ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 9 ottobre 2020

Pesata?..Carente!

FRATELLI TUTTI: elogi, critiche, valutazioni prudenti. Ecco come i vari esperti hanno commentato la nuova enciclica.

Mentre i cattolici si avvicinano lentamente all’ultima enciclica di Papa Francesco, gli esperti hanno iniziato a pubblicare le loro opinioni. Le reazioni alla Fratelli tutti sono contrastanti, con l’entusiasmo dei massoni e degli oppositori della pena di morte, i commenti taglienti dei critici abituali del pontefice, e le valutazioni più caute degli altri. 

Ne parla   Dorothy Cummings McLean nel suo articolo pubblicato su Lifesitenews, che vi presento nella mia traduzione 

 

Mentre i cattolici si avvicinano lentamente all’ultima enciclica di Papa Francesco, gli esperti hanno iniziato a pubblicare le loro opinioni. Le reazioni alla Fratelli tutti sono contrastanti, con l’entusiasmo dei massoni e degli oppositori della pena di morte, i commenti taglienti dei critici abituali del pontefice, e le valutazioni più caute degli altri.   

Elogi

La Loggia massonica di Spagna ha elogiato l’enciclica su Twitter, affermando:  “#FratelliTutti è l’ultima enciclica di @Pontifex in cui abbraccia la Fratellanza Universale, il grande principio della moderna [massoneria] ‘Riconoscendo la dignità di ogni persona umana, possiamo far rivivere insieme un desiderio di fratellanza mondiale'”. 

Padre James Martin, SJ, ha sottolineato sulla rivista America la sua convinzione che “Francesco ha dimostrato che la dottrina della Chiesa può essere cambiata”. 

“La nuova enciclica di Papa Francesco, ‘Fratelli Tutti’, fa qualcosa che alcuni cattolici credevano non si potesse fare: Ratifica un cambiamento nell’insegnamento della Chiesa. In questo caso, sulla pena di morte”, ha scritto. 

Martin ha detto che la Chiesa aveva precedentemente permesso la pena di morte, ma Papa Francesco ha presentato un “filo teologico” che dimostra che è stato ‘sempre’” contrario ad essa. “È un chiaro esempio dello sviluppo della dottrina nel corso dei secoli”, ha affermato.

Suor Helen Prejean, C.S.J., una delle più importanti abolizioniste, è stata citata da p. Martin in America magazine.

“Mi rallegro per la sonora proclamazione, da parte di Papa Francesco, della dignità inviolabile di ogni vita umana, anche di quella degli assassini, e sono rincuorata dall’inequivocabile opposizione della Chiesa all’uso della pena di morte da parte dei governi in tutti i casi”, ha detto. 

“Nelle camere della morte, ho visto da vicino le torture e le sofferenze degli esseri umani, resi indifesi e uccisi dallo Stato, le loro vite spogliate di ogni dignità”, ha continuato. 

“Mi rallegro che ora questa chiarezza dell’insegnamento della Chiesa contribuirà a porre fine a questa indicibile sofferenza e aiutare affinché il Vangelo di Gesù sia vissuto nella sua pienezza: la restaurazione della vita umana, non l’umiliazione, la tortura e l’esecuzione”.

Michael Sean Winters, scrivendo per il dissidente National Catholic Reporter, ha trovato la struttura [dell’enciclica] di Papa Francesco “scioccante” e ha dichiarato che “non sembra il tipo di testo magisteriale a cui siamo abituati”. Per chiarire il concetto ha scelto un brano il cui stile ha trovato “più omiletico che magistrale”. Tuttavia, Winters ha elogiato le intuizioni di Francesco che “dimostrano l’occhio acuto di un pastore che si è immerso nell’opera di aiutare il popolo di Dio a mantenere la rotta nelle complessità del suo tempo”. 

