ACTA APOSTATICAE SEDIS : come, cambiando un po' qua e un po' la, si può cambiare tutto...

martedì 4 maggio 2021

Non che non l'avessimo capito?

Più lockdown = meno nascite. Così l'Italia si suicida

I dati pubblicati ieri dall'Istat dimostrano come la crisi pandemica abbia ulteriormente aggravato la tendenza al crollo della fecondità. È questa la vera emergenza nazionale, destinata a far fallire il Piano di Ripresa e Resilienza che il governo ha appena presentato alla Commissione Europea.

Immaginiamo che il presidente di una società di calcio si prefigga di vincere il campionato: sceglie l’allenatore più bravo, i dirigenti più in gamba; poi costruisce lo stadio di proprietà; crea una campagna di comunicazione per guadagnare simpatie e dare un’immagine adeguata alla società. Poi, siamo alla vigilia del campionato e il presidente si accorge che si è dimenticato di acquistare i calciatori. Una follia, si dirà. Impossibile. Già, ma questa è l’Italia di oggi, questo è ciò che il nostro governo sta facendo, ed è quello che dimostrano i dati Istat pubblicati ieri (con l’aggiunta di una analisi della natalità in Italia svolta dal presidente dell’Istat stessa, Gian Carlo Blangiardo).

In questi giorni si è molto parlato e molto fantasticato a proposito del Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza (PNRR) presentato dal nostro governo alla Commissione Europea, 210 miliardi di euro che dovrebbero rilanciare l’economia italiana, ulteriormente depressa dalla crisi pandemica. Transizione ecologica, digitale, mobilità sostenibile, inclusione, sono i principali capitoli di spesa per investimenti. Tralasciamo pure la questione, non secondaria, se questo sia il modo più efficace di rilanciare un’economia; il vero problema del PNRR è che non ci sono gli italiani, o meglio: saranno sempre meno, e insufficienti, gli italiani protagonisti dell’economia.

La crisi demografica dell'Italia, sempre più grave – e una delle cause fondamentali del declino economico - è stata semplicemente ignorata nel PNRR, esattamente come se il presidente di una squadra di calcio dimenticasse i giocatori. Teniamo conto che in 12 anni, le nascite sono calate del 30%, dalle 577mila del 2008 alle 404.000 del 2020, una vera e propria catastrofe.

E i dati forniti ieri dall’Istat rendono il quadro ancora più drammatico, perché al calo di nascite già previsto dall’andamento ormai pluriennale, si è aggiunto un ulteriore calo dovuto alle conseguenze della crisi pandemica. Da novembre 2020 infatti, c’è un improvviso calo di fecondità rispetto ai mesi precedenti, comparati con gli stessi mesi del 2019. Se fino a ottobre si registrava un calo medio del 2.7% rispetto all’anno precedente (in linea con la tendenza degli ultimi anni), a novembre si registra un -8.2% rispetto allo stesso mese del 2019 e a dicembre addirittura un -10.3%. A gennaio 2021 il calo poi cresce a -14.3%, per la prima volta con una media giornaliera al di sotto della barriera psicologica dei mille nati: 992 per la precisione, per un totale sul mese di 30.767 nati vivi. Nel gennaio 2020 la media era stata di 1.159 nascite. In totale nel gennaio 2021 sono nati 5.151 bambini in meno rispetto al gennaio 2020, vale a dire una cifra ben sette volte superiore al calo che nel 2020 si registrava rispetto al gennaio 2019 (-729 nati vivi). Un vero e proprio crollo che si aggiunge al già drammatico calo tendenziale delle nascite, tanto che ci si aspetta per il 2021 un totale di nati vivi ben al di sotto delle 400mila unità.

A cosa si deve questo ulteriore, drastico calo della fecondità? Alla paura, ci dice il professor Blangiardo. Alla paura scatenata dal virus che ha portato a una immediata contrazione dei concepimenti: novembre infatti coincide con i nove mesi dal marzo 2020, e la contrazione – come abbiamo visto – è andata aumentando. Il fatto che da parte delle autorità e dei media si continui a spargere terrore a piene mani di fronte a un virus certamente pericoloso ma gestibile in ben altro modo, lascia pensare che nei prossimi mesi vada ancora peggio.

Il crollo delle nascite – che ha portato l’Italia a perdere in sette anni un milione di abitanti – è la vera emergenza nazionale, anche dal punto di vista economico. Senza la spinta delle nuove generazioni infatti non ci può essere ripresa economica; e i grandi progetti raccontati dal presidente del Consiglio Mario Draghi, non solo sono destinati a rimanere sogni, ma hanno ottime probabilità di trasformarsi in incubi perché il Recovery Fund europeo a cui attingerà l’Italia per il PNRR sarà un ulteriore debito a carico delle sempre più striminzite generazioni future.

