ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

venerdì 28 maggio 2021

La beatitudine che ci è promessa

Invincibili guerrieri della Trinità


 

Un lettore mi fa notare che «da più di un anno, anche in area cattolica, non si fa altro che parlare del Covid e del vaccino, come se il tempo e il mondo si fossero fermati intorno a questi due argomenti. Purtroppo […] la dissoluzione avanza velocemente anche in altri campi». Particolarmente inquietanti sono «l’inarrestabile ascesa della teoria del gender e l’affacciarsi sempre più minaccioso della cancel culture». Non si può non concordare.


Se anche qui ci siamo soffermati a lungo su questo problema, è perché ci troviamo in un’emergenza sanitaria del tutto inedita, dovuta non tanto a un agente patogeno non ancora ben identificato e, comunque, non così pericoloso come è stato presentato, quanto piuttosto all’approccio erroneo imposto dalle istituzioni pubbliche, all’insensata proibizione delle cure efficaci e all’imposizione di un prodotto sperimentale spacciato per terapia preventiva.

Il maggior pericolo proviene non dalla diffusione del “virus”, bensì dall’assurdità di una vaccinazione di massa effettuata nel corso di un’epidemia. Qualunque medico, se non è accecato dalla paura o dall’interesse, sa benissimo che un errore del genere non fa altro che peggiorare la situazione con la selezione di varianti più infettive; specialisti di altissimo livello stanno altresì mettendo in guardia dal pericolo del potenziamento anticorpo-dipendente, fenomeno che rafforza la malattia per mezzo del vaccino stesso. Una minaccia di tale gravità non deriva affatto da un abbaglio accidentale, ma risponde a un preciso programma politico che è stato espressamente rilanciato, venerdì 20 maggio, in un summit sulla salute globale tenutosi a Palazzo Chigi con la partecipazione dei personaggi più influenti della politica e della finanza. In tale occasione l’Italia è stata designata come capofila della campagna vaccinale mondiale.

Questa, tuttavia, è soltanto la forma più immediata ed evidente dell’attacco totale portato dai poteri occulti contro la società civile e contro gli individui. Una legge iniqua attualmente in discussione al Senato prevede che si possa esser sottoposti a processo per aver affermato che un essere umano è o maschio o femmina, oppure che un bambino ha bisogno di un padre e di una madre. Gli obiettivi della cosiddetta Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, che mescolano allegramente la sconfitta della povertà alla parità di genere, all’energia pulita e alla lotta contro i cambiamenti climatici, sono ampiamente propagandati nelle scuole di ogni ordine e grado. Visto poi che l’ignoranza dei nostri ragazzi, tenuti occupati con queste fole anziché con i programmi di studio, non è ancora assoluta, hanno lanciato una campagna di rifiuto violento della cultura occidentale, peraltro già radicalmente delegittimata da decenni di esaltazione delle tradizioni primitive, in ossequio ai più logori cliché del buon selvaggio di rousseauiana memoria.

Su un altro versante, non si può fare a meno di rilevare la sempre più intensa opera di manipolazione del clima, portata avanti con la sistematica emissione nell’atmosfera di sostanze chimiche capaci di alterare la meteorologia. Sebbene i soliti lealisti insistano sull’assenza di prove, chiunque è in grado di osservare, ormai da diversi anni, aerei che lasciano dietro di sé scie persistenti che in breve tempo si allargano e trasformano in nubi. Da qualche mese il cielo italico, normalmente terso e luminoso, appare quasi in permanenza velato da uno strato di “vapori” suscettibili di addensarsi rapidamente e provocare improvvisi rovesci. Ci sono giornate, nella capitale, in cui un inedito alternarsi di pioggia e sole dà l’impressione di trovarsi non sulle sponde del Tevere, ma su quelle del Tamigi. Fenomeni estremi si registrano ormai da decenni in ogni parte del mondo, con ogni probabilità provocati in modo artificiale così da poter convincere le masse a rinunciare ai propri diritti per arginare non solo il terrorismo, ma anche il dissesto ecologico.