L’editorialista è stato particolarmente soddisfatto dalla critica del pontefice all’economia di mercato, scrivendo: “La critica di Papa Francesco all’economia di mercato in questo capitolo chiude davvero la porta al tentativo dei neoconservatori come George Weigel e il defunto Michael Novak di aprire l’insegnamento sociale cattolico a una maggiore valutazione delle idee del libero mercato”.  

Anche Winters è stato entusiasta dell’appello di Papa Francesco alla “gratuità” nell’accogliere i migranti e al “rispetto per gli altri”, affermando che la prima dovrebbe sfidare i cattolici conservatori che sostengono il presidente Trump e il secondo i vescovi cattolici “nelle loro campagne per la libertà religiosa” e “nel trattamento dei dipendenti gay e lesbiche”.

Critiche

L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha dichiarato sul blog del giornalista Aldo Maria Valli che la “dimensione spirituale è totalmente assente” da Fratelli tutti. Egli ritiene che una “lettura sommaria” porterebbe a credere che sia stata scritta da “un massone, non dal Vicario di Cristo”. L’ex nunzio papale ha sostenuto che Fratelli tutti si è ispirata un “deismo vago” e che contiene una “grave distorsione”‘ del concetto di fraternità, che “per i cattolici è possibile in Cristo solo se si ha Dio come Padre attraverso il battesimo”.

L’arcivescovo ha accusato papa Francesco di aver sostituito il concetto cattolico di “libertà di religione” con quello di “libertà religiosa” e di “barattare” il “diritto divino” della Chiesa cattolica a predicare la verità con il riconoscimento di un diritto alla diffusione dell’errore delle “false religioni”, anche nei Paesi cristiani. 

Sul tema dell’accordo dell’enciclica con i principi della massoneria, Viganò è stato particolarmente feroce. 

“Questa enciclica è il manifesto ideologico di Bergoglio”, ha scritto, “la sua professione di fede massonica, e la sua candidatura alla presidenza della Religione universale, ancella del Nuovo Ordine Mondiale. Tanta… subordinazione al pensiero mainstream può portargli l’applauso dei nemici di Dio, ma conferma l’inesorabile abbandono della missione evangelizzatrice della Chiesa”.

John-Henry Westen, redattore capo di LifeSiteNews, ha sottolineato come il Papa abbia ignorato la difficile situazione dei bambini non ancora nati nella sua nuova enciclica, affermando che “i cattolici pro-vita si trovano di fronte a un’enfasi politica che ignora l’aborto”.

“In linea con i vescovi statunitensi che hanno evitato la lotta per il diritto alla vita dei nascituri, Papa Francesco ha esplicitamente escluso l’aborto dalle preoccupazioni politiche esposte nella sua ultima enciclica”.

“Nel paragrafo 188 di Fratelli Tutti, Papa Francesco dice che ‘Le maggiori preoccupazioni di un politico non dovrebbero essere quelle causate da una caduta nelle inchieste, bensì dal non trovare un’effettiva soluzione al «fenomeno dell’esclusione sociale ed economica, con le sue tristi conseguenze di tratta degli esseri umani, commercio di organi e tessuti umani, sfruttamento sessuale di bambini e bambine, lavoro schiavizzato, compresa la prostituzione, traffico di droghe e di armi, terrorismo e crimine internazionale organizzato (…)»’ “, ha scritto.

“Il fatto che l’aborto sia lasciato fuori da questo lungo elenco è scandaloso. Tanto più che egli segue questa lista dicendo: ‘È tale l’ordine di grandezza di queste situazioni e il numero di vite innocenti coinvolte, che dobbiamo evitare qualsiasi tentazione di cadere in un nominalismo declamatorio con effetto tranquillizzante sulle coscienze.’”, ha aggiunto. 

Il professor Roberto de Mattei ha dichiarato per RadioRomaLibera.org che l’enciclica è politica, “come tutto il pontificato di Papa Francesco”. Ha anche osservato che Papa Francesco dà più valore alla “fraternità” che a Cristo stesso: 

“La verità assoluta [in Fratelli tutti] non è Gesù Cristo, nel cui nome e nel cui battesimo i cristiani sono fratelli”, ha scritto De Mattei. 

