ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

mercoledì 24 giugno 2020

The Iorge Show

LE ARMI DEL SUBDOLO NEMICO


Riconoscere l’inganno? Parole e immagini: le armi del nemico. L’incantesimo maligno del "Grande Burattinaio" i messaggi subliminali del fondamentalismo hollywoodiano: siamo imprigionati in un circolo vizioso di una falsa realtà 
di Francesco Lamendola  

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Sono essenzialmente due gli strumenti dei quali ci serviamo per costruire la nostra immagine del mondo: le parole e le immagini. Con le parole che adoperiamo, definiamo i nostri stessi pensieri; con le immagini che si presentano alla nostra fantasia, costruiamo il nostro universo affettivo e valoriale. Noi pensiamo secondo le parole che usiamo e sentiamo secondo le immagini che si presentano al nostro subcosciente, e da lì filtrano nella coscienza. 

Ora, se per disgrazia qualcuno che sia molto astuto e molto potente, riuscisse a imporci, senza che ce ne rendessimo conto, delle parole che non sono veramente nostre, e se, ancor più, riuscisse a far entrare nel nostro subconscio delle immagini che lui ha pensato affinché noi le evochiamo come fossero nostre, costui sarebbe in grado di fare di noi i suoi subalterni, i suoi esecutori e i suoi schiavi. Infatti nessuna schiavitù è più totale di quella che si esercita su chi non si avvede neppure di essere schiavo, ma crede di agire, pensare e parlare da uomo libero; e nessuna mortificazione è più cocente e irreparabile di quella che vede degli esseri umani provare passioni e sentimenti che traggono impulso da un complesso d’immagini introdotte a livello subliminale nel loro subconscio, senza perciò che ne abbiano sentore.

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Parole e immagini: le armi del nemico? il fondamentalismo hollywoodiano: hanno colonizzato le nostre coscienze!

Quelle persone saranno convinte di esercitare la loro libera facoltà di scelta in ogni situazione della vita, mentre invece sentiranno, penseranno e parleranno secondo un copione studiato da un Grande Burattinaio. Ebbene: tale situazione si è realmente concretizzata nella nostra società e si è a tal punto consolidata, che solo pochissimi se ne sono resi conto, per cui le possibilità di spezzare l’incantesimo maligno che tiene avvinte centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, sono ridotte quasi a zero. E a realizzarlo è stato un sistema cinematografico completo, capillare, potentissimo, quello che lo scrittore Roberto Quaglia ha definito il fondamentalismo hollywoodiano, veicolo non solo e non tanto di determinati contenuti, per quanto frivoli o banali, che si rivolgono pur sempre alla sfera della coscienza e quindi passano al vaglio dell’intelligenza, ma principalmente di un determinato stile, all’interno del quale un ruolo decisivo hanno i messaggi subliminali, che la coscienza non arriva a riconoscere e perciò che vengono registrati dal subconscio, ove si insediano in profondità e da dove non verranno più rimossi, perché non si può rimuovere ciò che non si sa neppure di avere.

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Un vero e proprio trapianto è stato fatto a nostro danno e nostra insaputa sulle radici stesse della nostra mente e della nostra sensibilità; dobbiamo uscire dalle profondità oscure della caverna di Platone e lasciare che il mondo ci si riveli quale esso realmente è, non quale altri vogliono che ci appaia! 

La manipolazione del linguaggio è, in teoria, la più facile da riconoscere: in teoria, perché se non si è coscienti di essa, ci si trova comunque nella gabbia di un pensiero che non è il proprio, ma che è eterodiretto, vale a dire che ci si trova nella stessa condizione di burattini telecomandati. Se invece di invasori afroislamici si usa la parola migranti; se invece di patriottismo si parla di sovranismo; se invece di eresia modernista si parla chiesa in uscita; se invece di falso papa si parla di Sua Santità; se invece di falsa pandemia, voluta e attuata da Bill Gates per i suoi ignobili fini di lucro e di potere, si parla di pandemia vera, come ha fatto, o perché corrotto, o perché costretto, il burattino messo nominalmente a capo del’OMS, della quale il maggior finanziatore è, guarda caso, un certo Bill Gates: ebbene, ci si trova imprigionati nel circolo vizioso di una falsa realtà, che produce falsi ragionamenti e mostra le cose sotto una falsa prospettiva, comprese le false soluzioni a dei problemi che o non sono reali, o non sono quelli che appaiono. In teoria però – ripetiamo - questa è la forma di manipolazione più facile da riconoscere come tale, e quindi contro la quale è più facile, o relativamente facile, difendersi. Certo che se tutti i giornali, tutti i telegiornali, tutta la pubblicità usano queste parole; se tutti gli uomini di Stato, tutti i capi religiosi, tutti gli amministratori pubblici, parlano in un tale modo; se, alla fine della giornata, abbiamo sentito quelle parole dieci, cento, mille volte, e così anche domani, e dopodomani, e tutta la settimana, tutto il mese, tutto l’anno, per anni e decenni, la pressione psicologica diviene di una tale entità che difficilmente si riesce a resisterle, quand’anche si fosse in grado di riconoscere l’inganno e vedere l’uso improprio dei vocaboli, e dei concetti ad essi sottesi.