Se le perniciose attrazioni di questo circo non fossero sufficienti, c’è già chi paventa un’invasione aliena come nuova emergenza globale da cui difendersi. Pare però che lo strato di polveri emesse a certi livelli dell’atmosfera possa fare da schermo per la proiezione di ologrammi tridimensionali, sempre che non si tratti di manifestazioni diaboliche evocate dai satanisti che governano il mondo. Comunque sia, non dimentichiamo che, oggigiorno, una fotografia o un filmato non costituiscono affatto una prova, dato che gli strumenti digitali consentono di manipolarli a piacimento, come si è visto con la storia dell’11 settembre. L’ingegneria genetica, oltretutto, si è sicuramente spinta a livelli tali da permettere la creazione di veri e propri mostri. Una delle ultime scoperte circa l’uso di feti abortiti riguarda proprio la produzione di topi umanizzati, mentre sembra che la clonazione umana, a dispetto delle proibizioni, abbia fatto passi da gigante. Per completare il quadro, occorre almeno accennare ai filamenti di biologia sintetica rinvenuti sui tamponi e nell’organismo di diverse persone.

Finora ho evitato di soffermarmi su questi temi allo scopo di non aggravare gli animi con ulteriori motivi di preoccupazione che potrebbero indurli allo scoraggiamento e alla depressione. Di fronte a tali sviluppi, si può facilmente cedere a un’impressione di totale impotenza. Lo smarrimento non fa che accrescersi dinanzi all’allegra spensieratezza di tanti che, ricevuta la fatale iniezione, si sentono finalmente liberi e giocondi. È il momento, perciò, di rientrare in sé stessi per dissolvere questa orribile sensazione con una risposta degna di credenti, fondata cioè su quello sguardo soprannaturale che consente di cogliere la realtà più vera: «Alla luce della fede, tutto, nella storia del mondo e negli avvenimenti della […] vita personale, […] appare come una manifestazione della volontà divina, che realizza i suoi eterni disegni fin nei più minuti particolari dell’universo. […] la croce è la grazia suprema della nostra configurazione a Cristo, […] attraverso tutte le notti della Chiesa militante si opera l’ascesa luminosa delle anime verso l’immutabile e beatificante Trinità» (M.M. Philipon OP, La Trinità nella mia vita, Roma s.d., 66).

Da un lato, va riconosciuto che ogni minimo dettaglio, tanto nelle vicende dell’umanità quanto nei fatti dell’esistenza individuale, è previsto e compreso nei piani della Provvidenza, la quale governa il mondo con infallibile precisione in vista del trionfo del bene. Dall’altro, la via obbligata di tale vittoria è quella della Croce, strumento della redenzione universale come pure della santificazione personale, che consiste appunto nella graduale conformazione al Crocifisso. Le notti purificatrici sono processi benefici e vivificanti sia per le singole anime che per la Chiesa terrena nell’insieme. Attraverso di esse, nonostante ogni apparenza contraria, si realizza un’ascesa luminosa; è proprio nel buio più fitto della prova che lo Spirito Santo, fiamma viva d’amore, brucia le scorie del peccato e fonde i cuori per riplasmarli. In questo martirio nascosto, la nuova creatura nata nel Battesimo si sviluppa e cresce fino alla maturità, se corrisponde con costanza e generosità all’opera della grazia che la forgia nel segreto. Il nostro sommo Re non ama limitarsi al minimo, ma vuole condurci fino alla perfezione, facendo di noi un capolavoro divino.

«Essere vittima della Trinità: è realizzare fino in fondo la grazia del proprio Battesimo e, attraverso tutto, lasciarsi divinizzare da Gesù. Niente può impedire ad un’anima la comunione di ogni istante alla vita intima della Trinità. Basta esser cristiani in ogni atto e comportarsi in ogni cosa con l’anima di Gesù. […] Una vittima della Trinità […] è un’anima mariana, alla quale il Signore ha rivelato il segreto di vivere in Maria per vivere meglio in Gesù Cristo. Essere vittima della Trinità è passare sulla terra come la Vergine dell’Incarnazione, crocifissa e corredentrice con Gesù Cristo, identificata a tutti i sentimenti dell’Unigenito Figlio del Padre, e per mezzo di Lei lasciarsi consumare in Lui, nell’unità della Trinità» (ibid., 69-70). Questa non è una fuga in una sorta di intimismo spiritualistico, ma un completo programma di vita per valorosi guerrieri del Regno di Dio, capaci di pregustare sulla terra, nel bel mezzo della lotta, finanche nelle sofferenze più acute, la beatitudine che ci è promessa, quella di partecipare per sempre a quell’esultante scambio d’amore che da tutta l’eternità costituisce l’ineffabile vita trinitaria.

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