“La fraternità è un valore superiore a Cristo stesso perché ha la capacità, secondo papa Francesco, di riconciliare cattolici, musulmani, buddisti e atei stessi, che hanno anche la loro fede e le loro convinzioni”. 

De Mattei ha accusato il pontefice di aver sostituito i principi della Rivoluzione francese (libertà, uguaglianza e fraternità) con la fede cattolica e di voler creare un’utopia. Le “parole chiave” di Francesco, “fraternità” e “amicizia sociale”, costituiscono un nuovo tipo di amore cristiano che sostituisce l’amore verticale di Dio con l’amore orizzontale del prossimo come sua misura, crede il professore.   

De Mattei fa notare che papa Francesco non ha parlato dei mali del comunismo, né del ruolo della Cina nella pandemia del Covid-19, né dei peccati oltre a non accogliere i migranti. Come l’arcivescovo Viganò, il professore ha osservato che non c’è una dimensione soprannaturale nel documento.

Steve Skojec, il caporedattore della rivista online OnePeterFive, ha definito Fratelli tutti una “porzione di insalata di parole a misura di partito” e ha espresso la sua sorpresa per il fatto che papa Francesco ha usato nella sua enciclica “il motto massonico della Rivoluzione francese anticattolica” – libertà, uguaglianza e fraternità. Skojec si è opposto all’idea che Papa Francesco abbia effettivamente cambiato l’insegnamento della Chiesa sulla pena di morte, “la sua eresia più favorita in assoluto”, affermando che “l’insegnamento sulla liceità morale della pena di morte – non solo come mezzo per rendere innocuo un aggressore, ma come atto di giustizia punitiva – è un’espressione infallibile del magistero ordinario e universale. Come tale, è impossibile che vi sia un divieto universale del suo uso”.

Valutazioni prudenti

Il Dr. Samuel Gregg ha scritto sulla rivista online Catholic World Report (qui l’articolo da noi tradotto, ndt) che la rappresentazione di Francesco di San Francesco è “carente” e che il suo trattamento delle questioni economiche è “insufficiente”. Per esempio, Francesco dichiara che la gente non ha più fiducia nel mercato; Gregg ha fatto notare che, in effetti, la gente ha invece fiducia. Egli ritiene che Papa Francesco abbia bisogno di parlare con i conservatori, non solo con la sinistra, su come aiutare i poveri. Tuttavia, Gregg ha elogiato “l’enfasi sul ruolo distruttivo svolto dal relativismo morale nelle società contemporanee” (206) e “l’importanza perenne del perdono in un mondo in cui il conflitto è parte della condizione umana” (236-249).  

“Vere intuizioni che scaturiscono direttamente dai Vangeli e spesso profonde meditazioni sulle Scritture ebraiche e cristiane vanno di pari passo con dubbie affermazioni storiche, affermazioni generalizzate su questioni altamente prudenziali che non sono supportate da prove, e una buona parte di quello che posso solo descrivere come utopismo”, ha scritto. 

Robert Royal, un ospite frequente del talk show di EWTN “The World Over”, scrive in The Catholic Thing che Fratelli tutti è “tutto fuorché illeggibile”.  

“Solo quelli di noi che amano la Chiesa e sono fedeli al Papa la leggeranno, per dovere, non per interesse intellettuale o spirituale”, ha scritto. “E questa è una grave carenza per un testo rivolto non solo ai cattolici ma a tutte le persone di buona volontà”. 

