale della sanità che assomiglia sempre di più a un governo mondiale, con il suo organo decisionale (l’Assemblea mondiale della sanità) e con le sue direttive in grado di incidere ovunque, saltando ogni potere decisionale intermedio, proprio grazie al suo marchio di fabbrica, ovvero la Salute, diventato il grande totem globale, appunto l’idolo supremo.

Proseguiamo. In ogni rivoluzione l’idolo non è veramente tale se non richiede sacrifici. E il sacrificio che ora è chiesto a tutti non è solo quello di rinunciare a porzioni crescenti di libertà e diritti, ma anche quello di diventare più poveri, di perdere il lavoro o di avere un lavoro più precario. Se lo richiede il grande totem, non si discute. E anche sotto questo profilo siamo nel classico quadro rivoluzionario. Tutte le rivoluzioni (pensiamo alla Cina maoista, alla Russia sovietica), nell’attesa della palingenesi rivoluzionaria, garantiscono una sola cosa: crescente povertà, tanto che possiamo ben dire che la povertà è un sigillo della rivoluzione. E lo è in particolare l’impoverimento della classe media: se il ceto medio si impoverisce, potete star certi che una rivoluzione è in corso.
Come in tutte le rivoluzioni, anche in questa che stiamo vivendo ci sono poi i guardiani, chiamati a controllare, e direi che nel nostro caso i guardiani proprio non mancano.
La rivoluzione, per meglio esercitare il controllo e la repressione del dissenso, ha bisogno di introdurre segni di riconoscimento, e nel nostro caso tale segno è la famigerata mascherina. Chi la indossa è accettato e può far parte del sistema, chi non la indossa, o la indossa di meno, è il controrivoluzionario, il reazionario, dunque il nemico.

In questi primi giorni di post-quarantena ho notato che molte persone indossano la mascherina anche quando sono sole, ben a distanza le une dalle altre, in luoghi aperti. La indossano persino quando sono da sole in automobile. Significa che la mascherina è diventata il contrassegno del conformismo rivoluzionario. Viene indossata non tanto e non solo per la sua funzione (che resta comunque dubbia), ma in quanto simbolo di appartenenza. Come la giacca di Sun Yat-sen ai tempi del maoismo.
Come in tutte le rivoluzioni, oltre ai guardiani non possono mancare i delatori, e infatti ne abbiamo. Ne sanno qualcosa i parroci che si sono visti piombare in chiesa le forze dell’ordine perché qualcuno aveva segnalato che era in corso una Messa alla presenza dei fedeli.
Conformismo e delazione sono in funzione della coesione rivoluzionaria fondata sul terrore. E ogni vero rivoluzionario sa di essere, in fondo, nient’altro che un organizzatore del terrore, come spiegò chiaramente Feliks Ėdmundovič Dzeržinskij, primo direttore della Čeka, la polizia segreta sovietica, quando disse: “Noi siamo per il terrore organizzato”.

Prima ho parlato dei sacrifici richiesti dal totem globale della Salute, ma non bisogna pensare che il rivoluzionario li viva in quanto tali. No, il rivoluzionario li considera omaggi, ed è pronto a tutto, anche a lasciarsi tracciare, anche a non essere più libero, pur di vedere garantito ed esaltato il valore, in questo caso la Salute, che la rivoluzione ha deciso di mettere in cima a tutto e che l’ideologia trasforma in un assoluto.
Inutile dire poi che la rivoluzione ha bisogno dei suoi cronisti e dei suoi cantori, e noi li abbiamo. Plotoni di giornalisti e intellettuali sono impegnati da settimane a dipingere il quadro del terrore, a rafforzare la narrativa voluta dalla rivoluzione e a presentare i dissenzienti come pericolosi nemici, i quali, come tali, possono solo meritare disprezzo e vanno esclusi dal consesso sociale.
Tutte le vere rivoluzioni poi mettono nel loro mirino la Chiesa e la sua libertà, e l’attuale rivoluzione, come ben sappiamo, è stata particolarmente solerte sotto questo profilo. La novità sta nel fatto che la Chiesa stessa (tranne rare eccezioni) ha collaborato con i rivoluzionari ed anzi ha dimostrato di voler essere più realista del re. Ma potevamo aspettarcelo: poiché da tempo ha sostituito Dio con l’uomo, e la legge divina con la volontà umana, era fatale che la Chiesa si piegasse ai rivoluzionari di turno, magari con la speranza di poterne ottenere qualche beneficio.
E qui, a proposito di quelli che invece di difendere la libertà si mettono con i rivoluzionari, non possiamo dimenticare la categoria degli utili idioti, altro elemento caratteristico di ogni vera rivoluzione.
Lo dico a beneficio dei più giovani: utile idiota (espressione attribuita a Lenin) era chi in Occidente anziché denunciare le atrocità del socialismo reale e mettere in guardia dall’abbracciare l’orso sovietico, lavorava incessantemente perché le nostre democrazie prendessero esempio dalla rivoluzione e si convertissero. E oggi noi vediamo che gli utili idioti pullulano. Avrebbero tutte le carte in regola per smascherare (è il caso di dirlo) la rivoluzione in corso, e invece, obnubilati dall’ideologia, fanno a gara per rafforzare il clima di terrore e gridare “al lupo, al lupo!”.
Mi fermo qui. Ma non prima di avervi proposto un piccolo quiz. Come si chiamava l’organo di governo messo in piedi dai rivoluzionari francesi il 17 germinale dell’anno I (ovvero il 6 aprile 1793)? Bravi, avete indovinato: Comitato di salute pubblica. E ricordate anche i suoi poteri? Eh, sì: doveva sorvegliare ed era autorizzato a prendere decisioni mediante decreti, in circostanze ritenute di particolare urgenza e necessità.  Vi ricorda qualcosa? Nihil sub sole novum!
Poiché la rivoluzione divora sempre i suoi figli, potremmo anche finire con una nota di speranza e dire che, in fondo, si tratta solo di aspettare che i Robespierre di turno finiscano ghigliottinati. Ma, nel nostro caso, non è così semplice. I nostri Robespierre si sono fatti furbi e lavorano nell’ombra. E questa volta non hanno messo nel loro mirino solo una nazione e un popolo, ma il mondo intero.

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