Un governo che pensa alla ripresa economica saltando a piedi pari l’ingrediente fondamentale perché la ricetta possa essere efficace, è semplicemente irresponsabile. E ancora di più lo è continuando a seminare panico e incertezza sul futuro, imponendo lockdown devastanti – per l’economia e per la salute mentale -, e diminuendo così la propensione alla fecondità.

C’è a questo proposito un altro elemento che agisce da moltiplicatore in questa drammatica spirale denatalista, e che è diretta conseguenza delle politiche di lockdown: «Nel 2020 – dice l’Istat – sono stati celebrati circa 97mila matrimoni, il 48% in meno dell’anno precedente (…) Considerando quanto ancora oggi vi sia uno stretto legame tra matrimonio e le intenzioni riproduttive nel breve periodo, non vi è dubbio che anche questo fattore eserciterà una spinta negativa sulle nascite del 2021 e forse anche in seguito».

Ovviamente nel PNRR nulla c’è scritto riguardo alla famiglia – e come sostenerla –, ignorando che essa è il fondamento di una qualsiasi politica che voglia invertire la tendenza demografica. Come dire che questo governo, non diversamente da quello precedente, sta allegramente accompagnando il nostro popolo al suicidio.

Riccardo Cascioli

https://lanuovabq.it/it/piu-lockdown-meno-nascite-cosi-litalia-si-suicida


Dittatura fa rima con censura


Ci hanno dato un mucchio di giocattolini informatici con cui trastullarci  come bambini (social, WhatsApp,  community on line, piattaforme ecc.) ma poi ci si stupisce se sul più bello ci presentano il conto: la censura. I media mainstream e le loro veline non si possono più ascoltare, ma molti di noi pensavano, all'inizio, di trovare rifugio sul web. Ora sappiamo che Google, YouTube, Facebook, Twitter, Instagram, ovvero i grandi  social network, sono al servizio dei governi peggiori e si comportano come i più solerti pretoriani del sistema socio-politico. Diciamo che è nata  una nuova simbiosi: i governi hanno bisogno di queste lobby della comunicazione on line; queste lobby, fanno i censori per i governi.

Non che non l'avessimo capito, ma ora è tutto più chiaro e lampante sul perché i social e YouTube mostrano tanto zelo censorio contro chi manifesta opinioni dissonanti, specie in materia di virus, vaccini e terapie domiciliari. Compreso quello dei protocolli sanitari su cure domiciliari contro il Covid di recente restaurato e ripristinato dal ministero della Salute, impugnando la sentenza del Tar del Lazio. Il disperante Speranza ha fatto accordi con Facebook, Google e YouTube. Indovinate un po' perché? 

Ma per censurarci meglio, bimbi miei!  Come dice l'autore dell'articolo su Imola Oggi https://www.imolaoggi.it/2021/05/01/speranza-accordi-google-youtube/",  "i liquami vengono sempre a galla".

Gli accordi intervenuti tra il Ministero della Salute il 7 febbraio 2020 con Facebook e il 28 febbraio 2020 con Google e YouTube (accordi ovviamente secretati ma per i quali è stato speso il pubblico denaro dei contribuenti) mostrano date inequivocabili che fanno pensare a una pianificazione molto  ben congegnata da tempo.

La censura agisce in modo subdolo, viscido, strisciante, quando meno te l'aspetti. Può capitare di non ritrovare più un articolo che ritenevamo utile e prezioso come quello segnalato su databaseitalia.it dell'oligarca Jacques Attali a proposito di una sua intervista memorabile risalente al 1981 e vedere apparire la scritta: 404 Pagina non trovata. Può capitare come è avvenuto all'ottimo dott. Gulisano, medico domiciliare di Lecco, di veder rimosso il video da YouTube dove poco prima appariva in un pacifico comizio in piazza dove ebbe l'ardire di presentare alcuni dei pazienti da lui salvati dal Covid (la malattia che non ammette rimedi, se non il vaccino). Come gli è successo di venire ospitato dalla trasmissione su La7 "Di Martedi" con tanto di telecamere sotto casa, e poi (ordini di scuderia?) La 7 dà forfait, perché nel frattempo succede che la sentenza del TAR è stata re-impugnata da parte del governo con tanto di vecchi protocolli precedenti (Tachipirina e vigile attesa). C'è, con ogni evidenza una censura visibile anche in questo "contrordine".  Ritorno sulla "pagina non trovata", prelevata dall'intervista di Attali al suo editore Marcel Salomon.