Royal ha detto che se Francesco fosse uno dei suoi studenti e avesse presentato Fratelli tutti come un saggio, Royal avrebbe lodato la sua passione e la sua ambizione, ma gli avrebbe detto che le sue “grandi affermazioni” devono essere spiegate meglio. Vorrebbe vedere il riconoscimento delle paure dei cittadini dei Paesi che ospitano le istituzioni internazionali e “l’ethos internazionale che stanno diffondendo”, così come la comprensione di ciò per cui sono costruiti i “muri”. L’enciclica ha lasciato Royal non convinto che la pena di morte sia davvero “inammissibile” e, visti i 60 milioni di esecuzioni annuali di bambini non nati, si chiede perché l’aborto abbia solo una breve menzione. 

Royal ha notato che Francesco si è limitato a rivolgersi a “tutte le persone di buona volontà” e a continuare il documento interreligioso di Abu Dhabi. “Così, Francesco può parlare ma non attingere pienamente all’unica persona che i cristiani credono possa cambiare i cuori e soffiare il fuoco dell’amore nei nostri sforzi: Gesù Cristo”.

Di Sabino Paciolla

https://www.sabinopaciolla.com/fratelli-tutti-elogi-critiche-valutazioni-prudenti-ecco-come-i-vari-esperti-hanno-commentato-la-nuova-enciclica/

“Fratelli tutti”, una enciclica di temi che sono diventati segni distintivi del pontificato di Papa Francesco

Una riflessione di Robert Royal sull’ultima enciclica di Papa Francesco, Fratelli Tutti, firmata il 03 ottobre scorso. L’articolo è stata pubblicato su The Catholic Thing, nella mia traduzione. 

 

 

Il defunto grande fisico Stephen Hawking una volta ipotizzò che, oltre alle equazioni matematiche che lui e altri avevano sviluppato sulla natura dell’universo, era necessario qualcosa che “instillasse fuoco” in esse – cioè che le rendesse una realtà. Leggendo l’ultima enciclica di Papa Francesco, Fratelli Tutti, pubblicata proprio questo fine settimana, non si può fare a meno di pensare che anche questa sia alla ricerca di un fuoco concreto e creativo.

Se fossi un cattolico progressista, e qualcuno mi chiedesse cosa leggere per capire dove si trovi oggi la Chiesa, questo non sarebbe però il testo che spingerei nelle sue mani. E non ha niente a che vedere con il liberale o il conservatore. Con tutto il rispetto per il Santo Padre, è tutt’altro che illeggibile. Solo quelli di noi che amano la Chiesa e sono fedeli al Papa la leggeranno tutta, per dovere, non per interesse intellettuale o spirituale. E questa è una grave lacuna per un testo rivolto non solo ai cattolici ma a tutte le persone di buona volontà.

Sarebbe sorprendente se non producesse delusione tra i progressisti cattolici, che si aspettavano qualcosa di grande. Le loro politiche preferite sono qui [contenute] – e i media le proporranno come qualcosa di nuovo. Ma le scintille che vengono accese sono sepolte sotto montagne di ripetizioni, vaghezza concettuale e aspirazioni utopiche.

I recenti documenti papali non sono esattamente noti per la loro concisione – San Giovanni Paolo II spesso si è dilungato un po’ più di quanto avrebbe dovuto. E c’è una sorta di linguaggio interno alla Chiesa che entra in tutti questi [documenti]. Ma di solito hanno una certa chiarezza centrale che stabilizza [le cose]. Qui, è la fraternità umana universale – “sulla fraternità e l’amicizia sociale” nel titolo – che è tutt’altro che chiara anche dopo quasi 200 pagine.

Come previsto, il pontefice tocca una serie di temi che sono diventati segni distintivi del suo pontificato: l’individualismo, il consumismo, l’isolamento, i poveri e gli emarginati, i migranti e i rifugiati, la cultura dell’usa e getta, l’ambiente (“la nostra casa comune”), l’importanza cruciale dell’amore. I primi cinquanta paragrafi circa presentano un’analisi sociologica complessiva – quel tipo di vaga indagine generale che è diventata comune nei recenti documenti vaticani, soprattutto nei testi relativi ai recenti sinodi.