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Il libro dello scrittore genovese Roberto Quaglia: "Il fondamentalismo hollywoodiano"

Molto più difficile da riconoscere e, quand’anche venisse riconosciuta, molto più difficile da contrastare, è la manipolazione che viene esercitata sul nostro subconscio dai mass-mediae principalmente dal mezzo cinematografico (e non si obietti che ormai la gente va poco al cinema, perché comunque vi è un larghissimo uso del prodotto cinematografico, sia pur attraverso il piccolo schermo o attraverso il proprio computer, specie dopo l’avvento delle reti private che forniscono  tale servizio a pagamento). Le immagini che investono il nostro subconscio si depositano, si sommano, e finiscono per formare una massa così imponente, che quando abbiamo bisogno di pensare una determinata cosa, la pensiamo facendo ricorso a quella certa immagine, immagine che però non si è formata in maniera spontanea, ma è stata pensata, studiata, veicolata secondo modalità scientifiche nella nostra mente, al punto da averla colonizzata a nostra insaputa. Tutti abbiamo fatto l’esperienza, ad esempio, di leggere un romanzo famoso, e di “imprestare” all’immagine dei vari personaggi, e specialmente dei protagonisti, il volto degli attori hollywoodiani che hanno interpretato la versione cinematografica di quel romanzo. Chi, ad esempio leggendo Il dottor Živago, non ha “visto” il volto del protagonista con le fattezze di Omar Sharif, e il volto di Lara con quelle di Julie Christie? E questo è solo un esempio. Ma ci sono molti altri casi nei quali il volto dei personaggi viene scelto secondo un piano preciso, affinché noi proviamo verso di essi sentimenti di simpatia o antipatia, secondo le intenzioni dei produttori di quel film.

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Il volto dell’attore John Wood assomiglia, come quello d’un fratello gemello, al volto scavato, pensoso, del vescovo Martin J. Sheen?

L’amico Andrea Cometti ci ha fatto notare l’impressionante somiglianza che, nel film Ladyhawke di Richard Donner, del 1985 (un bel film,  sia detto fra parentesi, sotto l’aspetto spettacolare ed emozionale) il volto del cattivo di turno, il vescovo che si oppone all’amore dei due protagonisti, quello dell’attore John Wood, è quasi identico al volto di un altro personaggio assai noto, e che non aveva nulla a che fare col cinema, ma esercitava una forte influenza spirituale sulla società americana, l’arcivescovo Fulton Sheen. Benché, all’epoca del film, questi fosse già morto da cinque anni, il suo ricordo fra i cattolici era ancora assai vivo per l’azione incisiva di predicatore da lui svolta, anche a livello radiofonico e televisivo, paragonabile, nel contesto di quella società, a quella svolta a suo tempo, in Italia, da un san’Ambrogio o da un sant’Agostino. Ebbene: quale mezzo più efficace, per offuscare e annullare, a livello subconscio, quell’azione pastorale da parte di un vescovo che era anche un profondo e credibile uomo di fede, che quella di “prestagli”, o meglio sovrapporgli, il volto di un personaggio estremamente malvagio, concentrato di doppiezza, viltà e crudeltà, in un film destinato a un vasto pubblico, non solo di adulti ma anche di bambini, nel quale l’avventura esercita un ruolo non meno importante della pur affascinante vicenda sentimentale? Senza affatto rendersene conto gli spettatori del film hanno associato l’immagine di quel vescovo malvagio di una storia irreale, con quella del vescovo santo e persuasivo del mondo reale, introiettando un (inconscio) giudizio negativo su colui che, a livello razionale, perfino i nemici della Chiesa giudicavano con rispetto per le sue doti eminenti. E poiché  Fulton J. Sheen parlava continuamente della impossibilità, per il cristiano, di venire a patti con la mentalità del mondo, e specialmente con quella del consumismo; e poiché, inoltre, metteva in guardia contro una lettura “facile” del Vangelo, nonché contro i pericoli, estremamente reali, che minacciavano la Chiesa non solo dall’esterno, ma anche dall’interno, ecco che dandogli, nel film, il volto d’un personaggio estremamente negativo, si ottiene l‘effetto di demolire, a livello inconscio, l’opera che egli, da vivo, ha realizzato rivolgendosi alla coscienza e all’intelligenza di quanti lo ascoltavano.