In futuro si tratterà di trovare un modo per ridurre la popolazione. Inizieremo dal vecchio, perché non appena supera i 60-65 anni, l'uomo vive più a lungo di quanto produce e costa caro alla società. Poi i deboli e poi gli inutili che non portano nulla alla società perché ce ne saranno sempre di più, e soprattutto finalmente gli stupidi. Eutanasia mirata a questi gruppi; L'eutanasia dovrà essere uno strumento essenziale delle nostre società future, in tutti i casi. Ovviamente non possiamo giustiziare persone o allestire campi. Ce ne sbarazzeremo facendo credere loro che sia per il loro bene. Una popolazione troppo numerosa, e per la maggior parte inutile, è qualcosa di troppo costoso dal punto di vista economico. Dal punto di vista sociale, è anche molto meglio che la macchina umana si arresti bruscamente piuttosto che deteriorarsi gradualmente. Non saremo in grado di superare i test di intelligenza su milioni e milioni di persone, puoi immaginare!
Troveremo qualcosa o lo causeremo, una pandemia che colpisce certe persone, una vera crisi economica o meno, un virus che colpirà il vecchio o il grande, non importa, i deboli soccomberanno, i timorosi e i lo stupido ci crederà e chiederà di essere curato. Avremo avuto cura di aver pianificato il trattamento, un trattamento che sarà la soluzione.
La selezione degli idioti sarà così fatta da sola: andranno al macello da soli ".

[Il futuro della vita - Jacques Attali, 1981]

Interviste a Michel Salomon, collezione The Faces of the Future, edizioni Seghers


Se l'articolo come questo riportato, lascia credere fin troppo palesemente che certe distopie da Great Reset sono state progettate da tempo, ecco intervenire debunker e "sbufalatori" vari in sua difesa. Qual è il ruolo di costoro? Lo avrete già intuito: quello di fingere di raddrizzare "false opinioni" e "false notizie" (fake news), pensieri non conformi per imporre in realtà il loro pensiero "unico" e uniforme. E non parlo dell'ormai screditato Butac, ma di testate di soccorso come "Liberation" (detto, il giornale dei Rothschild). Ma no, avete capito male, Attali è stato frainteso, non voleva mica dire quello che voi  pensate così malignamente...Bene, il pezzo è lì, recuperato. I lettori non sono dei  minus habentes che hanno bisogno di tutele. Pertanto, ciascuno si faccia le proprie opinioni, senza interpreti, traduttori né mediatori. Ad Attali, alla sua teoria del Poliamore, e ai suoi antefatti pro UE, euro,  sul Trattato di Lisbona, sul trattato di Maastricht ed eurocrazia,  sul suo ruolo di mentore di Macron, la sottoscritta ha già dedicato alcuni post (vedere i link).
 

Ma consiglio di leggere anche questo pezzo di Enrica Perucchietti "Il mondo nuovo sognato da Jacques Attali" che ben ne fotografa la visione distorta del mondo.  Perché sono così interessati a smentire quanto affermato con compiaciuto cinismo addirittura nel 1981? Be', facile da scoprire. Ora siamo per davvero al giro di boa  nella costruzione di quel mondo che allora pareva lontano. Meglio, allora, non dare troppo nell'occhio  e ritirare la mano, dopo aver lanciato il sasso. 



Ma andiamo avanti con la censura. Avrete appreso che il sito Byoblu a causa di una pesante censura su YouTube si è visto cancellare mezzo milione di iscritti, 14 anni di attività e circa duemila video. La notifica dell’oscuramento è arrivata con una mail in cui si spiega la decisione presa. Pertanto Claudio Messora, che dirige quel sito è stato costretto a comprarsi un canale sul digitate terrestre che chiunque di voi può reperire cliccando il tasto 262.  Acquisto che è potuto avvenire, anche grazie alla donazione di molti lettori,  simpatizzanti e follower.  Ora la tv ha un ottavo canale sul digitale terrestre, cui si può avere accesso. C'è ancora molta strada da percorrere per fare una vera tv dalla parte dei cittadini: ci vogliono più servizi, dirette e approfondimenti di qualità, ma intanto è un inizio. Bisogna quindi sganciarci da chi ci sabota: è questa la lezione che ne emerge. 

Sera di S. Giacomo
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