Insegno al Collegio Thomas More questo semestre e, forse di conseguenza, ho pensato a cosa direi se uno studente lo presentasse come un saggio. Accadrebbe qualcosa di simile.

Apprezzo la sua passione e la sua ambizione, ma il risultato mi fa pensare al fatto se l’argomento non sia troppo grande e se non possa essere trattato meglio in saggi più piccoli e ordinati. Lei fa una serie di grandi affermazioni che devono essere spiegate meglio. Per esempio:

– Lei denuncia l’emergere del “populismo” e chiede impegno alle istituzioni internazionali. Oggi, in molte nazioni, la gente si sente minacciata da quelle stesse istituzioni e dall’ethos internazionale che stanno diffondendo; [la gente] dice di “non riconoscere più” il proprio Paese. Lei parla molto di dialogo. Non dovrebbe riconoscere le preoccupazioni che queste grandi moltitudini di persone hanno – per quanto mal espresse da loro stesse o dai loro leader – e non liquidarle semplicemente come una loro chiusura in se stessi?

– Lei rifiuta “la cultura dei muri”, per molti versi giustamente, dove sta emergendo uno spirito di ripiegamento su se stessi. Il grande G.K. Chesterton, tuttavia, avverte nel suo libro The Thing [Un motivo ispirativo  per il nome di questo sito – RR]: “Il tipo più moderno di riformatore va allegramente fino a [un recinto] e dice: ‘Non vedo l’utilità di questo; eliminiamolo’. Al che il tipo più intelligente di riformatore farà bene a rispondere: “Se non ne vedi l’utilità, non ti consentirò di eliminarlo. Vai via e pensaci. Poi, quando sarai in grado di tornare per dirmi che ne vedi l’utilità, ti permetterò di distruggerlo”. I ponti sono grandi, ma i muri sono obsoleti?

– La pena di morte, lei sostiene, è “inammissibile” (e ora aggiunge che anche la condanna a vita è una “pena di morte segreta”). L’esperienza di ogni nazione in ogni epoca sembra opporsi a questa conclusione. Lei basa la sua argomentazione sul fatto che nessuno, per quanto peccaminoso, perde mai la sua dignità umana. È vero. Ma chi sostiene che una persona condannata a morte perda la dignità umana? Ci sono situazioni specifiche in cui tali punizioni possono essere necessarie, persino morali.

– In tutto il mondo, ci sono solo diverse centinaia di esecuzioni pubbliche all’anno, da quanto si può dedurre dai rapporti. A livello globale, ci sono circa 60 milioni di aborti all’anno, più o meno lo stesso numero di persone che sono morte nella Seconda Guerra Mondiale. L’aborto viene menzionato solo una volta di sfuggita nel testo. Perché?

– Parlando di guerra, lei ha spesso affermato che le situazioni di violenza “sono diventate così comuni da costituire una vera e propria ‘terza guerra mondiale’ combattuta a pezzi”. Come, esattamente? Chi sono i combattenti? Durante la guerra fredda, l’America e l’URSS hanno combattuto guerre per procura in Angola, Afghanistan, Nicaragua, ecc. Chi sta combattendo ora? Ci sono delle “parti”? È preferibile una parte all’altra? Ci sono sempre guerre e voci di guerra, quindi perché ora siamo in una “guerra mondiale”?

Potrei andare avanti, ma metterò in pratica quello che predico e mi atterrò al punto.

Parte della difficoltà nell’affrontare queste molteplici questioni, oltre alla mancanza di autodisciplina scritturale, è il limite che il papa si è posto. L’enciclica è indirizzata a tutte le persone di buona volontà e in parte continua il Documento di Abu Dhabi sulla fraternità umana che Francesco ha firmato l’anno scorso con il Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb, che ha causato una diffusa costernazione tra i cattolici perché afferma che Dio ha voluto una varietà di religioni. Così, Francesco può parlare di questo ma non attingere pienamente all’unica persona che i cristiani credono possa cambiare i cuori e soffiare il fuoco dell’amore nei nostri sforzi: Gesù Cristo.