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L’attore John Wood, è quasi identico al volto di un altro personaggio assai noto, e che non aveva nulla a che fare col cinema, ma esercitava una forte influenza spirituale sulla società americana, l’arcivescovo Fulton Sheen!

Questo è solo un esempio, fra l’altro uno dei più semplici, perché esistono meccanismo assai più complessi coi quali il fondamentalismo hollywoodiano agisce sulla nostra mente e sulla nostra percezione della realtà, deformandola e indirizzandola a suo piacere, grazie ai mezzi immensi dei quali dispone, e all’opera di intelligenze raffinate, ancorché perverse, della quale si avvale per portare avanti i suoi disegni. Se ci si prendesse la briga di esercitare un analogo controllo su altri film prodotti dal sistema di Hollywood – e noi, sia pure in misura limitata, l’abbiamo fatto - ci si accorgerebbe di quante coincidenze, solo in apparenza casuali, popolano il mondo della celluloide, e quale peso determinante tali coincidenze esercitano nell’economia complessiva del nostro subconscio. Non a caso quello stesso fondamentalismo globalista ha messo in circolo una parola, complottismo, per squalificare in anticipo qualsiasi analisi critica della realtà. Per cui, se si prova  a far notare tali strane coincidenze, si viene subito liquidati come complottisti, ossia paranoici più o meno deliranti. Il volto dell’attore John Wood assomiglia, come quello d’un fratello gemello, al volto scavato, pensoso, del vescovo Martin J. Sheen? Ma è solo una coincidenza, chiaro! Che altro volete che sia? Ed è sconvolgente pensare quanta parte della nostra vita, delle nostre scelte, del nostro stesso sentire – perché le immagini non si rivolgono all’intelligenza, ma ai visceri – non sono più nostri, ma il risultato di un vero e proprio trapianto che è stato fatto a nostro danno e nostra insaputa sulle radici stesse della nostra mente e della nostra sensibilità.

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Riconoscere l’inganno! L’incantesimo maligno del "Grande Burattinaio" i messaggi subliminali del fondamentalismo hollywoodiano: siamo imprigionati in un circolo vizioso di una falsa realtà!

Sorge la domanda su cosa si possa fare, giunte le cose a questo punto, per sottrarsi al giogo, per tornare a vedere la realtà coi propri occhi e non col filtro deformante imposto dal fondamentalismo hollywoodiano; in altre parole, per uscire dalle profondità oscure della caverna di Platone e lasciare che il mondo ci si riveli quale esso realmente è, non quale altri vogliono che ci appaia. A prima vista, si direbbe un’impresa disperata: se il condizionamento cui siamo sottoposti agisce in buona parte a livello subconscio, che mai si potrà fare per opporvisi? Evidentemente, più che contrastarlo si tratta di prevenirlo. Quando ci si è chiusi dentro la gabbia di una tigre feroce, non c’è molto che si possa fare per salvare la pelle; ma prima di compiere quella fatale imprudenza, c’era molto che si sarebbe potuto fare per sviluppare un atteggiamento di maggiore prudenza verso le cose della vita, compreso il modo di regolarsi con le bestie feroci. E se ora siamo così esposti al condizionamento, è perché ci siamo messi da noi stessi, con le nostre abitudini, in una situazione dalla quale è divenuto difficilissime ritrarsi in maniera tale da riacquistare la nostra autonomia di persone libere.

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Si può vivere benissimo senza telefonino, senza computer, senza giornali e televisione o, per lo meno,  si può vivere facendone un uso assai più moderato? Se ci si libera di tutto ciò, il malvagio incantesimo è rotto e si esce finalmente dalla buia caverna, a rivedere il cielo azzurro….

Parole e immagini: le armi del nemico
di Francesco Lamendol
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GOOGLE – IL “MINISTERO DELLA VERITÀ” E UNO STRUMENTO DEL GRANDE FRATELLO DETTANO LE REGOLE E LA CENSURA
di Vladimir Prokhvatilov.
“Se sei nel settore delle notizie, ascolti Google. Quando Google ti dice di fare qualcosa, lo fai. Non hai scelta.”
Alla fine di maggio, il rappresentante permanente della Russia presso l’OSCE, Alexander Lukashevich, ha dichiarato che le società Facebook, YouTube e Google sono passate alla censura dei media che non sono di loro gradimento.