Non c’è niente di sbagliato nel rivolgersi al pubblico che ha scelto, ma in altri momenti il papa si è preoccupato del pelagianesimo – l’eresia secondo cui possiamo riformare e salvare noi stessi con i nostri sforzi. Ha persino raccomandato di leggere Il Signore del mondo di Robert Hugh Benson, una sorta di romanzo distopico di fantascienza che mette in evidenza come un leader carismatico del mondo emerga e seduce molti a pensare che egli rappresenti la via oltre le divisioni costituite ad esempio dalle nazioni e dalle religioni, in un umanesimo più ampio e inclusivo.

Francesco si è appellato qui e altrove a un umanesimo riformato, un umanesimo cristiano. Sarà interessante vedere se questa enciclica ci avvicina a questo obiettivo.

Di Sabino Paciolla 

FRATELLI TUTTI. NON SAN FRANCESCO, MA UTOPIA DI TOMMASO MORO.

9 Ottobre 2020 Pubblicato da  5 Commenti

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, per quelli di voi che non l’avessero letta ieri su La Verità rilanciamo questa riflessione del prof. Ettore Gotti Tedeschi sull’ultima enciclica papale, di cui tanto abbiamo parlato in questi giorni. Buona lettura. 

§§§

L’Enciclica “FRATELLI TUTTI” più che a san Francesco sembra ispirarsi a san TommasoMoro (Utopia)

 ( Ettore Gotti Tedeschi )

Ho proprio l’impressione che l’Enciclica FratelliTutti, non sia affatto ispirata al pensiero di SanFrancesco d’Assisi , quanto piuttosto al romanzo “satirico”  Utopia di sanTommaso Moro . Rileggendo Utopia sembrerebbe di leggere –FratelliTutti -. In Utopia  la proprietà privata è abolita , i cittadini non hanno nè beni nè denaro , usano i beni in comune secondo necessità e tutti i beni son messi in comune , il commercio non è necessario.  Il sistema economico è sostanzialmente agricolo dove la terra è bene prezioso in sè ,non subordinato all’uso che ne viene fatto dall’uomo .In Utopia  vige un principio di eguaglianza totale ed assoluta , dove ogni differenza socioeconomica è abolita. In Utopia il numero di figli è prestabilito in modo che la popolazione non cresca e non  sfrutti le risorse  oltre certi limiti di sviluppo sostenibile e pianificato. In Utopia tutte le religioni sono ammesse , i sacerdoti si occupano di religione ma soprattutto di sociale , anche le donne sono ammesse al sacerdozio. Utopia è pacifista ,la pena di morte non esiste . In Utopia  il governo è dei Magistrati.

Ripensando ai valori sottintesi ( con evidente  satira) da SanTommasoMoro, ho affrontato la dovuta lettura dell’Enciclica con lo  spirito  critico di chi si trova a dover  interpretare utopie proposte come spot pubblicitari . Cinquecento anni dopo la pubblicazione di Utopia ( 1516) il mondo  e la chiesa son un pochettino cambiati , ma quello che è significativo in questo contesto è che fino a ieri la chiesa doveva occuparsi solo di coscienze e non di economia e politica , mentre oggi ( questa Enciclica ne è esempio) si deve occupare  di economia e politica e non tanto solo  di coscienze. Ma poichè l’economia non è una scienza ,quando viene usata politicamente per ragioni ideologiche ,inventa utopie socioeconomiche . Ma se queste utopie sono sponsorizzate dalla Autorità Morale e diventano magistero della chiesa , rischiano di potersi trasformare in “ eresie” . Che -Fratelli Tutti- possa rischiare di subire   questa sorte mi pare sospettabile . Viene proposta come uno spot pubblicitario con tanto di testimonial che l’hanno ispirata .SanFrancesco a parte ( utilizzato , più che imitato),  i testimonial sono prestigiosi personaggi che hanno lottato per i diritti civili contro le oppressioni : DesmunTutu ,Gandhi, Martin Luther King . E son già   stati anche utilizzati per spot pubblicitari : ricordiamo gli spot di Telecom dove Gandhi era usato quale comunicatore di pace o gli spot di Fiat-Chrysler con MartinLuther King  nel  sermone di Atlanta . Qui sono  scelti quali testimoni di solidarietà fratellanza ,eguaglianza,  pace . Devo dire che mi sarei aspettato una   scelta di testimonial diversi .Per esempio SanGiovanni Paolo II con  Sollecitudo Rei Socialis ( che profetizza che gli strumenti sarebbero sfuggiti di mano a chi li usava ) o  Benedetto XVI  con Caritas in Veritate ( che spiega il rischio che gli strumenti assumano autonomia morale ). Soprattutto Benedetto XVI  ,per curare le allucinazioni di chi pensa  di migliorare il mondo cambiando gli strumenti  quando non funzionano ,  propone  di riflettere   sul peccato originale  e di pensare di cambiare piuttosto il cuore dell’uomo ,con la conversione. Invece ci ritroviamo una suggestiva enciclica  che lascia immaginare soluzioni orientate a  cambiamenti utopistici  di strumenti  ( predistribuzione della ricchezza ?) , strutture  ( stataliste ? ) e modelli ( demeritocratici ?) . Con grande classe e indubbia intelligenza , lo conferma anche Andrea Riccardi sul Corriere di lunedì  riferendosi alla enciclica : “La terza via del Papa .Tra liberismo e populismo”  , il quale lascia immaginare un altro cambio di paradigma , stavolta politico ( che  presuppone un partito ?).Ma la Terza via era la dottrina sociale della Chiesa di cui si innamorò il grande  economista Luigi Einaudi ,secondo Presidente della repubblica italiana . Einaudi vide nella DottrinaSociale della Chiesa ,  la terza via tra liberismo e socialismo, perchè garantiva la libertà imprenditoriale e la proprietà privata  , ma pretendeva anche la solidarietà indispensabile . Ma  questa  vuole  la conversione dei cuori per poter esser applicata. Oggi Riccardi sostituisce  il vecchio socialismo con il disprezzato populismo  , forse per riproporre un socialismo camuffato cattolico   quale  nuova  terza via ?

Ma    i veri nemici oggi del bene comune  non sono il liberismo , socialismo  o il populismo , sono piuttosto il relativismo ed il nichilismo . La terza via  sta solo nella conversione dei cuori.  Non ci vogliono far credere all’ “inferno” ,ma ci vogliono far credere  ad un nuovo partito cattolico fondato su presupposti  e programmi di una enciclica  più utopistica che realistica  ?  Ma SanTommaso Moro , scrivendo Utopia scherzava ,non diceva sul serio. Diceva sul serio invece SanFrancesco, per il quale la povertà era solo un mezzo per fare meglio la volontà di Dio ( e la sua scelta fu mistica ,non sociale o politica ).Diceva sul serio    quando  invitava l’uomo a lodare Iddio  ,esercitando virtù meritocraticamente ,mentre le altre creatura son chiamate a farlo secondo il loro ruolo naturale.

SanFrancesco non fu affatto pacifista ,ma cercava la PaxChristi .Non fu un rivoluzionario ,bensì un restauratore della Chiesa di Cristo . Non fu affatto egualitarista ,ma predicò l’eguaglianza degli uomini davanti a Dio . Non fu animalista ,cantava solo le lodi al Creatore  ( non cantava alle creature ) .Non fu pauperista perchè per aiutare i poveri bisogna attingere dai ricchi cui insegnare solidarietà. San Francesco  si , era realista  e questa Enciclica non mi pare proprio così  ispirata al suo insegnamento come si vorrebbe far credere.

https://www.marcotosatti.com/2020/10/09/fratelli-tutti-non-san-francesco-ma-utopia-di-tommaso-moro/

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