“La piattaforma video YouTube controllata di fatto dagli Stati Uniti ha rimosso le pagine web del canale televisivo della Crimea Krym-24 e di due agenzie di stampa russe Anna News e News Front”, – ha detto Lukashevich.
E il 16 giugno, Tucker Carlson, un conduttore popolare del canale televisivo americano Fox News, ha raccontato come Google imposta una censura quasi totale controllando quasi tutta la pubblicità online: “La maggior parte delle società dei media dipendono da Google. Google controlla il 70 percento di tutta la pubblicità online. Quindi, se sei nel mondo delle notizie, ascolti Google. Quando Google ti dice di fare qualcosa, lo fai. Non hai scelta. Possono rovinarti durante la notte. E possono affossarti quando vogliono. “
A sostegno delle sue parole, ha raccontato in che modo NBC News, sia controllata dalle più grandi società di investimento globali del mondo (The Vanguard Group, Inc., Fidelity Investments di State Street, ecc.). Ha utilizzato il potere di Google per “ripulire” “The Federalist” e Zero Hedge siti web di opinioni e notizie. Tucker Carlson ha chiesto all’amministrazione di Google di cosa fossero colpevoli esattamente i due siti sanzionati. “Ci è stato detto che questi due siti avevano sezioni di commento non moderate. In altre parole, i lettori potevano dire quello che volevano. Google crede che questo non possa essere tollerato “, – ha detto lo stupito Carlson. Questa è la democrazia in America e nel mondo occidentale.
I siti dovrebbero essere responsabili dei commenti dei loro lettori, ha affermato l’amministrazione di Google, ma Google stesso non è responsabile del suo contenuto. Ciò è reso possibile dalla sezione 230 della Decency in Telecommunications Act, adottata dal Congresso degli Stati Uniti.
“Cioè, se, ad esempio, qualcuno ti ha calunniato e questa diffamazione passa attraverso i server di Google, non puoi fare causa a Google per questo. Per qualsiasi conseguenza, Google è irresponsabile e intoccabile “, – afferma Carlson.
Abbiamo già scritto che Google è impegnato nella censura nascosta su Internet. Questo è diventato noto dopo un forte calo del traffico Internet dell’orientamento socialista e anti atlantista, che si esprime contro la guerra a causa delle modifiche che Google ha apportato al suo motore di ricerca.

Censura su Press TV su Byo Blu su Radio Radio, ecc.. La lista è sempre più lunga

La consociata leader di Google Android, in 12 anni di esistenza, ha creato il sistema operativo più popolare al mondo per dispositivi mobili e ha notevolmente rafforzato la posizione di Google nel mercato globale. Oggi, i gadget più venduti sono già dotati in fabbrica di un pacchetto Google e YouTube, di proprietà di Google, è quasi un’alternativa, anche per i proprietari di iPhone.
Nel 2013, i linguisti svedesi hanno aggiunto una nuova parola ai dizionari: Ungoogleable (non Googleable), il che significa una query che Google semplicemente non emette. Nell’agosto 2014, persino la BBC si è lamentata del fatto che Google avesse rimosso alcuni link dal loro sito.
L’indagine del Wall Street Journal è stata pubblicata il giorno dopo che 50 procuratori statunitensi hanno annunciato l’intenzione di espandere l’indagine antitrust sui motori di ricerca di Google e Android. L’indagine è stata avviata lo scorso anno dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, ma ci sono poche possibilità che sarà completata.
Il mostro informativo che è diventato Google ora è qualche cosa di simile al “Dipartimento della Verità” e uno strumento della dittatura del Grande Fratello, nella lingua del romanzo di George Orwell del 1984. Anzi di più, molto di più.

P.S. Se non bastasse Google, in Italia il governo Conte ha messo in funzione la sua “Commissione per la Verità” mascherata da “task force” contro le fake news sul coronavirus per “contrastare la disinformazione sul coronavirus e le false notizie sul Covid-19”, dice il governo, istituita da sottosegretario dem con delega all’Editoria Andrea Martella.
Una censura transnazionale rafforzata da quella domestica da parte dei fiduciari del nuovo sistema di dogmatismo scientista che prende le direttive da personaggi quali Bill Gates, Geoge Soros e da organismi cone la OMS e le varie agenzie di intelligence istituite con il fine del controllo dell’informazione e della propaganda.
Fonte: New Front
Traduzione: Luciano Lago

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